Psicofarmaci

Amisulpiride, un antidepressivo atipico

Amisulpiride è un farmaco che ha come azione prevalente il blocco dei recettori per la dopamina denominati D2 e D3 come molti antipsicotici, solo che Amisulpiride ha difficoltà a passare la barriera ematoencefalica e quindi come anti-dopaminergico centrale è “leggero”; è utile per trattare tre condizioni: nausea, depressione e psicosi. E’ un analogo più potente delle precedenti Sulpiride e Levosulpiride.
Essa ha una caratteristica importante quanto strana: a basso dosaggio funziona da piacevole stimolante (fino a 50 mg) mentre, come aumenti anche di poco il dosaggio, ti accorgi che subentra un effetto opposto, spesso sgradevole, di sonnolenza e stordimento. Perchè questo?
Brevemente, il neurone dopaminergico ha sia recettori per la dopamina presinaptici (si chiamano autorecettori e il loro blocco provoca liberazione di dopamina quindi euforia e voglia di fare) che recettori per la dopamina postsinaptici il cui blocco provoca sedazione, svogliatezza e stordimento. Siccome i recettori presinaptici sono più sensibili all’amisulpiride di quelli postsinaptici, un basso dosaggio di questa provoca prevalentemente un effetto stimolante; aumentando il dosaggio, la stimolazione presinaptica eccitatoria arriva rapidamente ad un massimo e non procede oltre mentre cresce progressivamente l’effetto postsinaptico sedativo che diviene via via tanto consistente da soverchiare definitivamente l’effetto stimolante presinaptico rimasto costante. L’effetto stimolante piacevole erapido (quasi immediato) sembra essere dunque in parte dovuto ad un aumento della dopamina disponibile negli spazi sinaptici ma non solo a quello; infatti amisulpiride è in grado anche di bloccare il recettore per la serotonina 5-HT7, cosa che sembra contribuire in modo molto rilevante alla sua azione antidepressiva; secondo alcuni Autori anzi, Continua a leggere

Amantadina, antidepressivo dopaminergico rapido

Si cominciò ad utilizzare Amantadina nel 1963 quando si scoperse che aveva proprietà antivirali ed in particolare antinfluenzali ma ci si accorse poi negli anni che sotto la pressione selettiva di tale farmaco il virus mutava rapidamente per sopravvivere e pertanto, come agente antivirale, non venne più utilizzato.
Intanto, si scoperse casualmente che Amantadina oltre a prevenire l’influenza aveva molte altre proprietà cioè era in grado di:

  1. Migliorare i sintomi della malattia di Parkinson
  2. Accelerare la ripresa delle funzioni cognitive nei pazienti con danni cerebrali acuti come ictus o incidenti
  3. Ridare forza muscolare ai malati di sclerosi multipla
  4. Migliorare le prestazioni cognitive negli anziani
  5. Migliorare l’attenzione dei bambini affetti da deficit d’attenzione con iperattività
  6. Migliorare i sintomi dell’autismo
  7. Migliorare l’umore, l’iniziativa, la motivazione e il senso del piacere
  8. Aumentare desiderio e il piacere sessuali, facilitare il raggiungimento dell’orgasmo
  9. Mitigare i sintomi d’astinenza nei cocainomani.

Tutte le proprietà di Amantadina su esposte, a parte quella antivirale, sembrano dipendere principalmente dalla sua azione stimolante dopaminergica a livello prefrontale (aspetti cognitivi) e a livello del nucleus accumbens (senso del piacere). Amantadina, a livello biochimico, agisce così: Continua a leggere

Acido Valproico (Depakin)

Venne sintetizzato nel lontano 1882 come analogo dell’acido valerico, estratto dalla famosa Valeriana Officinalis ma le sue proprietà antiepilettiche furono scoperte molto tempo dopo, nel 1962; nel 1967 venne poi messo in commercio in Francia diventando negli anni il farmaco antiepilettico più venduto al mondo.
Successivamente si scoperse anche la sua proprietà, comune a tutti gli antiepilettici, di mitigare le forti oscillazioni dell’umore presenti nei pazienti bipolari.
Viene anche utilizzato come profilattico per l’emicrania, per il dolore neuropatico e per il mal di testa.
Il suo meccanismo d’azione, non completamente chiarito, sembra essere principalmente legato a:

  • blocco di certi canali del sodio che riduce il rilascio di Glutammato e Aspartato, amminoacidi eccitatori del cervello.
  • stimolazione dei circuiti inibitorii Gabaergici sia per azione diretta del Valproato sia per inibizione della ricaptazione e della degradazione del neurotrasmettitore inibitorio GABA.

Secondariamente, sembra che Valproato eserciti un’azione inibitoria sul neurone dovuta al blocco di certi canali del calcio e del potassio e all’inibita sintesi di fosfatidilinositolo 3 (PIP3) con relativo rallentamento della trsmissione sinaptica.
Molto importante e promettente sembra poi essere l’azione neuroprotettiva e neurorigenerativa che Valproato esercita sul cervello attraverso l’inibizione dell’enzima deacetilasi (azione epigenetica) che porta alla maggiore produzione di fattori di crescita del neurone e delle cellule associate (cellule gliali)
Da quanto sopra, si può notare che a differenza della Lamotrigina, antiepilettico e stabilizzante dell’umore prevalentemente stimolante, Valproato è prevalentemente sedativo (azione sul GABA che Lamotrigina non ha) e pertanto risulta più indicato a prevenire e curare la componente maniacale del disturbo bipolare mentre Lamotrigina è più efficace nella prevenzione degli episodi depressivi. Continua a leggere