Penso che la mente umana sia meno complicata e ripiegata su se stessa di quanto la psicologia freudiana ci ha proposto. La psicoanalisi ha avuto il merito di porre l’attenzione sull’individuo, sui suoi bisogni e sofferenze ma poi è andata oltre il segno divenendo una sorta di fede indimostrabile e astrusa, irrealistica nella sua distanza dalle leggi biologiche che sono invece molto più dedicate alla conservazione della specie che dell’individuo. Un uomo che, per raggiungere la serenità, si concentri su se stesso come la psicoanalisi o altre filosofie consigliano, non raggiungerà mai alcuna pace. Continua a leggere
Non c’è nulla di più importante per uno psicoterapeuta, che avere visto moltissimi pazienti per capire, al di là delle differenze individuali, che esistono “categorie” di persone che seguono destini simili, si somigliano nel modo di pensare, vivere, sentire, reagire, credere; e pure se s’ammalano psicologicamente, si somigliano. Un’ampia casistica “personale” è fondamentale per capire, a grandi linee, chi hai di fronte, con un solo colloquio. Continua a leggere
https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2019/04/Immagine-Angoscia-Munch.jpg6901017Angelo Mercurihttps://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-angelomercuri-300x78.pngAngelo Mercuri2019-04-11 07:33:532019-06-05 08:23:30La pratica dello psicoterapeuta
Lo psicoterapeuta efficace non può avere solo una cultura tecnica relativa alla propria materia, la psicologia, ma una cultura globale. Per cominciare, deve conoscere la medicina e la farmacologia perché molte malattie del corpo, oppure farmaci e droghe, possono essere responsabili dei disturbi che il paziente lamenta: non sarebbe una bella figura se tenessimo in cura sei mesi una persona che lamenta astenia e depressione attribuendone la causa a traumi psicologici infantili ma scoprendo poi che soffre di ipotiroidismo, di insufficienza epatica, ha livelli molto bassi di vitamine del gruppo B oppure ha un disturbo neurologico incipiente.
Bisogna avere inoltre, gli strumenti scientifici per capire come e quanto le eventuali sostanze psicotrope assunte (anche le più comuni: alcol, nicotina, caffeina) interferiscono col funzionamento psichico, affettivo, comportamentale, sociale del paziente. Gli psicofarmaci, che con le droghe hanno molti punti in comune e troppo spesso oggi sono usati scorrettamente, possono diventare gli unici responsabili delle strane sofferenze per le quali le persone si rivolgono a noi: bisogna pertanto saperli togliere; talvolta però, divengono necessari e allora dobbiamo anche saperli prescrivere. Personalmente mi sento molto a disagio quando un paziente, con me, vuole fare solo la psicoterapia mentre per gli psicofarmaci lo segue lo psichiatra: con che animo mi accingo io, psicoterapeuta medico, a curare solo con le parole una depressione, sapendo che il mio paziente assume da diec’anni tre pastiglie di Tavor al giorno perché il suo psichiatra dice che così va bene? E se un altro arriva agitato, piangente e scopro che ha sospeso da poco l’antidepressivo, cosa faccio? Gli parlo dell’inconscio? Continua a leggere
https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2019/04/Immagine-donna-che-legge.jpg247204Angelo Mercurihttps://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-angelomercuri-300x78.pngAngelo Mercuri2019-04-08 07:22:452019-06-05 08:23:47La cultura dello psicoterapeuta
Bel racconto di Ivo Andric, scrittore Serbo nato in Bosnia nel 1892. Fu scrittore (premio Nobel 1961), uomo politico e diplomatico, di vasta popolarità nel suo Paese.
Anika è ragazza di un piccolo e reale paese della Bosnia, Dobrun, che per qualche misterioso motivo, tra il bene e il male sceglie il male; sceglie cioè di acquisire potere e notorietà diventando “amica” degli uomini del Paese.
E con la protezione dei più influenti tra essi, che incanta con la sua misteriosa bellezza, colpisce chi la minaccia, la biasima, la critica divenendo di fatto invulnerabile di fronte ai detrattori e alla giustizia perché gli stessi preposti all’ordine pubblico subiscono il suo fascino e rimangono avvinti dalla sua compiacenza.
Esercita la prostituzione ma non chiede soldi e non si arricchisce. Perché lo fa? Perché, mentre le altre ragazze vivono sotto il sole costruendosi un futuro tra figli e famiglia lei vive nell’ombra, in una trincea, combattendo contro un nemico invisibile a tutti? Perché quella propensione naturale per ciò che è losco, proibito, malvagio?
Alle volte si diventa così per aver subito troppi torti quindi per rivalsa sulla famiglia, sulla società, sul mondo intero. Oppure perché alcune persone non hanno gli strumenti cognitivi per emergere nella vita ma, oppressi dall’urgenza interiore di non rimanere anonimi per l’eternità, scelgono il male come via più facile per attirare su di sé l’attenzione e il ricordo.
Comunque non va dimenticato che il padre di Anika era un omicida che ha ucciso un uomo con un bastone solo perché gli rubava un po’ di frutta dall’albero e la madre era una donna di dubbia salute mentale e intelligenza; il fratello di Anika, d’altra parte, era un gracile mentale.
Non mi dilungo oltre, se siete curiosi, leggete il racconto.
A. Mercuri
https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2019/03/Immagine-I-tempi-di-Anika.jpg1001600Angelo Mercurihttps://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-angelomercuri-300x78.pngAngelo Mercuri2019-03-13 17:14:282019-03-13 17:14:36“I tempi di Anika” di Ivo Andric (1892-1975)
Il 13 marzo 1975, 44 anni fa, moriva a Belgrado il grande scrittore serbo di Bosnia, Ivo Andric.
Nel 1961 gli fu conferito il Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: «Per la forza epica con la quale ha tracciato temi e descritto destini umani tratti dalla storia del proprio Paese». E io, per lo stesso motivo, desidero ricordare e salutare quest’uomo mite e schivo che, con la forza dell’amore per il proprio Paese, la Bosnia e per il proprio popolo, il popolo Serbo, rinforzò e continua a farlo, il sacrosanto amore e orgoglio che ognuno di noi dovrebbe avere per il proprio Paese. Grazie Andric!
Angelo Mercuri
https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2019/03/Immagine-Ivo-andric.jpg317214Angelo Mercurihttps://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-angelomercuri-300x78.pngAngelo Mercuri2019-03-13 08:16:092022-11-01 08:08:4713 marzo 2019, 44° anniversario della morte di Ivo Andric
Cari lettori, ecco il tradizionale saluto alle donne russe che il presidente Putin fa ogni anno, l’8 marzo. Riporto il video del 2018 perchè mi sembra particolarmente significativo riguardo all’importanza che i russi e in testa il loro Presidente, danno alle tradizioni. E’ bella anche la poesia che Vladimir Putin si improvvisa a recitare.
Egli ringrazia con devozione tutte le donne per l’instancabile impegno che profondono in tutto ciò che fanno: amore, figli, marito, lavoro ed è’ evidente come la sua simpatia vada al modello tradizionale di donna, diametralmente opposto a quello tristemente famoso e vuoto di senso di donna femminista, tanto diffuso in America e negli Stati europei occidentali, che tanto danno ha già fatto all’immagine, alla dignità e al valore inestimabile della donna. Il presidente Putin, recita inoltre parte di una poesia del famoso poeta sovietico Andrey Dementyev, di cui vi fornisco il testo completo: Continua a leggere
https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2019/04/Immagine-donna.jpg599480Angelo Mercurihttps://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-angelomercuri-300x78.pngAngelo Mercuri2019-03-08 08:32:312024-03-10 10:20:34Amore per le donne
Ho appena finito di leggere un breve racconto dello scrittore russo Ivan
Sergeevič Turgenev (1818 – 1883) intitolato Primo amore, capitatomi tra le mani per caso.
Mi hanno sorpreso la tensione affettiva e l’accoramento dell’Autore, l’emozione viva che sgorga dai temi della giovinezza, del corteggiamento, dell’attrazione, dell’eterno amore tra uomo e donna; il fascino di una giovane donna che, tra giocosa ingenuità e malizia, incanta gli uomini con la potente sapienza innata conferitale da una natura con lei generosa: una di quelle donne in grado di portare rinnovamento e scompiglio ovunque si spostino.
Racconto struggente, intriso di poesia, malinconia e rassegnazione al destino, ambientato nel paesaggio ameno della campagna russa dell’Ottocento dove la natura entra in magica risonanza coi sentimenti umani, li modella e dà ad essi limiti e senso.
Una storia raccontata tutta d’un fiato, bellissima e avvincente, rimasta fresca, intatta e attuale a distanza di centoquarant’anni dalla stesura: una storia, una melodia, una canzone della natura che oggi, tra condomini e traffico, non canta più nessuno.
A. Mercuri
https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2019/03/Primo-amore.jpg380249Angelo Mercurihttps://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-angelomercuri-300x78.pngAngelo Mercuri2019-03-05 07:57:442019-03-05 07:57:44“Primo amore” di Ivan Sergeevič Turgenev (1818 – 1883)
L’attacco di panico è una condizione di ansia acuta, talmente intensa da risultare paralizzante. Normalmente, l’ansia provoca uno stato di allerta in cui l’individuo è pronto ad agire in qualche modo o scappando dal pericolo o affrontandolo. In ogni caso, conserva la propria autonomia.
Nell’attacco di panico invece, l’ansia è talmente intensa da paralizzare l’individuo, come chi, nella vita reale, si trova di fronte ad un evento talmente minaccioso per sé, grave e difficile da gestire, che non può far altro che bloccarsi e chiedere aiuto. Per questo, tipicamente, anche le persone abitualmente più forti e indipendenti rimangono annientate dall’attacco di panico perdendo l’autonomia ed essendo costrette a farsi soccorrere.
La caratteristica principale che rende l’attacco di panico così spaventoso è la sensazione che qualcosa di terribile stia accadendo proprio a se stessi, nel corpo (infarto, ictus) o nella mente (follia): come si vede, qualcosa di terribile, inevitabile, ingovernabile.
Ma perché alcune persone pur facendo una vita tranquilla li hanno e altre, anche se sottoposte a forti e prolungati stress, no?
La risposta è molto banale: perché alcuni ne sono costituzionalmente predisposti e altri no; è come chiedersi perché alcuni, pur facendo una vita tranquilla, vanno in depressione o hanno gli attacchi epilettici.
E che ci sia una costituzione predisponente al panico, ne è la prova anche la famigliarità di questo disturbo, che sovente è o era presente anche in qualche consanguineo.
In particolare, gli studi scientifici hanno dimostrato che, i soggetti predisposti agli attacchi di panico, hanno una costituzione “adrenalinica” cioè un ipertono adrenergico del Locus Coeruleus, un piccolo raggruppamento di neuroni localizzati nel tronco encefalico e Continua a leggere
https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2019/02/Il-grido-immagine.jpg152331Angelo Mercurihttps://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-angelomercuri-300x78.pngAngelo Mercuri2019-02-08 19:34:392019-02-12 09:09:42Disturbo di panico: tra neurologia e stile di vita
Gli attacchi di panico o disturbo da panico, sono una classe di disturbi d’ansia caratterizzati da intensi stati di ansia accompagnati da altri sintomi psicologici e somatici.
Rappresentano uno dei più comuni disturbi psichiatrici e costituiscono un fenomeno sintomatologico complesso e piuttosto diffuso (si calcola che 10 milioni di italiani abbiano subito uno o più attacchi di panico).
Il disturbo di solito esordisce nella tarda adolescenza o nella prima età adulta ed ha un’incidenza due a tre volte maggiore nelle donne rispetto agli uomini.
Non è infrequente che tale disturbo non venga riconosciuto dal paziente e di conseguenza non venga trattato. La terapia è sia di tipo psicologico che, nei casi più gravi, di tipo farmacologico a base di antidepressivi e ansiolitici benzodiazepinici. La maggior parte delle persone guarisce mentre una minoranza sviluppa invece un disturbo da recidiva di attacchi di panico. Continua a leggere
https://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2018/05/Attacco-di-p-foto.jpg164307Angelo Mercurihttps://www.angelomercuri.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-angelomercuri-300x78.pngAngelo Mercuri2019-02-06 07:00:232019-02-06 07:06:22Attacco di panico
L’agomelatina (in Italia commercializzato come Valdoxan o Timanax) è uno psicofarmaco antidepressivo di recente approvazione ministeriale (2009) con una struttura molecolare e un’azione molto simili a quelli del neurotrasmettitore endogeno melatonina, da cui differisce per un solo atomo. E’ metabolicamente più stabile della melatonina e pertanto dotata di una durata d’azione più lunga ma è dotata anche di azioni aggiuntive rispetto alla melatonina stessa. Il suo effetto terapeutico si crede sia dovuto oltre che alla stimolazione dei recettori melatoninici MT1 e MT2, anche al blocco del recettore serotoninergico 5-HT2C con liberazione di dopamina e noradrenalina a livello prefrontale il che conferisce ad Agomelatina un raggio d’azione vasto: azione antidepressiva, ansiolitica, regolazione del ritmo sonno veglia, miglioramento dell’apatia e dell’anedonia e dei disturbi sessuali indotti da SSRI: un meccanismo d’azione quindi totalmente differente da quello degli altri antidepressivi. Sembra che Agomelatina non dia sintomi da sospensione e talvolta viene usata per rendere più dolce la sospensione degli antidepressivi tradizionali. Agomelatina è generalmente ben tollerata essendone le reazioni avverse di solito precoci, lievi e transitorie; non ha effetto anticolinergico, antiadrenergico, antiistaminico, quindi non provoca bocca secca, senso di stordimento, sonnolenza o alterazioni di pressione arteriosa e frequenza cardiaca. Tuttavia è da sottolineare la possibile “pesantezza” di Agomelatina per il fegato (nell’1,8% dei casi) con transitorio aumento delle transaminasi (cosa che tuttavia di solito non richiede la sospensione del trattamento): è pertanto consigliato effettuare prima e durante il trattamento un controllo periodico della funzionalità epatica.
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