Glossario

Elettroshock

In psichiatria la terapia elettroconvulsivante (TEC), comunemente nota come elettroshock, è una tecnica terapeutica basata sull’induzione di convulsioni nel paziente successivamente al passaggio di una corrente elettrica attraverso il cervello. La terapia fu sviluppata e introdotta negli anni trenta dai neurologi italiani Ugo Cerletti e Lucio Bini.

L’effettiva utilità e opportunità di questa tecnica è tutt’oggi molto dibattuta: alcune tipologie di pazienti presentano oggettivi miglioramenti in seguito al trattamento, in altri casi la TEC ha creato effetti indesiderati nei pazienti cui è stata somministrata.[1] Il dizionario medico Larousse nell’edizione del 1974 riporta: «la maggior parte degli psichiatri pensano che nessuna terapia ha ancora dato in psichiatria risultati comparabili alla TEC».[2] La terapia ha comunemente una fama negativa, a causa sia dell’abuso e della pratica aggressiva che se ne è fatta in taluni casi in passato, sia della presentazione che ne è stata a volte data in letteratura e cinematografia.

Terapia di privazione del sonno

Consiste nel fare dormire il soggetto depresso meno ore del solito, soprattutto svegliandolo preso al mattino. Si è notato un certo miglioramento dell’umore anche se è una tecnica non certo attuabile alla lunga perchè controproducente. Interessante è invece notare come già vi sia nel depresso la tendenza spontanea al risveglio precoce che sarebbe quindi interpretabile come un automatismo compensatorio.

Stimolazione Magnetica Transcranica

La stimolazione magnetica transcranica (TMS) è una tecnica non invasiva di stimolazione elettromagnetica del tessuto cerebrale dall’esterno che provoca uno squilibrio piuttosto ridotto e transitorio. Si usa per indagare il funzionamento del cervello oppure per trattare disturbi psichiatrici e neurologici quali depressione, allucinazioni, malattia di Parkinson, ecc.; gli studi su questi presunti effetti terapeutici sono stati tuttavia condotti, finora, solo su scala ridotta e hanno dato risultati contrastanti. La TMS è stata approvata dalla Food and Drug Administration (FDA) solo per l’emicrania e la depressione resistente ad altri trattamenti.

Stimolazione cerebrale profonda

La stimolazione cerebrale profonda (DBS dall’acronimo inglese Deep Brain Stimulation) è un trattamento neurochirurgico che prevede la stimolazione o inibizione di certe aree del cervello attraverso microelettrodi impiantati in determinate aree cerebrali e alimentati da un generatore posto sottocute. E’ molto utilizzata nella Malattia di Parkinson ma anche in altre patologie neurologiche come epilessie, dolori cronici o gravi forme ossessivo-compulsive. Altri usi sono solo sperimentali.

Mindfulness

La mindfulness, o meditazione di consapevolezza, si riferisce a quel momento di presenza mentale in cui tutto ciò che accade dentro e fuori di sé viene visto come è realmente, senza dolore, paura o sofferenza. Con la meditazione di consapevolezza si disinnesca la condizione automatica e ancestrale di allarme: la presenza mentale permette di riconoscere il continuo flusso di sensazioni, pensieri, emozioni, immagini, senza identificarsi con essi (disidentificazione) e sentendosi quindi meno vincolati e più liberi nell’azione (deautomatizzazione). Sollecitando così un modo nuovo di relazionarsi con sé stessi e la propria esperienza.

Roncopatia

Sinonimo di “russamento”.

Il rumore che viene emesso durante il sonno in corrispondenza degli atti respiratori, prodotto dal velo palatino che vibra al passaggio dell’aria nel rinofaringe, a causa del rilasciamento dei muscoli compresi nello spessore del velo palatino. L’intensità del rumore varia in rapporto alla profondità degli atti respiratori e alla capacità di risonanza del rinofaringe e dei seni paranasali: aumenta tanto più quanto maggiore è la diminuzione del tono dei muscoli e nel caso d’infiammazione o di congestione delle prime vie respiratorie, a causa della presenza di essudato catarrale

Parafilia

parafilìa s. f. [dal ted. Paraphilie, comp. di para2 e –philie «-filia»]. – In psicologia e psicanalisi, termine con il quale si indicano tutti i disturbi psicosessuali caratterizzati dal fatto che chi ne è affetto deve, per ottenere eccitamento o soddisfazione sessuale, perseguire fantasie o compiere atti anomali o perversi; ne sono esempî l’esibizionismo, il feticismo, il masochismo, il sadismo, il travestitismo, il voyeurismo, la zoofilia, ecc.

Disturbo post traumatico da stress

Il disturbo da stress post-traumatico (DPTS) (o Post-Traumatic Stress DisorderPTSD), in psicologia e psichiatria è l’insieme delle forti sofferenze psicologiche che conseguono ad un evento traumatico, catastrofico o violento. È denominato anche nevrosi da guerra, proprio perché inizialmente riscontrato in soldati coinvolti in pesanti combattimenti o in situazioni belliche di particolare drammaticità.

Ansia generalizzata

Il Disturbo d’ansia generalizzata è caratterizzato dalla presenza di sintomi d’ansia e da uno stato di preoccupazione costante ed eccessiva, sproporzionata rispetto alla realtà dei fatti.

Allucinazione

Falsa percezione priva di oggetto reale. Può interessare i cinque sensi (vista, udito, olfatto, gusto, tatto) oppure anche le dimensioni e la forma del proprio corpo (cenestesi) o la propria posizione nello spazio (propriocezione).

corteccia prefrontale

Riveste come un mantello la porzione anteriore del lobo frontale.

Delirio

Tenacissima convinzione errata che non recede nemmeno di fronte all’evidenza dei fatti.

Ipofrontalità

E’ una condizione di deficit delle funzioni esplicate dalla corteccia prefrontale: capacità di pianificazione, motivazione, iniziativa, capacità di trattenere gli impulsi, capacità di decidere e di adattarsi rapidamente a nuove situazioni, accettazione e comprensione delle regole del vivere sociale.

SSRI

Dall’inglese selective serotonin reuptake inhibitors (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina): sono farmaci antidepressivi di ultima generazione in grado di fare aumentare la disponibilità di serotonina negli spazi sinaptici favorendo così un aumento del tono dell’umore.