Amantadina, antidepressivo dopaminergico rapido

Si cominciò ad utilizzare Amantadina nel 1963 quando si scoperse che aveva proprietà antivirali ed in particolare antinfluenzali ma ci si accorse poi negli anni che sotto la pressione selettiva di tale farmaco il virus mutava rapidamente per sopravvivere e pertanto, come agente antivirale, non venne più utilizzato.
Intanto, si scoperse casualmente che Amantadina oltre a prevenire l’influenza aveva molte altre proprietà cioè era in grado di:

  1. Migliorare i sintomi della malattia di Parkinson
  2. Accelerare la ripresa delle funzioni cognitive nei pazienti con danni cerebrali acuti come ictus o incidenti
  3. Ridare forza muscolare ai malati di sclerosi multipla
  4. Migliorare le prestazioni cognitive negli anziani
  5. Migliorare l’attenzione dei bambini affetti da deficit d’attenzione con iperattività
  6. Migliorare i sintomi dell’autismo
  7. Migliorare l’umore, l’iniziativa, la motivazione e il senso del piacere
  8. Aumentare desiderio e il piacere sessuali, facilitare il raggiungimento dell’orgasmo
  9. Mitigare i sintomi d’astinenza nei cocainomani.

Tutte le proprietà di Amantadina su esposte, a parte quella antivirale, sembrano dipendere principalmente dalla sua azione stimolante dopaminergica a livello prefrontale (aspetti cognitivi) e a livello del nucleus accumbens (senso del piacere). Amantadina, a livello biochimico, agisce così:

  • Si lega direttamente ai recettori della dopamina ed è in grado di farli aumentare di numero.
  • Fa aumentare la concentrazione di dopamina negli spazi sinaptici stimolandone la liberazione dai terminali assonici e rallentandone la ricaptazione all’interno del neurone.
  • Ha una possibile debole azione inibitoria sulle Mono Ammino Ossidasi A, rallentando pertanto la degradazione di serotonina, noradrenalina e dopamina. L’azione noradrenergica sarebbe inoltre rinforzata dall’inibizione della ricaptazione di tale neurotrasmettitore.
  • Inibisce il recettore NMDA (N-methyl- D-aspartate ) che normalmente lega Aspartato e Glutammato esercitando, come Chetamina e Lamotrigina, un’azione antidepressiva molto rapida probabilmente conseguente alla liberazione di dopamina e al diminuito rilascio di acetilcolina.
  • È in grado di bloccare parzialmente il recettore cerebrale per l’acetilcolina denominato “recettore alfa7 nicotinico”
  • Recentemente inoltre si è scoperto che Amantadina eccita il recettore cerebrale Sigma, esercitando quindi un’azione stimolante di tipo noradrenergico e dopaminergico supplementare.

Una cosa estremamente positiva di Amantadina è che non ha effetti collaterali pericolosi o gravosi e che si può associare senza particolari problemi a qualsiasi farmaco, compresi i comuni antidepressivi, ai quali va ad aggiungere una preziosa e rara componente dopaminergica.
Amantadina inoltre ha una dimostrata azione neuro-riparativa del cervello, poichè fa aumentare il famoso BDNF (Brain-derived neurotrophic factor) cosa che, insieme alla sua capacità di diminuire il cortisolo circolante, le conferisce una proprietà neuro riparativa sul cervello ed in particolare su quelle regioni vulnerabili ma fortunatamente rigenerabili come l’ippocampo. Una bassa espressione di BDNF, un’ipercortisolemia e un ippocampo ridotto di volume, sono infatti associati agli stati depressivi.
Molto importante è anche la capacità di Amantadina di stimolare la produzione di Interleuchina 10 che ha proprietà antinfiammatorie cerebrali; sembra infatti che nel cervello di una persona depressa vi siano segni di infiammazione e le ultime ricerche sulla depressione, guidate ad Harvard dallo psichiatra vicentino Maurizio Fava, si stanno concentrando proprio sulla neuro-infiammazione come nuovo bersaglio farmacologico.
Come avvertenze, va citata la necessità di eseguire prudenzialmente un ECG prima e durante l’assunzione cronica di Amantadina poiché molto raramente e in soggetti predisposti potrebbero presentarsi aritmie; va inoltre controllata la potassiemia e la magnesiemia, vanno monitorati con un po’ d’attenzione i soggetti affetti da glaucoma ad angolo chiuso, ipertrofia prostatica, turbe della frequenza e del ritmo cardiaco o altre patologie che li rendano sensibili all’azione anticolinergica di Amantadina. Ancora, vista la sua potenzialità stimolante, va data con prudenza nella schizofrenia con sintomi positivi.
La persona fisicamente sana che la assume per la prima volta, può quindi aspettarsi soltanto effetti collaterali lievi e transitori come un pò di irrequietezza e di insonnia (la seconda dose va presa non oltre le 16), una lieve nausea e un po’ di secchezza della bocca, cose che comunque si verificano solo nel 50%dei casi.

Buona parte delle notizie dell’articolo le ho tratte da: Potential antidepressant effect of amantadine: a review of preclinical studies and clinical trials  e da Scheda tecnica AIFA di Amantadina

Un caro saluto,
A. Mercuri

Aggiornamento del 26 marzo 2021:

Ho scoperto oggi, incuriosito dalle note proprietà antivirali di Amantadina, che essa ha agisce efficacemente anche contro il Covid-19: in quest’anno di pandemia si è infatti notato che chi la assumeva per altri motivi, si ammalava in modo lieve. Riporto qui di seguito tre autorevoli articoli del 2020 che ne parlano:

 

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