Ma l’isolamento in appartamento, serve?

Se ognuno di noi avesse un appartamento a propria disposizione allora i nostri sforzi di restare a casa avrebbero un senso; ma sono pochi tali casi, la maggior parte delle persone vive reclusa in piccoli appartamenti insieme al resto della famiglia, e tra loro ci può essere facilmente un positivo al Coronavirus che non sa di esserlo. Ancor peggio quando si tratta di convivenze con una persona ammalata che continua a tossire. Ecco perché considero in buona parte inutile il sacrificio che stiamo facendo di stare chiusi in casa, sacrificio che poi pagheremo a carissimo prezzo in termini di conseguenze economiche. Sarà un pallido ricordo quello del virus, a confronto.

Qui sotto c’è una notizia che ho appena visto e non mi ha stupito; è un caso estremo, d’accordo, ma se non sono 7 spesso sono 4 le persone che condividono piccoli appartamenti. E poi, se ti vedono passeggiare da solo e all’aria aperta, ti ricacciano a casa, proprio in quello che magari, è il covo del virus!

A. Mercuri 

Tratto dal sito www.ansa.it


Coronavirus: in 7 in 60mq con contagiato

Smi, molti casi simili, urgono strutture per quarantena

 

© ANSA/

Redazione ANSABARI

29 marzo 2020 18:31 NEWS

(ANSA) – BARI, 29 MAR – Sette persone in un appartamento di due vani e un solo bagno: è la situazione che si è presentata ieri ai medici impegnati a soccorrere, nel rione San Paolo di Bari, un paziente contagiato dal Coronavirus, il nonno di una famiglia numerosa. Nella piccola abitazione nel rione periferico della città vivono insieme bisnonna, nonno e nonna, la figlia di questi ultimi e suo marito, e i loro due figli minorenni. Sette persone in circa 60 metri quadri e con un caso di contagio accertato. “Si è posto subito il problema di come assistere il paziente evitando che tutta la famiglia possa essere contagiata”, spiega all’ANSA Ludovico Abbaticchio, presidente nazionale del sindaco dei medici di base (Smi). “Situazioni come queste – prosegue – ce ne sono diverse in tutta Italia. È allora urgente trovare strutture, penso ad alberghi o caserme dismesse, per garantire la quarantena di persone che vivono in situazioni dove non viene garantito l’isolamento”.

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