La cultura dello psicoterapeuta

Lo psicoterapeuta efficace non può avere solo una cultura tecnica relativa alla propria materia, la psicologia, ma una cultura globale. Per cominciare, deve conoscere la medicina e la farmacologia perché molte malattie del corpo, oppure farmaci e droghe, possono essere responsabili dei disturbi che il paziente lamenta: non sarebbe una bella figura se tenessimo in cura sei mesi una persona che lamenta astenia e depressione attribuendone la causa a traumi psicologici infantili ma scoprendo poi che soffre di ipotiroidismo, di insufficienza epatica, ha livelli molto bassi di vitamine del gruppo B oppure ha un disturbo neurologico incipiente.
Bisogna avere inoltre, gli strumenti scientifici per capire come e quanto le eventuali sostanze psicotrope assunte (anche le più comuni: alcol, nicotina, caffeina) interferiscono col funzionamento psichico, affettivo, comportamentale, sociale del paziente. Gli psicofarmaci, che con le droghe hanno molti punti in comune e troppo spesso oggi sono usati scorrettamente, possono diventare gli unici responsabili delle strane sofferenze per le quali le persone si rivolgono a noi: bisogna pertanto saperli togliere; talvolta però, divengono necessari e allora dobbiamo anche saperli prescrivere. Personalmente mi sento molto a disagio quando un paziente, con me, vuole fare solo la psicoterapia mentre per gli psicofarmaci lo segue lo psichiatra: con che animo mi accingo io, psicoterapeuta medico, a curare solo con le parole una depressione, sapendo che il mio paziente assume da diec’anni tre pastiglie di Tavor al giorno perché il suo psichiatra dice che così va bene? E se un altro arriva agitato, piangente e scopro che ha sospeso da poco l’antidepressivo, cosa faccio? Gli parlo dell’inconscio? Continua a leggere

“I tempi di Anika” di Ivo Andric (1892-1975)

Bel racconto di Ivo Andric, scrittore Serbo nato in Bosnia nel 1892. Fu scrittore (premio Nobel 1961), uomo politico e diplomatico, di vasta popolarità nel suo Paese.
Anika è ragazza di un piccolo e reale paese della Bosnia, Dobrun, che per qualche misterioso motivo, tra il bene e il male sceglie il male; sceglie cioè di acquisire potere e notorietà diventando “amica” degli uomini del Paese.
E con la protezione dei più influenti tra essi, che incanta con la sua misteriosa bellezza, colpisce chi la minaccia, la biasima, la critica divenendo di fatto invulnerabile di fronte ai detrattori e alla giustizia perché gli stessi preposti all’ordine pubblico subiscono il suo fascino e rimangono avvinti dalla sua compiacenza.
Esercita la prostituzione ma non chiede soldi e non si arricchisce. Perché lo fa? Perché, mentre le altre ragazze vivono sotto il sole costruendosi un futuro tra figli e famiglia lei vive nell’ombra, in una trincea, combattendo contro un nemico invisibile a tutti? Perché quella propensione naturale per ciò che è losco, proibito, malvagio?
Alle volte si diventa così per aver subito troppi torti quindi per rivalsa sulla famiglia, sulla società, sul mondo intero. Oppure perché alcune persone non hanno gli strumenti cognitivi per emergere nella vita ma, oppressi dall’urgenza interiore di non rimanere anonimi per l’eternità, scelgono il male come via più facile per attirare su di sé l’attenzione e il ricordo.
Comunque non va dimenticato che il padre di Anika era un omicida che ha ucciso un uomo con un bastone solo perché gli rubava un po’ di frutta dall’albero e la madre era una donna di dubbia salute mentale e intelligenza; il fratello di Anika, d’altra parte, era un gracile mentale.
Non mi dilungo oltre, se siete curiosi, leggete il racconto.

A. Mercuri

“Primo amore” di Ivan Sergeevič Turgenev (1818 – 1883)

Ho appena finito di leggere un breve racconto dello scrittore russo Ivan
Sergeevič Turgenev (1818 – 1883) intitolato Primo amore, capitatomi tra le mani per caso.

Mi hanno sorpreso la tensione affettiva e l’accoramento dell’Autore, l’emozione viva che sgorga dai temi della giovinezza, del corteggiamento, dell’attrazione, dell’eterno amore tra uomo e donna; il fascino di una giovane donna che, tra giocosa ingenuità e malizia, incanta gli uomini con la potente sapienza innata conferitale da una natura con lei generosa: una di quelle donne in grado di portare rinnovamento e scompiglio ovunque si spostino.
Racconto struggente, intriso di poesia, malinconia e rassegnazione al destino, ambientato nel paesaggio ameno della campagna russa dell’Ottocento dove la natura entra in magica risonanza coi sentimenti umani, li modella e dà ad essi limiti e senso.
Una storia raccontata tutta d’un fiato, bellissima e avvincente, rimasta fresca, intatta e attuale a distanza di centoquarant’anni dalla stesura: una storia, una melodia, una canzone della natura che oggi, tra condomini e traffico, non canta più nessuno.

A. Mercuri

Disturbo di panico: tra neurologia e stile di vita

L’attacco di panico è una condizione di ansia acuta, talmente intensa da risultare paralizzante. Normalmente, l’ansia provoca uno stato di allerta in cui l’individuo è pronto ad agire in qualche modo o scappando dal pericolo o affrontandolo. In ogni caso, conserva la propria autonomia.
Nell’attacco di panico invece, l’ansia è talmente intensa da paralizzare l’individuo, come chi, nella vita reale, si trova di fronte ad un evento talmente minaccioso per sé, grave e difficile da gestire, che non può far altro che bloccarsi e chiedere aiuto. Per questo, tipicamente, anche le persone abitualmente più forti e indipendenti rimangono annientate dall’attacco di panico perdendo l’autonomia ed essendo costrette a farsi soccorrere.
La caratteristica principale che rende l’attacco di panico così spaventoso è la sensazione che qualcosa di terribile stia accadendo proprio a se stessi, nel corpo (infarto, ictus) o nella mente (follia): come si vede, qualcosa di terribile, inevitabile, ingovernabile.
Ma perché alcune persone pur facendo una vita tranquilla li hanno e altre, anche se sottoposte a forti e prolungati stress, no?
La risposta è molto banale: perché alcuni ne sono costituzionalmente predisposti e altri no; è come chiedersi perché alcuni, pur facendo una vita tranquilla, vanno in depressione o hanno gli attacchi epilettici.
E che ci sia una costituzione predisponente al panico, ne è la prova anche la famigliarità di questo disturbo, che sovente è o era presente anche in qualche consanguineo.
In particolare, gli studi scientifici hanno dimostrato che, i soggetti predisposti agli attacchi di panico, hanno una costituzione “adrenalinica” cioè un ipertono adrenergico del Locus Coeruleus, un piccolo raggruppamento di neuroni localizzati nel tronco encefalico e Continua a leggere

Attacco di panico

Gli attacchi di panico o disturbo da panico, sono una classe di disturbi d’ansia caratterizzati da intensi stati di ansia accompagnati da altri sintomi psicologici e somatici.

Rappresentano uno dei più comuni disturbi psichiatrici e costituiscono un fenomeno sintomatologico complesso e piuttosto diffuso (si calcola che 10 milioni di italiani abbiano subito uno o più attacchi di panico).

Il disturbo di solito esordisce nella tarda adolescenza o nella prima età adulta ed ha un’incidenza due a tre volte maggiore nelle donne rispetto agli uomini.

Non è infrequente che tale disturbo non venga riconosciuto dal paziente e di conseguenza non venga trattato. La terapia è sia di tipo psicologico che, nei casi più gravi, di tipo farmacologico a base di antidepressivi e ansiolitici benzodiazepinici. La maggior parte delle persone guarisce mentre una minoranza sviluppa invece un disturbo da recidiva di attacchi di panico. Continua a leggere

Consigli salutari….

Cari utenti, ecco che cosa la Bayer, famosa Casa Farmaceutica, si premura di distribuire nelle farmacie in questi giorni…Leggetelo! Ricordo che la Bayer è la produttrice del Minias, una benzodiazepina che tanti dolori ha provocato nelle persone, essendo la benzodiazepina che più facilmente irretisce nella tossicodipendenza.

Antidepressivi rapidi

Gentili Lettori,

come ho fatto per i farmaci che favoriscono il sonno, vi presento ora una lista di farmaci che sollevano l’umore. Tale lista crescerà mano mano che avrò il tempo di aggiungere nuovi principi attivi; comincio con sostanze che sollevano l’umore in modo rapido, per proseguire con i tradizionali antidepressivi a lunga latenza d’azione.

Tenete però sempre presenti le precauzioni generali di cui ho già scritto:

1) nessuna sostanza antidepressiva che voi assumiate è curativa, come può invece esserlo un’antibiotico o una terapia d’urgenza che vi salva la vita; gli antidepressivi sono sintomatici cioè fin che li prendete state meglio ma quando li smettete generalmente tornate a stare come prima e talvolta peggio perchè alla patologia iniziale si aggiunge anche l’astinenza dal farmaco.

2) dopo qualche anno di assunzione, anche l’antidepressivo più efficace  tende a non fare più effetto quindi dovete cambiare molecola o aumentare le dosi o prenderne due. Continua a leggere

Menopausa & Depressione

Giovedì 27 dicembra 2018 Giovanna mi ha scritto:

“Ho 46 anni e sono in menopausa da qualche mese. Oltre ai consueti sintomi (vampate, irritabilità) ultimamente soffro anche di insonnia. La mia ginecologa mi ha prescritto la terapia ormonale sostitutiva e 10/15 gtt di Minias la sera.
Io, il Minias l’ho assunto saltuariamente per due mesi (4-5 volte a settimana) ma voglio sospenderlo perché dormo ugualmente poco e, in più, da quando lo assumo, mi sento apatica, depressa, ho tachicardia e senso di confusione mentale, cose che prima non avevo.
Ho dovuto inoltre sospendere il trattamento con la terapia ormonale sostitutiva perché mi è salita molto la pressione arteriosa.
Le chiedo come scalare il Minias fino a sospenderlo e se, per l’insonnia, possono essere efficaci rimedi naturali come Passiflora e Griffonia.

Mia risposta:

Gentile signora,
la fase di transizione verso la menopausa è tipicamente associata ai disturbi da Lei descritti, calo dell’umore e insonnia comprese. In questi casi, il ginecologo valuta se rendere più dolce la transizione con una terapia ormonale sostitutiva, ove non vi siano fattori di rischio.
Per quanto riguarda il Minias come suggerimento per correggere l’insonnia, lo trovo sbagliato. Ci sono molti altri rimedi più efficaci e meno tossici. Come toglierlo?
Dopo due mesi di assunzione quasi continuativa, il cervello si è abituato. Pertanto io Le consiglierei di togliere una goccia al giorno fino ad arrivare a 10; poi togliere una goccia ogni tre giorni fino ad arrivare a 0 (10-10-10; 9-9-9; 8-8-8; e così via). Se lo toglierà definitivamente in un mese e mezzo.
Quanto a Passiflora e Griffonia, sono rimedi efficaci (non è omeopatia ma fitoterapia!) ma certamente dolci e naturali; se anche il disturbo è dolce e naturale sono sufficienti, se no, ci sono molti altri rimedi da provare: terapia ormonale sostitutiva se tollerata e non rischiosa, integratori alimentari e vitamine concentrati se il disturbo è di entità media, antidepressivi se il disturbo è molto grave.
Non dimentichi infine di farsi una cultura sulla menopausa, leggendo articoli e testi di valore in cui, oltre a nozione tecnico-scientifiche, troverà che la menopausa è una fisiologica fase della vita con un suo preciso significato biologico, tanto quanto l’età fertile.

Cordiali Saluti,

A. Mercuri

Orgasmo femminile, curiosità storiche

Alcune ricerche sembrano dimostrare che l’orgasmo femminile, attraverso la contrazione di utero e vagina, faciliti il concepimento creando un ‘risucchio’ verso l’alto del liquido spermatico appena depositato. Tuttavia non vi è certezza riguardo a questo dato biologico.
E’ interessante notare come nei secoli passati, nonostante alcune ingenuità scientifiche (tipo la credenza che anche la donna emettesse il proprio seme all’esterno), l’intuizione avesse tuttavia portato gli eruditi rinascimentali a dare una certa importanza biologica all’orgasmo femminile.

Così scrive Sara F. Matthews Grieco nel capitolo “Corpo, aspetto e sessualità” all’interno del volume Storia delle donne in Occidente, dal rinascimento all’età moderna Ed. Laterza 1991:

“La sola forma di masturbazione consentita dai confessori cattolici e dai medici, era la manipolazione femminile – sia in preparazione del rapporto (per favorire la penetrazione), sia dopo che il marito avesse precedentemente eiaculato e si fosse ritirato – al fine di raggiungere l’orgasmo, aprendo così la ‘bocca dell’utero’ e liberando il ‘seme femminile che, secondo le autorità mediche del XVII secolo, era altrettanto utile alla procreazione di quello liberato dal maschio. Benchè il ‘diritto all’orgasmo’ femminile continuasse ad essere discusso con scrupolo nei manuali per la confessione del XVIII secolo, la maggioranza dei teologi accettava la teoria medica di Galeno circa la desiderabilità o meno dell’appagamento femminile: avrebbe Dio donato alle donne questa fonte di piacere senza uno scopo? Un punto debole in questo ragionamento era il fatto che le donne potevano concepire passivamente e senza piacere, nel qual caso il loro ‘seme’ sarebbe stato assente. Per nulla sconfitta, la scienza medica venne in aiuto alla dottrina e dichiarò che la funzione del seme femminile era quella coadiuvare il suo corrispondente mascolino: se emesso nello stesso momento di quello del maschio, avrebbe portato alla procreazione di una prole più bella.”

Immaginario sessuale femminile

Nancy Friday è stata una donna intelligente e colta che per prima, in piena rivoluzione sessantottina, ha dato voce alle donne sull’argomento sesso, permettendo loro di cominciare timidamente ad avanzare l’ammissione della ricerca del piacere nel sesso, cosa prima ritenuta inconfessabile. E lo fece attraverso il suo primo libro, “Il mio giardino segreto” del 1973, in cui riportava le confessioni di centinaia di donne americane sull’argomento ‘fantasie sessuali’, confessioni che la Friday proponeva loro di esternare per iscritto in forma anonima; ha avuto un successo enorme in tutto il mondo considerando che fu il primo libro divulgativo a parlare di sesso in modo obiettivo ed esplicito ma, soprattutto, era un documentario, non dava voce ad un ‘esperto in materia’ ma ai protagonisti stessi- in questo caso le donne – risultando quindi inconfutabilmente, scandalosamente realista e veritiero.
Ed effettivamente, ancor oggi che esiste una pornografia facile e gratuita, rimane un libro sorprendente ed estremamente intrigante.
Testo in PDF del libro originale in inglese: My Secret Garden  di Nancy Friday

Angelo Mercuri