Vaccinazione di massa & varianti Covid aggressive

Gentili lettori, quando credo in qualcosa mi risulta difficile tenerla per me e pertanto sento l’urgenza di comunicare quanto segue.

Trovo incredibile che le Autorità dei vari Stati mondiali non si arrendano di fronte ad un’evidenza scientifica lampante: la vaccinazione di massa anti-Covid in atto sta provocando la selezione di certe varianti di virus più virulente e sempre meno sensibili ai vaccini stessi (come ad esempio la famosa variante Delta che sta già mutando in Delta plus e, rispetto al ceppo originario, sembra colpire più facilmente i giovani). 
Pochi giorni fa lo ha affermato anche il virologo premio Nobel Luc Montagnier (ascolta qui l’intervista) che è stato prontamente denigrato da certa stampa filogovernativa o asservita alle Case Farmaceutiche la quale l’ha fatto passare per un rimbambito che non ricorda più che i virus mutano spontaneamente anche in assenza di vaccino. Montagnier in realtà non ha mai detto l’assurdità che il virus muta per colpa del vaccino (il vaccino non è una sostanza mutagena!) ma ha detto che un numero incalcolabile di anticorpi artificiali e tutti uguali prodotti dai miliardi di soggetti vaccinati nel mondo, sta provocando la selezione e replicazione di quelle varianti spontanee di virus SARS-CoV-2 casualmente più idonee a intrufolarsi tra le maglie dei nostri sistemi immunitari. E questo tentativo di sopravvivere attraverso la selezione e replicazione del più forte, è una legge biologica generale valida per tutti gli esseri viventi sottoposti ad una pressione selettiva, esseri umani compresi. A questo proposito, leggete questo bellissimo e profetico articolo della prestigiosa testata giornalistica Sputnik: “Oops! E se l’esplosione delle varianti Covid-19 fosse causata proprio dal vaccino pfizer? 

D’altra parte, leggete cosa scriveva l’agenzia di stampa ANSA nel 2015, tempi in cui ancora non si doveva coprire la verità, a proposito dei vaccini cosiddetti “imperfetti”: https://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/biotech/2015/07/28/vaccini-imperfetti-rendono-i-virus-piu-aggressivi_c8aa099d-ba58-4705-85a9-4272f16016e4.html?idPhoto=1

E’ un articolo che sembra scritto apposta per gli attuali vaccini contro il Covid-19 che sono proprio così, imperfetti, in quanto prevengono la forma grave di malattia ma non impediscono che questa venga trasmessa ad altri.

Ancora, sentite cosa dice Walter Ricciardi in questo filmatino Youtube

La vaccinazione di massa che sta avvenendo è quindi un colossale errore proprio perché:

1) è fatta in modo indiscriminato, su un numero enorme di persone

2) è fatta in corso di pandemia quando cioè c’è molto materiale virale in giro pronto a mutare

3) i vaccini attuali anti Covid sono “imperfetti” cioè non bloccano la diffusione del virus.

Lungi dall’eradicare il Covid-19 dalla faccia della terra, stiamo invece all’opposto creando varianti di virus sempre più aggressive e stiamo sprecando l’arma-vaccino che dovrebbe essere riservata solo ai soggetti fragili per età o per patologie. Ai giovani sani il vaccino dovrebbe essere vietato allo stesso modo in cui dovrebbe essere vietato per legge l’utilizzo indiscriminato e su larga scala degli antibiotici, cosa che ha già provocato in decenni di abuso, la selezione di ceppi batterici super-aggressivi e insensibili alle cure.

Io, per mia natura, non sono complottista ma, considerando che ogni nuova variante potrebbe richiedere un nuovo vaccino, mi si impone il sospetto che dietro questa deleteria vaccinazione di massa mondiale anti-Covid vi siano biechi interessi commerciali. 

Un caro saluto,

Angelo Mercuri

 

3 commenti
  1. GIACINTO BUSCAGLIA
    GIACINTO BUSCAGLIA dice:

    A proposito di biechi interessi commerciali…

    Gentile Sig. Ordine dei Medici,
    le scrivo questa mail perchè ho appena ricevuto una Sua lettera in cui Lei cita l’adempimento dell’Obbligo vaccinale D.L. 44/2021, rilevando in base agli elenchi regionali trasmessi che non avrei ancora assolto all’obbligo vaccinale alla data del 18.05.2021.
    Sono davvero colpito dall’efficienza e dallo scrupolo con cui sta verificando la situazione di ciascun medico rispetto a questa condizione, che evidentemente ritiene di vitale importanza per la salute e gli interessi dei pazienti.
    Questa solerzia mi fa ben sperare che Lei comincerà ad usare la stessa efficienza nello scovare, con eguale determinazione, tutti quei comportamenti che nuocciono davvero e in modo pesantissimo ai nostri pazienti e che fino ad ora sono stati incomprensibilmente ignorati.
    Vede, caro Sig. Ordine, io ho 64 anni e da due anni, per grazia di Dio, sono in pensione, dopo aver lavorato come medico psichiatra in un servizio pubblico per tutta la mia carriera professionale, scegliendo di dare tutte le mie energie per far funzionare al meglio la Sanità pubblica per quanto di mia competenza. Ora che sono in pensione ho deciso di non esercitare più e di riappropriarmi della mia vita, coltivando gli interessi e le passioni che il mio lavoro aveva inevitabilmente limitato.
    Nel corso della mia carriera ne ho viste di tutti i colori. Ho visto tanti colleghi, troppi colleghi che gestiscono strutture sanitarie pubbliche, reparti con liste di attesa sempre più lunghe arricchirsi vergognosamente dirottando i pazienti nei loro studi privati, prendendoli letteralmente per il collo, ma in modo “elegante”: “Caro signore, venga pure nel mio reparto pubblico e si prenoti per una visita, noi assistiamo tutti gratuitamente, questa è la nostra mission. Se poi lei, liberamente e con una scelta consapevole, decide di venire domani nel mio studio privato, solo perchè non vuole aspettare quei pochi mesi (o anni) necessari per avere la prestazione, non posso certo impedirglielo…”. Ho visto tantissimi colleghi, direi quasi la totalità, non solo accettare, ma anche richiedere agli informatori farmaceutici (e quindi in modo indiretto ai loro signori e padroni cioè le case farmaceutiche), dai gadget più banali, all’acquisto di libri, all’iscrizione ai congressi, ai pernottamenti in alberghi di lusso, alle cene luculliane, al pagamento delle rate della Smart, quest’ultima pratica ormai interrotta da una furia moralizzatrice degna di Torquemada. Ho visto illustri professori, veri luminari nelle loro discipline, diventare opinion leader e orientare le scelte terapeutiche e i protocolli di cura, lautamente foraggiati dall’industria farmaceutica, in un clamoroso, osceno conflitto d’interessi.
    Ora che sono in pensione la sua lettera mi dà la speranza che Lei finalmente colpirà duramente questi comportamenti criminali, che radierà dall’Ordine (cioè da se stesso) tutti i medici che si sono macchiati di reati ignobili contro i pazienti e non solo i medici e in genere gli operatori sanitari che hanno compiuto il delitto obbrobrioso di avere una posizione critica rispetto ai vaccini, già ben prima dello scoppio di questa pandemia.
    Scrivendole questa mail però mi sono reso conto che in fondo il Suo comportamento, apparentemente discutibile, in realtà è stato oltremodo saggio. Chiudendo un occhio rispetto agli interessi commerciali, alla commistione vile tra salute pubblica e profitto, colpendo duramente il personale recalcitrante all’obbligo vaccinale, Lei ha evitato che prendessero piede in ambito sanitario persone come me, che non hanno mai voluto partecipare a questo mercimonio, alimentando così le fila, già folte, di chi dubita delle strategie messe in campo per combattere questa pericolosa pandemia.
    Amo troppo la scienza per vederla trasformata in una fede dogmatica, che non può essere discussa, ma solo adorata come una religione rivelata. Questa non è scienza, è scientismo becero. Le evidenze scientifiche sono costruite secondo il modello imperante in medicina (la Medicina Basata sulle Evidenze), basato sulla riduzione in numeri di fenomeni complessi. Secondo l’EBM ciò che non può essere trasformato in un numero non conta o peggio non esiste.
    Molti medici sanno che la mancanza di una evidenza scientifica non significa di per sé che vada escluso il fenomeno che abbiamo sotto gli occhi. Molti medici lo sanno, ma quel che è peggio è che chi lo sa fa finta di non saperlo.
    Ciò è già sufficiente per coltivare legittime cautele, che diventano ancora più necessarie se questi numeri sono il risultato di ricerche e di studi che non sono finanziati dallo Stato, ma dalle stesse case farmaceutiche, che hanno da pensare ai loro “legittimi” interessi commerciali.
    Mi creda, Sig. Ordine, si concentri su questi problemi e non si limiti a gettare la croce addosso a persone che nella maggioranza dei casi tentano ancora di mantenere una libertà di pensiero.

    Giacinto Buscaglia
    Psichiatra in pensione

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  2. Alessandra
    Alessandra dice:

    Buonasera Dr. Mercuri,
    Molto interessante spero solo che ciò che afferma il professore non si basi sull’ EBM . Spero sia frutto solo dell’ osservazione di un singolo fenomeno massimo due e non si basi su una robusta analisi che porterebbe solo a eliminazione di bias.

    Rispondi

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