Promazina (Talofen)

La promazina è commercializzata in Italia col nome di Talofen. Esiste la formulazione in gocce e in fiale per uso intramuscolare o endovenoso.
E’ uno dei più vecchi psicofarmaci, la cui immissione in commercio risale agli anni cinquanta ma è ancora molto utilizzata per le sue proprietà antipsicotiche e sedative; è inoltre un sonnifero molto incisivo ed è di comodo utilizzo perché esiste la formulazione in gocce ( 1 gtt = 2 mg di promazina) che consente un adattamento personalizzato della posologia.

Nell’insonnia grave dei pazienti non psicotici, generalmente la posologia va dalle 5 alle 10 gocce la sera; per darvi un’idea delle proporzioni, nei pazienti psichiatrici con agitazione acuta si può arrivare fino a 50 gocce 4 volte al giorno (400 mg/die). Oltre che nelle forme acute di pazzia, la Promazina è molto utilizzata anche nei casi di agitazione psicomotoria degli anziani dementi.  E’ efficace anche per la nausea e il prurito.
Nel paziente con agitazione acuta, quando è necessaria una sedazione rapida, si usa la formulazione Talofen fiale per via intramuscolare o endovenosa (quest’ultima, previa adeguata diluizione con soluzione fisiologica o glucosata 5% ).
Una brusca interruzione del trattamento deve essere evitata; quando si deve sospendere il trattamento con promazina il dosaggio deve essere gradualmente ridotto in un periodo di una o due settimane: se l’interruzione della terapia avviene bruscamente, possono comparire (per alti dosaggi) sintomi da sospensione come nausea, vomito, vertigini, tremori e irrequietezza.
A causa delle sue proprietà anticolinergiche (antimuscariniche), la promazina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti con ipertrofia prostatica clinicamente rilevante e glaucoma ad angolo chiuso. È necessaria cautela nei pazienti con storia di ileo paralitico, malattia di Parkinson e miastenia grave.
Gli effetti collaterali più comuni a dosaggi bassi (quelli per l’inonnia) sono: secchezza delle fauci, sonnolenza diurna con svogliatezza e senso di depressione, ipotensione ortostatica, astenia, tachicardia.
La promazina possiede un’elevata affinità per i recettori istaminergici H1, che può spiegare il suo potente effetto sedativo.
Al contrario, la promazina ha una bassa affinità per i recettori dopaminergici D2, serotoninergici 5-HT, alfa1-adrenergici e muscarinici.
La soluzione orale in gocce è rapidamente assorbita e l’effetto diventa evidente dopo 30 minuti-1 ora dalla somministrazione.
La promazina viene ampiamente metabolizzata a livello epatico, perciò cautela particolare va usata nei pazienti epatopatici.