Talofen gocce introvabile

ATTENZIONE: chi fosse alla ricerca di Talofen gocce sappia che sono disponibili alcune confezioni presso la farmacia Morelli di Venezia 041 522 4196 morellifarmacista@libero.it

Da un po’ di tempo manca nelle farmacie il prodotto Talofen gocce, forse per un difetto del contagocce ma, cosa ci sia dietro realmente, non lo so; fatto sta che molte persone che lo assumevano mi telefonano per sapere con cosa sostituirlo. La risposta non è una sola perché dipende dal motivo per cui lo si assume. In generale, il Talofen ha due indicazioni: 1) ad alto dosaggio si usa per problemi mentali gravi caratterizzati da forte agitazione, come le forme maniacali, deliranti-allucinatorie oppure le demenze; 2) a basso dosaggio, per problemi seri sì, ma di persone complessivamente “normali” che hanno solo episodi o brevi periodi di forte insonnia, ansia o tensione nervosa. Ciò che posso dire io riguardo ai casi gravi e cronici, è che va scelto come alternativa un farmaco dotato delle stesse caratteristiche e cioè anti-dopaminergico (agisce sull’ideazione), anti-colinergico (mitiga gli effetti parkinsonizzanti degli antidopaminergici) e anti-istaminico (calma e favorisce il sonno) come possono essere, ad esempio, Trilafon, Largactil, Entumin, Clopixol e Nozinan. L’aloperidolo (Serenase, Haldol) invece, essendo solo anti-dopaminergico, non è un buon sostitutivo.

Nel caso poi delle persone sostanzialmente normali, direi che la scelta si restringe un po’; Entumin e Clopixol in gocce possono essere dei buoni sostitutivi, ma attenzione: sono molto potenti Continua a leggere

Aloperidolo

E’ un farmaco antipsicotico ed è il capostipite della famiglia dei butirrofenoni, una delle 5 classi di antipsicotici. È dotato di effetto antidelirante, sedativo e antiemetico. È il farmaco antidelirante e antiallucinatorio per eccellenza. I più comuni nomi commerciali in Italia sono Serenase ed Haldol.

È stato scoperto in Belgio nel 1958 da Paul Janssen (medico e ricercatore farmaceutico) durante alcune ricerche sugli antidolorifici derivanti dall’oppio. Usato nei pazienti psichiatrici per trattare l’agitazione psicomotoria, si rivelò un potente antipsicotico a dosi di molto inferiori a quelle della clorpromazina e divenne uno dei farmaci più utilizzati in psichiatria. Continua a leggere

Entumin

Il principio attivo di Entumin è la Clotiapina che fa parte del gruppo delle dibenzapine, uno dei 5 gruppi di “tranquillanti maggiori” o “neurolettici” (gli altri sono: fenotiazine, butirofenoni, tioxanteni e benzamidi). Fu messa in commercio nel lontano 1970.

Come tutti i neurolettici antipsicotici funziona bloccando in modo più o meno potente e selettivo i recettori dopaminergici cerebrali; ha inoltre, in comune con quasi tutti i neurolettici, proprietà anticolinergiche (bocca secca, tachicardia, disturbi visivi, disturbi della minzione), anti-alfa 1 adrenergiche (ipotensione ortostatica) e antistaminiche anti H1 (sedazione e sonnolenza) sebbene le prime due (anticolinergica e anti-alfa 1 adrenergica) siano piuttosto blande e pressochè inesistenti a basso dosaggio.  La terza proprietà invece, quella antiistaminica, è fortemente espressa tant’è che bastano poche gocce, in genere 5 per indurre rapidamente il sonno. Continua a leggere

Un’alternativa alle Benzodiazepine

Spesso mi trovo di fronte a casi di insonnia ostinata, persone che passano la notte sveglie in uno stato d’animo penoso nonostante assumano i più prescritti farmaci per dormire, le benzodiazepine (BDZ): Tavor, Valium, En, Lexotan, Minias, Pasaden, Stilnox, ecc. Ovviamente poi, essendo questa un’insonnia patologica, tali persone affronteranno la giornata successiva stanchi, di cattivo umore, frustrati.
Innanzitutto, le benzodiazepine stesse possono causare insonnia principalmente per due motivi:
1) Effetto di rimbalzo (effetto rebound) è un ritorno improvviso di ansia intensa o di insonnia ribelle, a distanza di 1-2 ore dall’assunzione della consueta dose di farmaco ed è provocato dalla brusca cessazione dell’effetto: si chiama “effetto rimbalzo” perché il meccanismo con cui ricompare il malessere è simile a quello di una molla tenuta compressa e poi improvvisamente rilasciata: la benzodiazepina comprime l’ansia ma non la elimina quindi a fine effetto, ci sarà un rimbalzo esplosivo d’ansia.
All’inizio del Continua a leggere

Ricordi di manicomio

Storie di manicomio nei primi decenni del novecento scritte dallo psichiatra-direttore del manicomio di Venezia, Corrado Tumiati(1885-1967); storie tipiche, obiettive, reali, di quando la follia non era solo lucroso monopolio di case farmaceutiche e neuroscienze ma le si lasciava una sacrosanta ed ineliminabile dimensione umanistica e poetica. Storie di quando si ammetteva con onestà e buon senso che la follia ha bisogno di un ambiente a lei dedicato, il manicomio; storie raccontate con pudore e rispetto per la sofferenza, inserite nel misterioso ordine delle cose con un atteggiamento poetico che non è stile ma sostanza.
Io lo considero un libro bellissimo, intriso di tristezza e poesia vera, di quella poesia malinconica e struggente che sempre emana dall’osservazione silenziosa delle cose ineluttabili.
Il manicomio me lo ricordo, da bambino andavo a trovare mio papà che era psichiatra proprio al San Servolo di Venezia.

A. Mercuri

Leggi il libro nella prima edizione del 1931

Stefen Zweig e “Il mondo di ieri”

E’ uno dei più bei libri che io abbia letto, dei più sentiti, sinceri, autentici. E’ scritto da Stefan Zweig, (1881-1942), scrittore ebreo Viennese, autore -famoso anche in vita- di racconti, poesie, opere teatrali.

“Il mondo di ieri” è un libro-documentario sul mondo precedente e successivo alla prima guerra mondiale: come si viveva, si amava, si gioiva a Vienna e in tutta l’Europa austro-ungarica e cosa è successo dopo, quando la stranezza della natura umana ha spinto alcune nazioni europee a fronteggiarsi in una delle più tragiche e distruttive guerre dell’umanità: la prima guerra mondiale.
Poi il periodo tra le due grandi guerre, l’avvento di Hitler e la seconda guerra mondiale; la messa al bando degli ebrei, Zweig compreso, la tragedia personale della fuga da un’europa che bruciava, tra le fiamme appiccate da uno dei più scellerati criminali della storia, Adolph Hitler.
L’autore, in esilio a Rio de Janeiro, si suicidò alla fine della stesura del libro, nel 1942, ormai incapace di sopportare la tristezza per quell’Europa che lui ricordava come una madre serena, giovane e allegra degli anni giovanili.

A. Mercuri

Nuovo libro

Gentili visitatori,

da oggi, andando nella sezione Acquisti” del mio sito, è disponibile la nuova dispensa sugli effetti collaterali degli antidepressivi. E’ il primo capitolo di un’opera sulla depressione che andrà completandosi nei prossimi mesi ed anni.

Ho cominciato con gli effetti collaterali di tali farmaci per trasmettere prima possibile un avvertimento: gli antidepressivi non fanno solo bene ma possono avere gravi effetti collaterali; solo in un numero limitato di casi inoltre essi portano un vantaggio reale sui sintomi depressivi mentre in tutti gli altri casi, la maggioranza, sono soltanto di danno.

Leggi le prime pagine

Un caro saluto,

A. Mercuri

Antidepressivi e peso corporeo

Per quanto riguarda l’aumento di peso, i triciclici (ATC) e tra essi soprattutto amitriptilina (Laroxil*), sembrano avere la maggiore propensione a provocarlo. Tra i post-ATC (intendo tutti gli antidepressivi sintetizzati dopo i triciclici) ricordo invece mirtazapina (Remeron*), soprattutto nelle fasi iniziali di trattamento quando il suo effetto antistaminico è ancora forte: incrementa decisamente sonno ed appetito. Ancora, superate le prime settimane di assestamento, fa aumentare di peso la paroxetina (Sereupin*).
Tra quelli che invece fanno dimagrire troviamo imipramina (Tofranil*, progenitore della clomipramina Anafranil*), bupropione (Welbutrin*, usato nelle depressioni atipiche in cui prevalgono iperfagia e ipersonnia per le sue caratteristiche stimolanti che fanno diminuire sonno e appetito; per le sue proprietà stimolanti viene anche utilizzato nel disturbo ADHD), fluoxetina (Prozac*) che accanto all’effetto serotoninergico ha uno spiccato effetto stimolante noradrenergico e sertralina (Zoloft*) che oltre a serotoninergica è anche dopaminergica.
In generale, l’aumento di appetito, peso e sonno sono associati e proporzionali al potere sedativo della molecola conferitogli soprattutto dalla componente antistaminica. L’opposto vale per le molecole con effetto stimolante che viene conferito loro dalle proprietà dopaminergica e/o noradrenergica.

A. Mercuri

Disturbi gastrointestinali da antidepressivi

Sono quasi esclusivamente lamentati da chi assume un cosiddetto post-ATC (ATC significa in gergo Antidepressivo Tri Ciclico) cioè una molecola facente parte di quella nuova generazione di antidepressivi successiva ai triciclici (Clomipramina, Anafranil*e Amitriptilina, Laroxil* sono i più noti e ancora usati) e il cui capostipite è stato il famosissimo Prozac (fluoxetina, 1990 circa). Inappetenza, nausea, vomito, diarrea, perdita di peso sono sintomi lamentati dal 50% di comincia ad assumere un post-ATC e possono durare da qualche giorno a qualche settimana, poi si attenuano; sono inoltre dose dipendenti nel senso che, se si sale  gradualmente partendo da bassi dosaggi (dando il tempo all’organismo di abituarsi), sono più blandi e sopportabili.

Responsabile di tali disturbi è il brusco aumento di serotonina che è un potente stimolante diretto e indiretto dell’apparato gastrointestinale. Coi Triciclici, pur essendo anch’essi dotati di una componente serotoninergica, i disturbi da serotonina sono ampiamente compensati dall’effetto anticolinergico, che tende a ridurre l’attività gastrointestinale incrementando, fin dall’inizio, appetito e peso e dando, all’opposto, rallentato transito intestinale con possibile stitichezza (a dosaggio alto e in persone predisposte). I più implicati tra i post-ATC nei disturbi gastrointestinali, sono fluvoxamina (Maveral*), fluoxetina (Prozac*) per tutti i disturbi, venlafaxina (Efexor*) per nausea e vomito, sertralina (Zoloft*) per diarrea. Il meno coinvolto sembra essere l’escitalopram (Cipralex*).

La mirtazapina (Remeron*) invece, non dà disturbi gastrointestinali anzi, per la sua proprietà di bloccare i recettori 5-HT tipo 3 del cervello (un sottotipo di recettori per la serotonina, la quale è anche denominata 5-HydroxyTryptamine da cui l’acronimo) ha un effetto anti-nausea e anti-vomito che può essere fruttato per correggere i disturbi gastrointestinali degli altri post-ATC. Continua a leggere

Astinenza da antidepressivi: fase 1 e fase 2

Gli antidepressivi sono, tra gli psicofarmaci, quelli che danno la più prolungata e spesso insopportabile condizione di astinenza caratterizzata da due fasi:
fase 1, esordisce dopo qualche giorno dalla brusca sospensione del farmaco, è caratterizzata da uno stato acuto di ansia, agitazione, insonnia con vividi sogni tumultuosi, inappetenza, nausea, vertigini, sintomi simil-influenzali e ipersensibilità sensoriale; è una condizione piuttosto gravosa ma è possibile mitigarla (anche se non annullarla) scalando piano il farmaco. Se si è effettuato uno scalaggio troppo rapido inoltre, è sufficiente risalire un po’ col dosaggio per risentirsi bene nel giro di 24 ore. Tale fase acuta, è denominata dagli inglesi Antidepressant Discontinuation Syndrome (ADS) ed è simile per tutti cioè non è un ritorno della propria malattia.
L’ondata successiva invece, la fase 2, compare da 1 a 6 mesi dopo la totale sospensione del farmaco, quando la fase 1 si è già risolta e uno pensa di esserne fuori; è caratterizzata dal ritorno, in forma più violenta, della sintomatologia che l’antidepressivo aveva corretto: depressione, disturbi d’ansia, attacchi di panico, ossessioni, quello che avevi torna in forma amplificata. Tale seconda fase è denominata Rebound Syndrome cioè sindrome da rimbalzo: un pallone compresso sott’acqua e mollato, non torna soltanto alla superficie ma schizza tanto in alto quanto in basso era stato costretto a scendere. Questo perché l’antidepressivo non guarisce la malattia (come fanno ad esempio gli antibiotici) ma ne “comprime” soltanto i sintomi: quando lo sospendi, la malattia rimbalza.
La fase1 inoltre è più violenta con gli I-Mao e con i Triciclici mentre è assai mite con Fluoxetina e Agomelatina (probabilmente per la loro lunga emivita). Tra gli antidepressivi moderni poi, è violenta con la Paroxetina (per il suo effetto anticolinergico) e con la Venlafaxina (per la sua breve emivita).
E’ intuitivo che Continua a leggere