Anoressia sessuale

Dal libro dello psichiatra Luigi Gallimberti “Morire di piacere” (dalla cura alla prevenzione delle tossicodipendenze) Ed. BUR-Rizzoli 2012: “….I neuroscienziati, gli psichiatri e gli psicologi esperti di dipendenze da sostanze ci hanno fin qui aiutato a illustrare alcuni punti di vista della scienza ufficiale sulla natura del piacere e sugli enormi potenziali pericoli di un suo utilizzo improprio, non solo per il singolo ma per l’intera umanità…In occasione di un convegno organizzato dall’Università di Padova nel gennaio del 2012, dal titolo: La sessualità multimediale nei giovani: nuove forme e nuove patologie, il prof. Carlo Foresta, organizzatore del convegno, ha presentato i risultati preliminari di una ricerca condotta su circa 800 giovani, risultati che hanno molto impressionato tutti i presenti. Circa la metà dei giovani intervistati dichiarava una grave perdita di interesse sessuale, provocata dalla frequentazione quotidiana dei siti pornografici presenti in internet: una vera e propria ” anoressia sessuale”, i cui effetti potrebbero assumere, in prospettiva, conseguenze devastanti. Dal punto di vista storico, i comportamenti sessuali considerati eccessivi sono stati ricondotti nel tempo sotto la categoria di ninfomania, dongiovannismo ed erotomania, e sono stati sostanzialmente considerati come espressione esagerata di stili culturali prevalenti. Oggi sempre più spesso si tende a considerare l’ipersessualità problematica espressione di una vera e propria addiction, determinata da una ricerca del piacere che si caratterizza, proprio come per le tossicodipendenze, da una sostanziale perdita di controllo, tanto che il desiderio finisce per occupare la maggior parte dei pensieri della persona interessata. Per tale motivo, l’individuo presenterà una tendenza impulsiva e/o compulsiva  a soddisfare tali desideri, incurante delle possibili ed eventuali conseguenze. La sex addiction si manifesta con una vasta gamma di comportamenti i più frequenti dei quali sono la masturbazione compulsiva, la promiscuità sessuale, il ricorso al sesso a pagamento, l’utilizzo eccessivo di materiale a contenuto pornografico…”

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