Crisi economica e ritorno della sobrietà

Un’economia sana si basa sul risparmio delle risorse e non sul loro spreco, che siano o meno rinnovabili; si basa sul recupero e la riparazione di oggetti già esistenti e non sull’acquisto di oggetti sempre nuovi; si basa sulla produzione di oggetti il migliore dei quali sarà il più resistente, il più durevole, il più riparabile: è con questi requisiti che chi lo produce dovrebbe battere la concorrenza. Attualmente invece le aziende si fanno concorrenza cercando di produrre oggetti sempre meno costosi ma anche meno durevoli e riparabili: tutto per incrementare i consumi.  Addirittura nelle fabbriche ci sono ingegneri che si occupano di far prodotti ( non alimentari) dotati di scadenza, l’esatto contrario di ciò che dovrebbe essere! Come può reggere dunque un’economia come la nostra attuale economia occidentale dove al supermercato trovi 10 diverse aziende che producono sugo di pomodoro, 30 di biscotti, 15 di marmellata ecc. (arrotondando per difetto)? Se attualmente, in seguito alla cosiddetta “crisi economica mondiale”, una buona parte di queste aziende deve chiudere con ovvie e tragiche ripercussioni sulla vita di chi ci lavora  non è forse una cosa ovvia e prevedibile?

A. Mercuri

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