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Dott. Angelo Mercuri
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Dopamina, la molecola del desiderio

24 Novembre 2024/0 Commenti/in Biblioterapia, Tutti gli art.

“Dopamina: la chimica dei desideri” di Daniel Z. Lieberman e Michael E. Long Edizioni De Agostini 2023.

Libro scritto prevalentemente dallo psichiatra americano Daniel Z. Lieberman nel 2018 e tradotto in Italiano nel 2023 per la De Agostini. Un libro facilmente leggibile (sebbene a tratti noioso), scritto in modo molto semplice, che in modo un po’ riduzionistico stile statunitense, descrive la funzione dei principali circuiti dopaminergici nel nostro cervello.

Ho trovato spunti interessanti soprattutto riguardo alla reale funzione di questo neurotrasmettitore che non sarebbe responsabile diretto del senso del piacere come si pensava ma giocherebbe un ruolo fondamentale nelle ricerca del piacere, nell’immaginazione, nella creatività, nella capacità di prevedere e pianificare il futuro; é la molecola che, insieme allo sviluppo dei lobi frontali, ha contribuito a trasformare l’essere umano da individuo reattivo agli eventi a individuo attivo che gli eventi li prevede, li trasforma e li crea.

Ho trovato interessante soprattutto l’ultimo capitolo, ARMONIA (pag. 295) in cui l’autore avanza qualche suggerimento per ritrovare un giusto equilibrio (che oggi manca a tutti) tra il logorante desiderio senza fine della dopamina e l’appagamento gioioso del qui e ora che spegne (momentaneamente) i circuiti dopaminergici concedendoci un pò di relax e riposo. Il lavoro manuale artigianale e artistico sembrerebbe essere la strada maestra per ritrovare tale equilibrio (come ho sempre sostenuto).

Dal riassunto dell’autore:

L’arrivo di un messaggio inatteso da parte di qualcuno che amiamo, la prospettiva di una promozione sul lavoro, l’uscita imminente di una nuova stagione della nostra serie tv preferita.

Tutti conosciamo il sottile senso di euforia che corre sottopelle in queste situazioni, e in molte altre che scandiscono ogni giorno le nostre vite. Assai meno nota è invece la responsabile di questa sensazione inconfondibile, che pur senza accorgercene tendiamo immancabilmente a ricercare: la Dopamina.

Si è creduto a lungo che la dopamina, un neurotrasmettitore prodotto in diverse aree del nostro cervello, fosse solo la “molecola del piacere”. In questo libro innovativo e sorprendente, Daniel Z. Lieberman e Michael J. Long dimostrano che in realtà è molto di più: solo una cellula cerebrale su due milioni produce dopamina, eppure queste cellule esercitano sul comportamento umano un’influenza decisiva.

La dopamina è la molecola che ha permesso ai nostri antenati di sopravvivere e alla società di progredire; è, soprattutto, la molecola del desiderio, quella che scatena i nostri impulsi e ci induce a cercare stimoli sempre nuovi, che ci porta a esplorare luoghi sconosciuti e lontani, o che ci fa mettere a rischio un amore felice solo per l’ebbrezza di una nuova conquista.

Sesso, gioco d’azzardo, cibo, droghe. La dopamina pretende da noi sempre qualcosa in più, ma a quale prezzo? È possibile trovare il giusto equilibrio tra desiderio e soddisfazione?

Attraverso esperimenti scientifici, storie di vita quotidiana ed esempi tratti da cinema, musica, letteratura e serie tv, Lieberman e Long ci aiutano a comprendere come funziona davvero la chimica dei desideri, svelando cosa si nasconde dietro lo specchio delle nostre brame”.

A mio parere da leggere ma certamente senza perderci dietro troppo tempo. Anna Karenina di Tolstoj e un milione di altri classici della letteratura scritti quando ancora le neuroscienze non c’erano, vi offrono un’enormità di spunti in più per rendervi la vita felice.

A. Mercuri

 

https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2024/11/Dopamina.jpeg 1600 1046 Angelo Mercuri https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-angelomercuri-300x78.png Angelo Mercuri2024-11-24 17:20:172026-09-24 18:40:18Dopamina, la molecola del desiderio

Schizofrenia: condannati ai farmaci?

6 Novembre 2024/0 Commenti/in In Evidenza, Psicoterapia, Tutti gli art.

(Articolo aggiornato il 6 /11/2024)

La schizofrenia è un disturbo mentale cronico con manifestazioni psicopatologiche gravi quali deliri, allucinazioni, incoerenza e illogicità del pensiero e del comportamento. Ne è affetto dallo 0,5% all’1% della popolazione mondiale pertanto nel mondo vi sono dai 30 ai 60 milioni di schizofrenici. Continua a leggere

https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2015/09/schizofrenia.jpg 906 1361 Roberto Quintavalle https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-angelomercuri-300x78.png Roberto Quintavalle2024-11-06 08:47:342024-11-07 19:54:31Schizofrenia: condannati ai farmaci?

Ansia cronica debilitante (GAD): Benzodoazepine, Antidepressivi o Lyrica?

26 Settembre 2024/6 Commenti/in In Evidenza, Psicofarmaci, Tutti gli art.

Sempre più persone nel mondo e per ovvi motivi soffrono di ansia cronica (definita ansia generalizzata o GAD) che, se leggera, può essere una condizione sopportabile che spinge all’attività, all’impegno e alla competizione ma se è forte può portare a paralisi dell’attività e depressione. In tale secondo caso dunque urge provvedere. Ci sono in generale tre opzioni terapeutiche farmacologiche: benzodiazepine; 2) antidepressivi; 3) pregabalin (Lyrica). Continua a leggere

https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2024/09/Ritratto-del-dottor-Gachet-Vincent-van-Gogh-1890.jpg 1108 900 Angelo Mercuri https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-angelomercuri-300x78.png Angelo Mercuri2024-09-26 09:08:292024-11-06 09:28:45Ansia cronica debilitante (GAD): Benzodoazepine, Antidepressivi o Lyrica?

Amantadina per i disturbi sessuali da antidepressivi

2 Settembre 2024/5 Commenti/in In Evidenza, Psicofarmaci, sessuologia categoria, Tutti gli art.

Uno dei più fastidiosi e debilitanti effetti collaterali dell’uso di antidepressivi serotoninergici è la compromissione dell’attività sessuale sia nell’uomo che nella donna, effetto assai comune che riguarda, seppur con intensità variabile, la maggior parte dei pazienti e il più delle volte insorge già nei primi giorni di cura persistendo poi per tutta la durata del trattamento (anche se vi sono casi fortunati in cui si attenua e scompare col tempo).

La sessualità si compone di tre fasi: 1) desiderio, 2) eccitamento genitale e 3) orgasmo

  1. Desiderio: per il desiderio sessuale molto importante è la corteccia cerebrale limbica, tenuta accesa dai lunghi prolungamenti assonici dei neuroni meso-limbici dopaminergici (lunghi neuroni che hanno il corpo cellulare nel tronco encefalico e allungano i loro prolungamenti dendritici fino alla corteccia limbica). La dopamina dunque accende e mantiene la libido mentre la serotonina, attivando i propri recettori 5HT-R2, abbassa il tono dopaminergico della corteccia limbica spegnendo la libido.
  2. Eccitamento ed erezione: il tono della corteccia limbica è importante sia per il desiderio che per l’eccitamento sessuale (erezione nel maschio, inturgidimento del clitoride e lubrificazione vaginale nella donna) quindi l’azione inibitoria della serotonina su tale regione cerebrale comprometterà anche l’eccitamento; la serotonina inoltre esercita un’azione inibitoria sui rilessi sensitivo-motorii viscerali spinali preposti alla vasodilatazione nel pene e nel clitoride. L’eccesso di serotonina poi, a livello d’organo, rallenta il rilascio del vasodilatatore ossido nitrico, fondamentale per l’inturgidimento dei tessuti erettili (azione esattamente opposta a quella di Viagra e simili)
  3. Orgasmo ed eiaculazione: la serotonina in eccesso può provocare anorgasmia in entrambe i sessi attraverso: 1) Iper-stimolazione dei propri recettori 5HT-R2 e conseguente inibizione, a vari livelli del sistema nervoso, della trasmissione dopaminergica e noradrenergica; 2) Alterazione dei riflessi spinali autonomici simpatici e parasimpatici che alternandosi con esatto tempismo regolano finemente orgasmo ed eiaculazione.

Vedi anche:

  • Sessualità femminile e antidepressivi; 
  • Sessualità e antidepressivi; 
  • Amantadina, antidepressivo dopaminergico rapido

Sembra dunque che sia principalmente l’eccesso di serotonina indotto dagli antidepressivi a provocare un calo di attività dopaminergica in certe regioni del sistema nervoso, responsabile poi di tutti i disturbi sessuali provocati da tali farmaci. I farmaci ad azione dopaminergica possono quindi ripristinare il perduto equilibrio tra serotonina e dopamina alterato dall’eccesso di serotonina; questo senza nulla togliere all’efficacia antidepressiva della cura di base anzi, potenziandola con un aumento di iniziativa, motivazione e senso del piacere che solo la dopamina può dare.

A questo proposito va notato che i comuni antidepressivi potenziano i circuiti serotoninergici (SSRI) o tutt’al più serotoninergici e noradrenergici (SNRI) ma purtroppo non potenziano i circuiti dopaminergici che sono fondamentali per il senso del piacere anzi, tendono a smorzarli; forse è per questo che non sempre gli antidepressivi funzionano, soprattutto nelle persone ormai abituate all’assunzione di tali molecole: in tali casi, l’aggiunta di un farmaco dopaminergico non solo migliora la sessualità ma può innescare o potenziare un’azione antidepressiva assente o insufficiente.

Tra i dopaminergici in uso e con pochi e blandi effetti collaterali vi è l’amantadina (Mantadan), utilizzata inizialmente come farmaco antivirale e poi come farmaco antiparkinsoniano (il morbo di Parkinson è caratterizzato da un calo di tono dopaminergico in certe regioni del cervello). Più recentemente l’amantadina è stata apprezzata come adiuvante nella terapia antidepressiva qualora i comuni antidepressivi da soli non funzionino.

Certamente l’eventuale aggiunta di Amantadina sia come potenziatore di una terapia antidepressiva insufficiente sia come correttore dei disturbi sessuali va ponderata da un medico che conosca bene tale molecola perché vi sono alcune condizioni o patologie incompatibili col suo utilizzo. 

Bibliografia:

Ibrahim A. Abdel-Hamid et a. (2016) The drug treatment of delayed ejaculation

A. Mercuri

 

 

https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2024/09/il-bacio-lautrec-compressor.webp 223 300 Angelo Mercuri https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-angelomercuri-300x78.png Angelo Mercuri2024-09-02 07:56:382024-09-16 12:56:35Amantadina per i disturbi sessuali da antidepressivi

Insonnia Cronica: Quviviq (Daridorexant)

9 Agosto 2024/18 Commenti/in In Evidenza, Psicofarmaci, Tutti gli art.

Daridorexant (nome commerciale Quviviq) è un farmaco recentemente messo in commercio in Italia che ha come indicazione l’insonnia cronica (insonnia presente da almeno tre mesi e che si presenta almeno 3 notti a settimana). Ha un meccanismo d’azione del tutto differente da qualsiasi altro ipnotico perché agisce inibendo l’azione di 2 sostanze presenti nel nostro cervello denominate Orexine (A e B). Le Orexine, come si intuisce, stimolano il cervello a restare sveglio e dunque Daridorexant, inibendone la funzione, facilita il sonno (occupa senza stimolarli i recettori 1 e 2 dell’Orexina). In realtà, le Orexine non stimolano solo la veglia ma fanno aumentare anche l’appetito (è stata la loro prima funzione scoperta, da cui il nome) e regolano molte altre funzioni tra cui quelle cognitive e il senso del piacere: le Orexine infatti vengono secrete da alcuni neuroni dell’ipotalamo che contraggono sinapsi con molte altre zone del cervello, vicine e lontane.

(Sulla neurobiologia delle orexine e il loro effetto sul senso del piacere molto bello è: Neurobiology of the Orexin System and Its Potential Role in the Regulation of Hedonic Tone )

Rispetto a tutti gli altri farmaci usati per l’insonnia, Daridorexant ha una selettività d’azione per i recettori delle Orexine, cioè non ha affinità per altri recettori, quindi la sua azione dovrebbe essere più pulita e mirata al sonno con meno effetti collaterali; questo sembra verificato nella realtà clinica in quanto Daridorexant esibisce solitamente una varietà di effetti collaterali comuni e blandi; le Benzodiazepine, a confronto, provocano un sonno di durata limitata e qualità scadente dando inoltre disturbi della memoria che si protraggono per molte ore dopo il risveglio; ancora, le BDZ danno notoriamente dipendenza, tolleranza e astinenza: Daridorexant invece, sembra garantire una buona durata e qualità del sonno con un recupero rapido e completo dell’efficienza psicofisica al risveglio. (Vedi,  A Comprehensive Review of Daridorexant 2022)

In uno studio durato 12 mesi (Vedi Daridorexant in Insomnia Disorder: A Profle of Its Use), sembra che Daridorexant abbia mantenuto intatta la sua efficacia  senza necessità di aumentarne il dosaggio e senza la comparsa di effetti collaterali tardivi. Alla sospensione del trattamento, anche brusca, sembra inoltre che Daridorexant non abbia dato sintomi di astinenza.

Il problema principale per chi volesse provare Daridorexant (Quiviq) resta comunque il costo, considerando anche che, se funziona, non funziona subito ma dopo un utilizzo prolungato (non chiedetemi “prolungato, quanto”?: non lo so, credo che ogni caso sia a sé.

Vanno ricordate comunque alcune avvertenze riguardo Daridorexant:

  1. E’ un farmaco immesso sul mercato da poco, quindi poco si sa dei suoi reali effetti che solo chi lo prova può dire; gli articoli scientifici che ne parlano, possono essere infatti più o meno nascostamente pilotati per interessi commerciali.
  2. Un punto non è per nulla chiaro: se le Orexine hanno molte funzioni nel nostro cervello tra cui la regolazione dell’appetito e dell’umore, come è possibile che un inibitore dei circuiti orexinergici come Daridorexant inibisca solo selettivamente la veglia e non dia anche, ad esempio, anoressia e depressione? Sul punto depressione, comincia in realtà già ad esserci letteratura, vedete ad esempio questo autorevole link: https://www.psychiatrist.com/jcp/possible-suicidal-risk-daridorexant-new-treatment-insomnia/
  3. Da quello che ho capito, Daridorexant non funziona al bisogno ma è necessario assumerlo a lungo prima che riesca (forse) a riportare alla normalità un sonno cronicamente disturbato.
  4. L’efficacia di Daridorexant, a quanto sembra, è stata testata su pazienti genericamente classificati come  “insonni cronici” ma nulla si sa del motivo per cui erano insonni. Avevano depressione, ansia, ossessioni, psicosi o soltanto un’insonnia primaria senza altri disturbi? E’ FONDAMENTALE sapere come e se agisce nelle singole patologie psichiatriche e questo ancora non lo sappiamo.

Lasciamo dunque la parola a chi l’ha provato, andate a guardarvi il più autorevole sito americano di recensione sui farmaci Drug.com; Daridorexant ha ricevuto dagli utilizzatori un basso punteggio medio di 4,8 su 10. [Quetiapina 7,6; Mirtazapina 7,1; Tavor 7,4; Gabapentin (simile a Lyrica) 7,5); Trazodone 6,2] Daridorexant for Insomnia Reviews – Drugs.com

E qui sotto, un elenco vastissimo e rigoroso delle opinioni sui sonniferi di Drug.com: https://www.drugs.com/condition/insomnia.html?sort=drug&order=asc

A. Mercuri

 

 

 

 

 

https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2024/08/Quviviq.jpeg 216 234 Angelo Mercuri https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-angelomercuri-300x78.png Angelo Mercuri2024-08-09 08:59:242024-10-24 23:01:30Insonnia Cronica: Quviviq (Daridorexant)

Pregabalin (Lyrica) per l’insonnia

6 Luglio 2024/9 Commenti/in In Evidenza, Psicofarmaci, Tutti gli art.

Solitamente l’insonnia, quando da’ disturbi, è secondaria ad altri problemi psichiatrici o ad errori nell’igiene del sonno (andare a letto tardi, fare sport intenso la sera, bere caffè, alcolici o fumare molto prima di dormire) oppure fisici (dolori, disturbi digestivi o respiratori). Quindi dire: “Il mio problema è l’insonnia” è una superficialità con poco significato e sta al medico indagare da cosa l’insonnia deriva. Ogni tipo di insonnia necessita di un’attenta analisi per capirne l’origine: se uno non dorme perché è troppo euforico, si gioverà di basse dosi di antipsicotico (Quetiapina, Olanzapina, ecc.); se non dorme perché ha deliri di persecuzione, quindi per psicosi, dormirà bene con dosi alte di antipsicotici; se non dorme per depressione invece, l’antipsicotico anche a basse dosi solitamente fa male ed egli dormirà meglio con Trittico o con un antidepressivo. Ovviamente se uno dorme male perché ha il naso chiuso dormirà bene liberando il naso e se uno dorme male perché ha dolori dormirà bene con un antidolorifico ecc.

Gli ansiolitici comunque, tra cui ricordiamo benzodiazepine e pregabalin (Lyrica), in generale migliorano il sonno di chiunque e in qualsiasi circostanza. Ovviamente funzionano meglio ove il problema che tiene svegli sia proprio l’ansia.

Pregabalin ha indicazioni ufficiali come antiepilettico, ansiolitico e antidolorifico ma è efficace anche per l’insonnia provocata da dolori (soprattutto fibromialgia, neuropatia diabetica, nevralgia posterpetica) o provocata da ansia cronica. Io aggiungerei che, funzionando spesso da antidepressivo, può migliorare il sonno anche in soggetti depressi. Insomma, pregabalin sembra essere una buona alternativa alle benzodiazepine, per dormire; ha un meccanismo d’azione completamente diverso da esse e non dà i loro problemi cognitivi tipici come vuoti di memoria o rallentamento cognitivo e solitamente, anche dall’esperienza coi miei pazienti, pregabalin ha un effetto ansiolitico piacevole nel senso che non abbassa l’umore o l’energia anzi, in alcuni soggetti può dare euforia; inoltre, Lyrica agisce rapidamente (nell’arco di una settimana) anche sui sintomi somatici dell’ansia (tachicardia, tachipnea, sudorazione, ecc.), mentre con le benzodiazepine serve più di 1 settimana di trattamento per lenire i sintomi somatici dell’ansia. Sembra anche che pregabalin non dia molta assuefazione (cioè non è necessario aumentare rapidamente la dose per ottenere lo stesso effetto) ed è più facile da sospendere delle benzodiazepine.

(Vedi anche il mio articolo Lyrica)

Gli effetti collaterali, qualora usato per dormire (si possono usare dosaggi dai 25 ai 300 mg in unica somministrazione serale) sono solitamente modesti e svaniscono col tempo (un po’di stordimento o sonnolenza al mattino, ovviamente in proporzione alla dose). Ancora, non ci sono particolari interazioni di pregabalin con altri farmaci (a parte se usato ad alto dosaggio in associazione ad oppiacei ad alto dosaggio).  Nemmeno con l’acool o con benzodiazepine sembra avere particolari interazioni (sebbene il buon senso dica di non assumerlo da ubriachi) e anzi, Lyrica sembra essere utile nello svezzamento da alcol e benzodiazepine e nel dell’astinenza da tali sostanze. Lyrica non tocca inoltre la pressione o la frequenza cardiaca e non dà alcun interessamento epatico dal momento che viene rapidamente smaltito dai reni senza essere metabolizzato. Rispetto al sonno indotto dalle benzodiazepine, va notata una cosa importante: pregabalin allunga proprio la componente più riposante del sonno e cioè quella ad onde lente del sonno profondo (SWS dall’inglese Slow Wave Sleep cioè gli stadi 3 e 4 del sonno) correggendo quindi l’insonnia in modo fisiologico (all’opposto, le benzodiazepine accorciano la SWS dando un sonno breve, superficiale e poco riposante). Certamente, a differenza delle benzodiazepine, pregabalin non funziona bene per il sonno se assunto sporadicamente ma va assunto regolarmente e dopo qualche giorno esercita la sua azione.

A. Mercuri

https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2024/07/6cit81kw3n-dipinto-ragazza-che-dorme-a-letto-la-parte-piu-felice-della-vita-di-una-persona_b.jpg 766 900 Angelo Mercuri https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-angelomercuri-300x78.png Angelo Mercuri2024-07-06 11:27:302024-11-06 11:09:38Pregabalin (Lyrica) per l’insonnia

Perchè italiani e russi si attraggono?

26 Maggio 2024/0 Commenti/in In Evidenza, Pensieri & Considerazioni, Tutti gli art.

Che russi e italiani si attraggano è innegabile, vi è una sorta di curioso interesse reciproco, spesso di ammirazione e desiderio di emulazione. Il motivo probabilmente sta proprio nelle loro profonde differenze di personalità, di educazione, di tradizioni e convinzioni, differenze che attraggono come attrae ogni persona che viva in un ambiente simile al tuo e con i tuoi stessi obiettivi ma che abbia sviluppato modi diversi per affrontare gli stessi problemi. Ecco, forse l’attrazione per una persona simile a te scatta quando senti che ti migliora perché ha qualità che tu non hai…..

Gentili lettori, come forse qualcuno saprà io collaboro con il quotidiano online della mia amata città “La Voce di Venezia”. Ieri è stato pubblicato lì un mio articolo dal titolo: “Perchè uomini italiani e donne russe si attraggono a vicenda”? Potete leggere il mio articolo completo cliccando qui:

https://www.lavocedivenezia.it/perche-gli-italiani-sono-attratti-dalle-donne-russe-e-viceversa-risponde-il-dott-mercuri/

https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2024/05/Putin-e-Berlusconi.jpg 194 260 Angelo Mercuri https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-angelomercuri-300x78.png Angelo Mercuri2024-05-26 10:17:482024-05-26 10:25:11Perchè italiani e russi si attraggono?

Perchè italiani e russi si attraggono?

26 Maggio 2024/0 Commenti/in Pensieri & Considerazioni, Tutti gli art.

Che russi e italiani si attraggano è innegabile, vi è una sorta di curioso interesse reciproco, spesso di ammirazione e desiderio di emulazione. Il motivo probabilmente sta proprio nelle loro profonde differenze di personalità, di educazione, di tradizioni e convinzioni, differenze che attraggono come attrae ogni persona che viva in un ambiente simile al tuo e con i tuoi stessi obiettivi ma che abbia sviluppato modi diversi per affrontare gli stessi problemi. Ecco, forse l’attrazione per una persona simile a te scatta quando senti che ti migliora perché ha qualità che tu non hai…..

Gentili lettori, come forse qualcuno saprà io collaboro con il quotidiano online della mia amata città “La Voce di Venezia”. Ieri è stato pubblicato lì un mio articolo dal titolo: “Perchè uomini italiani e donne russe si attraggono a vicenda”? Potete leggere il mio articolo completo cliccando qui:

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Economia italiana & Stranieri

30 Marzo 2024/1 Commento/in Insidie moderne, Pensieri & Considerazioni

Un Paese può dirsi stabile e in equilibrio solo quando è la sua popolazione a produrre i beni e i servizi che desidera, di cui si serve e di cui necessita. Se un Paese non vuole o non riesce a produrre ciò che usa, significa che ciò che usa non è alla sua altezza o non fa parte della sua natura, della sua cultura o dei suoi reali desideri. E’ un Paese con un futuro fosco perché mantenuto da altri e ostaggio dell’altrui volere.

Tradotto, se abbiamo bisogno di africani, cinesi, bengalesi, moldavi, rumeni, filippini, ecc. per mandare avanti la nostra economia significa che siamo dei mantenuti e come tutte le persone che vivono sulle fatiche altrui subiamo e subiremo sempre più imposizioni e umiliazioni, frutto di convivenze forzate. Continua a leggere

https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2024/03/Lavoratori-stranieri.jpg 183 275 Angelo Mercuri https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-angelomercuri-300x78.png Angelo Mercuri2024-03-30 11:31:132024-03-30 11:31:47Economia italiana & Stranieri

Terrorismo islamico a Mosca: chi è il mandante?

25 Marzo 2024/0 Commenti/in Insidie moderne, Pensieri & Considerazioni

Molto strano questo gravissimo attentato terroristico a Mosca. Tante strane coincidenze: perchè il terrorismo islamico si è svegliato proprio adesso? Il sospetto mio è che ci sia lo zampino degli Stati Uniti, ovviamente interessati a indebolire la Russia: cosa di meglio che innescare problemi interni come il terrorismo islamico per distogliere Putin da supposti diabolici piani di guerra alla Nato o a chissà chi? Ora che ha gravi problemi interni, nella possibile strategia NATO, Putin avrebbe meno tempo-voglia-soldi-soldati per fare le guerre. Certamente gli esecutori e i rivendicatori saranno anche autenticamente estremisti islamici, ma chi è il mandante? E come mai gli Stati Uniti sono stati così precisi (e buoni) nell’avvertire Putin di un imminente attacco terroristico? Come facevano a saperlo con tale precisione?

https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2024/03/Terroristi-a-Mosca.jpg 183 275 Angelo Mercuri https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-angelomercuri-300x78.png Angelo Mercuri2024-03-25 20:45:162024-03-29 18:20:35Terrorismo islamico a Mosca: chi è il mandante?
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