Mirtazapina

La mirtazapina (Remeron*) è un farmaco antidepressivo utilizzato nel trattamento della depressione maggiore, dei disturbi d’ansia specie se misti ad insonnia (per via delle sue proprietà sedative) e nei disturbi alimentari come l’anoressia per le sue proprietà antiemetiche e appetito stimolanti.

È stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) nel 1996

La mirtazapina è un farmaco ben tollerato fin dall’inizio del trattamento ed è utile nei disturbi depressivi prevalentemente per la sua capacità di innalzare i livelli di serotonina e noradrenalina; è utile inoltre in tutti i disturbi mentali caratterizzati da insonnia, ansia e inappetenza. A proposito del rapido effetto antidepressivo di Mirtazapina, va detto che la depressione si associa ad una maggiore produzione di cortisolo surrenalico, l’ormone dello stress, mentre il suo miglioramento, si oggettiva con una diminuzione del suddetto cortisolo circolante e con un calo di volume delle surrenali: effettivamente, la Mirtazapina (e il Trazodone, Trittico*) sono in grado di ridurre la produzione di cortisolo già dalla prima settimana mentre per gli altri antidepressivi, tale dato oggettivo si evidenzia dopo almeno tre settimane.

Per contro, Mirtazapina non sembra essere molto efficace nella depressione se assunto da solo: funziona bene all’inizio del trattamento perchè migliora rapidamente ansia, insonnia e inappetenza (per le sua proprietà di potente antiistaminico) ma, dopo tale fase iniziale che dura 2-3 settimane, un vero effetto antidepressivo non subentra. E’ molto utile invece per correggere gli effetti collaterali sgradevoli prodotti dagli altri antidepressivi post-ATC [tutti gli antidepressivi moderni sintetizzati dal Prozac compreso in poi (1990 circa), successivamente ai triciclici (ATC)] che caratteristicamente danno, all’inizio della cura, una sgradevole nausea e un peggioramento di ansia ed insonnia.

Mirtazapina non ha effetto negativo sulla funzione sessuale; per la sua azione antagonista sui recettori della serotonina di tipo 3 (5HT-3), è utile inoltre contro nausea e  vomito, di qualsiasi origine queste siano, anche da chemioterapia. 

Alcuni studi ne hanno dimostrato efficacia nel trattamento dei sintomi psicotici (nel corso del trattamento del Parkinson per via dei suoi effetti antagonisti sul recettore 5-HT2A in analogia a basse dosi di alcuni antipsicotici) e dei sintomi negativi della schizofrenia. Possiede un effetto modesto sugli enzimi epatici quindi interferisce poco coi livelli plasmatici propri e di altri farmaci assunti in concomitanza.

Per via dei suoi effetti sedativi legati alla sua potente azione antiistaminica, mirtazapina può essere usata nel trattamento dell’insonnia essendosi infatti dimostrata in grado di migliorare la durata delle fasi di sonno profondo, anticipare l’inizio del sonno e di migliorarne la continuità diminuendo il numero di risvegli notturni. A differenza degli altri antidepressivi post ATC inoltre, Mirtazapina non sembra ridurre la durata del sonno REM.

L’azione sui recettori oppioidi sembra inoltre contribuire al suo effetto analgesico, presente comunque con tutti gli antidepressivi in quanto il soggetto depresso ha una soglia del dolore più bassa. 

L’effetto collaterale più pronunciato è la sedazione che è molto marcata all’inizio del trattamento, per poi migliorare dopo 7-10 giorni. Inoltre facilita l’aumento del peso corporeo perchè fa aumentare l’appetito e diminuire il dispendio energetico avendo proprietà ipnotico-sedative. Ancora, anche a basso dosaggio, alcuni fastidi lamentati dai pazienti sono bocca asciutta, stipsi, affaticamento, qualche vertigine, ipotensione ortostatica, possibile aumento di colesterolo e trigliceridi.

Il meccanismo d’azione di Mirtazapina come antidepressivo, è unico e assai diverso da quello degli altri antidepressivi poichè non inibisce la ricaptazione dei neurotrasmettitori bensì ne facilita il rilascio. Più in dettaglio, è in grado di inibire i recettori inibitori presinaptici A2 adrenergici col risultato netto di incrementare il rilascio nello spazio sinaptico di serotonina e noradrenalina.

Qui di seguito vi fornisco il link per accedere alla scheda tecnica ufficiale di Mirtazapina, redatta dall’ ente governativo Aifa che in Italia è preposto alla farmacovigilanza

https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFileName=footer_002753_036854_RCP.pdf&sys=m0b1l3

Buona lettura,

A. Mercuri