Modalina (trifluoperazina)

E’ un vecchio farmaco sintetizzato nei fervidi e scientificamente prolifici, postbellici anni ’50 del ‘900, appartenente alla categoria delle fenotiazine, unico tra gli antipsicotici sia di vecchia generazione (perfenazina, aloperidolo, coloropromazina, promazina, aloperidolo, tiopentixolo), che di nuova generazione (olanzapina, quetiapina, risperidone) ad essere approvato dalla FDA americana e dall’AIFA italiana anche per i disturbi d’ansia (oltre che per le psicosi ovviamente). Fondamentale per tale approvazione è stato l’articolo del lontano 1986 di J. Mendels e altri Autori: “Effective short-term treatment of generalized anxiety disorder with trifluoperazine” oltre alla decennale esperienza clinica in tal senso.
Così si legge nella scheda tecnica AIFA di Modalina riguardo alle indicazioni del prodotto: 
“Per il trattamento delle manifestazioni di disordini psicotici. Per il controllo degli stati di ansia, tensione ed agitazione che si osservano nelle nevrosi o associati a somatizzazioni”.
Ancora, sul suo meccanismo d’azione, dalla scheda tecnica AIFA:
“E’ una sostanza dotata di proprietà tranquillanti. La ricerca farmacologica ha dimostrato che essa agisce selettivamente nell’area cerebrale in cui sono situati i gangli della base ed il diencefalo. Modalina si differenzia dagli altri fenotiazinici che agiscono invece oltre che sui gangli basali e sul diencefalo, anche sull’ipotalamo e sulla sostanza reticolare. L’azione tranquillante di Modalina è quindi meno generale e profonda e soprattutto meno lesiva del tono affettivo complessivo”.
Sempre AIFA riguardo alle dosi:

“Nei casi di ansietà e di agitazione di lieve o media entità da 1 a 4 mg al dì, opportunamente divisi nella giornata secondo il parere medico (compresse da 1 o 2 mg di trifluoperazina dicloridrato). Nei casi di più dichiarata pertinenza psichiatrica iniziare con 5 o 10 mg giornalieri, aumentando di 5 mg ogni 2 o 3 giorni. Il dosaggio finale va accuratamente individualizzato per ottenere il massimo effetto col minimo di disturbi collaterali: si può considerare un dosaggio di 45 mg come massimo ed un dosaggio di 20-25 mg al dì come il normale dosaggio di mantenimento nei pazienti ospedalizzati” da cui vediamo quanto sia basso il dosaggio per le forme ansiose più comuni rispetto a quello necessario nelle gravi psicosi.
Dal famoso trattato di farmacologia “Synthesis of Essential Drugs” del 2006 di R.S. Vardanyan e V.J. Hruby: “Trifluoperazine is one of the most active antipsychotic drugs. A moderate stimulatory effect accompanies the neuroleptic effect. Trifluoperazine is unique in that, patients instead of the usual stiffness and weakness characteristic of phenothazine derivatives, become more lively. This drug has a strong anticonvulsant activity. It is widely used in psychiatry for treating schizophrenia and other mental illnesses”.

“Trifluoperazina è uno tra i più attivi farmaci antipsicotici. Un effetto stimolante moderato accompagna l’effetto neurolettico. Trifluoperazina è unico in quanto i pazienti, invece di provare l’usuale sonnolenza e stanchezza caratteristiche dei derivati fenotiazinici, diventano più vivaci. Questo farmaco ha un forte potere anticonvulsivo. E’ largamente usato in psichiatria per trattare la schizofrenia e altre malattie psichiatriche”.

Effettivamente, a basso dosaggio, Modalina può avere, soprattutto su certe persone, un piacevole effetto ansiolitico.

A. Mercuri

 

2 commenti

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  1. Concetta
    Concetta dice:

    Dottore buongiorno
    Mi e’stato diagnosticato un distrubo schizotipico.
    Sto motlo male.
    Dovrei inziare questa cura:
    Aripiprazolo 5 mg al mattino
    Modalina 1mg a sera
    En 15 ggt a sera
    Dice che é una cura pesante? Le devo prendere per forza i medicinali per questo mio disturbo?
    La modalina da piattezza emotiva e noia? Invece aripiprazolo é un buon farmaco?
    Grazie

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