Dipendenza da ansiolitici

Gli ansiolitici (chimicamente noti come benzodiazepine e commercializzati col nome di valium, tavor, lexotan, minias, xanax ecc.) sono farmaci dotati di elevata efficacia, basso costo, scarsa tossicità e notevole rapidità d’azione. Tali caratteristiche hanno favorito, soprattutto nei decenni passati, la prescrizione facile come una panacea per lenire ansia, insonnia, disturbi ipocondriaci, sintomi depressivi ecc. Continua a leggere

Cause di infelicità oggi

Pubblico qui le diapositive relative al breve ciclo di lezioni da me tenute all’Università del tempo libero di Mestre, il 5 e il 12 aprile. Troverete alcuni links che vi rimandano a brevi filmati di You Tube che ho trovato piacevoli e particolarmente esplicativi dell’argomento da me trattato.

Per chi fosse interessato, la terza e ultima lezione, nella quale accennerò ai possibili rimedi, sarà giovedì 19 aprile 2018 dalle 15.30 alle 16.30 presso l’Istituto Berna, via Bissuola 93 Mestre-Ve

Le suddette lezioni verranno da me riproposte nelle date 3 e 10 maggio 2018 presso il Centro Civico Manin, via Rio Cimetto, 32 Chirignago (zona Gazzera Mestre)

Link:  Slides Lezioni Berna

Danni da porno on line

Il sesso su Internet può essere uno sfizio, un motivo di svago, una fonte di divertimento o uno spunto per alimentare la creatività sotto le lenzuola. Ma solo se a piccole dosi. Continua a leggere

Igiene mentale

Ho inserito questo brevissimo articolo nella pagina Tecniche Psicoterapiche perchè, anche l’allenamento ad uno stile di pensiero razionale e sano, fa parte del repertorio di tecniche che lo psicoterapeuta deve insegnare al paziente

Tratto da ‘ La conquista della felicità’ di Bertrand Russel (filosofo e matematico 1872-1970)

“….Gli uomini e la donne sono per la maggior parte difficilmente capaci di controllo sui loro pensieri.Voglio dire con questo che non sono capaci di smettere di pensare a cose preoccupanti nei momenti in cui nulla si può fare per cercare di risolverle…..

L’uomo saggio medita sui suoi crucci soltanto quando è di qualche utilità il farlo; in altri momenti pensa ad altre cose o, se è notte, a niente…..è possibilissimo allontanare da sè i piccoli problemi di ogni giorno, eccetto che nel momento in cui si deve risolverli. Continua a leggere

La psicoterapia modifica il cervello

C’è una cosa che qualche anno fà mi ha incuriosito: alcuni ricercatori hanno evidenziato con tecniche di neuroimaging funzionale che la psicoterapia, se ben condotta, produce modificazioni cerebrali migliorative permanenti sul paziente: ciò che mi ha piacevolmente sorpreso è stata la dimostrazione che la parola (psicoterapia), quando produce cambiamento perchè accettata e condivisa dal paziente, può modificare la materia (cervello). Continua a leggere

Disturbi ossessivi

A mio giudizio, la descrizione più illuminante, esauriente e gradevole da leggere dei disturbi ossessivi si trova nel 2° volume del “Trattato delle malattie mentali” di E. Tanzi ed E. Lugaro (Milano, Società Editrice Libraria, 1905). Qui sotto ne riporto le parti più significative

“Le idee ossessive o fisse o coatte o incoercibili…costituiscono il nucleo essenziale d’una particolare malattia d’indole costituzionale , che può dirsi perciò psicosi ossessiva…Gli ammalati hanno sempre coscienza vivissima, chiara e precisa del loro male, s’affannano a vincerlo, vivono in continua lotta con esso… Continua a leggere

Gioco d’azzardo patologico: Dostoevskij

Fedor Dostoevskij, scrittore russo (1821-1881) scrisse nel 1866, in meno di un mese, il romanzo autobiografico “il Giocatore”. Egli stesso fu un giocatore patologico per diversi anni e il suddetto romanzo costituisce insieme un’opera d’arte letteraria e un trattato sulla psicologia del giocatore. Continua a leggere

Uomo & Donna: il potere curativo dell’amore

Se volete un bel ritratto d’una personalità fobico-ossessiva lo trovate nel piccolo volume di Adalbert Stifter (1805-1868)  “Il sentiero nel bosco”. Continua a leggere

Globalizzazione e senso civico

Riporto qui un mio commento pubblicato su “Il Gazzettino” di oggi alla pag. XXVII e relativo alla notizia che i veneziani spesso non pagano il biglietto sui mezzi pubblici della propria città. Lo riporto perchè sono un non violento ma convinto “no global” e soprattutto perchè, tra la globalizzazione e alcuni disagi psicologici attuali, c’è uno stretto legame. 

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Gioco d’azzardo: malattia o semplice sintomo ?

Da molto tempo ormai si parla di dipendenza da gioco d’azzardo come fosse una patologia psichiatrica a sé. E lo stesso si fa con lo “shopping compulsivo”, con la cosiddetta “new technologies addiction” (dipendenza da TV, internet, social network, videogiochi), con le “dipendenze da lavoro” (workaholism), con le “dipendenze dal sesso” (sex-addiction) e dalle relazioni affettive, e con alcune devianze del comportamento alimentare come l’ortoressia o dell’allenamento sportivo come la “sindrome da overtraining”.

Non a caso ho scritto anche la dizione americana, perché è proprio da lì che partono queste maliziose direttive. (Leggi anche il  mio articolo: Psichiatria americana

In realtà, qualsiasi persona di intelligenza normale capisce che tutti i sù citati disturbi comportamentali sono solo sintomi di un malessere più profondo dell’individuo (concimato dalla tecnologia moderna) ma non sono malattie e sé stanti.

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