Prevenzione delle malattie mentali

Dalla prefazione de ” I segreti della mente” dello psichiatra Vittorino Andreoli (Ed. Rizzoli 2013):

“…..E’ costante nella mia mente, ogni qualvolta incontro un adolescente, un adulto, un vecchio che abbia bisogno di cure psichiatriche, la domanda se sarebbe stato possibile impedire che quel disturbo della mente si manifestasse o che almeno non arrivasse allo stato di gravità che purtroppo osservo…..E’ passato quel periodo storico in cui i disturbi mentali erano ritenuti fatali, legati ad un determinismo verso cui non c’era nulla da fare. La malattia mentale legata alla familiarità, alla genetica. Sappiamo che certamente la biologia ha un ruolo, ma che non è mai tale da provocare meccanicamente un disturbo psichiatrico….Insomma, oggi è possibile attenuarne le manifestazioni…Nei miei cinqunt’anni di psichiatria sono rimasto talora persino sconvolto dall’osservare che persone vicine ad un adolescente con comportamenti devastanti, o ad un anziano che ha precorso la morte naturale con un suicidio, hanno minimizzato segnali che invece erano chiari…E non sostengo che avrebbero potuto fare qualcosa di risolutivo, ma certamente si sarebbero potute attivare per usare i presidi disponibili, quelli della psichiatria che sono tanto più efficaci quanto più si mettono in atto tempestivamente sulle “stranezze”, sui disagi, sui momenti di difficoltà esistenziale. Insomma mi sono convinto che la psichiatria vera è quella che lotta affinchè i disturbi mentali non insorgano e non, come si crede, quella che si ritiene possa guarire le manifestazioni gravi…La tendenza a minimizzare serve a negare un problema, e così quell’inizio “ignorato” o sottovalutato può trasformarsi in un disturbo…In psichiatria sempre maggiore importanza ha preso il concetto di quantità, la considerazione cioè che esiste una continuità, da leggero a grave, di segni iniziali che possono diventare sintomi, e formare sindromi, malattie mentali…Per mantenere la mente sana occorre accorgersi dei disturbi fin dall’inizio, averne un sospetto motivato per poter mettere in atto interventi che possono essere semplici e svolgersi dentro i legami umani ordinari, ma possono anche aver bisogno di consigli di qualche professionista psicologo o psichiatra, per poter intervenire subito. E quanto prima accade, tanto più è facile ottenere un risultato, e talora basta solo la terapia della parola; al contrario, se non si è tempestivi si impone il ricorso agli psicofarmaci, ai ricoveri in ambienti psichiatrici. E in questo caso a me si continuerà a porre la domanda del perchè non si sia potuto impedire al paziente che ho davanti di diventare un malato di mente…”

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