In questa sezione del sito, cercherò di fornire le informazioni più rilevanti sugli effetti degli psicofarmaci.

Lyrica (Pregabalin)

Il Lyrica (Pregabalin) è principalmente un farmaco antiepilettico ma viene spesso prescritto per il dolore neuropatico centrale e periferico e, sempre più spesso, per lenire l’ansia cronica o stabilizzare l’umore labile. Si lega ai canali del calcio voltaggio-dipendenti del neurone diminuendo l’attività di numerosi neurotrasmettitori come glutammato, noradrenalina, sostanza P. Non è in grado di interferire in modo diretto legandosi al recettore del GABA, ma può aumentarne la concentrazione tramite l’espressione dell’enzima GAD.
In questa sede vorrei porre l’accento sull’uso che sempre più spesso si fa di tale farmaco nei disturbi bipolari dell’umore e nel disturbo d’ansia cronico (chiamato anche tecnicamente disturbo d’ansia generalizzata) e vorrei a tal proposito sottolineare come il Pregabalin sia da prescrivere e da assumere solo dopo avere provato opzioni terapeutiche meno rischiose per i seguenti motivi: Continua a leggere

Tianeptina, un super-antidepressivo misterioso

La Tianeptina, una molecola sintetizzata in Francia nel 1960, è un farmaco ad attività ansiolitica, antidepressiva e broncodilatatrice appartenente chimicamente alla classe degli antidepressivi triciclici ma completamente diversa da questi per meccanismo d’azione ed effetti collaterali: agisce in modo tutto suo, senza aumentare i livelli dei neurotrasmettitori serotonina, noradrenalina o dopamina, senza stimolarne o inibirne i recettori e senza dare effetti collaterali di tipo anticolinergico, sedativo, cardiovascolare e sessuale. È utilizzato a volte anche nel trattamento dell’asma e dell’intestino irritabile. Attualmente è in vendita in alcuni paesi europei come la Francia e l’Austria ma per ragioni commerciali non in Italia, dove è tuttavia possibile richiederne l’importazione con il nome di Stablon o Coaxil.

La Tianeptina ha dimostrato di avere un effetto antidepressivo (nel trattamento della depressione maggiore) comparabile a quello di comuni antidepressivi come fluoxetina, amitriptilina, clomipramina e altri ma con molti meno effetti collaterali. Possiede inoltre un’attività ansiolitica che si affianca e completa l’attività antidepressiva e una attività psicostimolante e migliorativa dei deficit cognitivi indotti dalla depressione. Continua a leggere

Trimipramina (Surmontil*)

La trimipramina è un antidepressivo triciclico (TCA) venduto in farmacia con nome di Surmontil. È dotata di spiccato effetto sedativo, ansiolitico ed ipnoinducente. Se assunta in modo continuativo sviluppa effetto antidepressivo e antipsicotico. Il suo effetto complessivo è paragonabile a quello della Levomepromazina (Nozinan) e della Clozapina (Leponex), antipsicotici dotati di struttura chimica simile.

Il meccanismo dell’azione antidepressiva della trimipramina, non è ancora del tutto chiaro dal momento che, a differenza degli altri antidepressivi, non inibisce in misura significativa né la ricaptazione della serotonina, né quella della noradrenalina. È possibile che le proprietà antidepressive del farmaco siano riconducibili al suo antagonismo verso il recettore della serotonina 5HT2A, alla sua azione anticolinergica centrale (cioè cerebrale) e alla sua peculiare capacità di abbassare i livelli di cortisolo circolante, cortisolo che è secreto dalle due ghiandole surrenali in modo eccessivo negli stati di stress o di depressione.

L’azione antipsicotica di trimipramina poi, sembra da attribuire al suo effetto anti-dopaminergico diretto contro i recettori D1 e D2 della dopamina (analogamente ai neurolettici) oltre alla sua già citata capacità di inibire l’increzione (immissione in circolo) di cortisolo surrenalico il quale è Continua a leggere

Zuclopentixolo (Clopixol*)

Lo Zuclopentixolo, nome commerciale Clopixol*, è un potentissimo sonnifero e tranquillante disponibile anche in gocce e appartenente alla classe dei tioxanteni. Mostra un’elevata affinità per i recettori della dopamina D1 e D2, a livello dei quali esercita un’attività di antagonismo, come tutti gli antipsicotici. In particolare, il blocco dei recettori dopaminici a livello del sistema dopaminergico mesolimbico, è verosimilmente responsabile dell’attività antipsicotica mentre, a livello nigro-striatale, è causa di disturbi extrapiramidali (Parkinsonismo jatrogeno, ad alti dosaggi e per periodi prolungati) e a livello prefrontale è responsabile dei deficit cognitivi, della mancanza di iniziativa e di motivazione (sempre ad alti dosaggi). Ancora, il calo di tono del sistema dopaminergico nelle zone cerebrali preposte al senso del piacere, è responsabile della sua azione depressogena sull’umore (alti dosaggi).

Lo zuclopentixolo è caratterizzato da marcati effetti sedativi anche a dosaggio basso, da effetti antipsicotici e antiallucinatori.
Agisce inoltre: Continua a leggere

Nozinan

La levomepromazina (nome commerciale Nozinan, sul mercato dal 1959) è un potente tranquillante appartenente alla famiglia delle fenotiazine (come Largactil, Talofen, Trilafon). Le sue proprietà sedative e antipsicotiche sono dovute alla potente azione antidopaminergica, antiistaminica e anti-alfa 1 adrenergica centrale della molecola. Nozinan viene utilizzato, ad alto dosaggio, in tutti quei disturbi mentali dove prevalgano eccitamento psicomotorio, delirio, allucinazioni; a basso dosaggio invece può essere utilizzato nelle forme gravi d’ansia o d’insonnia, Continua a leggere

Talofen gocce introvabile

ATTENZIONE: chi fosse alla ricerca di Talofen gocce sappia che sono disponibili alcune confezioni presso la farmacia Morelli di Venezia 041 522 4196 morellifarmacista@libero.it

Da un po’ di tempo manca nelle farmacie il prodotto Talofen gocce, forse per un difetto del contagocce ma, cosa ci sia dietro realmente, non lo so; fatto sta che molte persone che lo assumevano mi telefonano per sapere con cosa sostituirlo. La risposta non è una sola perché dipende dal motivo per cui lo si assume. In generale, il Talofen ha due indicazioni: 1) ad alto dosaggio si usa per problemi mentali gravi caratterizzati da forte agitazione, come le forme maniacali, deliranti-allucinatorie oppure le demenze; 2) a basso dosaggio, per problemi seri sì, ma di persone complessivamente “normali” che hanno solo episodi o brevi periodi di forte insonnia, ansia o tensione nervosa. Ciò che posso dire io riguardo ai casi gravi e cronici, è che va scelto come alternativa un farmaco dotato delle stesse caratteristiche e cioè anti-dopaminergico (agisce sull’ideazione), anti-colinergico (mitiga gli effetti parkinsonizzanti degli antidopaminergici) e anti-istaminico (calma e favorisce il sonno) come possono essere, ad esempio, Trilafon, Largactil, Entumin, Clopixol e Nozinan. L’aloperidolo (Serenase, Haldol) invece, essendo solo anti-dopaminergico, non è un buon sostitutivo.

Nel caso poi delle persone sostanzialmente normali, direi che la scelta si restringe un po’; Entumin e Clopixol in gocce possono essere dei buoni sostitutivi, ma attenzione: sono molto potenti Continua a leggere

Aloperidolo

E’ un farmaco antipsicotico ed è il capostipite della famiglia dei butirrofenoni, una delle 5 classi di antipsicotici. È dotato di effetto antidelirante, sedativo e antiemetico. È il farmaco antidelirante e antiallucinatorio per eccellenza. I più comuni nomi commerciali in Italia sono Serenase ed Haldol.

È stato scoperto in Belgio nel 1958 da Paul Janssen (medico e ricercatore farmaceutico) durante alcune ricerche sugli antidolorifici derivanti dall’oppio. Usato nei pazienti psichiatrici per trattare l’agitazione psicomotoria, si rivelò un potente antipsicotico a dosi di molto inferiori a quelle della clorpromazina e divenne uno dei farmaci più utilizzati in psichiatria.

Rispetto agli altri antipsicotici, l’aloperidolo si caratterizza per la sua selettività d’azione sui recettori della dopamina D2 il che lo rende molto efficace nelle funzioni antidelirante e antiallucinatoria ma può causare effetti collaterali simili al Parkinson perché i medesimi recettori D2 bloccati da Aloperidolo sono presenti anche nelle strutture cerebrali preposte al controllo del movimento, della postura e del tono muscolare, denominate nell’insieme “sistema motorio extrapiramidale”.

Aloperidolo inoltre blocca i recettori alfa 1 adrenergici, il che contribuisce al suo effetto sedativo ma provoca anche, a livello periferico, vasodilatazione cui segue ipotensione ortostatica e una fastidiosa congestione nasale.

Aloperidolo è indicato prevalentemente in caso di agitazione psicomotoria (correlata a demenza, schizofrenia, stati maniacali, disturbi di personalità, alcolismo) e come antidelirante e antiallucinatorio.

Un suo derivato, l’aloperidolo decanoato, possiede un’azione farmacologica più prolungata ed è usato nel trattamento delle psicosi croniche.

Di seguito, sotto la mia firma, vi fornisco la scheda tecnica completa del farmaco, preparata dal produttore e validata dal’AIFA

A. Mercuri

Codifa

L'informazione scientifica al servizio degli operatori della salute
interazioni farmacologiche in collaborazione con
Università degli Studi di Milano
con il patrocinio di
Federazione Ordini Farmacisti Italiani
SERENASE

Ultimo aggiornamento il: 18/07/2019

TABELLA RIASSUNTIVA

AIC 016805095
TITOLARE Istituto Luso Farmaco d’Italia S.p.A.
CLASSE C
RICETTA RR – medicinale soggetto a prescrizione medica
ATC N05AD01 – Aloperidolo
PRINCIPIO ATTIVO aloperidolo
GRUPPO TERAP. Antipsicotici butirrofenonici
PREZZO € 3,60
FORMA FARMACEUTICA gocce
PIANO TERAPEUTICO No
PHT No

RCP

SERENASE 1 mg compresse
SERENASE 5 mg compresse
SERENASE 10 mg compresse
SERENASE 2 mg/ml gocce orali, soluzione
SERENASE 10 mg/ml gocce orali, soluzione
SERENASE 2 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare
SERENASE 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare
SERENASE 1 mg compresse
Una compressa contiene
Principio attivo: aloperidolo 1 mg
Eccipienti con effetti noti: lattosio
SERENASE 5 mg compresse
Una compressa contiene
Principio attivo: aloperidolo 5 mg
Eccipienti con effetti noti: lattosio
SERENASE 10 mg compresse
Una compressa contiene
Principio attivo: aloperidolo 10 mg
Eccipienti con effetti noti: lattosio
SERENASE 2 mg/ml gocce orali, soluzione
100 ml di soluzione orale contengono
Principio attivo: aloperidolo 200 mg
Eccipienti con effetti noti: metile p-idrossibenzoato, propile p-idrossibenzoato
SERENASE 10 mg/ml gocce orali, soluzione
100 ml di soluzione orale contengono
Principio attivo: aloperidolo 1 g
Eccipienti con effetti noti: metile p-idrossibenzoato, propile p-idrossibenzoato
SERENASE 2 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare
Ogni fiala contiene
Principio attivo: aloperidolo 2 mg
Eccipienti con effetti noti: metile p-idrossibenzoato, propile p-idrossibenzoato
SERENASE 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare
Ogni fiala contiene
Principio attivo: aloperidolo 5 mg
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1
Compresse
Gocce orali, soluzione
Soluzione iniettabile per uso intramuscolare
 4 – INFORMAZIONI CLINICHE
Compresse e gocce orali, soluzione:
Agitazione psicomotoria in caso di:
  • stati maniacali, demenza, oligofrenia, psicopatia, schizofrenia acuta e cronica, alcoolismo, disordini di personalità di tipo compulsivo, paranoide, istrionico.
Deliri ed allucinazioni in caso di:
  • schizofrenia acuta e cronica, paranoia, confusione mentale acuta, alcoolismo (Sindrome di Korsakoff), ipocondriasi, disordini di personalità di tipo paranoide, schizoide, schizotipico, antisociale, alcuni casi di tipo borderline.
  • Movimenti coreiformi.
  • Agitazione, aggressività e reazioni di fuga in soggetti anziani.
  • Tics e balbuzie.
  • Vomito.
  • Singhiozzo.
  • Sindromi da astinenza da alcool.
Soluzione iniettabile per uso intramuscolare:
Forme resistenti di eccitamento psicomotorio, psicosi acute deliranti e/o allucinatorie, psicosi croniche.
L’impiego del prodotto ad alte dosi va limitato alla terapia delle forme resistenti di: sindromi di eccitamento psicomotorio, psicosi acute deliranti e/o allucinatorie, psicosi croniche.
Nel trattamento dei dolori intensi generalmente in associazione con analgesici stupefacenti.
Le posologie suggerite sono solo indicative in quanto il dosaggio è strettamente individuale e varia in funzione della risposta del paziente (età, condizione del paziente, natura e gravità delle affezioni, risposta terapeutica, tollerabilità del prodotto). Ciò significa che nella fase acuta è spesso necessario un progressivo incremento delle dosi, seguito da una graduale riduzione nella fase di mantenimento, così da stabilire la dose minima efficace. Le dosi elevate devono essere somministrate solo ai pazienti che hanno risposto in modo poco soddisfacente ai dosaggi più bassi.
SERENASE in formulazione fiale deve essere somministrato per via intramuscolare (vedere sezione 4.4. Avvertenze speciali e precauzioni di impiego).
ADULTI
  1. Come neurolettico
    fase acuta: episodi acuti di schizofrenia, delirium tremens, paranoia, confusione acuta, sindrome di Korsakoff, paranoia acuta:
    5 mg i.m. da ripetere ogni ora fino al raggiungimento di un adeguato controllo dei sintomi e comunque fino ad un massimo di 20 mg al giorno.
    Nella somministrazione orale le dosi tra 2 e 20 mg/giorno potrebbero essere somministrate sia come dose singola sia come dosi divise.
    fase cronica: schizofrenia cronica, alcoolismo cronico, disturbi cronici della personalità:
    per somministrazione orale: da 1-3 mg tre volte al giorno, in relazione alla risposta individuale.
    La dose massima giornaliera non deve comunque superare i 20 mg.
  2. Nel controllo dell’agitazione psico-motoria
    fase acuta: mania, demenza, alcoolismo, disturbi della personalità e comportamentali, singhiozzo, movimenti coreiformi, tics, balbuzie: 5 mg i.m. da ripetere ogni ora fino al raggiungimento di un adeguato controllo dei sintomi e comunque fino ad un massimo di 20 mg al giorno
    fase cronica: per somministrazione orale: da 0,5-1 mg tre volte al giorno fino a 2-3 mg tre volte al giorno, in relazione alla risposta individuale.
  3. Come ipnotico
    per somministrazione orale: 2-3 mg in dose unica, la sera prima di coricarsi.
  4. Come antiemetico
    nel vomito di origine centrale: 5 mg i.m.
    Nella profilassi del vomito postoperatorio: 2,5-5 mg i.m. alla fine dell’intervento.
ANZIANI
Nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovrà valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati.
POPOLAZIONE PEDIATRICA
La sicurezza e l’efficacia di aloperidolo non sono state stabilite nella popolazione pediatrica.

 

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Stati comatosi, pazienti fortemente depressi dall’alcool o da altre sostanze attive sul sistema nervoso centrale, depressioni endogene senza agitazione, morbo di Parkinson.
Astenie, nevrosi e stati spastici dovuti a lesioni dei gangli della base (emiplegia, sclerosi a placche, ecc.).
Malattie cardiache clinicamente significative (ad es: recente infarto acuto del miocardio, insufficienza cardiaca scompensata, aritmie trattate con medicinali antiaritmici appartenenti alle classi IA e III).
Prolungamento intervallo QTc.
Soggetti con storia famigliare di aritmia o torsione di punta.
Ipopotassemia non corretta.
Concomitante uso di farmaci che prolungano il QTc.
Gravidanza accertata o presunta, allattamento e nei bambini.
Effettuare un ECG di base prima di iniziare il trattamento (vedere sezione 4.3).
Effettuare un monitoraggio dell’ECG nel corso della terapia, sulla base delle condizioni cliniche del paziente.
Nel corso della terapia, ridurre il dosaggio se si osserva un prolungamento del QT e interrompere se il QTc è >500ms.
Si raccomanda un controllo periodico degli elettroliti.
Evitare una terapia concomitante con altri neurolettici.
Sono stati riportati rari casi di morte improvvisa in pazienti psichiatrici trattati con farmaci antipsicotici, tra cui SERENASE.
Sono stati riportati casi di tromboembolismo venoso (TEV) con farmaci antipsicotici. Spesso i pazienti trattati con farmaci antipsicotici presentano fattori di rischio acquisiti per TEV; pertanto devono essere identificati tutti i possibili fattori di rischio per TEV prima e durante la terapia con SERENASE e devono essere intraprese misure preventive.
Aumento della mortalità nelle persone anziane con demenza
Dati ottenuti da due ampi studi osservazionali hanno dimostrato che nelle persone anziane con demenza trattate con antipsicotici il rischio di morte è lievemente aumentato rispetto alle persone non trattate. Non ci sono dati a sufficienza per stimare esattamente l’entità del rischio e non è nota la causa dell’aumentato rischio.
SERENASE non è autorizzato per il trattamento dei disturbi del comportamento correlati a demenza.
Pazienti anziani affetti da psicosi correlata a demenza trattati con farmaci antipsicotici mostrano un aumentato rischio di morte. L’analisi di diciassette studi clinici controllati verso placebo (durata modale di 10 settimane), prevalentemente in pazienti in terapia con farmaci antipsicotici atipici, ha rivelato un rischio di morte compreso tra 1,6 e 1,7 volte maggiore in pazienti trattati con farmaco rispetto ai trattati con placebo. Nel corso di uno studio clinico controllato della durata di 10 settimane con un farmaco tipico il tasso di mortalità è stato di circa il 4,5% nei pazienti trattati con farmaco rispetto a circa il 2,6% nel gruppo placebo. Sebbene le cause di morte erano varie, la maggior parte dei decessi è sembrata essere di natura cardiovascolare (ad esempio insufficienza cardiaca, morte improvvisa) o di natura infettiva (ad esempio polmonite). Studi osservazionali suggeriscono che, come gli antipsicotici atipici, il trattamento con antipsicotici convenzionali può aumentare la mortalità. In tale ambito non è chiaro se l’aumentata mortalità osservata negli studi osservazionali possa essere attribuita agli antipsicotici o al contrario ad alcune caratteristiche dei pazienti.
Effetti cardiovascolari
Con aloperidolo sono stati riportati molto raramente casi di prolungamento dell’intervallo QT e/o aritmie ventricolari, in aggiunta a rari casi di morte improvvisa. Essi potrebbero verificarsi più frequentemente con alti dosaggi di farmaco e in pazienti predisposti.
Dal momento che nel corso della terapia con SERENASE è stato osservato un prolungamento dell’intervallo QT, si raccomanda cautela nei pazienti con condizioni che predispongono ad un prolungamento del QT (sindrome da QT prolungato, ipokalemia, squilibrio elettrolitico, farmaci che causano prolungamento del QT, malattie cardiovascolari, storia familiare di prolungamento del QT) soprattutto se SERENASE viene somministrato per via parenterale (vedere sezione 4.5).
Il rischio di prolungamento dell’intervallo QT e/o di aritmie ventricolari può aumentare con dosi elevate (vedere sezioni 4.8 e 4.9) o quando il medicinale è somministrato per via parenterale.
SERENASE non deve essere somministrato per via endovenosa, in quanto la somministrazione endovenosa di aloperidolo è stata associata ad un maggiore rischio di prolungamento del tratto QT e di Torsione di punta.
Sono state inoltre riportate tachicardia e ipotensione in pazienti occasionali.
Sindrome neurolettica maligna
Come gli altri farmaci antipsicotici, anche SERENASE è stato associato a sindrome neurolettica maligna: una risposta rara ed idiosincrasica caratterizzata da ipertermia, rigidità muscolare generalizzata, instabilità autonomica, stato di coscienza alterato. L’ipertermia è spesso un sintomo precoce di tale sindrome. Il trattamento antipsicotico deve essere sospeso immediatamente e devono essere istituite appropriate terapie di supporto ed un attento monitoraggio.
Discinesia tardiva
Come per tutti i farmaci antipsicotici, può comparire discinesia tardiva in alcuni pazienti in terapia a lungo termine o dopo sospensione della terapia. Tale sindrome è principalmente caratterizzata da movimenti ritmici involontari della lingua, del viso, della bocca o della mandibola. Le manifestazioni possono essere permanenti in alcuni pazienti. La sindrome può essere mascherata con la ripresa del trattamento, con l’aumento del dosaggio o passando ad un altro antipsicotico. Il trattamento deve essere interrotto appena possibile.
Sintomi extrapiramidali
Come per tutti i neurolettici, possono insorgere sintomi extrapiramidali, ad esempio tremore, rigidità, ipersalivazione, bradicinesia, acatisia, distonia acuta.
Farmaci antiparkinson anticolinergici possono essere prescritti se necessario, ma non dovrebbero essere usati routinariamente come misura preventiva. Se è necessario il trattamento concomitante con farmaci antiparkinson deve essere protratto dopo la sospensione di SERENASE, se la loro escrezione è più rapida rispetto a quella di SERENASE, allo scopo di evitare lo sviluppo o l’aggravamento di sintomi extrapiramidali. Il medico deve considerare il possibile aumento della pressione intraoculare dovuta ai farmaci anticolinergici, inclusi gli agenti antiparkinson, quando somministrati in concomitanza con SERENASE.
I dati di sicurezza disponibili nella popolazione pediatrica indicano un rischio di sintomi extrapiramidali, incluso discinesia tardiva e sedazione. Non sono disponibili dati di sicurezza a lungo termine.
Attacchi epilettici/Convulsioni
È stata riportata l’insorgenza di attacchi epilettici scatenati da SERENASE. Si raccomanda cautela nei pazienti epilettici e in condizioni che predispongono alle convulsioni (ad esempio sospensione dell’alcool e danno cerebrale).
Effetti epatobiliari
Dato che SERENASE è metabolizzato dal fegato, si raccomanda cautela in pazienti con malattia epatica. Sono stati riportati casi isolati di anomalie nella funzionalità epatica o epatiti, più spesso colestatiche.
Effetti sul sistema endocrino
La tiroxina può facilitare la tossicità di SERENASE. La terapia antipsicotica in pazienti con ipertiroidismo deve essere intrapresa solo con grande cautela e deve essere sempre accompagnata da una terapia per raggiungere uno stato eutiroideo.
Gli effetti ormonali degli antipsicotici neurolettici includono iperprolattinemia, che può causare galattorrea, ginecomastia e oligo- o amenorrea. Sono stati riportati casi molto rari di ipoglicemia e di Sindrome da Inappropriata Secrezione di ADH.
Considerazioni aggiuntive
Nella schizofrenia, la risposta al trattamento con farmaci antipsicotici può essere ritardata. Anche se i farmaci vengono sospesi, la ripresa dei sintomi può non apparire visibile per diverse settimane o mesi. Sintomi acuti da sospensione inclusi nausea, vomito e insonnia sono stati descritti molto raramente dopo improvvisa interruzione di alte dosi di farmaci antipsicotici. Può anche verificarsi una ricaduta psicotica, per cui si consiglia una sospensione graduale. Come per tutti gli antipsicotici SERENASE non dovrebbe essere usato in monoterapia nei casi in cui la depressione è predominante. SERENASE può essere associato a farmaci antidepressivi nelle condizioni in cui coesistono depressione e psicosi.
Informazioni importanti su alcuni eccipienti
Le compresse di SERENASE contengono lattosio quindi i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.
Le gocce orali di SERENASE contengono paraidrossibenzoati. Possono causare reazioni allergiche (anche ritardate).
Le soluzioni iniettabili di SERENASE contengono paraidrossibenzoati. Possono causare reazioni allergiche (anche ritardate) e, eccezionalmente, broncospasmo.
Come per gli altri antipsicotici, utilizzare cautela nel prescrivere aloperidolo insieme ad altri farmaci che inducono un prolungamento dell’intervallo QT.
 L’aloperidolo segue diverse vie metaboliche tra cui la glucuronidazione ed il sistema del citocromo P450 (in particolare CYP 3A4 o CYP 2D6). L’inibizione di queste vie metaboliche da parte di un altro farmaco o una diminuzione dell’attività enzimatica del CYP 2D6 può provocare l’aumento della concentrazione di aloperidolo e un aumento del rischio di eventi avversi tra cui il prolungamento del QT.
In studi di farmacocinetica sono stati riportati incrementi della concentrazione di aloperidolo da lievi a moderati se somministrato assieme a farmaci substrati o inibitori degli isoenzimi CYP 3A4 o CYP 2D6 come itraconazolo, nefazodone, buspirone, venlafaxina, alprazolam, fluvoxamina, chinidina, fluoxetina, sertalina, clorpromazina e prometazina. Una diminuzione dell’attività enzimatica del CYP 2D6 può causare un aumento delle concentrazioni di aloperidolo. Sono stati osservati aumenti del QTc quando l’aloperidolo è stato somministrato con una combinazione degli inibitori metabolici ketoconazolo (400 mg/die) e paroxetina (20 mg/die). In questo caso potrebbe essere necessario ridurre la dose di aloperidolo.
Bisogna utilizzare cautela quando si somministra aloperidolo in combinazione con farmaci che possono provocare squilibrio elettrolitico.
Effetti di altri farmaci su aloperidolo
Quando alla terapia con SERENASE è aggiunto il trattamento prolungato con induttori enzimatici come carbamazepina, fenobarbital, rifampicina, può verificarsi una significativa diminuzione dei livelli plasmatici di aloperidolo. Perciò, durante il trattamento combinato, la dose di SERENASE deve essere aggiustata se necessario. Dopo la sospensione di tali farmaci può essere necessario ridurre il dosaggio di SERENASE.
Sodio valproato, farmaco noto come inibitore della glucuronidazione, non influenza i livelli plasmatici di aloperidolo.
Effetti di aloperidolo su altri farmaci
Come tutti i neurolettici, SERENASE può potenziare l’azione depressiva sul SNC di altri farmaci compresi alcool, ipnotici, sedativi o forti analgesici.
È stato inoltre riferito un potenziamento di tali effetti in caso di associazione con metildopa.
SERENASE può antagonizzare l’azione dell’adrenalina e di altri agenti simpaticomimetici ed invertire l’effetto ipotensivo degli agenti di blocco adrenergico, quale, per es., la guanetidina.
SERENASE può diminuire gli effetti antiparkinsoniani della levodopa.
Aloperidolo è un inibitore del CYP 2D6.
Non somministrare in concomitanza con farmaci che prolungano il QT come ad esempio alcuni antiaritmici della classe IA (es. chinidina, disopiramide e procainamide) e della classe III (es. amiodarone, sotalolo), alcuni antistaminici, altri antipsicotici e alcuni antimalarici (es. chinina e meflochina) ed inoltre la moxifloxacina. Questa lista è da considerarsi solo indicativa e non esaustiva.
Non somministrare in concomitanza con farmaci che determinano alterazione degli elettroliti.
Dovrebbe essere evitato l’uso concomitante di diuretici, in particolare di quelli che possono causare ipopotassiemia.
SERENASE inibisce il metabolismo degli antidepressivi triciclici, aumentandone così i livelli plasmatici.
Altre forme di interazione
In rari casi, durante l’uso concomitante di litio e SERENASE sono stati riportati i seguenti sintomi: encefalopatia, sintomi extrapiramidali, discinesia tardiva, sindrome neurolettica maligna, disordini del tronco encefalico, sindrome cerebrale acuta e coma. La maggior parte di questi sintomi erano reversibili. Rimane controverso se tali sintomi siano correlabili alla co-somministrazione o se siano invece la manifestazione di un distinto episodio clinico. Non di meno, si raccomanda che, in pazienti trattati contemporaneamente con SERENASE e litio, la terapia venga immediatamente interrotta qualora compaiano questi sintomi.
 È stata riportata un’azione antagonista sull’effetto dell’anticoagulante fenindione.
Studi condotti sugli animali hanno mostrato un effetto teratogeno di aloperidolo (vedere sezione 5.3).
I neonati esposti agli antipsicotici convenzionali o atipici incluso SERENASE durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di effetti indesiderati inclusi sintomi extrapiramidali o di astinenza che possono variare per gravità e durata dopo la nascita. Ci sono state segnalazioni di agitazione, ipertonia, ipotonia, tremore, sonnolenza, stress respiratorio, disturbi dell’assunzione di cibo. Pertanto i neonati dovrebbero essere attentamente monitorati.
Da non impiegarsi in caso di gravidanza accertata o presunta, né durante l’allattamento.
SERENASE può determinare sedazione e ridotta attenzione, soprattutto con le dosi più alte e all’inizio del trattamento; questi effetti possono essere potenziati dall’alcool. I pazienti dovrebbero essere avvisati di non guidare autoveicoli o usare macchinari durante il trattamento, fino a che non sia accertata la loro reattività al farmaco.
Dati da studi clinici
Dati da studi controllati in doppio cieco verso placebo – Reazioni avverse al farmaco riportate con incidenza ≥ 1%
La sicurezza di SERENASE (2-20 mg/die) è stata valutata in 566 soggetti (di cui 284 trattati con SERENASE e 282 con placebo) partecipanti a 3 studi clinici in doppio cieco controllati con placebo, due nel trattamento della schizofrenia ed il terzo nel trattamento del disturbo bipolare.
Le reazioni avverse al farmaco (Adverse Drug Reaction, ADR) riportate da ≥ 1% dei soggetti trattati con SERENASE in questi studi sono mostrate in Tabella 1.
Tabella 1. Reazioni avverse al farmaco riportate da ≥ 1% dei soggetti trattati con SERENASE partecipanti a 3 studi clinici su SERENASE in doppio cieco in parallelo con placebo.
Classificazione per sistemi ed organi
Reazione avversa
SERENASE
(n=284)
%
Placebo
(n=282)
%
Patologie del sistema nervoso
Disordini extrapiramidali
34,2
8,5
Ipercinesia
10,2
2,5
Tremore
8,1
3,6
Ipertonia
7,4
0,7
Distonia
6,3
0,4
Sonnolenza
5,3
1,1
Bradicinesia
4,2
0,4
Patologie dell’occhio
Disturbi della visione
1,8
0,4
Patologie gastrointestinali
Costipazione
4,2
1,8
Secchezza delle fauci
1,8
0,4
Ipersecrezione salivare
1,2
0,7
Dati da studi clinici con controllo attivo – Reazioni avverse al farmaco riportate con incidenza ≥ 1%
Sedici studi clinici con controllo attivo in doppio cieco sono stati scelti per determinare l’incidenza di ADR. In questi 16 studi 1295 soggetti sono stati trattati con SERENASE alla dose di 1-45 mg/die per il trattamento della schizofrenia.
Le ADR riportate da ≥ 1% dei soggetti trattati con SERENASE, osservate in questi studi, sono riportate in Tabella 2.
Tabella 2. Reazioni avverse al farmaco riportate da ≥ 1% dei soggetti trattati con SERENASE in 16 studi clinici controllati in doppio cieco riguardanti SERENASE
Classificazione per sistemi ed organi
Reazione avversa
SERENASE
(n=1295)
%
Patologie del sistema nervoso
Vertigini
4,8
Acatisia
2,9
Discinesia
2,5
Ipocinesia
2,2
Discinesia tardiva
1,62
Patologie dell’occhio
Crisi di oculogiro
1,24
Patologie vascolari
Ipotensione ortostatica
6,6
Ipotensione
1,47
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Disfunzione erettile
1,0
Esami diagnostici
Aumento di peso
7,8
Dati da studi clinici controllati con placebo e con farmaco attivo – Reazioni avverse al farmaco riportate con incidenza < 1%
Ulteriori ADR manifestatesi in < 1% dei soggetti trattati con SERENASE appartenenti ad uno dei due tipi di studio sopra menzionati sono elencati in Tabella 3.
Tabella 3. Reazioni avverse al farmaco riportate da < 1% dei soggetti trattati con SERENASE in studi clinici controllati e verso placebo o verso farmaco attivo
Patologie endocrine
Iperprolattinemia
Disturbi psichiatrici
Diminuzione della libido
Perdita della libido
Agitazione
Patologie del sistema nervoso
Disfunzione motoria
Contrazioni muscolari involontarie
Sindrome neurolettica maligna
Nistagmo
Parkinsonismo
Sedazione
Patologie dell’occhio
Visione offuscata
Patologie cardiache
 Tachicardia
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo
Trisma
Torcicollo
Rigidità muscolare
Spasmi muscolari
Indolenzimento muscoloscheletrico
Contrazioni muscolari
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Amenorrea
Sensazione di fastidio al seno
Dolore al seno
Galattorrea
Dismenorrea
Disfunzione sessuale
Disturbi mestruali
Menorragia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Disturbi dell’andatura
Dati postmarketing
Gli eventi avversi primi identificati come ADR durante l’esperienza postmarketing con aloperidolo sono inclusi in Tabella 4. La revisione postmarketing è basata sulla revisione di tutti i casi in cui è stata somministrata la parte attiva di aloperidolo (SERENASE). In ogni tabella le frequenze sono fornite in accordo alla seguente convenzione:
Molto comune
≥ 1/10
Comune
≥ 1/100 e < 1/10
Non comune
≥ 1/1000 e < 1/100
Raro
≥ 1/10000 e < 1/1000
Molto raro
< 1/10000 inclusi i casi isolati
Nella Tabella 4 le ADR sono mostrate in base alla classe di frequenza basata sul tasso di segnalazione spontanea.
Tabella 4. Reazioni avverse al farmaco durante l’esperienza postmarketing con aloperidolo (orale, soluzione) riportate per categoria di frequenza stimata dai tassi di segnalazione spontanee
Patologie del sistema emolinfopoietico
Molto raro
Agranulocitosi, pancitopenia, trombocitopenia, leucopenia, neutropenia
Disturbi del sistema immunitario
Molto raro
Reazione anafilattica, ipersensibilità
Patologie endocrine
Molto raro
Inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto raro
Ipoglicemia
Disturbi psichiatrici
Molto raro
Disordini psicotici, agitazione, stato confusionale, depressione, insonnia
Patologie del sistema nervoso
Molto raro
Convulsioni, mal di testa
Patologie cardiache
Molto raro
Torsade de pointes (torsione di punta), fibrillazione ventricolare, tachicardia ventricolare, extrasistole
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Molto raro
Broncospasmo, laringospasmo, edema laringeo, dispnea
Patologie gastrointestinali
Molto raro       
Vomito, nausea
Patologie epatobiliari
Molto raro
Insufficienza epatica acuta, epatite, colestasi, ittero, anomalie nei test di funzionalità epatica
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Molto raro
Vasculite leucocitoclastica, dermatite esfoliativa, orticaria, reazioni di fotosensibilità, rash, prurito, iperidrosi
Patologie renali ed urinarie
Molto raro
Ritenzione urinaria
Condizioni di gravidanza, puerperio e perinatali
Non nota
Sindrome da astinenza neonatale
Sintomi extrapiramidali (vedi sezione 4.6)
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella
Molto raro
Priapismo, ginecomastia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto raro
Morte improvvisa, edema facciale, edema, iponatriemia, ipertermia
Esami diagnostici
Molto raro
Elettrocardiogramma con QT prolungato, diminuzione di peso
Sono stati osservati con SERENASE e altri farmaci della stessa classe casi rari di prolungamento del QT, aritmie ventricolari come torsione di punta, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare ed arresto cardiaco.
Casi molto rari di morte improvvisa.
Sono stati riportati con farmaci antipsicotici casi di tromboembolismo venoso, inclusi casi di embolia polmonare e casi di trombosi venosa profonda – Frequenza non nota.
“Segnalazione delle reazioni avverse sospette.
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili“.
Sintomi:
Le manifestazioni da sovradosaggio sono quelle derivanti da una esaltazione degli effetti farmacologici noti e delle reazioni avverse. I sintomi principali sono: intense reazioni extrapiramidali, ipotensione e sedazione. Una reazione extrapiramidale si manifesta con rigidità muscolare e tremore generalizzato o localizzato.
In casi estremi, il paziente può manifestare uno stato comatoso con depressione respiratoria ed ipotensione arteriosa grave, tale da indurre uno stato simile allo shock. Da considerare inoltre il rischio di aritmie ventricolari possibilmente associate a prolungamento dell’intervallo QT dell’elettrocardiogramma.
Trattamento:
Non esiste un antidoto specifico. Il trattamento è principalmente di sostegno. Può essere somministrato carbone attivo.
Nei pazienti in stato comatoso deve essere stabilita la pervietà delle vie aeree mediante tracheotomia o intubazione. La depressione respiratoria può richiedere la respirazione artificiale. L’ECG e i segni vitali devono essere monitorati fino al ripristino della normalità dell’ECG.
Aritmie gravi devono essere trattate con appropriate misure antiaritmiche.
L’ipotensione e il collasso circolatorio possono essere trattati mediante l’infusione endovenosa di liquidi, plasma o albumina concentrata o l’uso di agenti vasopressori quali dopamina o noradrenalina. Non si deve usare adrenalina dal momento che potrebbe causare ipotensione grave in presenza di SERENASE.
In caso di reazioni extra-piramidali gravi devono essere somministrati, per via parenterale, farmaci anti-parkinson (p. es. benztropina mesilato: 1-2 mg im o ev).
 5 – PROPRIETA’ FARMACOLOGICHE
Categoria farmacoterapeutica: Antipsicotico, derivato del butirrofenone.
Codice ATC: N05AD01
L’aloperidolo è un neurolettico appartenente al gruppo dei butirrofenoni. L’aloperidolo è un potente antagonista della dopamina; ha affinità simile per tutti i sottotipi recettoriali della dopamina: è quindi un antagonista dopaminergico non selettivo. Il farmaco ha anche attività antagonista verso i recettori a-adrenergici, mentre non presenta attività antistaminergica o anticolinergica.
Si ritiene che l’effetto del farmaco sul delirio e le allucinazioni sia legato all’antagonismo dopaminergico a livello delle regioni mesocorticali e limbica.
L’antagonismo a livello dei gangli basali è probabilmente la causa degli effetti collaterali motori di tipo extrapiramidale (distonia, acatisia e parkinsonismo).
L’aloperidolo presenta un efficace effetto sedativo psicomotorio che contribuisce all’azione favorevole sulla mania ed altre sindromi da agitazione.
L’aloperidolo si è mostrato utile anche nel trattamento del dolore cronico, un effetto forse dovuto all’azione a livello limbico.
Gli effetti antidopaminergici più periferici spiegano l’attività contro nausea e vomito (antagonismo a livello della chemoreceptor trigger zone, CTZ), l’aumentato rilascio di prolattina (tramite l’antagonismo nei confronti dell’attività di inibizione, mediata dalla dopamina, del rilascio della prolattina da parte dell’adenoipofisi) ed il rilasciamento degli sfinteri gastrointestinali.
Assorbimento
Dopo somministrazione orale, la biodisponibilità del farmaco è pari al 60-70% della dose somministrata; le concentrazioni plasmatiche massime vengono raggiunte tra 2 e 6 ore. Dopo somministrazione intramuscolare, il picco di concentrazione viene raggiunto dopo 20 minuti.
Distribuzione
 L’aloperidolo attraversa facilmente la barriera emato-encefalica. Il farmaco si lega alle proteine plasmatiche in ragione del 92%. Il volume di distribuzione allo stato stazionario (Vdss) è elevato (7,9 + 2,5 L/kg).
Metabolismo
Aloperidolo è metabolizzato da diverse vie, incluso il sistema enzimatico del citocromo P450 (in particolare CYP 3A4 o CYP 2D6) e la glucuronidazione.
Eliminazione
L’emivita plasmatica terminale (eliminazione terminale) è mediamente di 24 ore (12¸38 ore) dopo somministrazione orale e di 21 ore (13¸36 ore) dopo somministrazione intramuscolare.
L’escrezione avviene per via fecale (60%) ed urinaria (40%). Circa l’1% della dose ingerita viene escreta come farmaco immodificato con le urine.
Concentrazioni terapeutiche
È stato suggerito che, la risposta terapeutica si ottiene con un range di concentrazioni plasmatiche di aloperidolo compreso tra 4 mg/l e 20-25 mg/l.
Dati non clinici basati su studi convenzionali di tossicità per dose ripetuta, genotossicità e carcinogenicità, non hanno rivelato alcun rischio particolare per l’uomo.
Nei roditori la somministrazione di aloperidolo ha mostrato una diminuzione della fertilità e limitati effetti teratogeni ed embriotossici.
In diversi studi pubblicati in vitro, l’aloperidolo ha mostrato la capacità di bloccare il canale cardiaco hERG.
In alcuni studi condotti in vivo in modelli animali, la somministrazione di aloperidolo per via endovenosa ha causato un prolungamento significativo del QTc, a dosi uguali a 0.3 mg/Kg i.v., mostrando un picco di concentrazione ematico Cmax da 3 a 7 volte superiore rispetto alla concentrazione plasmatica efficace di 4-20 ng/ml ottenuta nell’uomo.
Queste dosi somministrate per via endovenosa che causano un prolungamento dell’intervallo QTc non hanno provocato aritmie. In alcuni studi una dose maggiore compresa tra 1 e 5 mg/Kg somministrata per via endovenosa ha causato un prolungamento del QTc e/o aritmie cardiache ventricolari ad un picco di concentrazione plasmatico Cmax da 19 a 68 volte maggiore rispetto alle concentrazioni plasmatiche efficaci nell’uomo.
 6 – INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
Compresse
lattosio, amido di mais, talco, olio vegetale idrogenato
Gocce orali, soluzione
acido lattico, metile p-idrossibenzoato, propile p-idrossibenzoato, acqua depurata
SERENASE 2 mg/2ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare
metile p-idrossibenzoato, propile p-idrossibenzoato, acido lattico, acqua per preparazioni iniettabili
SERENASE 5 mg/2ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare
acido lattico, acqua per preparazioni iniettabili
Nessuna nota.
5 anni.
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
SERENASE 2 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare: scatola in cartoncino contenente 5 fiale da 2 mg in 2 ml
SERENASE 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare: scatola in cartoncino contenente 5 fiale da 5 mg in 2 ml
SERENASE 2 mg/ml gocce orali, soluzione: scatola in cartoncino contenente flacone in plastica da 15 ml con contagocce (20 gocce = 1 ml = 2 mg)
SERENASE 10 mg/ml gocce orali, soluzione: scatola in cartoncino contenente flacone in plastica da 15 ml con contagocce (20 gocce = 1 ml = 10 mg)
SERENASE 1 mg compresse: astuccio in cartoncino contenente 20 compresse da 1 mg confezionate in blister opaco
SERENASE 5 mg compresse: scatola in cartoncino contenente 20 compresse da 5 mg confezionate in blister
SERENASE 10 mg compresse: scatola in cartoncino contenente 20 compresse confezionate in blister
Gocce orali, soluzione:
SERENASE è disponibile in flaconi da 15 ml con dispositivo contagocce e chiusura a prova di bambino. Per aprire spingere con decisione il tappo in plastica verso il basso, quindi svitare. Dopo aver tolto il tappo versare il numero di gocce richieste mediante il contagocce.
LUSOFARMACO
Istituto Luso Farmaco d’Italia S.p.A.
Milanofiori – Strada 6 – Edificio L – Rozzano (MI)
SERENASE 1 mg compresse:            016805032
SERENASE 5 mg compresse:            016805044
SERENASE 10 mg compresse:         016805057
SERENASE 2 mg/ml gocce orali, soluzione:    016805095
SERENASE 10 mg/ml gocce orali, soluzione:   016805107
SERENASE 2 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare:   016805018
SERENASE 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare:   016805020
SERENASE 1 mg compresse:         10.02.87 / 1.06.2010
SERENASE 5 mg compresse:         13.04.83 / 1.06.2010
SERENASE 10 mg compresse:         13.04.83 / 1.06.2010
SERENASE 2 mg/ml gocce orali, soluzione:    13.02.86 / 1.06.2010
SERENASE 10 mg/ml gocce orali, soluzione:   13.02.86 / 1.06.2010
SERENASE 2 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare: 24.03.60 / 1.06.2010
SERENASE 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare: 13.04.83 / 1.06.2010
Determinazione AIFA del 15 Luglio 2014

Entumin

Il principio attivo di Entumin è la Clotiapina che fa parte del gruppo delle dibenzapine, uno dei 5 gruppi di “tranquillanti maggiori” o “neurolettici” (gli altri sono: fenotiazine, butirofenoni, tioxanteni e benzamidi). Fu messa in commercio nel lontano 1970.

Come tutti i neurolettici antipsicotici funziona bloccando in modo più o meno potente e selettivo i recettori dopaminergici cerebrali; ha inoltre, in comune con quasi tutti i neurolettici, proprietà anticolinergiche (bocca secca, tachicardia, disturbi visivi, disturbi della minzione), anti-alfa 1 adrenergiche (ipotensione ortostatica) e antistaminiche anti H1 (sedazione e sonnolenza) sebbene le prime due (anticolinergica e anti-alfa 1 adrenergica) siano piuttosto blande e pressochè inesistenti a basso dosaggio.  La terza proprietà invece, quella antiistaminica, è fortemente espressa tant’è che bastano poche gocce, in genere 5 per indurre rapidamente il sonno.

Sotto la mia firma troverete la scheda tecnica ufficiale del farmaco.

A. Mercuri


ENTUMIN

Laboratoires Juvisè Pharmaceuticals

Ultimo aggiornamento il: 05/07/2019
TABELLA RIASSUNTIVA
AIC 021553021
TITOLARE Laboratoires Juvisè Pharmaceuticals
CLASSE A
RICETTA RR – medicinale soggetto a prescrizione medica
ATC N05AH06 – Clotiapina
PRINCIPIO ATTIVO clotiapina
GRUPPO TERAP. Antipsicotici
PREZZO € 4,41
PREZZO EX-FACTORY € 2,67
FORMA FARMACEUTICA gocce
PIANO TERAPEUTICO No
PHT No

RCP

ENTUMIN 100 mg/ml gocce orali, soluzione
ENTUMIN 40 mg compresse
ENTUMIN 40 mg/4 ml soluzione iniettabile
100mg/mlgocce orali, soluzione
1 ml (= 30 gocce) di soluzione orale contiene:
Principio attivo:
clotiapina 100 mg
Eccipienti: alcool etilico
40mg compresse
1 compressa contiene:
Principio attivo:
clotiapina 40 mg
Eccipienti: lattosio monoidrato
40mg/mlsoluzione iniettabile
1 ml di soluzione iniettabile contiene:
Principio attivo:
clotiapina 10 mg
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1
Gocce orali, soluzione Compresse
Soluzione iniettabile per uso intramuscolare o endovenoso
 4 – INFORMAZIONI CLINICHE
  • Psicosi acute: schizofrenia acuta, episodi deliranti, accessi maniacali, stati confusionali, stati di eccitamento psicomotorio;
  • Fasi acute di riesacerbazione in corso di psicosi croniche;
  • Psicosi croniche: psicosi paranoidea;
  • Sindromi psicoreazionali o nevrotiche, stati d’ansia.
La prima fase del trattamento è da attuare, se possibile, in ambiente ospedaliero, e comunque sotto il continuo e rigoroso controllo del medico.
Il prodotto deve essere assunto a stomaco vuoto, per periodi di tempo non lunghi e con larghi intervalli fra detti periodi.
Per la terapia d’attacco delle fasi acute delle psicosi sono consigliabili dosi giornaliere di 100 – 120 mg per via i.m. o e.v., o in alternativa per via orale in dosi refratte, da raggiungere gradualmente nello spazio di 4 – 5 giorni. Tale posologia va mantenuta per diverse settimane, in relazione all’evolversi del quadro clinico. In caso di necessità, soprattutto nei quadri di eccitamento acuto, la dose giornaliera può essere aumentata fino a un massimo di 360 mg al giorno.
Per la terapia di mantenimento nelle psicosi la dose viene ridotta gradualmente a 40-60 mg (12-18 gocce) per via orale al giorno. In parecchi casi si rivela efficace per prevenire le recidive anche una posologia di mantenimento inferiore, che si può protrarre per lunghissimo tempo.
Nei quadri clinici di natura nevrotica e psicoreazionale sono sufficienti dosi di 10-30 mg (3-9 gocce) al giorno.
Nel trattamento di pazienti anziani la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovrà valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati.
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti o ad altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico.
Stati comatosi o depressioni gravi del S.N.C. causate da sostanze ad azione depressiva sul S.N.C. (alcool, barbiturici, oppiacei, etc.). Epilessia non trattata.
In pazienti con tendenza alle convulsioni sono controindicate dosi molto elevate ed improvvisi cambiamenti di posologia.
La sicurezza della clotiapina non è dimostrata nei soggetti al di sotto dei 16 anni; pertanto l’uso di ENTUMIN è da riservare a giudizio del medico, ai casi di assoluta necessità.
Il rischio di effetti dannosi a carico del feto e/o del lattante a seguito di assunzione di clotiapina non è escluso; pertanto l’uso di ENTUMIN in gravidanza e/o nell’allattamento è da riservare, a giudizio del medico, ai casi di assoluta necessità.
Attenzione: l’iniezione intra-arteriosa deve essere strettamente evitata.
Attenzione: devono essere assolutamente evitate le iniezioni intrarteriali.
Nei pazienti anziani dovrebbe essere attentamente controllata la pressione arteriosa.
Si raccomanda cautela nei pazienti con anamnesi di trombosi, poichè la sedazione e l’immobilizzazione del paziente causate da ENTUMIN possono aumentare il rischio di fenomeni tromboembolici, a causa della possibile azione anticolinergica.
Si raccomanda particolare cautela nel trattamento di pazienti con ipertrofia prostatica, glaucoma ad angolo chiuso, ileo paralitico, epilessia o stati post- encefalici. Si raccomanda cautela nei pazienti con anamnesi di convulsioni e stati postencefalitici, perchè la clotiapina abbassa la soglia convulsiva. Identica cautela deve essere prestata anche nei soggetti epilettici che sono in trattamento anticonvulsivante (vedere paragrafo 4.5).
Tachicardia e ipotensione sono riportati come effetti indesiderati. Per il trattamento di episodi ipotensivi vedere i paragrafi “Interazioni” e “Sovradosaggio”.
Effetti di classe
In una popolazione di pazienti con demenza, trattati con alcuni antipsicotici atipici è stato osservato un incremento del rischio di eventi avversi cerebrovascolari. Il meccanismo di tale incremento del rischio non è noto.
Non può essere escluso un aumento del rischio per altri antipsicotici o in altre popolazioni di pazienti. Entumin deve essere usato con cautela in pazienti con fattori di rischio per stroke.
In pazienti anziani con psicosi correlata alla demenza, l’efficacia e la sicurezza di Entumin non sono state studiate. Studi osservazionali suggeriscono che pazienti anziani con psicosi correlata alla demenza, trattati con antipsicotici, sono a maggior rischio di morte. In letteratura, i fattori di rischio che possono predisporre questa popolazione di pazienti al maggior rischio di morte quando trattati con antipsicotici comprendono la sedazione, la presenza di condizioni cardiache (es.: aritmia cardiaca) o condizioni polmonari (es: polmonite da aspirazione e non). Bisogna usare prudenza quando si trattano con Entumin pazienti affetti da demenza.
Con antipsicotici sono stati riportati casi di tromboembolismo venoso (TEV). Poichè i pazienti trattati con antipsicotici spesso si presentano con fattori di rischio acquisito per TEV, prima e durante il trattamento con Entumin devono essere identificati tutti i possibili fattori di rischio per TEV e devono essere intraprese misure preventive.
Come con altri antipsicotici, usare con cautela nei pazienti con malattie cardiovascolari o con una storia famigliare di prolungamento QT e quando Entumin è prescritto con farmaci noti per incrementare l’intervallo QTc.
Evitare una terapia concomitante con altri neurolettici.
Negli studi clinici e/o nell’esperienza postmarketing sono stati riportati eventi di leucopenia/neutropenia temporalmente correlati ad agenti antipsicotici. È stata riportata anche agranulocitosi. I possibili fattori di rischio per leucopenia/neutropenia includono la conta leucocitaria (globuli bianchi) bassa (WBC) ed una storia di neutropenia/leucopenia farmaco indotta. In pazienti con una storia clinicamente significativa di WBC bassi o di neutropenia/leucopenia farmaco indotta l’emocromo completo con formula leucocitaria dovrebbe essere monitorato frequentemente durante i primi mesi di terapia ed al primo segno di un abbassamento clinicamente significativo dei WBC, in assenza di altri fattori causali, deve essere presa in considerazione l’interruzione di Entumin. I pazienti con neutropenia clinicamente significativa dovrebbero essere attentamente monitorati per febbre ed altri sintomi o segni di infezione e trattati prontamente se tali sintomi o segni compaiono. Pazienti con neutropenia grave (conta assoluta dei neutrofili <1000/mm3) dovrebbero interrompere Entumin e controllare i WBC fino alla guarigione.
Dosi protratte nel tempo determinano un aumento del livello plasmatico della prolattina, pertanto l’ENTUMIN deve essere usato con le opportune attenzioni nelle donne con neoplasie mammarie.
L’effetto antiemetico di ENTUMIN può mascherare i segni di iperdosaggio di altri farmaci o può rendere più difficile la diagnosi di concomitanti affezioni specie del tratto digerente o del S.N.C. come l’ostruzione intestinale, i tumori cerebrali, la sindrome di Reye.
Poiché il rischio di discinesie persistenti tardive è stato correlato con la durata della terapia, il trattamento cronico con ENTUMIN deve essere riservato a quei pazienti con affezioni che rispondono al farmaco e per i quali non è possibile una appropriata terapia alternativa. Le dosi e la durata del trattamento dovrebbero essere quelle minime per ottenere una soddisfacente risposta clinica. Nel caso di trattamenti prolungati non può essere esclusa l’evenienza di tossicità oculare (retinopatia pigmentaria), pertanto è consigliabile programmare un controllo oculistico periodico.
Informazioni importanti su alcuni eccipienti
ENTUMIN 40 mg compresse contiene lattosio: I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.
ENTUMIN 100 mg/ml gocce orali, soluzione contiene piccole quantità di alcool etilico.
Quanto i neurolettici sono somministrati in concomitanza con farmaci che prolungano il QT, il rischio di insorgenza di aritmie cardiache aumenta.
Deve essere quindi esercitata cautela quando Entumin è prescritto con tali farmaci.
Non somministrare in concomitanza con farmaci che determinano alterazioni degli elettroliti.
ENTUMIN può potenziare:
  • gli effetti centrali di alcool, sedativi, analgesici, narcotici, ipnotici, MAO- inibitori ed antistaminici;
  • l’azione ipotensiva dei farmaci antipertensivi;
  • la tossicità del litio.
L’associazione della clotiapina con anticolinergici, compresi quelli con azione anticolinergica utilizzati nella terapia antiparkinson, richiede cautela poichè può essere favorita la comparsa di caratteristici effetti indesiderati quali: turbe della visione, stipsi, ritenzione urinaria, secchezza delle fauci, etc. e possibile aumento della pressione endooculare.
L’associazione con Levodopa è da evitare. In caso di trattamento di  sintomi extrapiramidali (vedere paragrafo 4.8) non utilizzare Levodopa.
Per il trattamento dell’ipotensione non usare adrenalina poichè il suo uso in pazienti con un blocco adrenergico parziale può abbassare ulteriormente la pressione.
Per il noto effetto della clotiapina sulla soglia convulsiva nei soggetti epilettici può essere necessario un aggiustamento della terapia specifica.
ENTUMIN 40 mg compresse contiene lattosio, non è quindi adatto per i soggetti con deficit di lattasi, galattosemia o sindrome da malassorbimento di glucosio/galattosio.
In gravidanza e durante l’allattamento il farmaco deve essere somministrato soltanto in caso di assoluta necessità e sotto il diretto controllo del medico (vedi “Controindicazioni”).
I neonati esposti agli antipsicotici convenzionali o atipici incluso ENTUMIN durante il terzo trimestre di gravidanza sono a rischio di effetti indesiderati inclusi sintomi extrapiramidali o di astinenza che possono variare per gravità e durata dopo la nascita. Ci sono state segnalazioni di agitazione, ipertonia, ipotonia, tremore, sonnolenza, stress respiratorio, disturbi dell’assunzione di cibo. Pertanto i neonati dovrebbero essere attentamente monitorati.
ENTUMIN può compromettere la capacità di guidare veicoli o di manovrare macchinari.
Le reazioni avverse (Tabella 1) sono elencate in ordine decrescente di frequenza, come segue: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1.000, < 1/100), raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000), molto raro (< 1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
Tabella 1
Disturbi psichiatrici
Non comuni: Agitazione, stato confusionale
Patologie del sistema nervoso
Non comuni: sintomi extrapiramidali, distonia, acatisia, parkinsonismo, discinesia tardiva, sedazione
Rari: Ipocinesia, tremori
Patologie dell’occhio
Non comuni: Visione offuscata
Patologie vascolari
Non comuni: Ipotensione ortostatica
Patologie gastrointestinali
Non comuni: Secchezza delle fauci, stipsi
Gravidanza, puerperio e condizioni perinatali
Sindrome da astinenza neonatale, frequenza non nota, sintomi extrapiramidali (Vedi sezione 4.6)
Effetti di classe
Sono stati riportati eventi di leucopenia/neutropenia temporalmente correlati ad agenti antipsicotici. È stata anche riportata agranulocitosi.
Con farmaci antipsicotici sono stati riportati casi di tromboembolismo venoso, inclusi casi di embolia polmonare e casi di trombosi venosa profonda – Frequenza non nota.
Sono stati osservati con ENTUMIN o altri farmaci della stessa classe casi rari di prolungamento del QT, aritmie ventricolari come torsione di punta, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare ed arresto cardiaco.
Casi molto rari di morte improvvisa.
Come tutti gli altri neurolettici, ENTUMIN può indurre ipotensione posturale, tachicardia.
Le distonie e l’acatisia sono più frequenti nei bambini, mentre i segni di parkinsonismo prevalgono negli anziani, soprattutto se portatori di lesioni organiche cerebrali. Le distonie comprendono spasmi dei muscoli del collo e del tronco fino al torcicollo e all’opistotono, crisi oculogire, trisma, protrusione della lingua e spasmi carpo-podalici.
Queste reazioni compaiono molto precocemente e scompaiono entro 24 – 48 ore dalla sospensione della terapia. Molto raramente le distonie possono determinare laringospasmo associato a cianosi e asfissia.
L’acatisia è caratterizzata da irrequietezza motoria e talora da insonnia. Più frequente nei primi giorni di terapia, può comparire anche tardivamente. I disturbi spesso regrediscono spontaneamente, in caso contrario possono essere ben controllati riducendo il dosaggio o associando un anticolinergico antiparkinson. Generalmente la comparsa e la gravità di molti dei sintomi di tipo extrapiramidale (acinesia, rigidità, tremore a riposo, etc.) sono correlati alla dose e richiedono la somministrazione di farmaci antiparkinson. Nei casi persistenti può essere necessaria la riduzione del dosaggio o la sospensione del trattamento. I farmaci antiparkinsoniani di tipo anticolinergico non dovrebbero essere routinariamente prescritti come misura profilattica, potendo questi ultimi diminuire l’efficacia terapeutica di ENTUMIN.
Le discinesie persistenti tardive si manifestano per lo più durante terapia a lungo termine e con alti dosaggi, anche nel periodo successivo alla sospensione del farmaco. Sono colpiti con maggiore frequenza gli anziani e le donne. Consistono in movimenti ritmici della lingua, delle labbra e del volto, più raramente delle estremità e sono generalmente precedute da fini movimenti vermicolari della lingua. La sospensione della terapia può impedire lo sviluppo della sintomatologia, della quale non si conosce tuttavia una terapia specifica. La riduzione periodica del dosaggio dei neurolettici, se clinicamente possibile, può aiutare a riconoscere precocemente l’insorgenza di discinesia tardiva.
Altri possibili effetti indesiderati: galattorrea, amenorrea, ginecomastia, iperprolattinemia.
Il prodotto può indurre manifestazioni neurotossiche, a dosi superiori a quelle consigliate, nei pazienti con insufficienza renale e nei pazienti con disturbi del sistema nervoso centrale.
Come con tutti i farmaci antipsicotici, durante l’esperienza post-marketing con Entumin è stata segnalata Sindrome Neurolettica Maligna (S.N.M.) come effetto indesiderato molto raro.
Manifestazioni cliniche di tale sindrome sono: iperpiressia, rigidità muscolare, acinesia, disturbi vegetativi (irregolarità del polso e della pressione arteriosa, sudorazione, tachicardia, aritmie); alterazioni dello stato di coscienza che possono progredire fino allo stupore e al coma. Il trattamento della S.N.M. consiste nel sospendere immediatamente la somministrazione dei farmaci antipsicotici e di altri farmaci non essenziali e nell’istituire una terapia sintomatica intensiva (particolare cura deve essere posta nel ridurre l’ipertermia e nel correggere la disidratazione). Qualora venisse ritenuta indispensabile la ripresa del trattamento con antipsicotici, il paziente deve essere attentamente monitorato.
Sintomisonnolenza, ipotensione, tachicardia, aritmia, depressione respiratoria, sintomi extrapiramidali, convulsioni e coma.
Trattamento: lavanda gastrica seguita da somministrazione di carbone attivo.
Per l’ipotensione: plasma expanders. Se si dimostra necessario il trattamento con un vasopressore (es. dopamina), come succede in casi resistenti, si deve monitorare attentamente il paziente, in particolare la funzionalità cardiovascolare. Non usare mai adrenalina, poichè ENTUMIN potrebbe bloccare la sua azione ipertensiva e si potrebbe verificare un ulteriore abbassamento della pressione.
Per le convulsioni: benzodiazepine.
 5 – PROPRIETA’ FARMACOLOGICHE
Categoria farmacoterapeutica: Psicolettici-Antipsicotici. Codice ATC: N05AX09
La clotiapina fa parte del gruppo delle dibenzapine, una delle 5 classi più importanti di composti chimici con proprietà neurolettiche – essendo le altre fenotiazine, butirofenoni, tioxanteni e benzamidi. Innanzitutto ha effetto sedativo, riduce il livello di attività psicomotoria e regola il sonno. Di conseguenza allevia l’ansietà e il senso di tensione, esercita un buon effetto antipsicotico e aiuta il paziente a ristabilire il contatto con l’ambiente. Il suo principale vantaggio consiste nella buona tollerabilità endovenosa e nell’assenza di tossicità d’organo (fegato, occhi, cute).
ENTUMIN non influenza il sistema nervoso autonomo, come viene dimostrato dalla sostanziale invariabilità dei parametri esaminati quali il diametro della pupilla, la salivazione, la frequenza cardiaca e la funzionalità intestinale.
Sperimentazioni con composto marcato somministrato per os ed e.v. in topi e ratti hanno evidenziato che clotiapina viene assorbita velocemente e in misura notevole dal tratto gastrointestinale. Altrettanto velocemente viene escreta: l’80 – 90% della dose somministrata è stato infatti riscontrato nelle feci e nelle urine dopo 24 ore dalla somministrazione. L’escrezione avviene prevalentemente per via fecale.
Nel topo studi di distribuzione nell’organismo con clotiapina marcata dimostrano un rapido trasferimento dal compartimento plasmatico: entro 24 ore dalla somministrazione orale e dopo 5 minuti da quella endovenosa tutti gli organi esaminati presentano un’attività specifica superiore a quella del sangue.
La DL50 per os nel topo, ratto e cavia è risultata rispettivamente di 272 – 480 – 154 mg/kg.
Studi di tossicità subacuta hanno dimostrato che ENTUMIN, anche a dosi notevolmente superiori a quella massima terapeutica umana, non ha indotto modificazioni degne di nota dei parametri esaminati.
ENTUMIN non è teratogeno, nè ha mostrato di influenzare la fertilità.
 6 – INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
100mg/mlgocce orali, soluzione
Acido benzoico, saccarina, essenza di limone solubile, etanolo 96%, acido tartarico, essenza di pompelmo solubile, glicerolo, glicole propilenico, acqua depurata.
40mg compresse
Amido di mais, lattosio monoidrato, paraffina liquida, gelatina, silice colloidale anidra, talco, magnesio stearato.
40mg/4 ml soluzione iniettabile
Acido cloridrico concentrato, glicole propilenico, acqua per preparazioni iniettabili.
Nessuna.
100 mg/ml gocce orali, soluzione2 anni
40 mg compresse5 anni
40 mg/4 ml soluzione iniettabile4 anni
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.
100 mg/ml gocce orali, soluzione”
1 flacone di vetro da 10 ml
“40 mg compresse”
Blister PVC opaco contenente 30 compresse
“40 mg/4 ml soluzione iniettabile”
10 fiale di vetro da 4 ml
Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
Gocce orali, soluzione
Il flacone è dotato di chiusura di sicurezza.
Per l’apertura del flacone attenersi alle istruzioni riportate nel foglio illustrativo.
Soluzione iniettabile
Trattasi di fiala con sistema di prerottura OPC (One Point Cut).
Per eseguire correttamente l’apertura della fiala, è necessario attenersi alle istruzioni riportate nel foglio illustrativo.
Laboratoires Juvisé Pharmaceuticals
149 Boulevard Bataille de Stalingrad
69100 Villeurbanne – Francia
info@juvise.com
100 mg/ml gocce orali, soluzione” AIC n. 021553021
“40 mg compresse” AIC n. 021553019
“40 mg/4 ml soluzione iniettabile” AIC n. 021553033
100 mg/ml gocce orali, soluzione”
Autorizzazione: 03.02.1970 – Rinnovo: 01.06.2010
“40 mg compresse”
Autorizzazione: 03.02.1970 – Rinnovo: 01.06.2010
“40 mg/4 ml soluzione iniettabile”
Autorizzazione: 05.12.1970 – Rinnovo: 01.06.2010
Febbraio 2012
 11 DOSIMETRIA
 12 ISTRUZIONI PER LA PREPARAZIONE DI RADIOFARMACI

Un’alternativa alle Benzodiazepine

Spesso mi trovo di fronte a casi di insonnia ostinata, persone che passano la notte sveglie in uno stato d’animo penoso nonostante assumano i più prescritti farmaci per dormire, le benzodiazepine (BDZ): Tavor, Valium, En, Lexotan, Minias, Pasaden, Stilnox, ecc. Ovviamente poi, essendo questa un’insonnia patologica, tali persone affronteranno la giornata successiva stanchi, di cattivo umore, frustrati.
Innanzitutto, le benzodiazepine stesse possono causare insonnia principalmente per due motivi:
1) Effetto di rimbalzo (effetto rebound) è un ritorno improvviso di ansia intensa o di insonnia ribelle, a distanza di 1-2 ore dall’assunzione della consueta dose di farmaco ed è provocato dalla brusca cessazione dell’effetto: si chiama “effetto rimbalzo” perché il meccanismo con cui ricompare il malessere è simile a quello di una molla tenuta compressa e poi improvvisamente rilasciata: la benzodiazepina comprime l’ansia ma non la elimina quindi a fine effetto, ci sarà un rimbalzo esplosivo d’ansia.
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Disturbi gastrointestinali da antidepressivi

Sono quasi esclusivamente lamentati da chi assume un cosiddetto post-ATC (ATC significa in gergo Antidepressivo Tri Ciclico) cioè una molecola facente parte di quella nuova generazione di antidepressivi successiva ai triciclici (Clomipramina, Anafranil*e Amitriptilina, Laroxil* sono i più noti e ancora usati) e il cui capostipite è stato il famosissimo Prozac (fluoxetina, 1990 circa). Inappetenza, nausea, vomito, diarrea, perdita di peso sono sintomi lamentati dal 50% di comincia ad assumere un post-ATC e possono durare da qualche giorno a qualche settimana, poi si attenuano; sono inoltre dose dipendenti nel senso che, se si sale  gradualmente partendo da bassi dosaggi (dando il tempo all’organismo di abituarsi), sono più blandi e sopportabili.

Responsabile di tali disturbi è il brusco aumento di serotonina che è un potente stimolante diretto e indiretto dell’apparato gastrointestinale. Coi Triciclici, pur essendo anch’essi dotati di una componente serotoninergica, i disturbi da serotonina sono ampiamente compensati dall’effetto anticolinergico, che tende a ridurre l’attività gastrointestinale incrementando, fin dall’inizio, appetito e peso e dando, all’opposto, rallentato transito intestinale con possibile stitichezza (a dosaggio alto e in persone predisposte). I più implicati tra i post-ATC nei disturbi gastrointestinali, sono fluvoxamina (Maveral*), fluoxetina (Prozac*) per tutti i disturbi, venlafaxina (Efexor*) per nausea e vomito, sertralina (Zoloft*) per diarrea. Il meno coinvolto sembra essere l’escitalopram (Cipralex*).

La mirtazapina (Remeron*) invece, non dà disturbi gastrointestinali anzi, per la sua proprietà di bloccare i recettori 5-HT tipo 3 del cervello (un sottotipo di recettori per la serotonina, la quale è anche denominata 5-HydroxyTryptamine da cui l’acronimo) ha un effetto anti-nausea e anti-vomito che può essere fruttato per correggere i disturbi gastrointestinali degli altri post-ATC. Continua a leggere