In questa sezione del sito, cercherò di fornire le informazioni più rilevanti sugli effetti degli psicofarmaci.

Idroxizina (Atarax)

E’ un vecchio e collaudato farmaco sul mercato da 60 anni; venduto in Italia col nome commerciale di Atarax sia in compresse che in sciroppo, ha effetto ansiolitico, miorilassante, sedativo, ipnotico, antiistaminico, antipruriginoso, antinausea, anti-vertiginoso, moderatamente antidolorifico, moderatamente antidepressivo e moderatamente antipsicotico. Continua a leggere

Farmaci per dormire

Cari Lettori,
i disturbi del sonno sono molto comuni e quando diventano troppo intensi o prolungati ognuno di noi cerca un rimedio. Ho pensato quindi di compilare e fornirvi una lista degli psicofarmaci più comunemente usati per dormire, aggiungendo per ognuno di essi alcune righe di commento. Continua a leggere

Promazina (Talofen)

La promazina è commercializzata in Italia col nome di Talofen. Esiste la formulazione in gocce e in fiale per uso intramuscolare o endovenoso.
E’ uno dei più vecchi psicofarmaci, la cui immissione in commercio risale agli anni cinquanta ma è ancora molto utilizzata per le sue proprietà antipsicotiche e sedative; è inoltre un sonnifero molto incisivo ed è di comodo utilizzo perché esiste la formulazione in gocce ( 1 gtt = 2 mg di promazina) che consente un adattamento personalizzato della posologia. Continua a leggere

Farmaci per dormire: benzodiazepine

Innanzitutto i nomi più comuni: Lexotan (bromazepam), Tavor (lorazepam), Valium (diazepam), Minias (Lormetazepam), En (delorazepam), Pasaden (etizolam), Halcion (triazolam), e molte altre.

Le benzodiazepine (BZD) sono psicofarmaci noti anche come tranquillanti o ansiolitici e commercializzati in tutto il mondo a partire dagli anni sessanta; hanno cinque funzioni: rilassano i muscoli, contrastano le crisi epilettiche, tolgono l’ansia, facilitano il sonno e, mentre si è sotto il loro effetto, riducono la capacità di memorizzare.
Le proprietà miorilassanti e antiepilettiche vengono sfruttate in ambito neurologico,
quella amnesica in chirurgia per evitare che il paziente abbia spiacevoli ricordi legati all’intervento, quella sedativo-ipnotica e ansiolitica vengono ampiamente utilizzate sia in ambito psichiatrico che per lenire disagi comuni e diffusi come ansia e insonnia.
Le BDZ agiscono molto rapidamente dopo l’assunzione, sono molto efficaci, poco tossiche in acuto anche a dosaggi alti e si possono associare a quasi tutti i farmaci e malattie senza problemi.
Agiscono principalmente potenziando l’effetto naturale di un neurotrasmettitore presente nel cervello chiamato GABA, il quale svolge regolarmente le cinque funzioni inibitorie sopra elencate ma agiscono anche sul sistema endocrino le cui centraline (ipotalamo e ipofisi) sono inglobate nell’encefalo e con esso hanno frequenti scambi bidirezionali. Sono stati inoltre trovati recettori per le benzodiazepine nella corteccia surrenale, nei testicoli, nelle ovaie, nell’intestino, in alcune cellule del sangue, nell’ipofisi e nelle cellule gliali.
Benzodiazepine simili a quelle commercializzate sono normalmente prodotte dal nostro organismo e introdotte con alcuni cibi che mangiamo ma le dosi di tali benzodiazepine naturali sono enormemente più basse di quelle farmacologiche e svolgono probabilmente un compito fisiologico, utile all’organismo (non per niente esistono recettori appositi per esse); mentre una piccola dose di BDZ è naturale e utile, vi sono gravi malattie come la cirrosi epatica e lo stupor idiopatico ricorrente in cui c’è un’anomala produzione di BDZ endogene o un loro difficile smaltimento: in tali casi si ha una sintomatologia tossica simile all’effetto delle BDZ farmaceutiche pur non assumendole.

A. Mercuri

Fluoxetina

La Fluoxetina è un farmaco appartenente alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina utilizzato, al pari degli altri SSRI, per il trattamento di disturbi psichiatrici di varia natura come depressione maggiore, disturbi d’ansia (disturbi ossessivo-compulsivi e attacchi di panico) e bulimia Continua a leggere

Farmaci antidepressivi

Gli antidepressivi sono farmaci principalmente utilizzati per alleviare i sintomi della depressione; tuttavia si sono dimostrati efficaci anche nella cura di altre condizioni, psichiatriche e non, che evidentemente con la depressione hanno alcuni meccanismi biochimici comuni. Continua a leggere

Amitriptilina

L’amitriptilina è un farmaco antidepressivo della famiglia degli antidepressivi triciclici. In Italia il nome commerciale più noto è Laroxil.

Amitriptilina ha una potente azione sedativa legata alla sua attività anticolinergica (antimuscarinica) e antiistaminica (anti H1). Esercita inoltre un effetto antiadrenergico anti Alfa1 responsabile di ipotensione ortostatica e congestione nasale. Continua a leggere

Astinenza da antidepressivi

Cari utenti vi fornisco il link ad un articolo della rivista on line “Quotidiano sanità” giuntomi oggi e relativo alla difficoltà che si incontra qualora si cerchi di interrompere l’uso degli antidepressivi.
Il senso di questo articolo è che gli antidepressivi non sono innocui integratori alimentari ma farmaci che si deve cominciare ad assumere soltanto in pochi e gravi casi selezionati: cosa ben lontana all’abuso che se ne fa oggi in tutto il mondo.
Buona lettura,
A. Mercuri
Testo dell’articolo:

 

 

Benzodiazepine

Le benzodiazepine (BDZ) sono psicofarmaci noti anche come tranquillanti o ansiolitici e commercializzati in tutto il mondo a partire dagli anni sessanta; hanno cinque funzioni: rilassano i muscoli, contrastano le crisi epilettiche, tolgono l’ansia, facilitano il sonno e, mentre si è sotto il loro effetto, riducono la capacità di memorizzare.

Le proprietà miorilassanti e antiepilettiche vengono sfruttate in ambito neurologico, quella amnesica in chirurgia per evitare che il paziente abbia spiacevoli ricordi legati all’intervento, quella sedativo-ipnotica e ansiolitica vengono ampiamente utilizzate  sia in ambito psichiatrico che per lenire disagi comuni e diffusi come ansia e insonnia.

Le BDZ agiscono molto rapidamente dopo l’assunzione, sono molto efficaci, poco tossiche in acuto anche a dosaggi alti e si possono associare a quasi tutti i farmaci e malattie senza problemi.

Agiscono principalmente potenziando l’effetto naturale di un neurotrasmettitore presente nel cervello chiamato GABA, il quale svolge fisiologicamente le cinque funzioni inibitorie sopra elencate ma agiscono anche sul sistema endocrino le cui centraline (ipotalamo e ipofisi) sono inglobate nell’encefalo e con esso hanno frequenti scambi bidirezionali. Sono stati inoltre trovati recettori per le benzodiazepine nella corteccia surrenale, nei testicoli, nelle ovaie, nell’intestino, in alcune cellule del sangue, nell’ipofisi e nelle cellule gliali del cervello.

BDZ simili a quelle commercializzate sono normalmente presenti nel nostro organismo e in alcuni cibi che mangiamo; tuttavia, le dosi presenti normalmente nel nostro organismo o introdotte col cibo sono enormemente più basse di quelle farmacologiche e svolgono probabilmente un utile compito mentre un loro aumento endogeno è associato soltanto a gravi malattie come la cirrosi epatica e lo stupor idiopatico ricorrente, patologie in cui provocano una sintomatologia tossica simile all’effetto delle BZD farmaceutiche. Continua a leggere

Bromazepam

Bromazepam è un farmaco della famiglia delle benzodiazepine, e come tutte le altre molecole della categoria ha proprietà ansiolitiche, anticonvulsivanti, ipnotiche, miorilassanti e amnesiche. In Italia è venduto con il nome commerciale di Lexotan.

Come tutte le benzodiazepine, il Bromazepam si lega al recettore del GABA causando un aumento dell’effetto inibitorio del neurotrasmettitore GABA e il suo effetto è selettivo, non influenzando gli altri neurotrasmettitori.

Nonostante il tono dell’umore migliori sensibilmente mentre si è sotto il suo effetto, Bomazepam non possiede alcun potere curativo della depressione anzi, a lungo andare la può provocare. Condivide con le altre benzodiazepine gli effetti collaterali quali il rischio di abuso, tolleranza e dipendenza fisica o psicologica. Come confermato da diversi psichiatri e diversamente da altri farmaci della stessa categoria la possibilità di abusare di questa sostanza è elevata perché è rapida sia l’insorgenza dell’effetto che il termine. Data l’emivita relativamente breve e la durata di azione tra le 8 e le 12 ore, i sintomi che si possono riscontrare al termine del periodo di efficacia del farmaco sono spesso molto più severi e frequenti rispetto alle benzodiazepine di durata più lunga. Viste queste caratteristiche il Bromazepam viene spesso prescritto come ipnotico per indurre più facilmente il sonno.

La metabolizzazione del bromazepam produce un’altra benzodiazepina con effetto terapeutico utile cioè l’idrossibromazepam.