Il declino dell’uomo
/in Biblioterapia, Tutti gli art.Il declino dell’uomo è uno dei libri più belli scritti del grande medico-zoologo-etologo Konrad Lorenz, premio Nobel per la medicina nel 1973. Tutti associano il nome di questo geniale scienziato al suo libro di etologia “L’anello di re Salomone” e a quella famosa immagine delle oche che gli incorniciano il viso mentre nuota. Si, è stato un grande studioso del comportamento animale, ma il meglio di se l’ha dato in questo libricino dove, applicando le sue profonde e solide conoscenze di biologia, riflette con rigore scientifico sul comportamento e sul destino umano. A mio parere, è un libro che andrebbe messo a fondamento dell’educazione di ogni giovane: rispetto per la vita, amore per la natura, tenerezza e compassione di fronte all’innocenza e alla fragilità di uomini e animali; dito puntato contro la bruttezza, la disarmonia, il tornaconto meschino, l’insensibilità, il deleterio eccesso di competizione.
A. Mercuri
Consigli ai nervosi
/in Biblioterapia, Tutti gli art.“Consigli ai nervosi e alle loro famiglie“ è un libricino dei primi anni del novecento scritto dal medico Svizzero Hans Zbinden, professore all’Università di Ginevra e direttore dello Stabilimento medico del Mont-Pèlerin a Vevey. E’ molto piacevole da leggere, carico di ottimismo e buon senso ma non banale, e valido a tutt’oggi. In quegli anni si andava diffondendo in Europa un grande interesse per la psicologia e la psichiatria ma non essendoci ancora psicofarmaci si puntava alla guarigione attraverso l’arricchimento della personalità e lo sviluppo di forza interiore: attraverso insomma la psicoterapia, una psicoterapia onesta, pratica e comprensibile a tutti non ancora rovinata dall’uso scorretto degli psicofarmaci e da certi astrusi deliri Freudiani, cose entrambe che tanto danno avrebbero poi arrecato agli psichiatri e ai pazienti delle generazioni successive. Leggine alcune pagine
A. Mercuri
Paroxetina
/in Psicofarmaci, Tutti gli art.E’ un farmaco appartenente alla categoria degli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) commercializzato a partire dal 1992. In realtà, la paroxetina inibisce, seppure debolmente, anche la ricaptazione della noradrenalina e della dopamina, configurandosi quindi come un antidepressivo a largo spettro e quindi più efficace. Ha un profilo di applicazione simile a tutti gli altri antidepressivi, cioè depressione, disturbo d’ansia cronica, attacchi di panico, forme ossessive, anoressia nervosa, dolori cronici, sindrome premestruale, disturbi legati alla menopausa, eiaculazione precoce. Continua a leggere
Psichiatria americana
/in Biblioterapia, Pensieri & Considerazioni, Tutti gli art.Il noto psichiatra italiano Vittorino Andreoli nel suo bellissimo libro “I miei matti”, Ed. Rizzoli 2004 così scrive:
” Occorre finire di credere che la psichiatria parli l’americano. Siamo stati colonizzati e non abbiamo saputo presentare una psichiatria europea o addirittura italiana…..Invece deve trovare spazio una psichiatria europea, perchè è una psichiatria che ha radici nella nostra storia. L’America delle grandi industrie farmaceutiche ha ammazzato ora perfino la psicoanalisi, morta con la fine di quelle generazioni di ebrei fuoriusciti dall’Europa con le persecuzioni razziali. Il loro contributo è stato cancellato, dopo quella generazione si sono imposti i farmaci”.
A febbraio di quest’anno scrivevo il breve articolo: ” Gioco d’azzardo: malattia o semplice sintomo?” nel quale esprimevo il sospetto che l’apparente fiorire in America (e di conseguenza nella fida Italia) di sempre nuove malattie psichiatriche sia in parte una manovra commerciale promossa dalle case farmaceutiche produttrici di psicofarmaci, per poter immettere sul mercato nuove molecole ad hoc o per rafforzare la vendita di molecole già esistenti. Leggete questo articolo comparso nel 2015 sull’autorevole rivista di psichiatria americana Journal of Psychopathology dal titolo : “Behavioral addiction: clinical and therapeutic aspects” (ve lo propongo nell’edizione italiana della rivista), e poi ditemi se il mio sospetto non è fondato.
Angelo Mercuri
Sessualità e antidepressivi
/4 Commenti/in Psicofarmaci, sessuologia categoria, Tutti gli art.Aggiornato all’ 11 ottobre 2022
Ho studiato recentemente un antidepressivo prodotto a partire dal 1960 in Francia e non commercializzato in Italia nè in America ma comunque di facile reperibilità: si chiama Tianeptina. Recentemente è stato scoperto il suo meccanismo d’azione che risulta assolutamente unico e le conferisce un’efficacia e una tollerabilità eccezionali. Il mio sospetto è che l’efficacia di tale molecola potrebbe mettere in ombra gli altri antidepressivi provocando danni economici alle case farmaceutiche e questo sia il motivo per cui il suo utilizzo viene frenato. Tra le tante caratteristiche positive di tale molecola ne spiccano soprattutto due: dà sollievo ai pazienti depressi nel giro di 1 settimana e non provoca disturbi sessuali. Vi rimando al mio recente articolo su di essa per approfondimenti: “Tianeptina, un super-antidepressivo misterioso”
L’utilizzo di farmaci antidepressivi è generalmente associato a disfunzioni sessuali che possono riguardare le tre fasi dell’atto sessuale: desiderio, eccitazione ed orgasmo, sia nell’uomo che nella donna; questo per ragioni biochimiche in quanto i suddetti farmaci alterano il delicato equilibrio di neurotrasmettitori necessario all’espletamento corretto della funzione sessuale.
Tutti i moderni SSRI (effetto serotoninergico selettivo: citalopram, escitalopram, fluvoxamina, sertralina, paroxetina, Fluoxetina) provocano alte percentuali di disfunzione sessuale e così anche, sebbene in minor misura, i vecchi triciclici Clomipramina (Anafranil) e Amitriptilina (Laroxil); questi ultimi tuttavia, avendo un’azione non selettiva sui neurotrasmettitori e rispettandone quindi i fisiologici equilibri reciproci alterano meno la sessualità.
I cosiddetti SNRI poi (effetto serotoninergico e noradrenergico: venlafaxina, duloxetina), sono in realtà solo serotoninergici al dosaggio abituale e infatti alterano la sessualità più o meno come gli SSRI. (Venlafaxina la intacca dippiù in quanto serotoninergico pressochè puro mentre duloxetina ne è un pò più rispettosa in quanto ha anche un modesto effetto noradrenergico oltre che serotoninergico) La mirtazapina, un antidepressivo sedativo di uso molto comune e con un meccanismo d’azione peculiare, è assai poco associato a disfunzione sessuale; d’altra parte però è un debolissimo serotoninergico e ha un’azione antidepressiva quasi nulla se usato da solo.
Vi è poi un farmaco antidepressivo, il buproprione, una molecola dotata di effetto noradrenergico e dopaminergico (modestissimo quest’ultimo, a dosaggi abituali) e senza effetti serotoninergici, che non è associato a disfunzione sessuale ma è anzi in grado di contrastare i disturbi sessuali indotti dagli altri antidepressivi su citati qualora venga ad essi associato; tuttavia non è assolutamente efficace come antidepressivo se usato da solo e, anzi, dà fastidiosi effetti collaterali come inappetenza, insonnia e aumento della pressione arteriosa; se usato per contrastare i disturbi sessuali indotti dagli altri antidepressivi inoltre, è necessario raggiungere il dosaggio massimo cioè 300mg per ottenere un qualche beneficio, cosa che potrebbe poi provocare non pochi problemi d’altro tipo.
Trazodone (Trittico) invece diventa un antidepressivo serotoninergico (per la verità piuttosto blando) solo raggiungendo il dosaggio di almeno 150 mg; da tale dosaggio in su, esso migliora addirittura l’erezione nel maschio (1) anche se, come tutti i serotoninergici, non agisce positivamente sulla libido e può provocare ritardata ejaculazione; agendo però contemporaneamente su alcuni recettori che invece stimolano la libido sia nell’uomo che nella donna, Trittico si configura come un antidepressivo che disturba complessivamente poco l’attività sessuale a dosaggio alto mentre a basso dosaggio (fino a 75 mg) ove manca ancora la capacità di innalzare il livello di serotonina, esso può essere usato addirittura per aumentare la libido in entrambe i sessi (2) (4) contrastando anche i problemi sessuali provocati dai comuni antidepressivi (3). Per questo, quando io sono costretto a dare una terapia antidepressiva, tendo sempre a prescrivere per la sera Trittico a basso dosaggio che oltre alla funzione sessuale migliora anche il sonno e lenisce blandamente l’ansia.
Ancora, per correggere nel maschio eventuali disturbi dell’erezione provocati dagli antidepressivi, si usa talvolta associarvici i ben noti Viagra, Cialis o Levitra.
Si nota come la causa principale di disfunzione sessuale in corso di terapia antidepressiva sia l’aumento di serotonina il quale provoca una tranquilla euforia ma inibisce la sessualità; l’aumento di dopamina all’opposto, è associato ad un incremento di desiderio ed eccitamento sessuali (la cocaina, si noti ad esempio, provoca un potente e immediato aumento di dopamina) ma purtroppo i farmaci che innalzano la dopamina sono pochi e pericolosi perchè possono diventare droghe. Riassumendo, si può dire che tra tutti gli antidepressivi efficaci (escludiamo quindi mirtazapina e bupropione in monoterapia) l’unico che disturba poco o nulla la sessualità è il Trittico. I vecchi triciclici invece i disturbi sessuali purtroppo li provocano anche se in minor misura rispetto ai più nuovi selettivi per la serotonina; è’ vero anche però che per la depressione grave essi rimangono insuperati.
Concludo osservando che la depressione stessa è comunque causa di inibizione del desiderio sessuale quindi talvolta, chi utilizza una terapia antidepressiva efficace per curala ne trae un beneficio anziché una diminutio, anche in ambito sessuale, beneficio dovuto alla risalita dell’umore.
BIBLIOGRAFIA
Per un approfondimento dell’argomento trattato, vedi:
Antidepressivi e disfunzione sessuale: epidemiologia, meccanismi e strategie di trattamento A. Chiesa, A. Serretti Giorn Ital Psicopat 2010;16:104-113
Per l’azione terapeutica del Trittico sulla sessualità, vedi:
(1) Trazodone for erectile dysfunction: a systematic review and meta‐analysis
H.A. Fink R. MacDonald I.R. Rutks T.J. Wilt Andrology 2003
Buona lettura,
Angelo Mercuri
Infelicità: malattia o disadattamento?
/in Depressione, Insidie moderne, Tutti gli art.Due filmati a confronto e una domanda: come si può essere felici passando da una vita così
ad una così?
Clomipramina (Anafranil)
/11 Commenti/in Psicofarmaci, Tutti gli art.Aggiornamento del 5 gennaio 2023
Anafranil, il cui principio attivo è la clomipramina, è un vecchio antidepressivo appartenente alla categoria dagli antidepressivi triciclici (insieme a Laroxyl, Surmontil, Noritren, Protiaden). E’ stato creato in laboratorio negli anni sessanta del ‘900 dalla società Geigy di Basilea e le sue positive proprietà antidepressiva, antiossessiva, ansiolitica, ipnotica, sono dovute prevalentemente al blocco della ricaptazione (re-uptake) neuronale della serotonina (5-HT) e della noradrenalina rilasciate nello spazio sinaptico, ma non solo: alla sua provata e nota efficacia, contribuiscono anche l’effetto antistaminico, anticolinergico, antiadrenergico alfa e l’azione di blocco del recettore A2 della serotonina. È uno dei primi antidepressivi sintetizzati ma è rimasto probabilmente il migliore, il più efficace (vedi il mio articolo: “Anafranil: il migliore antidepressivo”.
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Mirtazapina
/in Psicofarmaci, Tutti gli art.La mirtazapina (Remeron*) è un farmaco antidepressivo utilizzato nel trattamento della depressione maggiore, dei disturbi d’ansia specie se misti ad insonnia (per via delle sue proprietà sedative) e nei disturbi alimentari come l’anoressia per le sue proprietà antiemetiche e appetito stimolanti. Continua a leggere
Trittico (trazodone)
/51 Commenti/in Psicofarmaci, Tutti gli art.E’ un vecchio farmaco sul mercato da quasi 50 anni ma sempre attuale per la sua efficacia e tollerabilità. L’unico nome commerciale è Trittico, non ha equivalenti, lo trovate in compresse a vari dosaggi, gocce e fiale. Ha un effetto antidepressivo, ansiolitico e ipnoinducente. Continua a leggere
Angelo dott. Mercuri
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