Gioco d’azzardo: è malattia?

Cari lettori, riporto qui sotto la lettera che “Il Gazzettino” mi ha pubblicato in data 18 ottobre 2018. Puo sembrare un pò dura nei confronti di chi gioca d’azzardo ma in me non c’è alcun intento colpevolizzante del giocatore bensì un richiamo alla realtà per chi cerca di speculare sulle malattie o pseudo malattie trasformando fenomeni comuni e sempre esistiti in allarmanti, nuove epidemie emergenti. La scintilla per l’articolo è nata quando ho letto che sta nascendo un centro dove si cureranno i giocatori d’azzardo con la neuropsicologia e le neuroscienze: a mio pare, la complessità della pulsione al gioco d’azzardo non è riconducibile ad una determinata configurazione neurobiologica costante, passibile di essere studiata e curata con le neuroscienze ma è un problema più profondo, di personalità, con molti addentellati anche nel sociale, un problema umanistico più che scientifico.  

E riguardo alla psichiatria americana che spezzetta le malattie psichiatriche per crearne di nuove e fasulle, al servizio di un’industria farmaceutica pronta poi a vendere nuove molecole per “curarle”, vi invito a leggere il mio precedente articolo “Psichiatria americana”  (cliccare)

Sono delirante io oppure è vero quel che dico?  Continua a leggere

Stress cronico

(Articolo di Milica Vasić, psicologa-psicoterapeuta cognitivo-comportamentale)

I disturbi mentali – schizofrenia, depressione, disabilità intellettuali, disturbi da uso di droghe-  sono caratterizzati da una combinazione anormale di pensieri, emozioni, comportamenti e rapporti con gli altri; tali disturbi sono molto comuni in tutto il mondo, interessando ogni comunità e tutte le fasce d’età.   Continua a leggere

Milica Vasić (psicologa psicoterapeuta)

Dott.ssa  Milica Vasic
psicologa-psicoterapeuta
Cell:                3289287749

Autobiografia

Dopo la maturità  scientifica conseguita presso il  “Terzo liceo di Belgrado”  (Serbia), mi sono iscritta alla Facoltà di Medicina di Belgrado. Mi ha sempre affascinata la mente umana e la ricerca scientifica, forse  non trovando del tutto questa correlazione frequentando la facoltà, decisi di cambiare Paese  iscrivendomi alla facoltà di psicologia presso l’Università degli Studi di Trieste,  scegliendo l’indirizzo quinquennale con orientamento sperimentale-psicobiologico. Nel mio terzo anno degli studi sotto la guida del Prof. Tullio Giraldi inizio a far parte del progetto della ricerca in ambito psiconcologico – una disciplina  che studia disagi psicologici che si manifestano a seguito della diagnosi e della cura di tumore. In seguito mi sono laureata con la Tesi di Laurea in Neuropsicofarmacologia “Correlazione fra fattori psicosociali e polimorfismo delle monoaminoossidasi e del trasportatore della serotonina in donne con tumore della mammella”.

Successivamente ho svolto un anno di Tirocinio Post-laurea, dove ho avuto la possibilità di approfondire il mondo della psiconcologia. Lavoro su due progetti di ricerca: uno studia le correlazioni fra i fattori psicosociali e polimorfismo delle monoaminoossidasi in donne affette da tumore alla mammella (presso Dipartimento di Scienze Biomediche e Ospedale Maggiore ), e l’altro riguarda i gruppi psicoeducazionali (presso l’ associazione ADOS- Associazione donne operate al seno).  La seconda ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Cancer Nursing” TM, Vol. 33, No. 3, 2010.

Al termine del tirocinio nel 2007 ho sostenuto l’esame di stato con relativa iscrizione all’albo dell’Ordine degli Psicologi della Regione Friuli Venezia Giulia, col numero d’iscrizione 1183.

In seguito mi sono iscritta alla Scuola quadriennale di Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale, presso l’Istituto  ITC di Padova. Ho svolto il tirocinio quadriennale presso alcuni Servizi Pubblici di Udine:

presso SerT(Servizio Tossicodipendenze), dove dopo il tirocinio ho continuato a seguire i pazienti come volontaria,  poi  presso Area Materno Infantile del Distretto Sanitario.

Dal 2008 socio ordinario AIAMC (’Associazione Italiana Analisi e Modificazione del  Comportamento).

 

Astinenza da antidepressivi

Cari utenti vi fornisco il link ad un articolo della rivista on line “Quotidiano sanità” giuntomi oggi e relativo alla difficoltà che si incontra qualora si cerchi di interrompere l’uso degli antidepressivi.
Il senso di questo articolo è che gli antidepressivi non sono innocui integratori alimentari ma farmaci che si deve cominciare ad assumere soltanto in pochi e gravi casi selezionati: cosa ben lontana all’abuso che se ne fa oggi in tutto il mondo.
Buona lettura,
A. Mercuri
Testo dell’articolo:

 

 

Il declino dell’uomo

Cari utenti, un altro libricino del premio Nobel Konrad Lorenz, “Il declino dell’uomo” scritto successivamente a “Gli otto peccati capitali della nostra civiltà”, e ancor più completo e attuale. Ogni riga è densa di significati e verità che, a mio parere, tutti gli esseri umani dovrebbero ponderare e far propri.

Mi spiace che il testo sia disordinato ma così l’ho trovato e mi ci vorrà del tempo per riordinare le righe; il contenuto comunque è assolutamente autentico e completo.

A. Mercuri

Leggi il testo:   Il declino dell’uomo

 

Gli otto peccati capitali della nostra Civiltà

Cari utenti,

qui di seguito trovate il testo del libro di Konrad Lorenz “Gli otto peccati capitali della nostra civiltà”, edizioni Adelphi 1973 (Tradotto dall’originale tedesco).

E’ un libro che io amo molto perchè denso di concetti che condivido, espressi da un genio come Konrad Lorenz.

Purtroppo nel web l’ho trovato tutto sottolineato malamente e non sono capace di cancellare quelle sottolineature. Non fateci caso e leggete senza considerarle, ponete l’accento sui passaggi che interessano a VOI. Buona lettura!

A. Mercuri

Gli otto peccati capitali della nostra civiltà

Benzodiazepine

Le benzodiazepine (BDZ) sono psicofarmaci noti anche come tranquillanti o ansiolitici e commercializzati in tutto il mondo a partire dagli anni sessanta; hanno cinque funzioni: rilassano i muscoli, contrastano le crisi epilettiche, tolgono l’ansia, facilitano il sonno e, mentre si è sotto il loro effetto, riducono la capacità di memorizzare.

Le proprietà miorilassanti e antiepilettiche vengono sfruttate in ambito neurologico, quella amnesica in chirurgia per evitare che il paziente abbia spiacevoli ricordi legati all’intervento, quella sedativo-ipnotica e ansiolitica vengono ampiamente utilizzate  sia in ambito psichiatrico che per lenire disagi comuni e diffusi come ansia e insonnia.

Le BDZ agiscono molto rapidamente dopo l’assunzione, sono molto efficaci, poco tossiche in acuto anche a dosaggi alti e si possono associare a quasi tutti i farmaci e malattie senza problemi.

Agiscono principalmente potenziando l’effetto naturale di un neurotrasmettitore presente nel cervello chiamato GABA, il quale svolge fisiologicamente le cinque funzioni inibitorie sopra elencate ma agiscono anche sul sistema endocrino le cui centraline (ipotalamo e ipofisi) sono inglobate nell’encefalo e con esso hanno frequenti scambi bidirezionali. Sono stati inoltre trovati recettori per le benzodiazepine nella corteccia surrenale, nei testicoli, nelle ovaie, nell’intestino, in alcune cellule del sangue, nell’ipofisi e nelle cellule gliali del cervello.

BDZ simili a quelle commercializzate sono normalmente presenti nel nostro organismo e in alcuni cibi che mangiamo; tuttavia, le dosi presenti normalmente nel nostro organismo o introdotte col cibo sono enormemente più basse di quelle farmacologiche e svolgono probabilmente un utile compito mentre un loro aumento endogeno è associato soltanto a gravi malattie come la cirrosi epatica e lo stupor idiopatico ricorrente, patologie in cui provocano una sintomatologia tossica simile all’effetto delle BZD farmaceutiche. Continua a leggere

Bromazepam (Lexotan)

Bromazepam (Lexotan*) è un farmaco della famiglia delle benzodiazepine, e come tutte le altre molecole della categoria ha proprietà ansiolitiche, anticonvulsivanti, ipnotiche, miorilassanti e amnesiche. In Italia è venduto con il nome commerciale di Lexotan.

Come tutte le benzodiazepine, il Bromazepam si lega al recettore del GABA causando un aumento dell’effetto inibitorio del neurotrasmettitore GABA e il suo effetto è selettivo, non influenzando gli altri neurotrasmettitori.

Nonostante il tono dell’umore migliori sensibilmente mentre si è sotto il suo effetto, Bomazepam non possiede alcun potere curativo della depressione anzi, a lungo andare la può provocare. Condivide con le altre benzodiazepine gli effetti collaterali quali il rischio di abuso, tolleranza e dipendenza fisica o psicologica. Come confermato da diversi psichiatri e diversamente da altri farmaci della stessa categoria la possibilità di abusare di questa sostanza è elevata perché è rapida sia l’insorgenza dell’effetto che il termine. Data l’emivita relativamente breve e la durata di azione tra le 8 e le 12 ore, i sintomi che si possono riscontrare al termine del periodo di efficacia del farmaco sono spesso molto più severi e frequenti rispetto alle benzodiazepine di durata più lunga. Viste queste caratteristiche il Bromazepam viene spesso prescritto come ipnotico per indurre più facilmente il sonno.

La metabolizzazione del bromazepam produce un’altra benzodiazepina con effetto terapeutico utile cioè l’idrossibromazepam.

Al seguente link troverete la scheda tecnica ufficiale di Lexotan redatta dall’ente governativo AIFA che in Italia si occupa di farmacovigilanza: https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFileName=footer_000108_022905_RCP.pdf&retry=0&sys=m0b1l3

Buona lettura,

A. Mercuri

Sull’argaomento, leggi anche:

Un’alternativa alle benzodiazepine

Benzodiazepine & Depressione

Farmaci per dormire: Benzodiazepine

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Attenzione al Minias gocce!

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