Astinenza da antidepressivi: fase 1 e fase 2

Gli antidepressivi sono, tra gli psicofarmaci, quelli che danno la più prolungata e spesso insopportabile condizione di astinenza caratterizzata da due fasi:
fase 1, esordisce dopo qualche giorno dalla brusca sospensione del farmaco, è caratterizzata da uno stato acuto di ansia, agitazione, insonnia con vividi sogni tumultuosi, inappetenza, nausea, vertigini, sintomi simil-influenzali e ipersensibilità sensoriale; è una condizione piuttosto gravosa ma è possibile mitigarla (anche se non annullarla) scalando piano il farmaco. Se si è effettuato uno scalaggio troppo rapido inoltre, è sufficiente risalire un po’ col dosaggio per risentirsi bene nel giro di 24 ore. Tale fase acuta, è denominata dagli inglesi Antidepressant Discontinuation Syndrome (ADS) ed è simile per tutti cioè non è un ritorno della propria malattia.
L’ondata successiva invece, la fase 2, compare da 1 a 6 mesi dopo la totale sospensione del farmaco, quando la fase 1 si è già risolta e uno pensa di esserne fuori; è caratterizzata dal ritorno, in forma più violenta, della sintomatologia che l’antidepressivo aveva corretto: depressione, disturbi d’ansia, attacchi di panico, ossessioni, quello che avevi torna in forma amplificata. Tale seconda fase è denominata Rebound Syndrome cioè sindrome da rimbalzo: un pallone compresso sott’acqua e mollato, non torna soltanto alla superficie ma schizza tanto in alto quanto in basso era stato costretto a scendere. Questo perché l’antidepressivo non guarisce la malattia (come fanno ad esempio gli antibiotici) ma ne “comprime” soltanto i sintomi: quando lo sospendi, la malattia rimbalza.
La fase1 inoltre è più violenta con gli I-Mao e con i Triciclici mentre è assai mite con Fluoxetina e Agomelatina (probabilmente per la loro lunga emivita). Tra gli antidepressivi moderni poi, è violenta con la Paroxetina (per il suo effetto anticolinergico) e con la Venlafaxina (per la sua breve emivita).
E’ intuitivo che l’astinenza da antidepressivi con le sue due fasi, è provocata dalle modificazioni, sempre più profonde, che l’organismo ha messo in atto per contrastare gli effetti biochimici del farmaco durante l’assunzione cronica. Questo perché una legge biologica fondamentale vuole che ogni organismo perturbato tenti di tornare all’equilibrio. Quando sospendi il farmaco quindi, i meccanismi biochimici di contro-regolazione non più in competizione col farmaco, prendono il sopravvento, come il pallone spinto sott’acqua (presenza dell’antidepressivo) e poi di colpo mollato (sospensione dell’antidepressivo).
La fase 2 dell’astinenza è assolutamente la più pericolosa ed è quella che fa si che molte persone non riescano mai a staccarsi definitivamente dagli antidepressivi ma continuino a smetterne e ricominciarne l’assunzione.
Importante è tuttavia notare che non tutte le persone che assumono un antidepressivo ne rimangono schiave: alcuni ne traggono beneficio soltanto, lo prendono per il tempo strettamente necessario, sistemano con impegno ciò che non funziona nella loro vita e, quando interrompono il trattamento hanno solo piccoli fastidi.
Riassumendo:

  • non andate avanti anni con gli antidepressivi ma provate sempre a smettere una volta che il benessere si è consolidato (dai 3 ai 6 mesi di benessere stabile poi si deve provare a smettere)
  • mentre fate la cura lavorate con impegno per cambiare ciò che non va in voi e nella vostra vita
  • cominciate l’assunzione di un antidepressivo soltanto se il vostro malessere è davvero insopportabile.

A. Mercuri

668 commenti

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  1. Giuseppe
    Giuseppe dice:

    Dottore, la fase 1 , ma soprattutto la 2, vengono sempre? Nonostante, uno abbia fatto una buono psicoterapia e stia bene con i farmaci?

    Rispondi
  2. Cristian
    Cristian dice:

    Buongiorno dottore mi sto rivolgendo ad una psichiatra per ansia e attacchi di panico un po’ di depressione quanto dovrebbe durare questa cura con gli antidepressivi per toglierli con successo e venire fuori da queste cose una volta per tutte

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, questo non lo sa nessuno con precisione ma è intuitivo che tutto torni all’equilibrio. Ovviamente le differenze che si sentono rispetto a prima sono dovute alle esperienze nuove che nel frattempo si sono fatte, alle nuove situazioni che si sono create che comportano nuovi stati d’animo.

      Rispondi
  3. Sergio
    Sergio dice:

    Dottore buongiorno,io prendo 10mg anafranil e l’ho scalato dopo anni partendo da 37,5. Vorrei scalarlo ma ho paura delle fasi e di stare male e sono in continuo dubbio e conflitto. Mi aiuti con qualche utile strategia perché la mia è più una paura della Paura. Grazie

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno Sergio, purtroppo non ci sono strategie specifiche per fronteggiare l’astinenza da antidepressivi perchè è un problema di biochimica. Ovviamente si deve cercare di arricchire più possibile la propria vita rendendola diversa e nuova, migliore di prima, per modificare in meglio i propri stati d’animo in assenza dell’aiuto esterno dato dal farmaco.

      Rispondi
  4. Carlo
    Carlo dice:

    Per problemi familiari e relazionali irrisolvibili che condizionano e condizioneranno la mia vita e disagi di salute di vario tipo, che hanno provocato l’innescarsi di un disturbo ansioso-depressivo ricorrente con ossessioni, quale psicoterapia consiglia tra le tante?
    Psicoanalitica, strategica breve, cognitivo-comportamentale, sistemico-relazionale, metacognitiva interpersonale…
    Io ho fatto per circa 1 e mezzo terapia cognitivo comportamentale ma con scarsi risultati. Adesso sto provando la strategica breve

    Rispondi
  5. Filiberto
    Filiberto dice:

    Dottore. Io sono un ragazzo di 26 anni ormai dopo diversi tira e molla con il farmaco. Sto assumendo dapiu di 5 anni un farmaco MUTABON MITE (2 compresse al di) per ansia, depressione e ossessioni. Ho letto altre vostre risposte su questo farmaco nel sito. Volevo chiedere c’è la speranza remota che in un futuro si riuscirá a scalare ??? Ho perso le speranze e se si come?
    Ogni volta che ho provato a scalarlo mi ritornavano sempre i sintomi ossessivi e fortissima ansia e nausea che mi facevano ricadere in depressione e quindi mi costringevano a riassumerlo.
    Insomma c’è speranza che un giorno possa eliminare questo farmaco? Grazie

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, gli psicofarmaci non fanno guarire ma alleviano soltanto i sintomi fin che li si assume. Quando li si sospende di solito torna quello che c’era prima alle volte aggravato dall’astinenza dal farmaco. Questa è la verità, il resto sono favole.

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      • Filiberto
        Filiberto dice:

        Si ho capito. Quindi mi sta dicendo che c’è speranza di eliminarlo, a patto che cambi le situazioni esterne o il modo di affrontarle??

        Rispondi
          • Filiberto
            Filiberto dice:

            Grazie della risposta, alla fine gli psicofarmaci non fanno altro che, come quasi tutti i farmaci, mettere una pezza alla malattia. Ma ovviamente non la eliminano.
            Credo di averne ancora bisogno. Poiché il mio disturbo-ansioso depressivo è molto forte e soffro anche di immagini ossessive e intrusive molto forti.

          • Angelo Mercuri
            Angelo Mercuri dice:

            Capisco ma tenga presente che parallelamente alla terapia farmacologica bisognerebbe sempre fare psicoterapia perché come abbiamo detto, i farmaci non curano nulla mentre la psicoterapia se fatta bene può consentire un giorno di scalare e togliere i farmaci.

          • Carlo
            Carlo dice:

            Sono anche io un ragazzo che sta facendo la stessa terapia con mutabon. Io lo sto assumendo per prevenire ulteriori ricadute depressive, addirittura mi avevano dato il litio per prevenire ulteriori ricadute.
            Volevo chiedere al gent.ssimo dottore qual era il modo migliore per prevenire le ricadute depressive oltre all’assumere farmaci in cronico? Grazie

          • Angelo Mercuri
            Angelo Mercuri dice:

            Purtroppo non c’è nessun metodo a parte una psicoterapia ben fatta. E consideri comunque che nessun farmaco funziona a lungo, cronicamente; punti piuttosto sul conoscersi, capire i propri meccanismi psicologici e allenarsi al miglioramento, come fa un atleta.

  6. Martina
    Martina dice:

    Salve dottore, a seguito di un lutto che ho avuto ho iniziato a prendere lo stiliden sotto consiglio del mioedico di base 10 gocce al giorno che ho preso per 10 giorni totali poi sono andata da uno psichiatra per vedere se la cura era giusta e lui poi me l ha cambiata con lo zoloft sertralina da 50 mg assunta per 2 giorni poiché mi dava molta iperelettricita e tachicardia ( qui ho capito che questi farmaci fanno male e che invece di farmi stare bene stavo solo male e ho deciso di non prenderli più lo psichiatra vedendo che non volevo più assumerlo se ne è lavato le mani e nemmeno mi ha detto come sospendere ) cosi ho chiesto aiuto al medico di base e mi ha detto di scendere a 25 gocce il giorno successivo ( qui la notte sono stata malissimo tachicardia insonnia nausea tremori tic alla bocca ecc) poi il giorno successivo che ieri sono scesa a 15 gocce ( ieri ho avuto solo un po di nausea ma sono riuscita a dormire e unnpo di tachicardia mi sono aiutata anche con una pasticca di valeriana a pranzo e una la sera) oggi invece sono scesa a 10 gocce devo dire che non ho molta nausea un po di stanchezza e poca tachicardia ma nulla di eccessivo …domani passerò a 5 gocce e poi stop. La mia domanda dato che ho assunto questi farmaci solo per 15 giorni a dose bassi posso avere astinenza? Sono state scalate bene? E posso avere anche la sindrome da rimbalzo successivamente? Premetto che mi sono fatta un auto analisi in questi giorni e ho capito che mia nonna non mi avrebbe mai voluto vedere prendere queste cose…che comunque morire e il ciclo della vita…e che anche se non ce più fisicamente lei rimarrà lo stesso con me…nel cuore e nei ricordi…sono molto più serena e ho accettato il lutto…lei che pensa? E comunque spero di aver fatto in tempo nel capire che queste cose non mi servivano

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno Martina, di solito quando un antidepressivo viene assunto per meno di un mese lo si può scalare anche velocemente senza conseguenze. Va dunque bene lo scalaggio che fa lei e meno male che ha avuto più buon senso dello psichiatra

      Rispondi
      • Martina
        Martina dice:

        Grazie mille per la celere risposta sono felice nel sentire queste parole quindi posso essere tranquilla non dovrei avere la fase 2?ne tanto meno astinenza giusto? Poi nel caso dovessi avere un po di ansia prenderò un po di valeriana che è naturale…un ultima domanda per quanto tempo avrò ancora il farmaco nel corpo dopo la sospensione totale?

        Rispondi
        • Martina
          Martina dice:

          Questa notte per esempio a metà nottata mi sono svegliata con ansia e nausea e non sono più riuscita a dormire e possibile che ho questi effetti nonostante i pochi giorni di assunzione? Oggi è l ultimo giorno che lo devo prendere 5 gocce

          Rispondi
          • Angelo Mercuri
            Angelo Mercuri dice:

            Consideri sempre quello che aveva prima di cominciare la cura. Possono cambiare i sintomi ma forse c’è ancora il disturbo precedente. Ha preso l’antidepressivo per un tempo troppo breve perché possa dare astinenza.
            Ovviamente dovrei conoscerla per poterla eventualmente aiutare.

  7. Diego
    Diego dice:

    Buongiorno Dottore, dopo anni di assunzione di Cipralex 10mg (una compressa al giorno), mi son deciso a provare a toglierlo, o almeno a ridurlo. Sono passato alle gocce, e sono riuscito da Aprile ad oggi, a passare da 10 a 3 gocce al giorno (ovviamente supervisionato). Non è stato sempre facile, ma debbo dire che fino alle 5 gocce ho retto bene la botta.
    Ora che sono a 3 gocce, debbo dire che inizio a notare qualcosa: sono più facilmente irritabile, ho meno voglia di stare insieme alla gente, faccio più fatica a tollerare gli altri e a tollerarmi, sono più ansioso e preoccupato, e, a volte, vengo preso dai sensi di colpa per cose passate. Non sto male, ma non mi sento nemmeno sereno. Secondo lei sono nella fase 2? Ha qualche consiglio da darmi? Quanto può durare questa fase? La ringrazio in anticipo

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, sicuramente sono disturbi di fase 2. E’ cosa nota che fino a metà dose di solito non compaiono mentre scendendo da metà dose in giù compaiono. Quanto alla durata della fase 2, dipende da quanto è stata prolungata l’assunzione di antidepressivi in generale e da cosa una persona aveva prima di cominciare.

      Rispondi
  8. Marco
    Marco dice:

    Buongiorno
    Che differenza ci sta tra olanzapjna e risperidone?
    Assumo olanzapina 5mg ma per gli effetti collaterali il medico mi ha detto di cambiarlo con risperdal 2mg.
    Che differenze ci sono?
    Grazie

    Rispondi
  9. Fabio
    Fabio dice:

    Caro dottore, sono un ragazzo di 24 anni.
    La mia domanda è: ma perché lei afferma il contrario che dicono tutti gli psichiatri? Cioè prendere gli psicofarmaci solo in extremis.
    Tutti dicono di non arrivare a quel punto e per questo curarsi prima e ai prime segnali della malattia depressiva o ossessiva….
    Inoltre adesso ci sono anche nuove tecniche come la terapia magnetica transcranica utile per curare questi disturbi.
    Da tutte le parti sta scritto ormai che la depressione è una malattia. La tristezza non va curata ma le malattie si
    Quindi non capisco perché e quali esperienze ha avuto per avere queste convinzioni, da scriverle anche in maiuscolo.
    Comunque spero che tutti quelli che soffrono di depressione possano trovare una cura efficace e non solo parole di conforto….

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, legga intanto gli articoli dei fratelli Fava, psichiatri di fama mondiale. Le fornisco il link alla mia traduzione in italiano del famoso articolo di Giovanni Fava “Rational use of antidepressant drugs”: https://www.angelomercuri.it/come-e-quando-usarli/
      Troverà anche il PDF dell’articolo originale. Ci sono ormai centinaia di psichiatri che lanciano l’allarme riguardo agli antidepressivi spiegando come essi tendano ad aggravare e cronicizzare la depressione; certamente ove vi siano depressioni gravissime vanno usati, ma bisogna essere molto prudenti ad usarli per forme depressive leggere e medie oppure per forme ossessive, ansia e fobie.
      Non si basi su quello che dicono e fanno la maggior parte degli psichiatri; sa anche lei che, pur in buona fede,molti tra essi si fanno guidare involontariamente dall’ invisibile mano delle case Farmaceutiche che con gli psicofarmaci hanno fatto la propria fortuna.
      Nel mio piccolo, vedo che invariabilmente le persone che cominciano con antidepressivi, possono avere un giovamento di qualche anno sotto forma di una finta felicità chimica ma tale stato non si mantiene a lungo nemmeno proseguendo la terapia e raddoppiando o triplicato i dosaggi. A quel punto la depressione torna pur prendendo l’antidepressivo.
      Si ricordi anche che la depressione ha una fortissima componente psicologica, ambientale, situazione; ho visto gente che sembrava destinata a vivere disperata tutta la vita imbottita di psicofarmaci, guarire completamente cambiando ambiente, lavoro e stile di vita.

      Rispondi
      • Fabio
        Fabio dice:

        Molto interessante.
        La gran parte dei medici, per es. per citarne uno di fama mondiale: il prof. Stefano Pallanti di fama mondiale affermano che nella depressione e nell’ ansia ci sono dei circuiti malfunzionanti e per questo vanno corretti con farmaci e altre metodiche per poterne uscire. Tipo appunto affiancandoli alla TMs e alla psicoterapia.
        Spiegando che i farmaci nuovi, che non sono solo gli SSRI sono utilizzati per riparare il funzionamento alterato di queste aree che causano i disturbi: come DOC/ ansia / depressione etc. Uno deve decidere se vuole convivere con il disturbo o grazie a cure personalizzate su misura vivere una vita libera dalla malattia disabilitante. Quindi si propende per un utilizzo continuativo nel tempo dei farmaci per stabilizzare il risultato.
        Insomma di contraddizioni ce ne sono un pó per tutte le situazioni, ma sul lato psichiatria e psicofarmaci ad oggi nel 2022 ce ne sono ancora tantissime, più di ogni altra branca della medicina.
        E i prof. , come Pallanti di Firenze che è un neuroscienziato importantissimo afferma che le malattie mentali sono in realtá malattie del cervello al pari di altre ancora più gravi, come per es. Alzheimer o Parkinson e devono essere pertanto curate per riportare la persona a stare bene nel tempo e al miglioramento e all’ allungamento della vita

        Rispondi
  10. Gianpiero
    Gianpiero dice:

    Buongiorno sono una persona sensibile ed emotiva, con traumi su traumi alle spalle, più o meno sopportati,con cure alternative, e negli ultimi anni con un po’ di alcol e hascisc…
    Dopo la morte di mio padre, poco prima del covid, ho cambiato molte cose e mi sono stabilizzato, ero in contatto con la mia paura sapevo cosa mi piaceva e cosa no…..
    Spesso piangevo, ma mi piaceva mi puliva l anima.
    Poi mi sono fatto convincere a fare un ricovero dove mi hanno curato con fluvoxamina 100 gr e 1 ariprazolo, sono uscito stavo bene ero…normale come tutti gli altri…non avrei dovuto confrontarmi con gli altri perché appena sono andato incontro a difficoltà al lavoro, ero aggressivo.
    Poi a dicembre ho avuto un incidente poi covid, l isolamento mi ha alienato, volevo morire ho mischiato alcol hascisc e psicofarmaci poi ho smesso tutto di colpo.
    Dopo un po’ ho ripreso fluvoxamina 50, poi iperico e adesso di nuovo fluvoxamina.
    Mi sento piatto e sonnolenza tutto ei uguale ansia zero anzi le cose di cui preoccuparmi non mi preoccupano.
    A me manca tanto il sentire le cose e le emozioni.
    Adesso prenderò per un po’ fluvoxamina però sono lento e sonnolento.
    Quando potrò smettere torneranno le mie emozioni…?
    Anche la depressione non curata mi aveva fatto avvicinare di più alle persone e a Dio, adesso tutto mi sembra meccanico…

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      RIPETO FINO ALLA NOIA: CURATE LA DEPRESSIONE SOLO SE È GRAVISSIMA CIOÈ SE SIETE A RISCHIO DI SUICIDIO O SE NON VI ALZATE PIÙ DAL LETTO. IN TUTTI GLI ALTRI CASI, NON COMINCIATE CON GLI ANTIDEPRESSIVI.
      L’ho scritto addirittura in stampatello.
      Fluvoxamina insieme a escitalopram sono quelli che danno più piattezza emotiva perché sono serotoninergici puri.

      Rispondi
      • Andrea
        Andrea dice:

        Salve dottore mi chiamo Andrea
        Dopo essermi lasciato con la mia compagna quest estate dopo 8 anni e 2 di convivenza sono stato molto male e bevevo dopo un periodo di assestamento ci siamo rivisti a settembre. Ho inziato ad avere molta ansia e sono andato i cura da uno pscologo per una decina di sedute durante questo periodo oltre ansia mi si scaturita anche una depressione ansioso depressiva piangevo molto pensavo al suicidio e non riuscivo a stare in casa da solo a mala pena andavo a lavorare e avevo dolori di stomaco.
        Lo stesso psicologo inizialmente non propenso per farmaci mi consigliava di prendere ansiolitici come en.
        Molto restio mi sono fatto convincere e iniziato a vedere uno psichiatra che mi ha prescritto 10 gocce di en mattina e sera inizialmente che a parere suo magari curando ansia curavo la depressione.Ansia migliorata ma il buon umore le crisi di pianto erano sempre più frequenti soprattutto dopo il covid ero diventato un problema per chi mi stava accanto e non riuscivo a lavorare . Così mi sono fatto convincere il 18 gennaio a prendere fluixetina 10 mg per una settimana e dopo 20 mg così fino agli inizi di maggio , dove dopo aver fatto una terapia Tomatis ( la conosce??)e da 2 settimane che sono passato a 10 mg al giorno e l En e 2 mesi che prendo solo 10 gocce la sera. Al inizio dello scalaggio da 20 a 10 per più di 10 giorni sono stato bene si può dire anche molto energico. Ora è una settimana che gli sbalzi di umore sono aumentati le crisi di pianto anche . Cosa può essere successo premetto che il prozac non mi aveva tolto del tutto i sintomi del mio problema chiamate crisi abbandoniche dallo psichiatra che mi aveva detto di aumentare la dose a 40 mg. Cosa che non ho fatto ma ho preferito fare Tomatis che in concomitanza con il farmaco a dose di 20 mg mi aveva migliorato la.situazione , da qui anche dopo test specifici idea di dimezzare Il prozac. Nella vita ora no sto male il lavoro va abbastanza bene , lo stomaco e migliorato e con la donna siamo insieme e ci vogliamo bene a parte qualche litigio qua e là. Secondo lei questo ritorno in parte dei sintomi cosa può essere ? Se rimettersi il prozac a 20 tornerebbe a.normalozzarsi la situazione o si normalizzera da sola . Grazie. Saluti Andrea

        Rispondi
  11. Carlo
    Carlo dice:

    Dottore ho sospeso gradualmente Prozac e anafranil che prendevo da 4 anni.
    Ora non sto fo3nfendo niente e sto bene da un mese.
    È possibile che si presenti la fase 2?
    Se si con cosa posso alleviarla? Il mio. Medico dice pregabalin o gabapentin. Non ho capito il perché. Me lo può spiegare?
    Grazie

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Gabapentin e Pregabalin sono simili, soltanto Pregabalin ha un assorbimento più rapido e una potenza maggiore. Hanno un meccanismo d’azione particolare e unico che li rende utili per molte funzioni: come ansiolitici, antidepressivi, antiepilettici e antalgici. Non sono benzodiazepine quindi non danno i tipici problemi cognitivi, non deprimono l’umore e non danno ansia di rimbalzo. Certamente alleviano l’eventuale astinenza da antidepressivi ma non a tutti fanno lo stesso effetto intenso, c’è un’ampia variabilità individuale. Inoltre certamente danno una certa dipendenza e il loro effetto tende a svanire nel tempo ma come d’altronde qualsiasi psicofarmaco.

      Rispondi
  12. Antonio
    Antonio dice:

    Dottore buongiorno
    Ho assunto fluoxetina 40mg e Lyrica pregabalin 75 mg per 8 anno per ossessioni
    Stanco degli effetti sulla sfera sessuale e gastrici da un mese ho sospeso tutto
    Ho letto un po’ il suo sito e ho fatto uno scalaggio in due mesi
    Ora non rendo più nulla e sto bene
    Però ho paura di questa che lei chiama fase due
    Si verificherà? Cosa mi consiglia pera superrarala?
    Grazie

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, non so se si verificherà ma c’è da spettarsi che lei torni se stesso con le sue ossessioni che fanno probabilmente parte di lei come la forma del suo naso o il colore dei suoi occhi. Impari ad accettarsi e gestirsi senza farmaci se possibile.

      Rispondi
  13. Nunzia
    Nunzia dice:

    Dottore prendo 10 gocce di clopixol da dieci anni per fobie, nevrosi, nervosismo e deliri.
    Vorrei liberarmene dopo tanto.
    Ho però paura che poi se le tolgo e ho una ricaduta dopo non funzionano più se le rimetto.
    Può succedere?

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, deve ovviamente provare a toglierle molto lentamente e vedere cosa succede. Anche se stesse bene con 8 già sarebbe una buona cosa. Certo, senza conoscerla non posso autorizzarla a scalare la terapia.

      Rispondi
  14. Vittorio
    Vittorio dice:

    Buongiorno Dott Mercuri

    Soffro di distrubo ossessivo compulsivo da sempre. Ossessioni forti. Ho provato vari farmaci incluso anafranil a 200mg ma mi faceva diventare un vegetale e non copriva le ossessioni.
    Poi lo tolsi da solo ebbi un peggioramento e quando Tutto sembrava non funzionare una dottoressa mi diede trilafon 4mg
    Lo prendo da 7 anni e da allora non ho più ossessioni e nemmeno abbattimento o effetti collaterali.
    Io lo volevo togliere gradualmente ma la dottoressa dice di tenermelo stretto dato che e’stato unico a funzionare
    Lei cosa ne pensa?

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, Trilafon è un ottimo farmaco che a dosaggio alto (tipo 25 mg al giorno) esplica un’azione antipsicotica ma a dosaggio basso (tipo 4-6 mg) agisce da sedativo e ansiolitico. A dosaggio alto può essere dannoso alla lunga per il sistema nervoso mentre a basso dosaggio può essere assunto anche tutta la vita. Se vuole provare comunque a liberarsene provi gradualmente, sempre pronto a riprenderlo. A differenza degli antidepressivi, gli antipsicotici non perdono il loro effetto nel tempo e non danno dipendenza psicologica perchè non sono euforizzanti.

      Rispondi
  15. Nicola ursu
    Nicola ursu dice:

    Buonasera dottore Mercuri

    Prendo pregabalin 75mg insieme a 30mg di anfranil
    Sto davvero bene. Molta voglia di fare, energia spensieratezza
    Fino a un anno fa prendevo solo anafranil portato fino a 50mg ed ero triste, depresso, senza speranza.
    Poi lo psichiatra mi ha ridotto a 30mg anafranil e aggiunto pregabalin 75mg e in due giorni sono stato subito meglio.
    Ora lo prendo da un anno e sono soddisfatto solo che come effetto collaterale ho avuto un aumento di peso di 10kg.
    Vorrei smettere ma poi penso che torno nello stato depressivo di prima. Lei che ne pensa?
    Oppure mi consigli di stringere i denti e fare una dieta?

    Grazie

    Rispondi
  16. Antonio
    Antonio dice:

    Gentile Dott Mercuri
    Assumo trilafon da 5 anni al dossaggio da 2mg per ossessioni e fobie. Ottimi risultati ma vorrei toglierlo per la stipsi e il rallentamento mnemonico che mi da.
    Come mi consglia di toglierlo?
    Una volta torlot potrebbero tornare le ossessioni e le fobie? Anche se lentamente

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      5 anni sono tanti, lo tolga molto lentamente; non c’è in gocce perciò deve ingegnarsi prendendolo 2 giorni si e 1 no poi 1 giorno si e 1 no ecc…
      Oppure passa alle gocce di Talofen e allora lo scalaggio potrebbe essere più uniforme e lento. Quanto al ritorno di ossessioni e fobie è probabile, molto probabile. Gli psicofarmaci non curano nulla ma coprono solo la sintomatologia. Quando li si sospende tutto di solito torna come prima e anche peggio.
      Per questo dico sempre: se non avete patologie gravissime evitateli e imparate a convivere con le vostre debolezze; imparate a conoscervi, a capirvi e a gestirvi. E’ una strada inizialmente un pò più difficile ma che dà risultati migliori e definitivi.

      Rispondi
  17. Massimo
    Massimo dice:

    Buongiorno Dott Mercuri

    Mi chiamo Massimo e sono di Roma provincia

    Sono affetto da un Severo disturbo ossessivo complusivo a ridotto insight e depressione maggiore.
    Ho provato in 8 mesii tutti questi farmaci olanzapina 5mg , anafranil 40mg,entact 10mg,brintellix 10mg,delorazdpam 30ggt neuleptil 20ggt,trilafon 2mg, fluoxetina 30mg,abilify 10mg, rivotril 30ggt, pregabalin 150mg, gabapentin 300mg
    Ora ho tolto tutto ma mi sento come il cervello lesionato e sono rallentato in tutto.
    Tra i farmaci l’unico che mi ha dato giovento sulle ossessioni é stato olanzapina 5mg insieme a 75mg di Pregabalin (che mi dava molta energia) ma sono ingrassato molto in pochi mesi e ho come la mente spenta oltre ad essere passato da una 44 a una 50 di taglia.
    Ora di mia iniziativa in una settimana ho tolto tutto e sto bene.
    Dice che ho fatto un salto azzardato e avrò brutte conseguenze con il ripresentarsi delle ossessioni oppure starò bene senza quelle droghe?
    Prendo solo 20 gocce di delorazdpam per dormire. Sono pericolose?
    Posso prenderle per un mesetto e poi diminuire oppure mi co soglia di toglierle subito?
    Grazie

    Rispondi
  18. Antonio
    Antonio dice:

    Buongiorno, sono Antonio, una ragazzo di 23 anni che da 2 anni sta assumendo uno psicofarmaco Mutabon mite, due compresse al giorno (una mattina e una sera) per forte depressione, ansia e pensieri e immagine intrusive. Ho provato a scalare una prima volta con lo psichiatra che me li ha prescritto, ma a mie spese, poiché aumentando anche di peso grazie al farmaco, dopo la sua dismissione ho avuto nausea e vomito continui, malessere, non riuscivo a dormire e ne a mangiare e ansia estrema.
    Così ho ripreso il farmaco andando di nuovo benino, ma dopo un anno iniziando di nuovo a scalarlo, ho avvertito gli stessi effetti collaterali di vomito etc., ma sono riuscito a portarlo ad 1 compressa solo la sera. Dopo però un pó di mesi ho avuto un aumento della depressione molto forte e dell’angoscia e delle ossessioni, non facilitate dalla situazione stressante e incerte esterna (familiare e di salute mia).
    Quindi mi sono recata da una psichiatra dell’ASL che mi ha detto di sostituire la compressa singola di mutabon la sera ormai inefficace con 10 gocce di Entact dopo pranzo e per il momento 10 gocce di levobren mattina mezzogiorno e sera. Io vorrei iniziare questa nuova cura, ma ho comunque paura. Perché se ne sentono di tutti i colori sugli effetti devastanti degli SSRI a breve e lungo termine, la medicina ufficiale e altre persone invece affermano che sono indispensabili per sconfiggere la depressione e tutti i sintomi ad essa associati, che non mi fa vivere una vita normale.
    Volevo sapere un vostro parere per quanto riguarda la nuova cura che dovrò a breve intraprendere. Grazie

    Rispondi
      • Antonio
        Antonio dice:

        Dottore l’ho iniziata insieme alla compressa di mutabon la sera. Dopo 3 giorni di assunzione, 5 gocce al giorno, mi è sparita completamente la libido e l’erezione nelle cose che comunamente facevo e me la provocavano. Posso sospendere dopo 3 giorni l’Entact?. La psichiatra non risponde.

        Rispondi
  19. Fabio
    Fabio dice:

    Salve Dottore volevo innanzi tutto farle i miei complimenti per la disponibilità che offre alla comunità ma soprattutto per la sua opinione rispetto ai farmaci. A luglio 2021 a seguito di forte stress causato da continue provocazioni ricevute a lavoro stando a contatto con una persona narcisista e anche dovuto al lavoro in se, ho avuto il mio primo e unico attacco di panico che mi ha completamente paralizzato per 15 minuti. Fin lì è rimasto un episodio singolo ma successivamente ho avuto altri episodi di ansia che mi hanno spinto a rivolgermi da uno specialista il quale in maniera molto incauta mi ha prescritto 7 gg di lexotan mattina e sera. Tale situazione ha peggiorato psicologicamente il tutto in quanto mi ero rivolto a lui per migliorarmi mentre l’approccio cosi netto per me è stato devastante, tanto da causarmi altra ansia. Non sono più andato da quello psichiatra ma ho continuato la terapia iniziata a novembre 2021, nel frattempo ho lasciato la situazione lavorativa opprimente e sono molto meno stressato. Ora sono arrivato a scalare fino a 3 mattina e 4 sera su consiglio del medico curante che mi ha indicato come tempi di scalaggio una goccia ogni 3 settimane… secondo me è davvero tanto considerando il fatto che sto oggettivamente molto meglio rispetto a prima. Secondo lei è uno scalaggio idoneo? Pensavo di ridurre il tempo di scalaggio almeno a 2 settimane. Inoltre ho notato che nel momento in cui tolgo pure solo una goccia è come se avessi degli effetti collaterali, probabilmente è solo un mio pensiero.. è possibile che dosaggi cosi blandi possano causare effetti collaterali?

    Rispondi
  20. Diego
    Diego dice:

    Buongiorno Dottore, da circa 5 anni prendo una compressa di Cipralex da 10 mg al giorno. Da circa 1 mese e mezzo, sono prima passato ad una compressa intera e poi mezza il giorno seguente, per poi cambiare in Cipralex gocce da 20 mg (in totale accordo col mio psichiatra) a 7 gocce al giorno. Non le nascondo che da circa una settimana buona, sento tutti i sintomi di “astinenza” da riduzione: irritabilità, stanchezza mentale, difficoltà nella concentrazione, un maggiore rossore in volto ed un’ansia crescente. Al momento questi sintomi li ritengo tollerabili, ma comincio ad aver paura che possano peggiorare. Non credo che riuscirò mai a togliere il Cipralex, ma già riuscire a passare a 5 gocce al giorno, per me sarebbe un gran successo. Continuo la psicoterapia e fortunatamente ho una compagna che pare darmi supporto in tutto questo. Ci sarebbe un consiglio che si sente di darmi? Da quello che leggo in giro, una piccolissima parte di persone riesce a toglierli, e ciò non da molta speranza per il futuro. La ringrazio anticipatamente per la risposta.
    Diego

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, 5 anni di assunzione continuativa alla dose di 10 mg sono tantini. Appena possibile, appena cioè ci si sente meglio, bisognerebbe sempre provare a scalare lentamente fino a raggiungere metà dosaggio, nel suo caso 5. Bisogna metterci circa 1 mese. Lei avrebbe dovuto farlo prima per non abituarsi appunto ad un dosaggio più alto. Tenga conto comunque che per questioni di farmacocinetica, non è difficile passare a metà dose, come nel suo caso a 5. La parte più difficile e alle volte insostenibile è togliere la seconda metà. Comunque, se anche una persona sente di dover tenere una dose di mantenimento perchè oltre non può scendere, è già un ottimo risultato perchè l’efficacia rimane quasi la stessa mentre gli effetti collaterali si dimezzano.

      Rispondi
      • Diego
        Diego dice:

        Grazie Dottor Mercuri. Il problema è che se sono per primi gli psichiatri a dire di non togliere il farmaco, diventa difficile per una persona fare di testa propria. Ad esempio, a me ha sempre detto che 10 mg è un dosaggio molto basso. Mi ha sempre detto una bugia a fini terapeutici allora?
        Grazie

        Rispondi
          • Diego
            Diego dice:

            Grazie ancora Dottore. Una cosa non mi e’ chiara, la FASE 2, avviene anche in seguito a scalaggio, o solo quando il farmaco si toglie del tutto?
            Grazie

          • Angelo Mercuri
            Angelo Mercuri dice:

            la fase 2 c’è quasi sempre sia che uno lo tolga di colpo sia che uno lo tolga lentamente. Ovviamente è più violenta e si presenta prima se lo togli di colpo. La sua durata e intensità è proporzionale alla durata dell’assunzione dell’antidepressivo e alle dosi. E’ più forte se sei in un brutto periodo, può quasi non esserci se sei in un fortunato periodo d’oro della tua vita.

  21. Stefano
    Stefano dice:

    Dottore buongiorno,sono un ragazzo di 23 anni. Per disturbo OSSESSIVO-COMPULSIVo e immagini intrusive ricorrenti e ansia, mi è stato prescritto 4 mg di Trilafon. Volevo chiederle cosa potevo fare per scalarlo e se può portare ad astinenza.
    Ho provato con il mio psichiatra a scalare da 4mg a 2mg ma ho avuto una forte agitazione, nausea e vomito. Qual è la sua esperienza riguardo questo farmaco, che a questi dosaggi mi è stato propinato al posto del classico Xanax. Grazie

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, dipende ovviamente dalla durata della terapia ma i sintomi di astinenza che lei riferisce (nausea vomito agitazione) sono tipici della sospensione di Trilafon. Purtroppo non c’è la formulazione in gocce di Trilafon anche se potrebbe attenuare i sintomi astinenziali prendendo qualche goccia di Talofen a scalare. Quello che però ci tengo dippiù a dirle è di non spaventarsi per le ossessioni e, sempre che la diagnosi sia corretta e non vi siano altre patologie concomitanti, di non tentare di “curare” l’ossessività coi farmaci perchè fa solo guai. L’ossessività con le sue varie manifestazioni di solito è una caratteristica costituzionale del soggetto, spesso su base genetica, e va trattata esclusivamente con la psicoterapia e mai con le medicine. Ovviamente, non conoscendola, non sto parlando del suo caso specifico ma in generale.

      Rispondi
      • Stefano
        Stefano dice:

        Sono due anni che l’assumo. E non riesco a capire come fare per liberarmene. Lo psichiatra me lo fa scalare in 1 settimana da 4 a 2.
        Una volta raggiunti i 2mg non so poi come fare, se spezzare la compressa o fare a giorni alterni. Non lo sa nemmeno lui

        Rispondi
      • Manuel
        Manuel dice:

        Salve Dottore, una cosa non mi è ben chiara, è sarei davvero felice se me la spiegasse perché sono quelle cose che rimangono sullo stomaco.
        Come mai qui nelle risposte consiglia giustamente di affrontare le problematiche con la psicoterapia, mentre di persona a me avrebbe detto che “la psicoterapia se le fa piacere farla la può fare, ma a poco serve” queste sono parole sue, e mi creda se le dico che me le ricordo molto bene perché mi lasciarono alquanto perplesso considerando che lei è pure psicoterapeuta, ma non psichiatra o sbaglio? Mi perdoni ma la cosa ha stonato non poco, e ci tengo a precisare che la mia non è una storia con un decorso psichiatrico di quelle che “vabbè tanto ormai”… ma mi ero rivolto a lei per un disturbo di ansia generalizzata nato per cause di forte e stress (lavoro, Covid ecc) protratto nel tempo, e come usa dire lei non avendo mai assunto in vita mia un antidepressivo ero naiffe con questi farmaci, così mi ha prescritto l’anafranil 10 mg che ho assunto per un anno, aumentando un po il dosaggio su prescrizione medica ( ora sono 5 giorni che l’ho tolto.)
        Sinceramente il farmaco mi ha aiutato gran poco, a differenza della psicoterapia.
        Spero sia chiaro il mio messaggio, che non vuole in alcun modo colpevolizzare l’efficacia o meno del farmaco da lei prescrittomi, ma del fatto che lei copre un ruolo ed una posizione molto delicata, incontra persone che stanno vivendo un momento difficile della loro vita, ed il suo atteggiamento nei confronti della psicoterapia stride con ciò che emerge nei suoi suggerimenti in questi post.
        Saluti.

        Rispondi
  22. Alessio
    Alessio dice:

    Salve Dottore,
    ho 44 anni e ho avuto modo di scriverle lo scorso settembre.
    Il giorno 11 maggio 2021, dopo 5 anni di terapia, ho dismesso totalmente la cura con antidepressivi. Avevo iniziato ad assumerli per gravi problemi di ansia e depressione.
    Non è stato semplice; per un paio di mesi ho convissuto con uno stato lieve di astinenza e destabilizzazione emotiva, ma ho stretto i denti andando avanti senza più guardarmi indietro. A fine settembre (dopo tempo che non ne assumevo più) ho invece assunto per qualche settimana Xanax. Una volta mollato, ritorno dell’ansia e insonnia invalidante. Decido quindi di mollare anche gli ansiolitici. A distanza di 10 mesi dalla dismissione dell’antidepressivo, e a 6 dall’ansiolitico, sto decisamente meglio. Non ho più avuto ricadute e, anche se a volte mi sento giù per dei momenti di vita difficili, cerco di superarli autonamente con la psicoterapia. In parallelo ai farmaci avevo infatti abbinato un percorso Cognitivo-Comportamentale durato ben 3 anni. Posso assicurarle che, senza la psicoterapia, non sarei mai riuscito a levare i farmaci. I sintomi gravi di cui soffrivo, che erano legati all’ansia, non sarebbero mai andati via solo col farmaco. Lei questo lo sa e lo diffonde su questa pagina perché è un medico, ma io l’ho capito e sperimentato sulla mia pelle.
    Nel suo piccolo mi ha dato un surplus di forza per farcela da solo.
    In sostanza mi sento stabile. Coi farmaci in circolo era un costante su e giù e continui effetti da rimbalzo tutte le volte che modificavo i dosaggi. Un vero incubo.
    Spero che questa mia testimonianza possa aprire gli occhi a tutte quelle persone che assumono antidepressivi, senza che ci sia una grave ragione di salute per poterci ricorrere.
    Solo una domanda: secondo lei sono ormai fuori dall’effetto rebound o sarò sempre a rischio-depressione, considerato che ne ho sofferto per 5 anni?

    Grazie!

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Grazie Alessio per la sua testimonianza. Dopo 10 mesi dalla sospensione dell’antidepressivo, direi che ormai l’astinenza dal farmaco non c’entra più. Ovviamente non è da escludere che ansia e depressione tornino ma se capita è per motivi diversi dal farmaco assunto in precedenza.

      Rispondi
  23. Marina
    Marina dice:

    Buongiorno Dott. Mio padre di 91 anni prende Minias 1mg da tantissimi anni. La notte dorme poco e di giorno ha l’ansia, è sempre nervoso e dice che vuole morire. La sua dott.ssa mi ha detto di dargli 6/7 gocce di trittico ( 60mg) il giorno e continuare con Minias 1mg la sera. Io non sono d’accordo e vorrei fargli sospendere Minias. Posso sostituire il Minias con il trittico? Oppure, come devo procedere per ridurre il Minias? Grazie

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buonasera, il Minias si deve ridurre con estrema gradualità osservando la reazione. Deve intanto passare alla formulazione in gocce e togliere 1 gtt ogni 3 giorni circa fermandosi ogni tanto anche 1 settimana per stabilizzare il risultato.
      Il Trittico se usato per dormire deve essere quello a rilascio prolungato e non le gocce.

      Rispondi
          • Angelo Mercuri
            Angelo Mercuri dice:

            Certamente Trittico e Minias si possono prendere insieme, non c’è nessun problema, scalando con calma il Minias. Ovviamente, questo in generale, senza entrare nel caso specifico di suo padre che non conosco.

      • marina
        marina dice:

        Buongiorno Dott., in risposta del quesito di mio padre di 91 anni…..ho comprato il Minias e lo sto riducendo come mi ha confermato la mia dott.ssa.
        Per quanto riguarda il trittico, La dott.ssa della mutua ha detto di aumentarlo (gocce 60mg) da 6/7 gocce che sta prendendo a massimo n.15 gocce la sera quando sospenderà Minias.
        La dottoressa non è chiara e non ha tempo di spiegarmi i dettagli…..
        Io non capisco come procedere con trittico gocce.
        Gli ho chiesto del rilascio prolungato e ho chiesto anche in farmacia ma le compresse sono dosi alte da 75 mg. Lei cosa ne pensa?

        Rispondi
  24. Leonardo
    Leonardo dice:

    Dottore buongiorno

    Le volevo chiedere se talofen può sostituire olanzapina efficacemente con meno effetti collaterali soprattutto sul peso.
    Il mio psichiatra così vorrebbe fare.
    È un scelta corretta?
    Grazie

    Rispondi
  25. Marta
    Marta dice:

    Grazie Dottore.
    È per la sospensione?
    È possibile tigloelri per sempre?
    O c’è bisogno snepre di tenerlo nel disturbo bipolare 2 con idee deliranti?
    Grazie

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, gli psicofarmaci non vanno mai tenuti come fossero protesi ma appena il paziente sta meglio bisogna ridurne le dosi o provare ad eliminarli. La famosa storiella che gli psicofarmaci ti forniscono quella sostanza che ti manca (come l’insulina nel diabete) o che ti abbassano il livello di una sostanza che hai in eccesso (come l’antiipertensivo nella pressione alta) è una balla. Gli psicofarmaci sono accette che tagliano grosso e vanno usati solo nelle gravi malattie mentali in fase acuta.
      Ovviamente per aiutarla dovrei conoscerla direttamente almeno online-

      Rispondi
  26. Marta
    Marta dice:

    Dottore assumo olanzapina 5mg da 7 e si è vorrei eliminarla perché sono ingrassata
    Il dottore mi dice di sostituirla con risperdal ma non eliminarla perché se no sarei scoperta.
    È impossibile eliminare olanzapina?
    Che differenze ci sono tra risperdal e olanzapina?

    Grazie

    Rispondi
  27. Sara
    Sara dice:

    Buongiorno dottore, ho assunto per 15 anni non in modo continuativo 20 mg di paroxetina.
    Ho provato diverse volte a smettere, ma poi i sintomi ritornavano sempre e l’ho ripresa.a giugno 2020 ho deciso di iniziare lo scalaggio lento e definitivo, perché non voglio più avere a che fare con questi farmaci.ho scalato molto lentamente, fino ad arrivare a settembre
    2021 a 2mg. Lo Scalaggio è andato abbastanza bene, a volte ho tenuto a bada i sintomi con alcune gocce di Rivotril. Da settembre 2021 però sono esplosi in maniera esponenziale, insonnia, stanchezza assoluta, tachicardia, tremori, ansia, sbalzi d’umore, crisi di pianto.aumentando un Po il Rivotril, sono riuscita a contenerli leggermente, ma continuano ad essere presenti tutt’oggi anzi alterno giorni leggermente migliori ad altri proprio peggiori, dove i sintomi sono fortissimi.quanto potrà durare questa crisi d’astinenza? Dopo tutto questo tempo non voglio tornare indietro, ma è molto difficile resistere.Grazie

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno Sara, il suo è un caso tipico di dipendenza da antidepressivi. Ha fatto bene ad intraprendere il percorso di disassuefazione ma non sono molto d’accordo coll’uso di Rivotril perchè attenua sì, al momento, il malessere ma poi lo peggiora in quanto tende ad aumentare lo stato ansioso depressivo. Il suo stato attuale è dovuto probabilmente, come molte volte ho scritto, al sommarsi dell’astinenza dalla Paroxetina con il ritorno della sua sintomatologia, quella che 15 anni fa l’ha spinta a cominciare la terapia.
      Per i sintomi che lei riferisce, ci sono alcuni farmaci che possono mitigarli ma non sono benzodiazepine (come Rivotril). Ovviamente per entrare nei dettagli di una possibile terapia sostitutiva, dovrei conoscerla bene.

      Rispondi
  28. Andrea
    Andrea dice:

    Buongiorno dottore!
    Assumo cipralex 20mg da sette mesi. Dopo una valutazione con la psicologa nel periodo covid, abbiamo deciso di comune accordo, che per lavorare bene sul mio umore distrutto dalla stessa emergenza, problemi familiari e lavorativi di assumere uno stabilizzatore di umore. Oggi ho risolto gran parte dei miei problemi che mi davano questo stato di ansioso depressivo e, avendo il più comune degli effetti collaterali (ritardo di eiaculazione), e sentendomi molto meglio, ho deciso di sospendere il farmaco. Leggevo di farlo gradualmente fino ad arrivare a dosi insignificanti. Ho tutto il tempo per farlo. Ho paura della fase 2 (ricaduta più aggressiva) ma mi sento molto sereno in quanto credo di non avere più grossi problemi da gestire. La domanda è, queste ricadute, nel caso si manifestassero, posso essere curate con lo stesso trattamento? Nel caso dovessi tornare in quella situazione, riassumendo il farmaco si rientra nei benefici dello stesso? Grazie

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, sette mesi non sono molti ma fa bene a provare a scalare il trattamento. Si ricordi che la seconda metà della dose è la più difficile da togliere.
      Quanto all’eventuale ritorno dei sintomi, in realtà è cosa nota che il più delle volte il medesimo trattamento antidepressivo non funziona più anche aumentando le dosi; si può provare con la medesima molecola ma sempre pronti a cambiarla qualora non fosse efficace nel giro di 2-3 settimane.

      Rispondi
  29. Bruno
    Bruno dice:

    Salve Dottore,

    l’effetto rebound sugli SSRI è lo stesso che per le benzodiaepine?
    Ho assunto per 10 giorni Xanax e, per quanto lo abbia dismesso lentamente, ansia, insonnia e sintomi vari sono peggio rispetto a quando ho iniziato la “CURA”.
    Quanto dura, in genere, questo effetto da rimbalzo sugli ansiolitici?

    Rispondi
  30. Alessio
    Alessio dice:

    Salve Dottore,

    ho smesso di prendere antidepressivi (5 anni di terapia, anche se frammentata in varie fasi perché cambiavo molecola) lo scorso 11 maggio. Per un paio di mesi ho sofferto la sospensione, ma poi sono ritornato in una condizione di sufficiente equilibrio. In sostanza i sintomi della depressione non sono ritornati, per ora. A distanza di quasi 5 mesi sono fuori dal possibile “effetto rebound” o sono ancora a rischio?

    Grazie!

    Rispondi
  31. marianna
    marianna dice:

    Buonasera Dottore,
    Ho iniziato una cura con venlafaxina nel 2016, periodicamente stando bene si programmava la riduzione della dose, ma alla comparsa di sintomi quali ansia e mancanza di energie il medico mi riportava alla dose iniziale dicendo che la depressione non si era risolta. Nel frattempo ho svolto psicoterapia che mi ha aiutato moltissimo. Ultimamente ho lasciato il lavoro per togliermi da un ambiente tossico, sono tornata da mia madre e mi devo reinventare una carriera; è un periodo che mi sta provando molto. Ho continuato uno scalaggio lentissimo di venlafaxina e sono ferma a 37.5 da marzo ma non me la sento di ridurre ancora. Credo di essere in burnout, lavoro part time perché non reggo orari normali, ho ansia al pensiero di cercare un lavoro diverso. C’è chi dice che i farmaci non andrebbero nemmeno usati per il burnout perché bisogna ascoltare il corpo che chiede riposo. Lei che opinione ha in questi casi? La ringrazio in anticipo.

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buonasera, purtroppo non posso dire nulla di utile senza conoscerla, almeno via Skype. Dire cose generiche in questo caso, valide per tutte le situazioni simili, non ha senso. Certamente non è un dramma se tiene una dose di mantenimento di 37.5 però mi sembra che nemmeno così stia bene. Tenga presente che un antidepressivo non funziona più dopo qualche anno, lo si continua a prendere solo per evitare l’astinenza ma non è più efficace.

      Rispondi
  32. Mario
    Mario dice:

    Buongiorno dottor Mercuri,

    Mi chiamo Mario. Le scrivo in quanto, in seguito ad una crisi depressiva con spossatezza ed astenia, ho iniziato una terapia con bupropione, dosaggio 150 mg al giorno. Mi ha aiutato anche a smettere di fumare e ad essere più attivo facendo sport. Ora il problema è che vorrei farne a meno, anche perché ci sono degli effetti collaterali indesiderati. Ho anche dei tratti di ansia che pensavo di correggere con la terapia ma, pur sapendo che la molecola faccia poco o, al contrario, aumenti l’ansia, sto andando avanti con questa terapia da luglio 2020 (14 mesi). Vorrei avere un’idea di come sospenderlo senza grossi problemi, dato che, in commercio, so che non esistono formule più basse del 150 mg rp che sto prendendo. La ringrazio in anticipo e le auguro buona giornata.

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, sospendere bupropione è un pò un problema perchè non c’è la formulazione in gocce e non si può assolutamente spezzare la compressa in quanto è a rilascio prolungato e se la rompe, potrebbe rilasciare tutto il principio attivo di colpo dando grossi problemi. L’unica cosa da fare è assumerla a giorni alterni, tipo 2 giorni si e 1 no o ingegnarsi a fare varie combinazioni. Il concetto è che ci deve impiegare circa 3 mesi per andare a 0 andando progressivamente sempre più lentamente mano mano che la dose scende. Ovviamente le dico cose generiche, per consigliarla piu in dettaglio dovrei conoscerla direttamente almeno via Skype.

      Rispondi
  33. alice
    alice dice:

    Buongiorno,ho avuto una bruttissima depressione curata con antidepressivi e psicoterapia per circa un anno e mezzo. Dopo vari mesi di assoluto benessere decido di sospendere gradualmente i due farmaci, in circa 1 mese e mezzo. ora a distanza di 2 o 3 mesi sento che stanno bruscamente tornando i sintomi della depressione. E’ un effetto collaterale da sospensione che passerà col tempo? non voglio tornare a prendere i farmaci e voglio essere fiduciosa sul fatto che possa essere solo passeggero ma ho veramente tanta paura di ricadere nell’incubo ora che ho una vita serena…

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno Alice, come ho già detto mille volte, gli antidepressivi non sono antibiotici, quindi non curano nulla ma coprono solo i sintomi della depressione; quando si sospendono, di solito tutto torna come prima. Bisognerebbe pensarci su molto prima di cominciare e crearsi dei compensi naturali alla depressione, fin che è possibile. Ora, prima che la depressione torni forte, è meglio riassumere una dose ridotta di antidepressivo e di solito è meglio cambiare molecola perchè un antidepressivo, preso anche con successo, una volta interrotto tende a non funzionare più. Tutto questo in generale ma dovrei conoscerla ovviamente per darle indicazioni precise riguardo al suo caso.

      Rispondi
  34. Claudia
    Claudia dice:

    Buona sera, dopo circa 10 anni di cymbalta sono passata da 60mg a 30mg a marzo di quest’anno, senza particolari problemi. Ora vorrei provare ad eliminare il farmaco totalmente: come fare? Ringrazio in anticipo

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, il Cymbalta ha il problema che non c’è la formulazione in gocce quindi non si può scendere gradualmente. Inoltre le capsule non si possono spezzare. Quindi deve ingegnarsi a scendere facendo tipo due giorni si e uno no, poi un giorno si e uno no e così via. L’importante è che ci impieghi circa due-tre mesi. Consideri che arrivare da 60 a 30 non crea problemi, la parte più difficile è scendere da 30 a 0.

      Rispondi
  35. Nino
    Nino dice:

    Buonasera Dott. Mercuri
    La mia bestia nera è l’ansia. Ho avuto 2 episodi nella mia vita: il primo 22 (ventidue) anni fa, il secondo ai primi del mese di luglio scorso.
    Entrambe le volte il livello di ansia patologica raggiunto è stato di massima grandezza. Ho letto sopra di una signora che ha ricordato di avere avuto 2 attacchi di panico “di cui uno di ben 1 ora e mezza ed è stato terribile”. Ebbene io penso di avere avuto un unico attacco di panico durato 2-3 settimane!!!
    Ho dovuto ricorrere a farmaci prescritti da un bravo psichiatra locale il quale mi disse che la mia era un’ansia reattiva (gli raccontai cosa successe per ridurmi in quello stato: perché io so bene qual’è stata la causa scatenante), che sarebbe passata anche da sola non trattata (ma a prezzo di una mia pena e sofferenza estreme per lungo tempo) e che in capo a 3-4 mesi sarei tornato come nuovo.
    Mi ha prescritto: Xanax (10+10+10 gocce/giorno) – Efexor 75 (1 cps/giorno) – Mutabon mite (1 cps/giorno).
    A 1 mese dalla prescrizione e dall’inizio della mia crisi abbiamo ridotto lo Xanax solo a poche gocce la sera (7 gocce) con l’obiettivo di eliminarlo a breve del tutto.
    Da oggi abbiamo ridotto da 1 cps Efexor 75 a 1 cps Efexor 37,5 al giorno (con l’obiettivo di eliminarlo a breve del tutto).
    Io come Lei, penso che Efexor non sia effettivamente un gran farmaco: a me faceva venire l’ansia! soprattutto all’inizio e anche tachicardia e un certo grado di fastidiosa “accelerazione” mentale.
    Mutabon mite credo che invece sia il farmaco più giusto per questo mio malessere.
    Lei che ne pensa?
    Infine, potrei sostituire Efexor 37,5 con Mutabon (prendendo quest’ultimo così 2 volte, la mattina e la sera) per questo periodo di transizione di riduzione ed eliminazione di Efexor?
    O si tratta di principi attivi diversi con diversi compiti e/o funzioni?

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, io toglierei molto gradualmente Efexor 37,5 perchè la seconda metà della dose abituale è sempre la più difficile da togliere. Il Mutabon non sostituisce Efexor perchè, pur contenendo l’antidepressivo amitriptilina, questa è di potenza antidepressiva molto più bassa di quella di Efexor e inoltre è ad un dosaggio bassissimo. Se vuole prendere 2 butabon mite al giorno lo faccia ma non pensi che il secondo Mutabon possa sostituire Efexor.

      Rispondi
  36. Peppino
    Peppino dice:

    Salve dottore, non so se questa domanda é stata gia fatta, ma x uno che sta iniziando a prendere 1 o 2mg di rivotril e vorrebbe suspendere subito il trattamento, il problema non è grave ma mi é cmq stato prescritto, dopo quanto tempo la dipendenza di Instaura? 2 settimane andrebbero bene x non aver grossi problemi? Il mio medico mi ha prescritto 1 o 2mg a seconda del caso x 4 settimane. Ma ho laura che 4 settimane siano troppe e poi non riesca a lasciarlo. 2 sarebbero meglio. Sono giovane e forte, ho solo avuto un paio di attacchi di ansia, dei casi isolati e x un brutto periodo di lutto familiar molto stretto, perdita di lavoro e un altro paio di disgrazie…
    Cosa mi consiglia… ho visto che rilassa r anche tanto, questo é proprio la mia paura… 4 settimane di trattamento ho paura di diventare dipendente…

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, è ovviamente un rischio prendere una “droga” anche se per un breve periodo può aiutare a superare le troppe difficoltà. Io non prenderei Rivotril in modo continuativo ma solo al bisogno quando proprio serve così non rischia di diventarne dipendente fisicamente.

      Rispondi
  37. Riccardo
    Riccardo dice:

    Buongiorno Dott. Mercuri,
    Dopo anni di assunzione di Cymbalta 60 mg (una capsula al giorno) ho gradualmente ridotto, sotto supervisione medica, la dose quotidiana fino a quasi eliminarla del tutto.
    Dopo aver superato alcuni dei disturbi da interruzione piú fastidiosi e invalidanti (tachicardia, vertigini, disturbi del sonno, dolori di vario genere) in linea di massima posso dire di sentirmi bene psicologicamente, stabile e con una vita equilibrata. L’unico problema é un’ infiammazione gengivale piuttosto forte che tende ad accentuarsi quando il dosaggio é ridotto al minimo. Non mi era mai successo prima. É possible che le cose siano collegate? Se sí, ritiene che possa esserci un modo per gestire la cosa senza dover tornare ad aumentare il dosaggio di Cymbalta?
    Ringrazio

    Rispondi
  38. Michele
    Michele dice:

    Dott. Salve. Sono 7 anni che prendo cipralex. Per. Doc disi. Da. 10mg a. 15mg ma. Dino. Ad. Oggi. Le. Mio ossessioni e. Compulsion e. Sono. Sempre. Aumentate mi. Aiuto che devo. Fare. Ho usato anche. In abbonamento. La. Quetepina ma ero uno. ZOMBIE PER FAVORE. VORREI. SMETTERE. DI. PRENDERE. FARMACI. GRAZIE

    Rispondi
      • Michele
        Michele dice:

        Buongiorno dott. Sono 8 anni che assumo cipralex a 10 mg al giorno, per disturbo doc, vorrei smettere e possibile. Non sono mai migliorato grazie per una. Risposta

        Rispondi
        • Angelo Mercuri
          Angelo Mercuri dice:

          Come dico sempre, bisogna evitare di curare il DOC coi farmaci. Può funzionare all’inizio ma presto tutto torna come prima e ciò che resta è solo una dipendenza da antidepressivi. Se vuole smettere ci dovrebbe impiegare circa tre mesi, uno per i primi 5 mg e due per i secondi 5

          Rispondi
  39. Alex
    Alex dice:

    Salve doc! Ci siamo sentiti spesso. Io ho vissuto nel periodo di 40 mesi in cui sono stato senza ssri le fasi che descrive prima d ricascarci.
    Vorrei provare nuovamente a smettere e credo c vorrà tempo.
    Le chiedo : rispetto all utilizzo di olio di cbd per mitigare gli effetti di sospensione comenla vede? Ho letto alcuni studi in merito e sembrano promettenti.

    Rispondi
  40. Fabio
    Fabio dice:

    Buongiorno, dopo 10 anni di assunzione di venlafaxina 187,5 mg, ho notato che ha smesso di fare effetto ed è tornata la depressione. Il mio psichiatra mi ha prescritto il cambio con zoloft, cominciando a scalare la venlafaxina a 150 e introducendo 25 di zoloft. Ha detto che proseguirá così con cali e aumenti fino a sostituzione avvenuta.
    Cosa pensa dottore di questa modalitá di sostituzione?
    Grazie

    Rispondi
  41. Laura
    Laura dice:

    Buongiorno dottore ho assunto sereupin per 15 anni a volte con ricadute che riuscivo a superare utilizzando anche gocce di xanax.due mesi fa ho iniziato a stare davvero male con tachicardia tutto il giorno agitazione disturbo del sonno…lo psichiatra mi ha aggiunto solo xanax ma io mi ero fissata che sereupin non facesse più effetto…ho iniziato a prendere elopram da 20 mgdopo aver ridotto solo per una settimana sereupin…sto malissimo tachicardia testa che mi scoppia agitazione nausea confusione piango non riesco a concentrarmi…aiuto cosa faccio?è normale?passerà?non va bene elopram?aiuto

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno Laura, non è un dramma, c’è rimedio, probabilmente ha tolto troppo velocemente Paroxetina e contemporaneamente è partita con un dosaggio troppo alto di Escitalopram. Non so poi cosa abbia fatto con lo Xanax. Insomma ha fatto un pasticcio fai-da-te. Posso aiutarla ma ovviamente ci dobbiamo vedere in studio o almeno sentire online

      Rispondi
  42. MARIO
    MARIO dice:

    Buongiorno dr, ho letto con interesse il suo articolo sul l’astinenza da antidepressivi. Ho 68 anni, in pensione da anni ho sempre avuto problemi con il sonno, gestiti alternativamente con ansiolitici, psicoterapie, ginnastica, sport, teatro amatoriale. Con l’avvento del coronavirus, chiuso tutto, e dovendo assistere insieme a mia moglie a mia madre vedova e quasi cieca, i suoceri ospedalizzati a casa, sono rimasto con gli ansiolitici. In particolare con En… Da prima 1/2 da 0,5 per arrivare dopo 1 anno e mezzo a 20 gocce. A questo punto ho ritenuto opportuno andare da uno psichiatra per affrontare il problema. A suo dire stavo affrontando il problema solo da un punto di vista sintomatologico. Occorreva curarlo(?!) con una dose di antidepressivo e mi prescriveva 1 goccia di daparox al giorno sino ad arrivare a 10 più 1 pasticca di stilnox la sera e 10 gocce di En al bisogno. Ora sono 3 settimane che sono a 10gocce di daparox, con il risultato che ho, oltre che l’insonnia persistente, inapettito, nausea, stanchezza infinita, voglia di non fare nulla. Mi chiedo se a questo punto sia da abbandonare questa terapia per distimia ( diagnosi) :forse faccio ancora in tempo a venirne fuori senza fase 1 e 2 così come da lei descritti. Credo di essere caduto dalla padella alla, brace. Grazie per la sua attenzione

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno Mario, come dico sempre, gli antidepressivi vanno presi solo se c’è una gravissima depressione e in nessun altro caso. Non mi sembra lei abbia una gravissima depressione, dalla descrizione. Ci sono cose molto più adatte per una distimia con insonnia. Dovrei tuttavia conoscerla direttamente per poterla aiutare.

      Rispondi
      • MARIO
        MARIO dice:

        Grazie della risposta, che mi conferma quanto dopo questa pur breve esperienza, la necessità di un approccio diverso al problema. Ne parlerò con lo psichiatra per come ridurre il daparox, e come eliminare o almeno ridurre queste maledette benzodiazepine , veri sabotatori del sonno. Sono ancora in tempo?? E pensare che il mio obiettivo era di eliminarle. Ma speriamo bene

        Rispondi
  43. Nicola
    Nicola dice:

    Buongiorno Dottore, mi chiamo Nicola, ho 57 anni e sono una persona fortemente ansiosa.Ultimamente, causa vari elementi stressanti, sono caduto in depressione da qualche mese e seguito visita specialistica mi è stato prescritto il daparox inizialmente da 10mg per una settimana per poi passare a 20mg. La sera per dormire 0.5 / 1 mg di xanax che già comunque prendevo.
    Questa è la quarta settimana che assumo daparox (che tra l’altro non avevo mai provato), sicuramente noto dei miglioramenti, ma anche dei fastidiosi e inaspettati effetti collaterali.
    La domanda: dopo appena quasi quattro settimane lei crede si possa sospendere oppure possono verificarsi sintomi di astinenza da questo farmaco?
    Grazie mille per la sua cortese risposta

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno Nicola, in generale per quanto riguarda gli antidepressivi, se non si superano le 4 settimane di trattamento, si potrebbero interrompere di colpo, dall’oggi al domani. Però Paroxetina in particolare (e tutti i vecchi triciclici), è dotata di un effetto anticolinergico che si esplica fin dalla prima compressa e nel caso di una brusca sospensione può dare molti fastidi soprattutto all’apparato digerente sotto forma di inappetenza, nausea e acidità di stomaco dovuti ad un effetto di rimbalzo dell’acetilcolina su questi organi. Anche a livello emotivo ci potrebbe essere un aumento dell’ansia e del cattivo umore. Tutto questo per dirle di sospendere Daparox gradualmente passando alle gocce e impiegandoci indicativamente 15 giorni o anche dippiù se ne sente il bisogno. Non lo tolga di colpo.

      Rispondi
  44. Fabrizio
    Fabrizio dice:

    salve dottore prendo zoloft 25 mg da 5 settimane e da ieri 7 luglio d’accordo con lo psichiatra ne prenderò un giorno si e un giorno no per una settimana e un giorno si e due no per la seconda settimana sempre 25mg fino ad interromperlo. vorrei un suo parere

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Si, può andare bene, l’ha preso per breve tempo e a dosaggio molto basso. Di solito, se non si assume per più di 4 settimane, si può anche togliere di colpo ma faccia pure gradualmente considerando che c’è anche eventualmente la formulazione liquida più facile da scalare.

      Rispondi
  45. Riccardo
    Riccardo dice:

    Buongiorno. Ho interrotto il Cymbalta dopo 9 mesi per curare pesanti stati d’ansia dovuti ad ipocondria.
    L’ultimo mese a metà dose perché volevo uscirne e stavo decisamente bene
    Da una settimana ho smesso del tutto, sto bene ma sto soffrendo di vertigini da tre giorni, una sensazione costante di nausea e vertigini equivalenti ad un forte mal d’auto.
    Mi auguro possano passare in poco tempo perché sta diventando invalidante.
    È una cosa comune? Grazie della risposta.

    Rispondi
  46. michele
    michele dice:

    Salve, sono un ragazzo di 29 anni, in seguito ad ansia ed attacchi di panico ho fatto una cura di Alprazolam e Paroxetina per 4 anni circa. Lo xanax inizialmente ne prendevo 3 compresse da 0,25 mg al giorno e sono arrivato fino a qualche mese fa a prenderne metà di 0,25 mg 1 gg si e 2 no (questo per diversi mesi) e la paroxetina che inizialmente prendevo metà da 20mg una volta al gg fino al mese scorso la prendevo anche questa 1 gg si e 2 no. Non avevo disturbi solo che volendo levare i farmaci sono passato da un mese circa a togliere completamente lo xanax e la paroxetina a prenderla 1 gg si e 3 no. Siccome da una decina di giorni ho disturbi come giramenti di testa e debolezza, ansia e delle vertigini volevo sapere se dovrei riprendere lo xanax anche 1 volta ogni 2 gg continuando a scalare la dose oppure il corpo si deve abituare? Oppure è la paroxetine troppo bassa? comunque da 2/3 giorni sto prendendo mezza xanax mattina e sera per rilassarmi un po ma niente giorno per giorno va sempre un po peggio. La mia paura è tornare al punto di partenza.

    Rispondi
  47. Giovanni
    Giovanni dice:

    Buongiorno dottore, cortesemente chiedevo per quanti mesi si protrae in genere la “fase 2” di dismissione di Paroxetina assunta a basso dosaggio( 7 gocce per circa 6 anni}, preciso che la sospensione completa é in corso già da due mesi con affiancamento di Amilsupride e Tavor e lo scalaggio da 5 a 0 gocce é avvenuto in 3 mesi circa, al momento si manifestano forti problemi alla vista e capogiri continuati, dolori muscolari. Grazie

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Non si può dire quanto duri la fase 2 di astinenza dagli antidepressivi perchè è la somma di ciò che avevi prima di cominciare + l’astinenza dal farmaco. Alle volte sembra non finire mai ma è perchè in realtà ciò che si protrae è la forma che avevi prima.

      Rispondi
      • Giovanni
        Giovanni dice:

        La situazione che ha generato la depressione é completamente mutata e rusolta, non ci sono più i conflitti precedenti, ora però a due mesi dalla dismissione della paroxetina si manifestano fortissimi e continui capogiri e problemi visisivi. Per quello chiedevo i tempi indicativi per superare tali effetti avversi. Grazie.

        Rispondi
  48. Gab
    Gab dice:

    Buonasera dottore, ho 27 anni e da circa 7 mesi assumo paroxetina 20 a seguito di episodi di attacchi di panico che mi hanno portato a rivolgermi al medico curante e con insistenza a chiedere aiuto farmacologico. Comunque, da 6 giorni ho sospeso completamente la pillola dopo averla assunta per 15 giorni a giorni alterni (un giorno si e uno no), su consiglio del medico curante. Ma è esattamente da 6 giorni, nonché da quando ho smesso di assumere paroxetina, che ho vertigini, pochi stimoli, pensieri pessimisti, inappetenza, episodi di tremore e ansia…ho pensato che la sospensione della pillola sia stata troppo brusca

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, la sospensione è stata certamente troppo brusca e fatta comunque in modo scorretto. Sette mesi di assunzione non sono tanti ma comunque è prudente impiegarcene circa 3 per sospendere; passando alle gocce di Paroxetina e impiegandoci 1 mese per andare da 20 a 10 e 2 mesi da 10 a zero. Paroxetina è considerato uno degli antidepressivi più difficili da togliere.

      Rispondi
  49. Antonio
    Antonio dice:

    Salve dottore, ho 41 anni, da 10 soffro di ansia, nevrosi e depressione, nel 2013 mi diedero paroxetina per 1 anno e mezzo, ma dopo 4 mesi dalla sospensione stavo malissimo, così al CSM mi diedero sertralina per 2 anni e stetti benino, scalai molto lentamente ma dopo 8/10 mesi i sintomi ricomparvero, ma ho tenuto duro e sono andato avanti e l’ anno scorso tra alti e bassi ho resistito senza medicine. Ma tra insonnia , ansia e soprattutto palpitazioni e stanchezza veloce un altro medico da natale 2020 ma ha dato escotalopram 10mg + lyrics 25 mg la sera. Sono stato meglio per 6 mesi , da 3 giorni nonostante la cura ho di nuovo ansia, affaticamento, sudorazione, palpitazioni e nodo alla bocca dello stomaco…. Nn so più che fare, alla Asl mi hanno fatto fare domanda di invalidità civile ma da 6 mesi ancora nn ho risposta.
    Grazie

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, premetto che non la conosco e quindi posso dire solo cose generiche. Io lo dico sempre che gli antidepressivi sono solo sintomatici e non curano nulla; quando li si smette torna quello che c’era prima peggiorato dall’astinenza dal farmaco. Inoltre, gli antidepressivi funzionano solo per qualche anno ma poi, nonostante si continui ad assumerli, i disturbi che si avevano, ritornano. Insomma, pensateci bene prima di entrare nel tunnel della psichiatria.
      Ovviamente sono disposto ad aiutarla ma devo conoscerla.

      Rispondi
      • Antonio
        Antonio dice:

        La ringrazio della tempestiva risposta, io ero molto combattuto a ricominciare un altro antidepressivo, che tra l’ altro ormai so come funzionano peró aimé ho ceduto. So che nn mi conosce , sono si un tipo ansioso e ho problemi in famiglia e sono disoccupato, cmq a parte questo, le volevo chiedere 2 cose,. Il lyrica da 25 alla sera secondo me nn fa nessun effetto, anche perché a volte lo dimenticavo, 3 o 4 volte, e nn cambiava nulla. Secondo lei è utile? Altra cosa riguarda lo scalaggio futuro dell’ escotalopram. Quando scalai sertralina, lo feci in 6 mesi e nn ho avuto sintomi particolari, quasi nessuno. Con questo è giusto se userò la stessa tecnica, ovvero uno scalaggio molto graduale? Così facendo si dovrebbero limitare la effetto da astinenza della fase 1 , che della fase 2, quella dopo qualche mese dalla sospensione. Ultima cosa Nn assumo benzodiazepine, se nn le prime 2/3 settimane mi avevano dato qualche GC di Tavor, e cmq anche se ho forte ansia tendo a nn assumerle mai.
        La ringrazio ancora e la ammiro perché è uno dei pochi che dice la veritá sugli antidepressivi, che appunto nascondono il problema e bisogna usarli moooolto bene.

        Rispondi
  50. Federico
    Federico dice:

    Buongiorno Dott. Mercuri (ciao, eravamo al liceo assieme, bei tempi). Da luglio 2020 prendo paroxetina 20mg al dí a causa di una diagnosi di ansia reattiva da stress lavoro correlato. Poi ho fatto 7 mesi di malattia e sono stato seguito settimanalmente da una psicoterapeuta che ha fatto un ottimo lavoro. Da marzo sono rientrato al lavoro e mi sento molto più tranquillo e consapevole di me. Sono stato seguito con pratica EMDR e Mindfullness.
    Vorrei togliere il farmaco per diversi motivi: non vorrei far passare troppo tempo, sento che ho raggiunto un buon equilibrio, vorrei riprendere lo stimolo dell’eiaculazione (che ho perso da quando uso paroxetina).
    Quali possono essere i suggerimenti?
    Grazie e buona giornata

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Ciao Federico, di solito non serve impiegare più di 3 mesi a togliere un antidepressivo; dicono anzi che tirare troppo alla lunga lo scalaggio sia controproducente. Quindi dovresti impiegarci 1 mese a togliere i primi 10 mg di Paroxetina e 2 mesi a togliere i secondi 10. Se adesso ti senti bene, credo sia il miglior momento per farlo.
      Ciao

      Rispondi
      • Federico
        Federico dice:

        Grazie Angelo, quindi posso cominciare a spezzettare la pastiglia e prendere un dosaggio gradualmente ridotto, ed. 3/4 di pastiglia per 2 settimane, 1/2 di pastiglia per 2 settimane, 1/4 di pastiglia per 2 settimane. Può andare bene così?
        Buona serata

        Rispondi
        • Angelo Mercuri
          Angelo Mercuri dice:

          No, devi passare alle gocce! Ci sono vari preparati di paroxetina gocce. Le gocce sono meglio ovviamente per fare la discesa graduale. Attento alla concentrazione, alle volte 1 gtt = 1 mg, alle volte 1 gtt = 0,5 mg; fai i conti, ma…avremo fatto lo scientifico per qualcosa!

          Rispondi
  51. Giac
    Giac dice:

    Gentile dottore a febbraio ho interrotto il cypralex (7 gocce da alcuni anni). Inizialmente non ho avuto grossi problemi, ora, a distanza di 4 mesi, mi sento agitata, cambio umore con facilità e sono nervosa. Cosa mi consiglia? Alla terapia farmacologica ho associato, per molti anni, un percorso di psicoterapia che mi ha giovato tantissimo e vorrei liberarmi anche dal farmaco

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, veda se riesce ad evitare di ri-assumere antidepressivi ma se proprio avesse bisogno di qualcosa, sappia che ci sono psicofarmaci utili per lenire lo stato di astinenza senza dare dipendenza forte. Alle volte, per aiutare le persone che, come lei, sono propense a smettere con le terapie psichiatriche, utilizzo alcune molecole a bassissimo dosaggio che poi non è difficile dismettere.

      Rispondi
      • Marco
        Marco dice:

        Buongiorno Dottore.
        Nel 2016 mi venne diagnosticato un disturbo depressivo e d’ansia (che è un classico della mia famiglia, ripercorrendo l’albero genealogico). Lo psichiatra mi prescrisse 20 mg (prima 10 poi passato a 20) di Daparox ( nominò anche il Serotax, ma poi optò per il primo).
        Lo presi per 5 anni, smisi a Febbraio del 2020. Senza mai aumentare la dose, sempre 20 mg.
        Smisi perché notai che ero diventato, durante il trattamento, abbastanza iperattivo (anche se non sono mai riuscito a capire se fosse invece del tutto normale, dato che la Depressione mi aveva talmente sfiancato da non farmi nemmeno più ricordare come fosse avere un normale quantitativo di energia mentale e in corpo. Quindi magari quella che io chiamo Iperattività era del tutto normale) e altri motivi secondari. Purtroppo feci di testa mia, e non scalai il farmaco. Passati 15 giorni, tutto tornò nella norma a livello di effetti collaterali da sospensione. Ma sfortuna volle che iniziò la pandemia e si rifece vivo anche il disturbo. Ma a questo giro niente presenza di ansia.
        Premetto che da quando ho Imparato a conoscere questo disturbo (dopo colloquio con lo Psicologo e lo Psichiatra ho per anni approfondito la mia condizione), ho capito che ne soffrivo ben prima del 2016, almeno dal 2013. Quindi sono ben 8 anni che ci sono dentro. E dopo 8 anni mi rendo conto che abbia fatto danni piuttosto profondi.
        Ora vorrei riprovare con una terapia farmacologica, ho piena fiducia nella Psichiatria e senza approccio farmacologico non riuscirei nemmeno ad uscire di casa e ad avere una vita normale, ma sono abbastanza frenato per paura che torni ad insorgere l’ansia.
        Quali alternative potrei avere? Esistono farmaci simili al Daparox ma che magari statisticamente danno meno problemi sul versante ansia? Grazie.
        PS. Ovviamente partendo dal presupposto che mi sia stata fatta una corretta diagnosi e una corretta prescrizione.

        Rispondi
        • Angelo Mercuri
          Angelo Mercuri dice:

          Buongiorno Marco, Paroxetina è considerata una delle molecole più ansiolitiche. Il fatto che un antidepressivo ad un certo punto ecciti troppo, è tipico di chi ha una bipolarità più o meno latente; e quando c’è forte famigliarità per depressione e ansia di solito il disturbo è bipolare. Pertanto, data la delicatezza della questione, mi è impossibile consigliarle molecole via mail. Dovrei conoscerla direttamente.

          Rispondi
  52. Carlo
    Carlo dice:

    Dottore, ho un’altra domanda da farle: leggendo sul web molti articoli sugli antidepressivi, da parte di psichiatri, si evince che questi vadano presi per un certo periodo di tempo, affinché possano essere definiti una cura e non dei semplici sintomatici (come sostiene lei). Tale periodo di tempo servirebbe al farmaco per “insegnare” al cervello a non produrre più la malattia (depressione, ansia, fobie, ossessioni) e, per far questo, bisogna tenerlo per un tempo sufficiente (cioè, dopo che i sintomi sono spariti) a impedirne le recidive. Sostanzialmente, le varie ricadute che molti subiscono, sono determinate da questo. Da un tempo insufficiente a insegnare al cervello a “percorrere altre strade”. Questo stonerebbe con le sue affermazioni.
    Mi chiarisce meglio la cosa?

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Non c’è nulla di più falso che sostenere che l’antidepressivo sia curativo: non è vero, non è un antibiotico. In fondo al mio articolo soprastante “Astinenza da antidepressivi: fase 1 e fase 2”, troverete la bibliografia, sono articoli scritti da i più autorevoli e onesti scienziati attuali. Sono in inglese ma leggeteli!

      Rispondi
  53. Jolanda
    Jolanda dice:

    Salve dottore sono disperata. Prendevo da 10 anni xanax a dosi anche eccessive .. man mano ne prendevo solo 0.25 mattina e sera . Poi 15 giorni fa ho scoperto di essere incinta e ho sospeso . Dopo due giorni ho avuto mancanza d equilibrio e vertigini fortissimi anche a letto . Ora sono a letto con queste vertigini e non sto uscendo più in più mi sale un calore forte alla testa e viso . Volevo sapere se può centrare con lo xanax sono passati 15 giorni dalla sospensione ma non vedo miglioramenti non riesco più a camminare mi gira tutto ho paura

    Rispondi
        • Angelo Mercuri
          Angelo Mercuri dice:

          Certo che è normale. E’ tornata l’ansia e anche un pò peggiorata dall’astinenza. Ora l’astinenza passerà ma resterà quello che aveva prima di cominciare la cura. Inoltre la gravidanza tende ad esasperare i disturbi nervosi e mentali preesistenti. Si faccia seguire bene da un ginecologo e da uno psichiatra.

          Rispondi
  54. Giancarlo
    Giancarlo dice:

    Buongiorno Dott. Mercuri,
    sono un uomo di 47 anni in cura con paroxetina 10mg a volte affiancata da xanax 0,25 da più di 20 anni per attacchi di panico, ansia generalizzata e depressione. Ho tentato diverse volte di sospendere o proseguire con dosaggi minori, ma dopo mesi ritornavano i malesseri insopportabili. Quest’anno ho iniziato nuovamente il tentativo di scalaggio molto graduale prendendo lo Stiliden in gocce arrivando a 7 gocce circa. Mi sono avvicinato anche alla meditazione nella speranza che mi aiutasse nel gestire i sintomi dell’astinenza (Fase 1). Devo dire che andava abbastanza bene fintanto che ho fatto 10 giorni fa il vaccino per il COVID. Mi è caduto il mondo addosso…agitazione ed attacchi di ansia continui. Mi alterno tra l’ossessione che siano effetti collaterali del vaccino o ennesimi sintomi da sospensione. Ho visto che anche un altro utente ha avuto un problema simile. Credo che dopo tutti questi anni non riuscirò mai a liberarmi dal farmaco, ma secondo lei ha comunque senso tentare? So che non è il suo campo, ma secondo lei, il vaccino potrebbe aver creato questo squilibrio?

    Grazie mille
    Giancarlo

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno Giancarlo, io penso che a soli 47 anni valga la pena di liberarsi da un antidepressivo che ormai non può fare più alcun effetto benefico ma solo negativo. Quanto al vaccino non è la prima volta che sento dire che ha portato squilibri emotivi o del sonno; non so quanto vi sia di psicologico e quanto di organico ma certo è che la forte reazione immunitaria provocata dal vaccino, con gran produzione di citochine pro-infiammatorie e istamina, può dare un temporaneo malessere fisico e psichico. Io sono dell’opinione che ad un giovane uomo in buona salute convenga evitare la vaccinazione anti-Covid perchè non ha alcun senso nè per se stesso nè per gli altri in quanto è ormai assodato che vaccinare durante un’epidemia spinge il virus a mutare rapidamente portando alla formazione di varianti più virulente.

      Rispondi
      • Giancarlo
        Giancarlo dice:

        Buongiorno dottore,
        La ringrazio infinitamente del suo feedback, che purtroppo conferma le mie preoccupazioni, purtroppo tra senso civico e spronato da amici e parenti…ci sono cascato. Spero passi presto, sto veramente male. Di sicuro in questo momento non riesco più ad abbassare..anzi ho paura che dovrò riaumentarla per far fronte a questo momentaccio. Pensa che abbia senso resistere o riaumentare un po? Qualsiasi sua indicazione è preziosa. Magari una volta stabilizzato potremmo conoscerci meglio e mi potrebbe seguire in questa crociata ?
        La ringrazio infinitamente
        Giancarlo

        Rispondi
      • Carlo
        Carlo dice:

        Caro Dottore, non mi sono ancora vaccinato e le confesso che il suo messaggio mi spinge ancora di più nel rimandare questa ipotesi. Sto uscendo da una depressione, e sono molto destabilizzato in quanto ai vari effetti da sospensione. A questo si aggiungono vari disturbi del sonno, oltre che stanchezza e apatia generalizzata. In sostanza farei meglio a stare lontano dal vaccino Covid-19?

        Non fumo, non ho patologie (tolta la depressione) e la mia paura è che, se mi vaccinassi, potrei crearmi ulteriori problemi.
        Spero non trovino il modo di renderlo obbligatorio (anche ponendo dei veti a chi non procede alla vaccinazione), altrimenti la mia intenzione è di non vaccinarmi.

        Rispondi
        • Angelo Mercuri
          Angelo Mercuri dice:

          Buongiorno, come ho già scritto, io ritengo che sia meglio si vaccini solo la persona fragile per età o patologie. La letteratura scientifica onesta mette in evidenza inoltre che la vaccinazione di massa durante una pandemia può accelerare la selezione di nuove varianti, cosa che sta già avvenendo con la cosiddetta variante Delta che guarda caso, sembra in grado di sfuggire proprio al suo inseguitore e cioè al vaccino. Quindi chi obiettasse che la vaccinazione non si deve fare solo per se stessi ma come gesto di altruismo, direbbe una falsità scientifica. Ultima cosa: vediamo quali restrizioni pongono a chi non si vaccina ma ci sono molte serie associazioni che stanno lottando contro questa disonesta imposizione indiretta. Penso che a breve i governanti del mondo saranno costretti ad ammettere che il vaccino, nel caso del Covid-19, porta alla formazione di varianti sempre più pericolose e quindi verrà concesso solo ai pazienti fragili e sconsigliato agli altri. Penso che a breve vedremo dei rivolgimenti.

          Rispondi
  55. Antonella
    Antonella dice:

    Buongiorno Dott. Mercuri,
    sono una ragazza di 25 anni e vorrei riportare anche la mia esperienza in merito a questi farmaci, in particolare il cipralex, e avere un suo parere rispetto alla mia situazione.
    E’ da agosto 2019 che assumo il cipralex, ho preso sempre 10 gocce, ad aprile 2020 ho provato a scalare, sono arrivata a prendere 6 gocce scalando 1 settimana ed è proprio lì che è iniziato l’incubo perchè ho iniziato ad avvertire oltre agli effetti collaterali comuni, una forte apatia e disinteresse verso tutto, compreso il mio ragazzo ( mentre prima di questa DIMINUZIONE DI DOSAGGIO SENTIVO I MIEI SENTIMENTI, ILLEGAME VERSO DI LUI..l’unico pesante effetto collaterale che avevo era la scarsa libido ma riuscivo a sopportarlo), con lo scalaggio mi sono sentita molto distante da lui, fredda e disinteressata.. su consulto del psichiatra che mi aveva prescritto il cipralex sono ritornata piano piano alla dose di 10 gocce ma quegli effetti e sensazioni sono comunque rimaste..non sono più tornata quella che ero prima di quello scalaggio…
    Oggi giugno 2020, dopo la scorsa esperienza sto scalando 1 goccia al mese e sono arrivata a prendere 7 gocce.. e sto con la speranza che scendendo ancora posso ritornare a provare le mie emozioni, i miei interessi e sentirmi viva come prima… invece mi sento strana, non percepisco il momento del risveglio e quello della buonanotte a livello di energie e stati d’animo, non so nemmeno cosa sono mi creda..
    vorrei sapere un suo parere in merito e se secondo lei pian piano la situazione si può sistemare ( emotivamente parlando)
    GRAZIE ANTICIPATAMENTE

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno Antonella, è proprio per tutti questi guai che sconsiglio alle persone di cascare nella trappola degli antidepressivi. Ovviamente devo conoscerla per capire il motivo per cui lei ha cominciato ad assumere antidepressivi; è molto importante capire come lei era prima di iniziare la cura. In ogni caso, mi sembra di capire che con la diminuzione dell’antidepressivo siano comparsi problemi di anedonia e freddezza affettiva e questo di solito è da attribuire in parte a ciò che c’era prima di cominciare la terapia e in parte ad una certa astinenza dal farmaco. Spesso, risalendo col dosaggio non si torna a stare bene come prima della diminuzione, per motivi non noti. Ultima cosa: a meno che lei non soffra di una gravissima depressione, varrebbe la pena che si liberasse definitivamente dagli antidepressivi. Se a 25 anni ha già questi problemi, andando avanti negli anni ne avrà sempre dippiù. Diventare un paziente psichiatrico che poi passa tutta la vita dagli psichiatri non è una gran bella cosa a meno che non ci siano gravissime malattie mentali.

      Rispondi
      • Antonella Sarubbi
        Antonella Sarubbi dice:

        Prima di prendere il cipralex mi è stata diagnosticata la sindrome ansiosa – depressiva. Avevo forte ansia sociale e soffrivo di insonnia (dovuta proorio ad ansia e preoccupazione) e questa insonnia protratta probabilemte ho dedotto che sia stata lei a portarmi in un circolo depressiva perché al rosveglio ero sempte stanca e poco sveglia, attenta.
        In tutto ciò prima do questa diminuiziome del farmaco io avevp delle emoziono, l’ansia è pur sempre un emozione come lei sa. Provavo anche altri emoziomi come il legame e il bisogno affettivo anche troppo a dir la verità ( verso il mio ragazzo). Da quella diminuzione si è capolta totalmente la situazione.

        Comunque non soffro assolutamente di malattie mentali gravi tanto meno di depressione grave (x farle capire non ho mai avuto pensieri di suicido anzi solo tanto desiderio di vivere una vita ttanquilla e appagata) A mio avviso al momento si ttatta più che altro di una forte apatia e anedonia cioè difficoltà a provare piacere x qualsiasi attività.
        Spero continuando a scalare di migliorare la situazione e in particolare questo aspetto. La aggiornerò con il tempo.
        Grazie prr la sua attenzione!

        Rispondi
        • Angelo Mercuri
          Angelo Mercuri dice:

          Antonella, sicuramente se smette gradualmente di prendere l’antidepressivo, ha solo da guadagnarci. A 25 anni poi, vale proprio la pena di fare una gran battaglia per liberarsene.

          Rispondi
  56. Mirko
    Mirko dice:

    Buongiorno dottore, ho 28 anni e soffro di attacchi di panico da ansia generizzata da quando ne avevo 18.
    Ho preso per circa 4 mesi l’entact (escitalopram) da 10mg (all’età di 18 anni) per poi sospenderlo ed avere una ricaduta un anno e mezzo dopo. Così dal luglio 2013 ho iniziato a prendere entact (fino a 20mg nelle fasi più acute) per poi sospenderlo gradualmente (fino a 5mg un giorno si e un giorno no) nel novembre 2020. Da 2-3 settimane ho iniziato ad avere pensieri ossessivi. Inizialmente l’ossessione era per gli effetti collaterali del vaccino del covid (stavo sempre in allarme per qualsiasi sintomo), poi un’orticaria uscita a causa del sole, fino a che ieri è comparso il pensiero tremendo della ricaduta che non mi lascia in pace. Ho paura di dover riniziare tutto da capo e di non sopportarlo, fino al pensiero di aver paura di farmi del male. So che é un controsenso, perché mi rendo conto che la paura di farmi del male certifica il fatto che non me ne farei. Ma ho dei momenti in cui la paura mi fa andare in blackout e non riesco a pensare ad altro. Pensa che sarà necessario riutilizzare l’entact? É possibile che dovrò prendere questo farmaco a vita? Ci sono delle implicazioni? Grazie mille

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buonasera Mirko, purtroppo gli antidepressivi danno forte dipendenza e, una volta cominciato ad assumerli, generalmente si smettono e si riprendono molte volte fino a che non fanno più effetto e allora si cerca definitivamente e con fatica di smetterli definitivamente. E’ un pò triste sentire che a 28 anni lei abbia già questo tipo di problemi, chi le ha iniziato la terapia a 18 anni si è preso una bella responsabilità se il problema era solo l’ansia generalizzata.
      Comunque dovrei ovviamente conoscerla per poterla aiutare in dettaglio.

      Rispondi
      • Mirko
        Mirko dice:

        Buongiorno dottore,
        La ringrazio per la risposta. Sono andato dallo psichiatra che mi ha seguito e mi ha prescritto il Dobren da 50mg la sera per un mese, non riconoscendo quello che sto passando come una ricaduta ma come un momento di forte stress dovuto a trasloco imminente, vaccino covid, lavoro da casa prolungato per oltre 1 anno senza contatti con i colleghi. Al momento non l’ho preso perché voglio trovare la forza di uscirne da solo. Ho iniziato la pratica della psicoterapia, 1 volta a settimana. Nonostante alcune volte io riconosca i sintomi dell’ansia (sensazione di non avere aria e costrizione al petto, nausea al mattino, qualche pensiero intrusivo) riesco ad uscire, fare sport. Ho tanta voglia di uscirne senza l’aiuto dei farmaci. Secondo lei la forza di volontà e la psicoterapia possono bastare? Grazie e buon lavoro

        Rispondi
        • Angelo Mercuri
          Angelo Mercuri dice:

          Mirko, non posso consigliarla senza conoscerla. C’è certamente un limite di malessere oltre il quale a nessuno è richiesto di resistere. Ci sono farmaci che possono alleviare l’astinenza e il malessere acuto senza dare la dipendenza di Entact. Non serve che faccia eroismi, spesso le vie di mezzo sono le migliori.

          Rispondi
  57. Gennaro
    Gennaro dice:

    Buongiorno dottore, sono un ragazzo di 23 anni, per disturbi ansioso-depressivi e successivamente anche ossessivi ho assunto per circa 6 mesi 2 compresse al giorno di mutabon mite. Dopodichè ho scalato togliendo subito la compressa al mattino e poi dopo 2 mesi circa facendo un giorno sí e un giornó no per una settimana ho eliminato anche la compressa serale. Purtroppo ho avuto gravi sintomi da sospensione, soprattutto ansiosi e gastrointestinali, tra cui nausea e vomito. Cosí ho dovuto riprendere, dopo circa un mese che non passavano, le due compresse di mutabon mite e da allora sono circa 10 mesi che le sto prendendo.
    Quindi sto assumendo queste due compresse, se non si vuole considerare la breve sospensione di 1 mese, da circa un anno e mezzo. Volevo un consiglio da lei, che vedo che è preparato sull’argomento. Il medico sta provando a farmi scalare la prima compressa mattutina facendomela assumere a giorni alterni per poi credo ridurre ulteriormente i giorni di assunzione mattutina fino a lasciarla solo la sera. Io gli ho proposto di spezzare la compressa in 4 parti o assumerne metá tutte le mattine, quindi rompendo la compressa o come ho letto in questo forum anche di dividere i due costituenti del mutabon e farmeli assumere separatamente, quindi laroxyl q gocce e perfenazina in compresse, ma niente, il medico non è convinto e dice forse piú tardi si puó fare , come se non ne volesse sapere …
    Questa è la situazione, cioè non riesco a capire come scalare il farmaco in maniera equilibrata e secondo una scaletta prestabilita in base ai mesi di assunzione del farmaco .
    Lei che mi consiglia di fare o di dire al mio medico.
    Non vorrei rimandare in contro di nuovo, per un errato scalaggio e sospensione di nuovo ad una ricaduta , o meglio come scrive lei ad una pesante crisi di astinenza dal farmaco.
    Grazie e spero comprenda la difficile situazione. Cioè uno si trova in un forte periodo di crisi, per ragioni che non dipendono nemmeno da lui, problemi economici, familiari, di studio e cade in depressione ed è costretto a lottare pure con questo farmaco (mutabon mite , visto per altro come innocuo dai medici prescrittori), che per altro come verificato anche dal mio medico mi porta anche ad un incremento della frequenza cardiaca e aumento di fame e peso. Grazie per la risposta

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Gennaro lei ha già letto ciò che ho scritto sulla sospensione del Mutabon. Io di solito faccio passare ai due componenti distinti, Trilafon e Laroxyl. Il responsabile dei disturbi d’astinenza è soprattutto Laroxyl che per fortuna c’è in gocce.

      Rispondi
  58. Serena
    Serena dice:

    Salve Dottore prendo una compressa di Paroxetina al giorno la mattina da circa 6 anni. La prendo perché a 23 anni mi hanno diagnosticato un linfoma e non riuscivo più a dormire. Circa tre mesi fa ho dimezzato la dose ma dopo circa 10 giorni ho avuto tachicardia e ansia così il medico curante mi ha detto di riprendere la dose interra il problema è che circa 2 mesi fa X due mattine di seguito ho avuto scarica di diarrea liquida E poi X due mesi le mie feci ogni giorno erano molli frastagliate a volte caprine insomma non si sono normalizzate e oltretutto vado in bagno 3 volte al giorno la mattina. Il gastroenterologo mi ha detto che è colon irritabile Ma secondo lei potrebbe essere anche se a distanza di tempo ancora un effetto collaterale del dimezzamento della dose dì paroxetina ?

    Rispondi
      • Serena
        Serena dice:

        Si anche io volevo dire basta infatti avevo cercato di dimezzare ma ho avuto tachicardia e il dottore mi ha detto di tornare alla dose intera. Dottore secondo lei i problemi intestinali che ho possono essere dovuti a stress accumulato e ansia in generale? Il gastroenterologo pensa questo

        Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, so che l’abilify viene usato come potenziatore della terapia antidepressiva o antiossessiva. E’ tipico comunque che un antidepressivo preso con successo, se viene dismesso e ripreso non fa più l’effetto di prima. Per inciso le devo dire il mio pensiero riguardo alle forme ossessive: io sconsiglio sempre di curarle coi farmaci perchè è una strada fallimentare in quanto la mente ossessiva è così per questioni organiche, strutturali, genetiche che non sono certo i farmaci a modificare. E’ una battaglia persa, si diventa solo dipendenti dai farmaci e si complica il quadro. Con le forme ossessive bisogna imparare a convivere, capendosi, accettandosi e trovando strategie cognitive e comportamentali adeguate; mai cadere nella trappola di volerle curare con la chimica. Per ben che vada stai un pò meglio per qualche anno ma poi tutto torna come prima anche aumentando le dosi di farmaci o aggiungendone altri. Non posso tacerle questa verità anche se ad alcuni non piace.

      Rispondi
  59. Tommy
    Tommy dice:

    Buongiorno dottore,

    Ho 26 anni e soffro di cefalea ( a grappolo). Sono andato da un neurologo e mi ha prescritto una cura per tre mesi , il laroxyl in pillole da 25 mg, una al giorno prima di andare a letto.
    È quasi un mese che assumo queste pillole , e negli ultimi giorni, sto avendo incubi appena mi addormento, mi sveglio di colpo e mi sento impaurito come se ci fosse una presenza a fianco a me, movimenti involontari durante il sonno (prima erano rari, ora sono aumentati).
    Ho pensato di smettere gradualmente di prendere il laroxyl, che mi consiglia?
    Grazie mille.

    Rispondi
    • Tommy
      Tommy dice:

      Mi correggo 10 mg.
      Questa notte ho avuto un incubo, e tra veglia e sonno, ho sentito come se il corpo girasse insieme a letto, ero consapevole, il corpo era addormentato, ma il cervello consapevole. Dopo una frazione di secondo riesco ad aprire gli occhi e muovermi, penso che sospenderò…

      Rispondi
  60. Tina
    Tina dice:

    Salve Dottore, ho 29 anni e soffro d’ansia e Stati depressivi dalla piuttosto tenera età. Ho iniziato ad assumere Citalopram su consiglio medico 10 anni per superare un lutto importante e stabilizzare il mio umore. Adesso però da circa un mese ho interrotto bruscamente la terapia. Come lei dice la fase 2 è la più critica. Le prime settimane mi sentivo persino più lucida del solito, ora invece fatico a recarmi a lavoro, mi irrito facilmente, ho attacchi d’ansia ed esco poco. Secondo lei è possibile lasciarsi alle spalle questi strascichi senza conseguenze? Vorrei una vita normale, senza farmaci meglio ancora… Sono grata alla terapia, ma son stanca di sentirmi malata a vita.

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, trovo giusto che lei tenti di liberarsi dagli psicofarmaci a 29 anni ma forse doveva farlo più lentamente soprattutto per un antidepressivo assunto per 10 anni. Ci avrebbe dovuto impiegare circa tre mesi a sospenderlo. Non posso prevedere come le andrà in seguito, molto dipende da come stava prima di iniziare la cura.

      Rispondi
  61. Luca
    Luca dice:

    Buongiorno dottore, volevo domandarle, secondo lei 20 mg di Laroxyl al giorno sono sufficienti a curare un disturbo depressivo medio/grave. Tenendo conto che lo sto assumendo da quasi un anno, avendo lievi miglioramenti. Sono un ragazzo di 22 anni.

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno Luca, Laroxyl non è un antidepressivo molto potente, in genere 20 mg sono pochi. Dovrebbe salire col dosaggio ma poi potrebbe avere effetti collaterali considerevoli. Perchè non provare con Anafranil che è sempre un triciclico ma molto potente e con meno effetti collaterali? Ovviamente dovrei conoscerla direttamente per poterla consigliare nel suo caso specifico.

      Rispondi
  62. Morgan
    Morgan dice:

    No
    No
    No
    Non sono d accordo con l articolo.
    L effetto rebound si verifica proprio nei casi in cui si è interrotto l uso dell antidepressivo troppo in anticipo. L errore più clamoroso è smettere l assunzione del farmaco pochi mesi dopo aver ottenuto il miglioramento. In questo casi, i sintomi della malattia rischiano di tornare in forma amplificata. ( Tipo togliere l ingessatura prima che l’ osso si sia ben rinsaldato).
    Il miglior modo per evitare l effetto rebound è assumere il farmaco per un periodo sufficientemente lungo ( anche uno o due anni) dal momento del raggiungimento di un risultato positivo.
    L interruzione va fatta in modo graduale.
    Gli antidepressivi non danno problemi di dipendenza se ben usati.
    Gli ansiolitici ..quelli sí sono pericolosi. E andrebbero usati solo per poche settimane

    Gli

    Rispondi
  63. Giuseppe
    Giuseppe dice:

    Buongiorno dottore, volevo avere un suo utilissimo parere. Ho assunto per 6 mesi due compresse mattina e sera di mutabon mite. Dopodichè il mio medico mi ha levato di colpo la prima compressa la mattina ( ho avuto ritorno dell’ansia e un pó di abbattimento dell’umore nelle settimane seguenti) e poi dopo un mese mi ha fatto sospendere nel giro di una settimana, assumendolo a giorni alterni, la seconda compressa di mutabon mite la sera. Pochi giorni dopo ho avuto fortissima ansia e stanchezza e continui episodi di vomito dopo mangiato e di inappetenza per settimane, coadiuvati temporaneamente con levopraid.
    Dopo circa due mesi con questo andazzo ho cambiato medico e ho riassunto di nuovo le due compresse di mutabon mite che hanno iniziato subito a fare effetto. Quindi sono 7 mesi che lo assumo e con il nuovo medico stiamo provando a scalarlo piú lentamente. Partendo dalla compressa mattutina, che sto assumendolo a giorni alterni.
    Volevo un suo parere. Secondo lei è utile questa metodica di tapering , prendere non prendere , prendere solo 3 giorni a settimana la mattina, poi 2, e cosí via? Io non mi ci trovo bene.
    Sarebbe preferibile scalare in qualche altro modo?? E se, come potrebbe essere fatto secondo la sua esperienza clinica e con persone che hanno assunto questi composti?
    Grazie mille per la risposta e buona giornata.

    Rispondi
  64. Riccardo
    Riccardo dice:

    Buongiorno dottore,
    sono un uomo di 41 anni, da sempre abbastanza ansioso/evitante, a seguito di situazioni stressanti ho avuto un episodio di depressione nel 2010 curato con Cipralex per 1 anno circa. Alla sospensione sono ricomparsi vari sintomi di ansia, depressione e agorafobia che poi sono sfociati con una crisi molto violenta all’inizio del 2013. Da inizio 2013 fino a marzo 2020 ho assunto Zoloft 50mg. Sono stato molto bene diverso tempo, ma l’antidepressivo non era già più efficace dall’estate del 2019, con episodi di fortissima ansia intervallati da periodi di benessere.
    Nell’aprile 2020 ho deciso di sospendere il farmaco senza scalare, sono stato molto bene per un mese (senza apparente fase 1), ma da maggio 2020 ho vari episodi di ansia e depressione, con forti mal di testa, rigidità muscolare, pensieri ossessivi e insonnia, i quali possono durare anche pochi giorni e sono intervallati da periodi di relativo benessere. Da inizio 2020 ho ripreso anche la psicoterapia (non cognitivo comportamentale, cominciata nel 2010 e terminata nel 2015), ma non noto grossi benefici, perché queste crisi arrivano senza particolari segni “premonitori”, quando sembra che apparentemente vada tutto bene.
    Nel marzo del 2021 poi, in concomitanza con un cambio di lavoro, ho avuto una crisi più forte del solito, con anche forte sensazione di freddo e tremori incontrollabili. Ho consultato lo psichiatra che mi aveva prescritto lo Zoloft anni fa e che mi ha prescritto Amisulpride 50mg come cura a breve termine per superare il periodo di cambio lavoro e la fine del lockdown, dicendomi che comunque in caso di continuo malessere avrei dovuto riprendere la cura con SSRI.
    Io tendenzialmente non vorrei riprendere cure con antidepressivi, ma è molto dura, sto stringendo i denti. Volevo un’opinione a riguardo, se magari fosse meglio riprendere, eventualmente con un’altra molecola, e scalare gradualmente, avendo smesso lo Zoloft senza scalare? Forse questo fattore può causare una sintomatologia più forte?
    Grazie e cordiali saluti
    Riccardo

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, anche se l’avesse scalato lentamente i sintomi di fase 2 che sta avendo li avrebbe avuti lo stesso. E comunque consideri che ciò che ha adesso non è solo astinenza ma anche un ritorno di ciò che aveva prima di cominciare la cura.

      Rispondi
      • martina1992@gmail.com Martino
        martina1992@gmail.com Martino dice:

        Buongiorno dottore volevo sapere se le fosse arrivato il mio commento di qualche giorno fa ?
        Grazie

        Rispondi
  65. Martina Martino
    Martina Martino dice:

    Ciao sono in fase di sospensione di gocce da citalopram seguita dal mio psichiatra sono scalando dosaggio perché poi vorrei cercare una gravidanza.
    In questo momento sono a 6 gocce e sento solo un po’ di ansia ma perché sono io che penso di non farcela
    Volevo sapere se ha dei consigli da darmi
    Grazie
    Martina

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, non saprei cosa rispondere! Non ho dati sufficienti e non capisco nemmeno la domanda. Si legga gli altri commenti, c’è già scritto tutto. Se no, dovrei sentirla direttamente via Skype per consulenza, allora posso capire.

      Rispondi
  66. Nicola
    Nicola dice:

    Salve dottore, volevo chiedere secondo la sua esperienze in quanto tempo era opportuno fare il tapering di un antidepressivo tricicli assunto per 1 anno? Ed è conveniente farlo assumendolo a giorni alterni e scalandolo in questo modo o conviene passare se in compresse ad una sua formulazione a gocce ?
    Sempre secondo la sua esperienza con i paziente ..
    Grazie per la risposta

    Rispondi
  67. Gisella
    Gisella dice:

    Se smetto totalmente a cosa vado in contro?in questo momento provo astenia, difficoltà a concentrarmi ,ansia , rigidità muscolare .poca voglia di uscire se non costretta.senza forze.mi sforzo di fare ugualmente.

    Rispondi
  68. Gisella
    Gisella dice:

    Buongiorno sono disperata sono in cura per depressione ,ansia e doc.da inizio aprile con efexor dosaggio 220.non ho notato miglioramenti quindi in accordo con la mia psichiatra dovrei scalare per ritornare di nuovo alla paroxetina.la assumevo a dosaggio 40mg da circa due anni.purtroppo con la pandemia e lavori 110 a febbraio sono crollata.sono anni che vado avanti a tentativi.ho assunto sereupin e cipralex per brevi periodi.poi sertralina e laroxil.cimbalta senza risultati.ultima la paroxetina.ho paura di un nuovo fallimento.non riuscirei a sopportarlo.ora chi mi assicura come andrà.e poi prendendo due molecole cosa succede al cervello .non penso sia il massimo.la diagnosi è episodi depressivi stagionali .e io aggiungo maniaca dell’ ordine e pulizia.non so se si tratta di doc. Non so più che pensare e come uscirne.sono satura.mi può dare un consiglio grazie.
    .

    Rispondi
  69. Achille
    Achille dice:

    buongiorno dottore,
    complimenti per il bellissimo blog e grazie per la sua disponibilità!
    Quasi tre anni fa il mio medico mi ha prescritto una terapia con Dropaxin, poi cambiato in Cipralex, poi in Zoloft, sempre accompagnati da Lorazepam prima di dormire. In concomitanza con l’assunzione dei farmaci ho iniziato ad avere problemi agli occhi: calo della vista, difficoltà a mettere a fuoco, ma soprattutto lacrimo tutta la notte specialmente da un occhio; gli occhi sono sempre gonfi e irritati, la pelle del contorno occhi segnata e rovinatissima. Questo mi causa un grave disagio, sia fisico che psicologico al punto di pensare che, se fosse un effetto collaterale dei farmaci il rimedio sarebbe peggiore del male.. Perciò, in autonomia ho deciso di interrompere la terapia, forse scalandola troppo rapidamente, e sono andato incontro a molti problemi, sia di fase 1 che 2 tanto che in seguito a crisi di pianto, dopo due mesi di interruzione completa il medico mi ha prescritto una pasticca da 75 di Eforex e 8 gocce di lorazepam. L’umore generale è migliorato ma i problemi agli occhi sono rimasti, anzi peggiorati: mi è stata diagnosticata una sindrome da occhio secco ora aggravata da una blefarite; è possibile che questa patologia possa essere causata dai farmaci? Sarebbe dovuta regredire durante il periodo di sospensione o avrebbe avuto bisogno di più tempo? Vorrei interrompere, scalando correttamente, anche la terapia di Eforex e lorazepam, oltre che per gli occhi anche per non diventare dipendente da tutti questi farmaci ma temo che ricompaiano le crisi.. Che cosa mi consiglia? Grazie mille per l’attenzione

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno Achille, gli psicofarmaci in genere seccano un pò gli occhi; ci aggiunga poi in questo periodo un pò di allergia ai pollini. Dovrei ovviamente conoscerla però per capire se i farmaci si possono interrompere.

      Rispondi
  70. Achille
    Achille dice:

    buongiorno dottore,
    complimenti per il bellissimo blog e grazie della disponibilità!
    Quasi tre anni fa il mio medico mi ha prescritto una terapia con Dropaxin, poi cambiato in Cipralex, poi in Zoloft sempre accompagnati da Lorazepam prima di dormire. In concomitanza con l’assunzione dei farmaci ho iniziato ad avere problemi agli occhi: calo della vista, difficoltà a mettere a fuoco ma soprattutto lacrimo tutta la notte, soprattutto da un occhio. Gli occhi sono sempre gonfi e irritati, la pelle del contorno occhi rovinatissima e segnata. Questo mi provoca molti disagi, sia fisici che psicologici, al punto di pensare che, se fosse un effetto collaterale dei farmaci il rimedio è peggiore del male

    Rispondi
  71. Teresa
    Teresa dice:

    Buongiorno Dott Mercuri, Sono una donna di 43 anni cui è stata diagnosticata una distimia, con esordio intorno ai 18 anni e con uno o due episodi di depressione maggiore (più di 10 anni fa) . La psicologa che mi ha seguito per gli ultimi due anni (terapia cognitivo comportamentale, da cui ho tratto un medio beneficio) mi ha indicato che la soluzione farmacologica nel mio caso sarebbe stata indicata già molto tempo fa e che non andrebbe più procrastinata (in passato avevo rifiutato fermamente il trattamento farmacologico ). Nonostante sia stata io a voler stimolare da parte sua una ” terapia più forte” anche con i farmaci, come una richiesta di maggiore presa in carico e non sottovalutazione del mio generale disagio esistenziale, non sento adesso la necessità urgente della cura con i farmaci, in quanto non ho sintomi di depressione acuta, ma piuttosto di una generale sensazione di esaurimento e infelicità, ,astenia, forte insonnia e soprattutto ( quello che spinge di più alla crisi ) una disfunzionalità nelle relazioni che esita sempre in un mio sabotaggio del rapporto con incapacità di lucidità di giudizio sui miei sentimenti e sulla reale affinità con il partner, con chiusura della relazione e conseguente grande malinconia, sensazione di fallimento, e procrastinamento della realizzazione del desiderio di maternità che è diventato molto forte e intrusivo. Mi chiedo se per la distimia, che diventa quasi un abito di vita (cui in effetti mi riconosco, pur non accettandolo ) una cura farmacologica sia sensata, ovvero per qualcosa che per sua natura è cronico e radicato da tempo . la mai diffidenza è naturalmente carica di pregudizi e paure che però lei sembra confermare. … Se, infatti, gli psicofarmaci non hanno mai la funzione di guarire ma solo di contenere la sintomatologia, per un distimico il ritorno della sintomatologia sarebbe praticamente certo , perché non generato da un evento o condizione ambientale oppure perché questo è ormai troppo lontano nel tempo, e nessuna forma di eradicazione e educazione delle funzionalità cerebrali compromesse è onestamente ipotizzabile.Questo ragionamento è valido ? o inquinato appunto dalla mie resistenze ai farmaci e in un certo all’accettazione della diagnosi e difficoltà di prendere per prima in cura me stessa , da sola ? Aggiungo solo che la difficoltà del mio vissuto ha il suo fulcro di dolore in trauma familiare, definito maggiore dai mie terapeuti, vissuto intorno ai 18 anni, alla stessa età o poco dopo circa è esordita anche una tiroidite hashimoto.. La ringrazio molto della sua attenzione e disponibilità.

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno Teresa, in linea di massima gli antidepressivi si devono usare solo se la depressione è fortissima con rischio di suicidio oppure se il soggetto non è più in grado di reagire. In tutti gli altri casi bisogna evitarli perchè tolgono solo i sintomi della depressione dando un finto benessere ma in realtà provocano, dietro le quinte, un peggioramento della malattia. Oltretutto se funzionano lo fanno solo per qualche anno al massimo poi ti abbandonano e ti lasciano disperato. Lei fa benissimo ad evitarli se può farlo: non pensi mai che se li assumesse risolverebbe molti suoi problemi e sarebbe migliore! Migliore lo diventa se NON assume psicofarmaci e impara invece a conoscersi, capirsi, accettarsi e migliorarsi con le sue forze naturali.

      Rispondi
  72. Sergio
    Sergio dice:

    Buonasera dottore io sto facendo questa terapia Lucen 20 mg prima di colazione da tre mesi per problemi gastrointestinali mentre da tre giorni il cipralex compresse da 5mg la mattina dopo colazione per ansia e depressione la sera un’ora prima di cena prendo lo zirtec per orticaria cronica dovuta a stress e prima di andare a dormire il Lexotan 12 gocce per problemi di intorpedimento degli arti per i quali non riesco a prendere sonno. Oggi non mi sono sentito bene la pressione minima è arrivata a 100 sempre avuta regolare ela max 135 con vampate di calore e giramenti di testa e per finire mi sentivo il braccio sinistro come se si stesse bloccando. Cosa mi consiglia di fare? Sospendere cipralex? Prima di assumerlo è vero che ero giù di morale ma non mi sentivo così male

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, si sa che gli antidepressivi all’inizio della terapia provocano un aumento dell’ansia che va fronteggiata con farmaci di contorno. Valuti bene comunque se vale davvero la pena di cominciare una terapia antidepressiva con tutti i problemi collegati, presenti e futuri.

      Rispondi
  73. Michele
    Michele dice:

    Buongiorno Dottore,
    da adolescente ho assunto acido valproico per due episodi di crisi. Dal 2013 ho assunto fluoxetina.
    A fine 2019 ho dismesso prima la fluoxetina in un mese e poi l’acido valproico su indicazione del neurologo.
    Dopo la dismissione dell’acido valproico, verso marzo 2020, sono iniziati i problemi, forse da fase 2: tremore involontario alla testa, irritabilità, nervosismo, respiro affannoso, aumento della frequenza cardiaca, crisi di pianto, agitazione, ricordi intrusivi, risvegli con malessere.
    Questi sintomi sono correlabili all’acido valproico assunto per tanto tempo o è ipotizzabile che l’acido valproico facesse da tappo ai sintomi di fase 2 da fluoxetina, esplosi solo dopo la sua dismissione ? E’ ipotizzabile un’utilità nel reintrodurre l’acido valproico per limitare i sintomi e in questo caso quale meccanismo alla base motiverebbe la scelta? Grazie!

    Rispondi
  74. Davide
    Davide dice:

    Salve dottore, l’anno scorso sono stato colto da psicosi molto gravi. Premetto che facevo uso di stupefacenti ma non ho mai avuto problemi psichici prima di iniziare a prendere psicofarmaci, nel mio caso Depakin Chrono (inizialmente da 300, adesso da 500) 3 volte al giorno, Xanax da 1 mg 2 volte al giorno (adesso scalato a 0,25 mg) e una puntura di xeplion, detto anche invega, una volta al mese da 100 mg. Appena ho iniziato a prenderli ho iniziato a soffrire di ansia, depressione, tremori, pensieri psicotici, anedonia, mancanza di libido, disfunzione erettile ed eiaculazione ridotta nonché mancanza di intensità dell’orgasmo a causa appunto dell’utilizzo di farmaci appartenenti alla classe degli SSRI. Mi sono stati imposti all’interno di una comunità, non sapevo in cosa mi sarei imbattuto altrimenti non avrei mai dato il consenso per iniziare a utilizzarli.. in passato ho preso anche olanzapina, paroxetina, lorazepam e trittico non tutti insieme e non in quest’ordine. Mi hanno rovinato la vita, non sono più lo stesso, sono letargico, ho preso 30 chili, non ho più voglia di fare niente, ho poca voglia di vivere.. arriviamo al punto. Domani andrò dal mio psichiatra per fare la puntura di xeplion da 100 mg e ho deciso di parlare chiaramente con lui e di interrompere la mia terapia. Le mie domande sono: è probabile che ritornino le psicosi che lo xeplion ha lenito? Tornerò quello di un tempo? E se si quanto tempo potrebbe passare approssimativamente? Ho sofferto di manie di persecuzione e allucinazioni uditive, potrebbero tornare? Mi chiedo come si possa essere così superficiali e menefreghisti da rovinare la vita a una persona ignorante in materia che si aspetta solo di essere in buone mani.. gli psicofarmaci sono peggio delle droghe e come ha detto lei fanno più danno di quelli che riescano a risolvere, sconsiglio vivamente a tutti di iniziare a utilizzarli se non in casi veramente estremi.
    Attendo una sua risposta, cordiali saluti.
    Davide
    P.S.
    Ho dimenticato di dire che prendo psicofarmaci ormai da 3 anni e attualmente ho 25 anni, vorrei riuscire ad uscirne con le mie forze. Sono stanco di prendere pillole e subire iniezioni.. se smetterò con lo xeplion che a quanto ho capito cura la schizofrenia e le psicosi pensa che possa avere l’effetto rimbalzo di cui parlava sopra? Pensa che i sintomi possano essere peggiori di quelli di prima? Chiedo perché ho vissuto un inferno per diversi mesi e sono terrorizzato all’idea di tornare in quelle condizioni se non peggio
    Cordiali saluti

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno Davide, anche io sono contrario all’uso improprio o superficiale di psicofarmaci ma certamente se c’è una psicosi con allucinazioni e deliri ben vengano, per un periodo limitato. Non so perchè nel suo caso abbiano deciso di fare una terapia coercitiva come l’iniezione ad azione prolungata ma evidentemente è perchè lei non assumeva i farmaci con diligenza. Bisogna comunque sempre provare a diminuire lentamente i dosaggi fino anche dismettere la terapia qualora il paziente stia ormai bene, se poi si ripresentassero sintomi si provvederà. Può essere che, se lei ha smesso di intossicare il suo cervello con stupide droghe, la psicosi non si ripresenti più.

      Rispondi
      • Davide Buffo
        Davide Buffo dice:

        Buongiorno dottore, sono andato al colloquio con il mio psichiatra questa mattina e insieme abbiamo concordato di ridurre lo Xeplion da 100 mg a 75 mg e di eliminare lo Xanax da 0,25 mg. Mi sento molto soddisfatto del cambiamento che abbiamo apportato, mi auguro che non mi causi problemi. Ho riflettuto un po’ su quello che mi ha detto il mio psichiatra e sono arrivato alla conclusione che forse le droghe non sono la causa scatenante del mio problema, anche se hanno contribuito a ingigantirlo, e che forse il problema persisteva già in me sin da prima di cominciare ad assumerle. Quindi in conclusione mi sento più in pace con me stesso e ho meno sensi di colpa e sto iniziando ad accettare la mia malattia, spero di poterla curare attraverso la psicoterapia e la somministrazione del minor quantitativo possibile di farmaci e dosaggi. La ringrazio della cortese attenzione, le porgo i miei saluti.
        Davide Buffo

        Rispondi
  75. Davide
    Davide dice:

    Gentile Dott. Mercuri,
    Sono un ragazzo di 26 anni, a luglio 2020 a seguito di uno stato ansioso – depressivo reattivo mi è stata diagnostica uno stato di ansia generalizzata (GAD). Mi fu consigliato di assonare citalopram gocce 10 al mattino. In un primo momento mi rifiutai spaventato dai possibili effetti collaterali e di dipendenza. Mi affidai ad un percorso psicoterapico ma a settembre 2020 inizia comunque as assumere la terapia con citalopram sotto stretto consiglio medico. Dopo qualche settimana avvertii i benefici, in combinazione alla psicoterapia. Ho assunto 10 gocce al mattino da metà settembre a fine gennaio e successivamente sempre sotto stretto controllo medico mi fu consigliato di scalarlo molto lentamente siccome andava decisamente meglio dal punto di visto ansioso,di insonnia ed umore e siccome mi provocava disturbi alla messa a fuoco visiva. Scali per 4 settimane a 8 gocce, poi altre 4 settimana 6 gocce, poi 5 ed infine per 2 settimane 3 gocce. Al 26 aprile su consiglio del medico Psichiatra ho rimosso il farmaco. Due giorni dopo ho iniziato ad avvertire strane scosse/ vibrazioni alla testa che si propagano lungo il corpo in concomitanza col il movimento degli occhi. Potrebbe essere un sintomo da astinenza? È passeggero secondo la sua esperienza con altri pazienti?
    Voglio sottolineare che nel corso di questi mesi ho trovato benedico generale sia farmacologicamente che psicologicamente risolvendo alcune cose che mi hanno provocato questo questo l’anno scorso e per questo ho rimosso il farmaco (su consiglio medico).
    Ho però un po’ il timore che alcuni sintomi possano ripresentarsi.

    Rispondi
      • Davide
        Davide dice:

        Buongiorno Dottore,
        Certo io non voglio tornare ad assumere psicofarmaci ma vorrei anche capire se questi sintomi comparsi dopo meno di giorni dalla sospensione siano riconducibili appunto all’astinenza. Ho scalato molto lentamente e durante lo scalaggio non ho avuto problemi.

        Rispondi
  76. Federico
    Federico dice:

    Buongiorno Dottore, lei dice: “gli antidepressivi vanno presi solo quando il disturbo è grave e vanno mollati appena possibile.”

    Bene. Ho iniziato un anno e mezzo fa ad assumere Venlafaxina, e da 8 mesi (più come dose di mantenimento, perché la Venlafaxina mi aveva già rimesso in piedi) Cipralex. Sto scalando da gennaio la dose di 5 mg e ora, arrivato a 2 soli gocce al giorno ho di nuovo i sintomi di depressione apatica che avevo all’inizio.
    Ho aspettato un anno intero in cui stavo decentemente, prima di iniziare la sospensione, ma non è servito a nulla.
    La mia paura è di esser costretto a prendere antidepressivi a vita, a questo punto.
    Ho fatto tutto nella modalità coretta (con l’aiuto dello psichiatra), per poter ammorbidire la loro dismissione ma non è servito.
    Potrebbero essere sintomi da sospensione o è una ricaduta?

    Amesso sia astinenza, quanto può durare?

    Grazie

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, come ho già scritto molte volte nei commenti, gli antidepressivi andrebbero presi soltanto se la depressione è talmente avanzata da impedire di reagire ai problemi. Solo a quel punto diventa una malattia da curare. Se invece è uno stato di sofferenza ma che ancora consente di pensare e di fare, ne vanno ricercate le cause evitando gli psicofarmaci. Gli antidepressivi, lungi dal “curare” la depressione, in realtà la aggravano e quando li smetti te ne rendi conto. La felicità è risultato di una vita in sintonia con le leggi di natura, il fatto di poterla acquistare in farmacia, è una clamorosa truffa.

      Rispondi
      • Federico
        Federico dice:

        Scusi Dottore, ma anche gli antipertensivi sono dei farmaci sintomatici che quando li levi fanno soffrire nuovamente di ipertensione, ma non per questo vengono demonizzati. A me interessa sapere una sola cosa: sono arrivato a prendere una sola goccia al giorno e non sto affatto bene. Forte astenia, basso tono dell’umore, poche energie. Può essere una sindrome da sospensione o è un ritorno della malattia?
        Se fosse determinato dalla sospensione, quanto durerebbe questo malessere?

        Rispondi
        • Angelo Mercuri
          Angelo Mercuri dice:

          Non so nulla di lei quindi non ho la possibilità di risponderle in modo sensato. Di solito, sospesi gli antidepressivi, il disagio iniziale ritorna e in più aggravato dall’astinenza che nel frattempo si è creata.

          Rispondi
  77. Pietro
    Pietro dice:

    Buongiorno dott.
    Dal 2017 soffro di attacchi di panico e ansia generalizzata portando a stordimento ho incominciato a prendere le deniban 1 cp al giorno..
    Sono stato meglio fino ad oggi..
    Da una settimana ho ridotto a mezza compressa al giorno e possibile che mi sento come all’origine?
    E quanto dura questa fase grazie..

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, Deniban e’ uno stimolante e alla sospensione da’ sintomi di astinenza. Perciò alla sospensione torna ciò che si aveva prima spesso un pó peggiorato dall’aststenza. È ora di smettere di pensare che gli psicofarmaci siano curativi: non curano nulla, sono droghe che hanno solo il vantaggio di essere legali, di dosaggio e composizione sicuri e facilmente acquistabili. Ma sono droghe a tutti gli effetti quindi funzionano solo fin che li assumi; e l’effetto positivo dell’inizio terapia svanisce via via nel tempo esattamente come per qualsiasi droga

      Rispondi
  78. Nicola
    Nicola dice:

    Buona sera dott, da circa 4 anni, a causa di stati ansiosi, attacchi di panico e nottate insonni, il medico che mi ha in cura ha ritenuto opportuno procedere con una cura di en, dapprima 10 gocce e poi 5 solo la sera, e successivamente sostituire il farmaco con xnanx da 0.25
    Dopo 2 anni e un bel percorso le problematiche sembrano essere rientrate, per cui abbiamo iniziato un rapido ( 1 mese) percorso di diminuzione, dapprima a giorni alterni poi cadenze più lunghe ed infine da circa un mese ho terminato qualsiasi assunzione.
    I problemi di panico, risolti e per la difficoltà a dormire solo un po’ di melatonina all’occorrenza. Però, da circa una settimana avverto vampate di calore solo alla testa, un forte e persistente acufene ad entrambe le orecchie e mal di testa che vanno e vengono nell’arco di poche ore.
    Potrebbe essere un effetto dell’aver terminato lo xanax?
    Grazie anticipatamente

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, se i disturbi persistono cioè acufene e cefalea, vada a farsi vedere da un neurologo. In genere, dopo 1 mese dall’aver terminato l’assunzione di una benzodiazepina presa per breve periodo e a basso dosaggio, non c’è più traccia di astinenza; quello che può comparire è un ritorno della condizione d’ansia precedente in quanto come sa gli ansiolitici non curano nulla ma fanno stare meglio solo fintanto che li assumi.

      Rispondi
  79. Anna
    Anna dice:

    Buonasera dottore,
    Ho 44 anni. Ho iniziato a prendere il dropaxin 7 anni fa. I primi 6 mesi 40 gocce, poi 20 gocce. In questi 7 anni ho provato 2 volte a smettere ma senza successo. 2 mesi fa ho deciso di eliminarle sotto consiglio anche del neurologo.. Ho fatto 2 anni di psicoterapia e la psicologa sostiene di sospenderle. Adesso sono a 10 gocce. Guardando il protocollo tartaruga diceva che per smettere ci vogliono minimo 2 anni. Quindi devo continuare ancora a prenderle,? Speravo di eliminarle entro l estate. Grazie per la risposta

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buonasera Anna, i protocolli tartaruga sono controproducenti, gli studi scientifici dicono che per togliere un antidepressivo ci si deve mettere al massimo 3 mesi, 1 per la prima metà e 2 per la seconda metà dosaggio. Certo, dopo anni di assunzione ci sono degli strascici di astinenza ma la discesa lentissima non li evita anzi li aggrava.

      Rispondi
      • Anna
        Anna dice:

        Ah ecco. Grazie per la risposta. Allora spero davvero entro l estate di toglierle come giustamente mi diceva anche il neurologo. Questi strascici,come dice lei, quanto tempo durano dopo averle eliminate, cioè dopo l estate?

        Rispondi
        • Angelo Mercuri
          Angelo Mercuri dice:

          Dopo 7 anni di assunzione ci potrebbero essere dei problemi con la sospensione del trattamento soprattutto il riemergere dei problemi per i quali, 7 anni fa, aveva cominciato. Ma si vedrà, sospendere è importante.

          Rispondi
          • Anna
            Anna dice:

            Grazie. La terrò aggiornato. E volevo fare i complimenti per il sito. Informazioni valide e aggiornatissimo. Si vede che lavora con passione. Se dovessi avere bisogno la cercherò per una visita di psicoterapia. Buona giornata.

  80. Elena
    Elena dice:

    Dopo vent’anni di assunzione di duloxetina da 60 mg, tutti i giorni, sono passata a 30 mg….Ora stesso framaco un giorno sì ed uno no…Beh…sto malissimo. Cosa devo fare: attendere che passino le “crisi di astinenza” (pianto, tristezza, eccecc) oppure?
    Grazie per l’attenzione.
    Elena

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Elena buongiorno, dopo 20 anni di Duloxetina a 60 mg non so se consigliarle di resistere…Può diventare un malessere insopportabile per se e per chi le sta intorno. Piuttosto sarebbe meglio mitigare l’astinenza con qualcosa che non dia dipendenza ma dovrei conoscerla per aiutarla, almeno via Skype.

      Rispondi
  81. Francesca
    Francesca dice:

    Buonasera dottore, io prendo da circa 6 mesi 2 g di risperidal perché stavo diventando un po’ strana e ossessiva per cose senza senso,tutte le persone che mi conoscono hanno visto dei cambiamenti radicali. La domanda che le chiedo è se posso smettere di prendere questo farmaco, vorrei provare a essere normale senza l’aiuto di un farmaco… inoltre ho notato che durante i rapporti non raggiungo il piacere(cosa che prima non succedeva) e anche che mi sto chiudendo con le persone(non riesco mai a mostrare me stessa se non una maschera) non so se sia legato a questo..aspetto una sua risposta, cordiali saluti Francesca

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno Francesca, se si potessero evitare quei 2 mg di Risperdal….sarebbe molto meglio non solo per la sessualità ma anche per il metabolismo e tante altre cose. Dovrei ovviamente conoscerla per capirlo!

      Rispondi
  82. domenico
    domenico dice:

    Salve Dottore,
    una domanda, ho iniziato a prendere Oxazepam da Gennaio ma solo 1/4 di pastiglia cioe’ 4mg
    anziche 15 mg e non tutti i giorni, Un giorno si e uno no circa.
    Vorrei smettere e di base non saprei come fare lo scalaggio visto che ne prendo comunque cosi poca.
    Quando la prendo che ho la crisi mi fa’ stare meglio.
    Pero non vorrei diventarne dipendente e spero di non esserlo diventato.
    Qualche suggerimento?
    Mi sto introverttendo a leggere tutte ste brutte storie.

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno Domenico, in generale la dose che prende lei è molto bassa e a giorni alterni quindi la dipendenza se c’è è minima e facile da togliere. Il problema è capire di quali crisi parla perchè se ne ha bisogno è difficile sospenderne l’uso.

      Rispondi
  83. Ruggero
    Ruggero dice:

    Buongiorno dottore, ho 42 anni, in merito ad un’ansia con panico ho assunto per 7 anni e mezzo Sertralina da 50mg una volta al giorno , in realtà non sono mai stato seguito da uno psichiatra, ma solo dal mio medico di base e quindi nessuno mi ha mai consigliato di smettere o di farmi seguire da un analista.
    A novembre 2019 ho deciso io di smettere con una grande forza di volontà, l’ho fatto anche bruscamente ovviamente con tutte le ripercussioni del caso, nel mentre mi sono appoggiato ad uno psicologo facendo passi da gigante. Adesso a distanza di un anno e 5 mesi ho spesso momenti di confusione, ansietta/inquietudine o ansia anticipatoria che tampono al bisogno con 5/8 gocce di Alprozolam.
    La mia domanda è questa:
    Questi stati ansiosi con confusione ecc, possono essere legati ancora ad un’astinenza da Sertralina dopo 17 mesi dalla sospensione o da quello che si dice sindrome da rimbalzo?

    La ringrazio molto

    Rispondi
  84. Stefania
    Stefania dice:

    Buongiorno, per depressione maggiore da 1 anno assumo Escitalopram. Da 20 giorni sto scalando il farmaco in gocce dal dosaggio di 5 mg (1 goccia ogni 4-5 giorni), ma a un passo dal toglierlo ho un riacutizzarsi dei sintomi per cui ho iniziato ad assumerlo. Domanda: meglio levarlo del tutto subito o risalire a 4-5 mg e ricominciare lo scalaggio daccapo? Ma che senso avrebbe, se tanto il farmaco va sospeso?

    Rispondi
      • Stefania
        Stefania dice:

        Altrimenti dovrei risalire col dosaggio e ridiscendere quanto lentamente?
        Quanto dura questa fase di astinenza, Dottore?

        Rispondi
          • Stefania
            Stefania dice:

            Dottore, ieri ho parlato col mio medico di base e mi ha suggerito di scalare 1 goccia al mese, proprio per dar tempo al mio organismo di riadattarsi alla nuova situazione. E’ plausibile che così facendo il distacco dal farmaco sarà indolore e senza grossi scompensi?

          • Angelo Mercuri
            Angelo Mercuri dice:

            Buongiorno, sembra che sia controproducente uno scalaggio così lento; la scienza dice che per togliere un antidepressivo bisogna impiegarci da 1 a 3 mesi e non dippiù.

  85. Pondi
    Pondi dice:

    Salve dottore, mi ritrovo considerando tutti i vari articoli sul blog con tutto quello che ha scritto, compreso questo
    Purtroppo io ho un brutto passato alle spalle, fatto di lunghi periodi passati a casa, ansie scolastiche, contesto familiare con malati in casa, ho sempre vissuto “maluccio”. Quando ancora non ero in depressione ma avevo una fortissima ansia per ogni minima cosa mi ritrovai sotto mia richiesta al CSM dopo un forte caso d’insonnia, e subito mi venne prescritta la coppia ansiolitico + antidepressivo, che ora trovandomi d’accordo anche con lei mi pento tantissimo di aver preso, l’ansiolitico al bisogno mi ha sicuramente aiutato ma a 18 anni non ero depresso, era l’ansia a bloccarmi, ma le forze in casa le avevo tranquillamente, non mi sono mai trovato ad esempio a non lavarmi i denti per mesi come è successo poi soltanto dopo. Sono stato sotto vari antidepressivi fino ad adesso (22 anni) senza però mai riuscire o provare a migliorare la mia vita, e così ho buttato tutto sotto al tappeto perché non potevo permettermi una psicoterapia e coi farmaci stavo “bene”. I problemi che mi hanno sempre afflitto riguardo i farmaci sono stati la totale soppressione della libido, in alcuni casi problemi al collo e l’aumento di peso. Di cui il primo è stato veramente un paradosso, perché un 18enne che voleva cambiare almeno il minimo nella sua vita dopo tanti anni di solitudine, si è trovato per anni a perdere anche uno dei suoi istinti primari cosa che mi ha spinto poi ad allontanarmi ancora di più dai coetanei perché se non mi ci trovavo prima, figuriamoci dopo ciò, mi sentivo un vecchio. Negli anni ho assunto Mutabon, Mirtazapina e Cipralex, tutti inizialmente mi hanno fatto stare bene ma poi visto il mio contesto deprimente a un certo punto non mi sentivo depresso, ma apatico, perché per quanto mi sembrava di star bene in superficie (mangiavo ecc…) la mia vita ha continuato ad essere spenta e vuota.

    Ciò mi ha portato alla fine dei 21 anni ad avere poi una crisi esistenziale (forse anche causa Covid e tante riflessioni) e decisi di sospendere il Cipralex di botto, ovviamente decisione sbagliata, che mi ha portato diciamo a vivere tutti i problemi della FASE 1, anche se dopo anni miracolosamente riacquistai un minimo di funzioni sessuali (inutile in quel contesto ovviamente). Contattai uno psichiatra che mi fece sostituire le 15 gocce di Cipralex e le 15 gocce di Rivotril che prendevo entrambi prima di dormire ormai dai 20 anni con 5 gocce a pranzo e 10 alla sera di Surmontril, scalando invece il Rivotril fino ad una sola compressa di 0,5 mg nell’arco di 3 mesi.

    Dopo poco ricomincio a stare bene, l’ansia sparisce di nuovo, mangio come una volta (ma almeno non ho la fame chimica del Cipralex), ho le forze e la concentrazione anche se il Surmontril appena assunto mi spegneva più degli altri farmaci ma il problema di fondo rimaneva, cambiato terapia ma gli effetti collaterali erano quasi tornati tutti, io continuavo a vivere male non riuscendo a muovermi dal mio pantano ero punto e a capo. Decido di ricontattare lo psichiatra, ma stavolta voleva aggiungermi il Prozac e poi scalare soltanto dopo e lentamente il Surmontril perché “mi aiutava a dormire”.

    Mi sembra assurdo anche perché comunque col solo il Surmontril io stavo bene su tutti i fronti, e di rischiare così non mi andava, quindi rifiuto.
    Così decido di scalare di nuovo da me, ma stavolta lentamente, 1 goccia al mese, da Agosto 2020.
    Al tempo assumevo quindi la compressa di 0,5 mg di Rivotril a notte più le 15 gocce di Surmontril nell’arco della giornata.
    Col passar del tempo il tono dell’umore si era abbassato, è vero, ed infatti mi sono ritrovato più volte a trascurare la mia salute (lavarmi o altro) ed ad avere nebbia mentale e problemi a concentrarmi o voglia di stare molto a letto. Il problema è nato quando sono arrivato a prendere da 8 gocce a 7, infatti mi sono bloccato lì. Non ho problemi a dormire, ma ogni volta che mi sveglio, le prime due ore le passo in uno stato completo d’agitazione/ansia generalizzata. Non voglio alzarmi da letto a causa di un sacco di paure (motivate eh, i miei problemi, ma comunque che non avranno a che fare con quel determinato giorno) i pensieri si fanno spaventosi e ho sempre nausea. Poi man mano mi calmo, mi alzo, mi faccio una doccia per riprendermi e la giornata passa, durante la quale a volte ho stati (credo?) di depressione, cioè di colpo si vede che mi rallento, voglio solo stendermi ecc… e a volte mi prende invece l’ansia a caso dove sono forse anche troppo attivo cerebralmente.

    Ho notato però, che a volte, non sempre, mi sembra di entrare in uno stato d’ansia immotivato anche quando prendo i farmaci prima di dormire, cioè a volte ho l’impressione che sia la stessa assunzione delle 7 gocce di Surmontril e il Rivotril a mettermi ancora più in agitazione, magari a bassa dose il primo fa quest’effetto qui e non vorrei mi stessi creando problemi da solo. Per quanto riguardo questo dubbio in particolare sarei anche disposto a contattarla per una mini consulenza. Anche perché mi sono praticamente ritrovato con qualcosa che nei commenti dice spesso, il più è successo dalla metà dose. E c’è anche la compressa da 0,5 mg di Rivotril e lei asserisce che può peggiorare lo stato depressivo, quindi sì mi trovo molti dubbi.

    È che in parte mi sembra di essermi risvegliato da un lungo sonno durante anni, a 20 anni facevo psicoterapia, c’erano più soldi in casa, ma ero completamente imbottito e non riuscivo a riconoscere più nessuna mia emozione, mi si chiedeva quando provavo ansia o altro ma ormai non la provavo proprio più e non si riusciva a lavorarci su, infatti la mia psicoterapeuta del tempo pensava addirittura io non avessi alcun problema. Ed infatti me ne andavo in giro tranquillamente senza curarmi dello sguardo di nessuno, né del futuro, stavo in una bolla dove contava la felicità a breve termine (il gelato al bar, l’uscita al parco, ovviamente tutto in solitaria perché i problemi d’autostima rimanevano), ma allo stesso tempo non riuscivo a concentrarmi su nulla, ero un mezzo zombie. Le ansie che provo ora mi hanno spronato a chiedere aiuto, tanto che forse avrei trovato qualcosa da provare, un periodo abbastanza lontano da casa mia ospitato da un amico per cercare di ritrovare un po’ di autonomia tramite qualche supporto o corsi di formazione, sperando in un po’ di fortuna. Ma ora sono così suscettibile a tutto che ho paura di fallire o essere valutato male da chiunque mi dovrà inserire in questo percorso, sfortunatamente tutte queste cose da affrontare stanno per coincidere nel periodo della mia vita in cui sia mai stato meno coperto dai farmaci, ed invece quando non dovevo affrontar nulla ero pieno ed infatti l’energia extra se ne andava con perdite di tempo. Viaggiavo tranquillamente ed ora ho invece ho ansia anche a prendere un treno a lunga percorrenza per raggiungere questo mio amico perché quest’ansia generalizzata mi spaventa. Allo stesso tempo se non avessi scalato forse non avrei chiesto nemmeno disperato aiuto.
    La tentazione di risalire a 15 gocce di Surmontril per iniziare questo percorso, è alta. Non capisco se la mia è una causa persa ormai senza farmaci, o se sono recuperabile, ma già so che ovunque io potrei andare spendere soldi mi verrebbe prescritto l’ennesimo antidepressivo o rialzato questo, ma dopo quasi 5 anni di farmaci…

    Grazie mille se vorrà leggere, altrimenti per chiunque, se non vi servono davvero sul momento non iniziate con gli psicofarmaci se potete, molte volte diventano una pezza per una situazione che nessuno si vuole applicare a risolvere (e purtroppo lo stato manca, soprattutto in alcuni CSM di determinate zone) e dopo con gli anni vi ritroverete a pagarne lo scotto perché non verrà mai il momento in cui se ne potrà uscire tranquillamente tranne eventuali botte di fortuna, anzi nel mio caso mi sono completamente disinteressato dei miei problemi

    Rispondi
  86. Jessica
    Jessica dice:

    Salve, io ho preso quetiapina e lorazepam per 2 anni tutti i giorni, un mese fa ho deciso di interromperli da un giorno all’altro perchè ora rifiuto totalmente gli psicofarmaci.
    Ho delle crisi d’astinenza ma non voglio ricominciare a prendere nulla perché sono convinta di farcela da sola, c’è un altro modo per superare la crisi d’astinenza?

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Si può ovviamente agire su molte cose che riguardano ambiente, stile di vita e di pensiero; tutte cose che si possono imparare facendo una intelligente (e breve) psicoterapia. Quanto all’astinenza chimica non c’è molto da fare a parte vita sana e tanto sport.

      Rispondi
  87. Miriana
    Miriana dice:

    Salve dottore le chiedo un aiuto….stavo prendendo 8 gocce di Xanax mattina e sera…poi lo psichiatra mi ha dato levopraid da 25mg 2 la mattina e 1la sera e nel frattempo in due settimane sono arrivata a 4 gocce di Xanax mattina e sera . ..poi li ho sospesi completamente da 3 giorni e ora mi ritrovo a stare male ansia sbandamenti come se dovessi venire meno da un momento all altro…e possibile che mi sta succedendo tutto questo perché ho sospeso così lo Xanax? Cosa mi consiglia di fare? La ringrazio per la sua risposta

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno Miriana, mi sembra ci sia un errore e cioè 2 Levopraid al mattino e 1 solo la sera; sarebbe un errore perchè 2 sono sedativi e vanno presi la sera mentre 1 è stimolante e va preso al mattino. Il Levopraid infatti ha questa strana caratteristica, a basso dosaggio è stimolante e a dosaggio maggiore diventa sedativo. Per quanto riguarda lo Xanax è scesa forse un pò troppo velocemente; io consiglio sempre di togliere 1 gtt ogni 3 giorni e non dippiù. Una cosa che non ho capito è se lei poi ha sospeso anche levopraid: se l’avesse fatto, consideri che anche la sospensione di quello crea dei problemini e va fatta gradualmente passando alle gocce.

      Rispondi
      • Miriana
        Miriana dice:

        No dottore il levopraid continuo a prenderlo…e solo che oggi ho ripreso anche le 4 gocce di Xanax perché mi sento proprio male agitazione al massimo sbandamenti e molta ansia secondo lei cosa dovrei fare?

        Rispondi
          • Miriana
            Miriana dice:

            Dottore la ringrazio per la risposta ma vorrei saper se ho fatto bene a riprendere lo Xanax anche se oggi anche se ho preso le 4 gocce ho sempre ansia e sempre pensieri che mi posso sentire male da un momento all altro

          • Angelo Mercuri
            Angelo Mercuri dice:

            Stiamo parlando di 4 gocce….non sono certo quelle il problema nè che le prenda nè che non le prenda. Le ripeto che non ha molto senso parlare di farmaci senza conoscere la persona.

  88. Alessandro
    Alessandro dice:

    Buonasera Dottore,
    per depressione maggiore, da circa 8 mesi assumo Cipralex. Dallo scorso ottobre sono passato a 10 mg e da gennaio a 5. Ora, da una decina di giorni ho iniziato (in sintonia con lo psichiatra) la riduzione in gocce degli ultimi 5 mg. Da circa 4 giorni sono passato a 2 gocce al dì e, devo dirlo, sembra subentrata un po’ di astenia/apatia; due dei sintomi che più mi affliggevano ad inizio terapia. Considerato che sto levando una goccia ogni 4 giorni, crede che questi siano sintomi da sospensione o è un inizio di ricaduta?

    Rispondi
      • Alessandro
        Alessandro dice:

        Scusi Dottore, ma la fase 2 non dovrebbe comparire da 1 a 6 mesi dalla sospensione della terapia? Io sono ancora in fase di scalaggio.

        Altra cosa: secondo lei sto scalando troppo rapidamente (1 goccia ogni 4 gg)? Mi creda, ho atteso molto tempo prima di iniziare a sospendere l’antidepressivo. Prima del Cipralex assumevo lo Zarelis e, considerati entrambi, non ho i sintomi più invalidanti della depressione da circa un anno. Possibile che questo tempo non sia stato sufficiente al mio cervello per uscire dalla depressione definitivamente? Possibile che appena mollo l’antidepressivo ritorno allo stato precedente, per cui il farmaco avevo iniziato ad assumerlo? Scusi la frustrazione, ma questi farmaci mi stanno causando problemi a non finire. Faccio anche psicoterapia e, quando scalo o sospendo un farmaco, mi ritrovo nella famigerata “fase rebound”. Fase in cui sto inciampando innumerevoli volte; fase che fa riaffiorare sintomi (di ansia e addirittura di aspetti disfunzionali della personalità) che mi ero lasciato alle spalle da ormai diversi anni (com’è possibile questo?); fase che non mi consente di mollare una volta per tutte gli psicofarmaci. Mi darebbe un suo punto di vista? Un consiglio sia su come scalare questi 2mg di Cipralex, sia su cosa devo aspettarmi da ora in avanti, sia come posso gestire questa mia volontà di farcela da solo.

        Grazie!

        Rispondi
        • Angelo Mercuri
          Angelo Mercuri dice:

          Alle volte la fase 2 c’è anche durante lo scalaggio verso la fine. Purtroppo la verità è che gli antidepressivi non sistemano proprio nulla ma sono sintomatici che quando li smetti tutto torna e anche un pò peggio. Non sono antibiotici che spengono l’infezione e poi sei guarito. Sarebbe da imparare a vivere senza farmaci ma è un lavoro un pò lungo e impegnativo

          Rispondi
          • Alessandro
            Alessandro dice:

            Grazie Dottore.

            In conclusione, potrebbe darmi un suo parere sullo scalaggio del Cipralex?
            Da alcuni giorni sono fermo a 2mg. Per levarlo del tutto, dovrei continuare con 4 gocce al giorno o questi lievi sintomi di ricaduta imporrebbero di fermarmi a questo dosaggio per un po’, o addirittura risalire a 3mg?

            Grazie del tempo che mi ha concesso.

  89. Angyanonimo
    Angyanonimo dice:

    Buongiorno ho trovato molto interessante questo sito e vorrei parlarle un po’ della mia storia clinica.
    Per molto tempo, circa 10 anni ho assunto Minias per insonnia, consigliatomi dal mio medico di famiglia dell’epoca, poi per cercare di smettere sono andata da uno psichiatra che mi ha aiutato in questo, con la eutimil e il rivotril.
    Nel frattempo mi sono un po’ assestata con l’ansia, sono arrivati, matrimonio e 2 splendidi bambini, in tutto sino passati 7 anni.
    Ora vorrei buttare tutto perché oltre ad avere paura di intossicazione, fatalità da quando assumo eutimil e rivotril sono ingrassata 15 kg e sono comparsi colesterolo e trigliceridi, mai avuti prima.
    Al solo pensiero di abbandonare tutto compare ansia, cmq oggi ho 46 anni, qualche problema su cui certo ancora lavorare, assumo eutimil in dose 20 mg (mezza pasticca) e 13 GC la sera di rivitril.
    Le dosi di scalaggio sarebbero una goccia a settimana in meno di rivotril mentre con eutimil non saprei come scalarlo.
    Grazie se mi vorrà aiutare
    Angela

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, di solito si tolgono i primi 10 mg in un mese e i secondi in 2 mesi. Ovviamente deve passare alle gocce di paroxetina per scalare lentamente. Può fermarsi ogni tanto per qualche giorno in più e quando se la sente di nuovo riprendere lo scalaggio. I primi 10 mg si tolgono abbastanza facilmente, sono i secondi 10 i più difficili. Alle volte può essere necessario fare un “paracadute” con un altro farmaco che non dia assuefazione, come Trittico o Laroxyl a bassissimo dosaggio.

      Rispondi
  90. Antonio
    Antonio dice:

    Buona sera dottore, sono un ragazzo di 30 anni, ho assunto fluoxetina per circa 3 anni dapprima assumendo una compressa al giorno e dopo circa un anno per evitare l’effetto sospensione ho iniziato a ridurre la dose in modo graduale arrivando a prenderne una ogni settimana. Ho smesso di assumerla completamente da circa 3 mesi e, dopo un periodo in cui sono stato bene ,nell’ultima settimana sono apparsi sintomi quali ansia, tachicardia, insonnia, calo dell’ umore, problemi intestinali. Lei crede che si tratti della cosiddetta “fase 2”? Quanto può durare questa fase?

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, penso sia prevalentemente una ricaduta in quello che aveva prima di iniziare la cura in quanto lei ha assunto un dosaggio piuttosto basso di Fluoxetina e quindi l’entità dell’astinenza dal farmaco è minima e non sufficiente per parlare di fase 2. Se lei si abituasse a conoscersi, a capirsi, ad accettarsi e a gestirsi senza farmaci, tutti questi problemi si risolverebbero probabilmente e anche le continue ed estenuanti ricadute cesserebbero. E’ dimostrato che chi comincia ad assumere antidepressivi ha ricadute assai, assai piu’ frequenti di chi supera i periodi di crisi da solo, fortificandosi sempre più.

      Rispondi
  91. Martina
    Martina dice:

    Buongiorno, vorrei un consiglio. A seguito di due lutti e la situazione covid di reclusione a maggio 2020 ho avuto forti attacchi di panico che ho curato con cipralex, a gennaio 2021 ho iniziato a diminuire e ho smesso totalmente a febbraio. Appena smesso stavo bene a parte qualche giramento, ma da qualche giorno a questa parte mi sento malissimo, tanta ansia così tanta da aver paura di impazzire, perché ci ripenso in continuazione creando un circolo vizioso, mi tremano le gambe a volte. Vorrei sapere se sono i sintomi da rimbalzo, se si, si possono controllare senza dover ricorrere di nuovo ai farmaci?

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno Martina, probabilmente è la fase 2 dell’astinenza. Dovrei però conoscerla un pò per poterle dare il consiglio se riprendere il farmaco, magari a dosaggio ridotto, o se prendere qualche lenitivo che non dia dipendenza. Almeno via Skype, dovrei conoscerla.

      Rispondi
  92. Daniele
    Daniele dice:

    Buonasera dottore, posso chiederle un consiglio? Le racconto in breve: dal 2009 ho cominciato ad avere ansia,panico e agorafobia (in rari casi anche in età adolescenziale). Quasi non riuscivo più ad essere autonomo e cosi sono andato da uno psichiatra che mi ha prescritto zoloft che ho dal 2011 al 2018. Nel 2017 ho intrapreso un percorso con un psicoterapeuta con le tecniche tbs, pian piano ho cominciato a scalare il farmaco dove ne prendevo già metà (25 mg) e non 50. L’ultima compressa il 31 dicembre 2018. L’effetto ricaduta mi è arrivata a luglio del 2019 e da allora, piano piano, nonostante la psicoterapia stavo man mano perdendo spazio nella cosiddetta zona comfort. Nel frattempo per tamponare il disagio e non ritornare allo zoloft mi è stato dato xanax 0,50 mg per 3 volte al dì. Dopo 2 mesi pian piano scalato a 1 al giorno 0,50. Nel frattempo ho cambiato psicologo perché cominciavo ad avere problemi ad arrivare a 30 km di distanza anche se accompagnato. Ne ho preso un altro nel 2020 dove ho intrapreso training autogeno. all’inizio mantenevo il disagio ma mai tranquillo come stavo con lo zoloft. Poi tra la pandemia e scalaggio dello xanax a 0,25mg che prendo a tuttora, ci si è aggiunto forse la cosa che mi ha stressato di più. Il lavoro. Problemi con i datori e le deroghe antilicenziamento e con il fatto di non potermi dimettere se non trovo altro, mi hanno mandato in tilt. Perché i datori mi fanno mobbing. Adesso sono 3 settimane che sono in malattia, molto ansioso e ho problemi anche a fare 6 km con la macchina da solo per stanchezza mentale. Il training autogeno mi fa per 2 ore ma sono in fissa e molto ansioso. Sono stato da un neurologo che mi ha prescritto citalopram 20mg da iniziare con 10mg. Dopo aver fatto tanto per togliere zoloft nel 2018 non vorrei iniziare di nuovo con antidepressivi. Con 0,25mg di xanax mi sono chiuso ugualmente. Ho provato per 2 settimane griffonia per aggirare l’antidepressivo ma mi dava un effetto diuretico e mi disidratava. A questo punto devo abbassare la testa e iniziare? Cosa può consigliarmi? È stato un mix bruttissimo la pandemia, la chiusura a casa, il lavoro e la ricaduta. Per lo stress ho perso 6 kg. È l’unica strada il farmaco? Possibile non ci sono alternative? Non riesco più ad essere autonomo. Qualcosa di meno invasivo? In attesa, cordiali saluti dottore.

    Rispondi
  93. Domenica Pepe
    Domenica Pepe dice:

    Buona sera dottore, dal 2015 assumo daparox 20mg. Sono affetta da depressione minorile (Così la chiama il mio psichiatra).
    Ho avuto un infanzia ed adolescenza molto difficile è violenta. Ho avuto un padre adultero ed alcolizzato che mi ha alzato le mani fin da piccola. Ho subito ed ho visto i miei fratelli e specialmente mia madre, subire violenze di ogni genere. A 20 anni sono andata via di casa pensando di lasciarmi il passato alle spalle. Ho creato molti blocchi mentali che mi hanno portato ad avere una perdita della memoria totale sul mio passato. Ho subito successivamente un lutto molto doloroso. La mia mamma nel 2014 se ne è andata a causa di un tumore. Ho vissuto, con la malattia di mia madre un ennesima violenza mentale. Mi sono sposata con un uomo che non mi ha rispettata e l’ho lasciato perché adultero incallito. Nel 2015 quindi termina il mio matrimonio, dopi neanche un anno. Sono caduta in un tunnel molto buio. Non mangiavo più, non volevo più avere rapporti con il mondo esterno, non mi fidavo di nessuno. Il mio rifugio sicuro era il letto. Ho tentato il suicidio due volte. A luglio del 2015 mi sono decisa, dopo tanta violenza mentale e mi sono rivolta ad un bravo psicologo. Dopi due mesi mi ha indicato uno psichiatra che mi ha prescritto l’antidepressivo daparox 20mg. Lo assumo da allora. Ho fatto notevoli progressi da quel momento ed ho ripreso la mia vita in mano. Ho gioito di grandi successi nel corso del tempo. Ora sono arrivata al momento di lasciare il daparox. Da 1 settimana sto effettuando, come mi ha detto lo psichiatra, lo scalo del farmaco. Lo devo assumere per un mese metà poi per il mese successivo un quarto e poi nulla. Sto male però. Mi sento la testa girare, mi vengono le vertigini, ho mal di stomaco, mi sento strana. Lo psichiatra dice che è normale e devo essere forte. Questo stato di malessere però non riesco a superarlo. Mi sento davvero male. Lei cosa mi consiglia.
    Grazie e buona serata
    Domenica Pepe

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, sta male perchè lo sta scalando in modo errato, dovrebbe passare alle gocce e scalare lentamente il dosaggio impiegandoci un mese circa per togliere i primi 10 mg e due per togliere i secondi 10.

      Rispondi
  94. Antonio
    Antonio dice:

    Salve dottore volevo chiedere una cosa. Ho 29 anni
    Ho sospeso da 3 mesi daparox dopo 4 anni.
    La 1 fase e stata dura (giramenti di testa nausea ecc.) ma l ho superata. Ora a distanza di 3 mesi mi sa ke sto affrontando la 2 fase. Mi sento ansioso un po depresso. Volevo chiederle secondo lei può essere la 2 fase dell astinenza?
    Passerà anche questa? Oppure è una ricaduta?
    Cmq prendevo daparox causa fissazioni mentali (causa un soprannome di poco gusto ke nn sopporto e mi son fissato.) e attacchi di panico.
    Grazie

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Buongiorno, è molto probabile che sia una ricaduta aggravata anche dall’astinenza dalla paroxetina, cosa che regolarmente si verifica pressochè in tutti gli assuntori di antidepressivi in un intervallo di tempo tra 1 mese e 6 mesi dalla sospensione del trattamento. Insomma, purtroppo la ricaduta è la regola in chi sospende un trattamento con farmaci antidepressivi ed è anche per questo che non ho voluto diventare psichiatra ma psicoterapeuta.

      Rispondi
  95. Lupu Catalina
    Lupu Catalina dice:

    Buonasera,faccio una domanda a chi puo rispondere,per 4 anni che prendo sereupin da 20 mg,una pastica al giorno,di sera.e di giorno 25 gocce di EN da 1 mg,e mezza pastica di lorazepam sempre da 1 mg…chi sa a dire se e un dossaggio alto,medio o basso?la psichiatra mi ha fatto rinunciare a tutto per una compressa 50 mg di DENIBAN…sono 4 giorni che nn prendo piu niente altro….solo il deniban mattina e sera…oggi pero ho avuto e ho ancora tutti i sintomi di astinenza…tutta cura che lo prendevo era per anzia…un’anzia terribile,forte…e la stessa anzia che io ho adesso si puo dire che e uguale ai sintomi di crisi d astinenza…puo essere astinenza?la psichiatra sta dicendo sempre che ci vuole qualche giorno che deniban si stabiliza,e che sempre il deniban mi aiuta per l astinenza…ma io non concludo niente…ogni giorno che passa e sempre peggio…e alla fine fase 1 quanto dura?e fase 1 che e piu grave o fase 2?ma se io devo avere tutti questi sintomi per piu di 6 messi io non ci riesco proprio..sono solo 4 giorni che ho smesso la vecchia cura e gia non ce lo faccio piu…nemmeno il deniban non mi da tanto aiuto…o mi lo da e queste sintomi sono leggeri?sono al limite di svenimento nn puosso dire secondo me che sono leggeri…mahhh…io non vedo uscita…

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Catalina, se ho capito bene lei ha smesso Paroxetina di colpo dopo 4 anni che la assumeva: è per questo che sta male, se ha fatto così è stato un errore molto grosso. Se poi ha smesso di assumere anche EN e Tavor, ancora peggio. Avrei bisogno però di conoscerla per capire meglio e poterla aiutare

      Rispondi
      • Lupu Catalina
        Lupu Catalina dice:

        Pure secondo me e un erore,pero e una manovra fatta al consiglio di psichiatra…io solo ho cominciato a diminuire per 2 settimane.. in due settimane ho presso solo mezza pastica sereupin e solo 15 goccete di EN,ormai sentivo sintomi di astinenza forti…invece psichiatra a detto che il deniban e buono pure per l astinenza…oramai io ogni giorno a un ora dopo di che mi sveglio comincio ad avere tutti questi sintomi che non riesco a stare in piedi…

        Rispondi
  96. vittoria
    vittoria dice:

    Buongiorno dottore. Mi ha confermato purtr. cio che temevo, ovvero che “dipendenza” puo avere significati diversi per noi pazienti e per voi dottori.
    Sono in cura da una psichiatra da 4 anni a fase alterne, che contattai in seguito ad attacchi di panico e ansia in seguito a brutte notizie su mia figlia di pochi anni. Mi prescrisse Citalopram 20mg per creare seratonina che nn producevo e xanax da prendere alla sera per dormire meglio. Dopo un anno mi sono rivolta a un altra psichiatra che mi ha dato en gocce 7 alla sera al posto di xanax tenendo sempre citalopram 20mg. Da allora ho continuato cosi fino pero ad aumentare in solitudine en gocce fino a 20.
    Tornata dalla prima psichiatra nel settembre 2020 ha valutato che 20 gocce fossero troppe e mi ha prescritto 10 gocce + stilnox la sera (subito meta compressa, poi una intera) per dormire. Purtroppo mi sono cominciate varie emicranie e un sonno veramente disturbato e tensivo ( mi svegliavo stanza con male al collo e schiena di tipo tensivo). Sono andata anche al centro cefalee dopo 2 episodi di emicrania con vomito e d accordo con la psichiatra mi avrebbero detto 1)di togliere gradualmente EN e stilnox e di prendere xanax 10 mg. questo l ho fatto senza molti problemi e il sonno è notevolmente migliorato. 2) di sostituire poco a poco citalopram con laroxyl. Qui è avvenuta la tragedia. Appena ho cominciato a scalare di 10 mg il citalopram e introdurre 4 gocce di laroxyl sono stata malissimo. Ansia, attacchi di calore,tachicardia,tremolio,mal di testa perenne, senso di avere la testa sott acqua, ronzio alle orecchie. Ho avvertito la psichiatra che mi ha detto che qsto nn era dovuto al Laroxyl (come pensavo) ma al diminuire del citalopram, quindi mi ha consigliato di diminuire solo di 5 mg invece che 10mg. Allora mi sono spaventata. Il mio corpo è talmente abituato ormai al ssri che diminuirlo in questo modo mi scompensa a tal punto? Mi sono presa un attimo per studiare la cosa e ascoltare il mio corpo. Perché stare male e in più imbottirmi di medicinali? Ho solo 37 anni e non posso pensare di essere cosi schiava di pillole che per altro nn mi fanno stare bene. quindi ho fatto visita dall osteopata per mal di testa con cui iniziero sedute di meditazione essendo anche un insegnate di yoga e ho chiesto alla psichiatra che tra l altro è specializzata in psicoterapia cognitivo comportamentale, di cominciare un serio cammino in questa direzione per arrivare a disfarmi dei farmaci. Mi ha risp che le due cose devono andare di pari passo e che è meglio che io torni a 20 mg di citalopram (che dice non da dipendenza, ma io dottore do ragione a lei quando dice che danno dipendenza eccome e più subdola,avendo provato personalmente) e che dopo 10 giorni di assestamento ci vedremo per cominciare. Come mai non mi ha proposto la terapia prima? perché ho dovuto chiedergliela io? quanto ci vorra al mio corpo per fare a meno di farmaci che prendo da 4 anni?
    Grazie del tempo che mi dedichera.
    Cordiali saluti
    Vittoria

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Se torna e continua con 20 mg di citalopram allora quale sarebbe l’obiettivo? Prenderle a vita? Deve pur cominciare a scalarle. In questi casi è un errore anche cambiare le molecole. Perchè farlo? Bisogna scalare con quello a cui si è abituati perchè funzioni. Certo, ci vuole tempo, per togliere l’antidepressivo circa 3 m3si e per lo xanax 20 gtt 2 mesi. Le sconsiglio però di scalarli insieme, toglierei prima lo xanax e poi il citalopram.

      Rispondi
  97. luisa
    luisa dice:

    buongiorno dottore, da circa un anno prendo una volta al giorno alprazolam 50mg. vorrei smetterlo e passare ad un ansiolitico naturale come Layla. Devo smetterlo gradualmente? Come devo fare in questo caso?
    grazie
    Luisa

    Rispondi
    • Angelo Mercuri
      Angelo Mercuri dice:

      Luisa buongiorno, deve passare alle gocce di Xanax e toglierne circa 1 ogni 3 giorni. Se parte da 20 gtt ci impiegherà circa 2 mesi (0,50 mg di Alprazolam corrispondono a 20 gtt). Se però lo xanax che prende è a rilascio prolungato allora le gocce le distribuisca in 2-3 somministrazioni.

      Rispondi
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