Ippocampo
L’ippocampo è una parte del cervello situata nella regione interna di ognuno dei due lobi temporali. Svolge un ruolo fondamentale nella memoria a breve termine. E’ una delle poche regioni cerebrali in grado di rigenerarsi.
L’ippocampo è una parte del cervello situata nella regione interna di ognuno dei due lobi temporali. Svolge un ruolo fondamentale nella memoria a breve termine. E’ una delle poche regioni cerebrali in grado di rigenerarsi.
Sostanza naturalmente presente nel nostro cervello, prodotta dalla ghiandola pineale (o epifisi) e destinata a favorire il sonno in seguito all’arrivo dell’oscurità serale. Alcune fibre nervose infatti, a partenza dalla retina, dopo un lungo giro giungono alla pineale, “informandola” sul livello di luminosità: una scarsa luminosità favorisce la secrezione di melatonina e quindi il sonno.
Scrittrice e giornalista statunitense, morì a 84 nel 2017. Divenne famosa a partire dagli ’70 per i suoi libri sulla sessualità femminile.
In psichiatria la terapia elettroconvulsivante (TEC), comunemente nota come elettroshock, è una tecnica terapeutica basata sull’induzione di convulsioni nel paziente successivamente al passaggio di una corrente elettrica attraverso il cervello. La terapia fu sviluppata e introdotta negli anni trenta dai neurologi italiani Ugo Cerletti e Lucio Bini.
L’effettiva utilità e opportunità di questa tecnica è tutt’oggi molto dibattuta: alcune tipologie di pazienti presentano oggettivi miglioramenti in seguito al trattamento, in altri casi la TEC ha creato effetti indesiderati nei pazienti cui è stata somministrata.[1] Il dizionario medico Larousse nell’edizione del 1974 riporta: «la maggior parte degli psichiatri pensano che nessuna terapia ha ancora dato in psichiatria risultati comparabili alla TEC».[2] La terapia ha comunemente una fama negativa, a causa sia dell’abuso e della pratica aggressiva che se ne è fatta in taluni casi in passato, sia della presentazione che ne è stata a volte data in letteratura e cinematografia.
Consiste nel fare dormire il soggetto depresso meno ore del solito, soprattutto svegliandolo preso al mattino. Si è notato un certo miglioramento dell’umore anche se è una tecnica non certo attuabile alla lunga perchè controproducente. Interessante è invece notare come già vi sia nel depresso la tendenza spontanea al risveglio precoce che sarebbe quindi interpretabile come un automatismo compensatorio.
La stimolazione magnetica transcranica (TMS) è una tecnica non invasiva di stimolazione elettromagnetica del tessuto cerebrale dall’esterno che provoca uno squilibrio piuttosto ridotto e transitorio. Si usa per indagare il funzionamento del cervello oppure per trattare disturbi psichiatrici e neurologici quali depressione, allucinazioni, malattia di Parkinson, ecc.; gli studi su questi presunti effetti terapeutici sono stati tuttavia condotti, finora, solo su scala ridotta e hanno dato risultati contrastanti. La TMS è stata approvata dalla Food and Drug Administration (FDA) solo per l’emicrania e la depressione resistente ad altri trattamenti.
La stimolazione cerebrale profonda (DBS dall’acronimo inglese Deep Brain Stimulation) è un trattamento neurochirurgico che prevede la stimolazione o inibizione di certe aree del cervello attraverso microelettrodi impiantati in determinate aree cerebrali e alimentati da un generatore posto sottocute. E’ molto utilizzata nella Malattia di Parkinson ma anche in altre patologie neurologiche come epilessie, dolori cronici o gravi forme ossessivo-compulsive. Altri usi sono solo sperimentali.
La mindfulness, o meditazione di consapevolezza, si riferisce a quel momento di presenza mentale in cui tutto ciò che accade dentro e fuori di sé viene visto come è realmente, senza dolore, paura o sofferenza. Con la meditazione di consapevolezza si disinnesca la condizione automatica e ancestrale di allarme: la presenza mentale permette di riconoscere il continuo flusso di sensazioni, pensieri, emozioni, immagini, senza identificarsi con essi (disidentificazione) e sentendosi quindi meno vincolati e più liberi nell’azione (deautomatizzazione). Sollecitando così un modo nuovo di relazionarsi con sé stessi e la propria esperienza.
Sinonimo di “russamento”.
Il rumore che viene emesso durante il sonno in corrispondenza degli atti respiratori, prodotto dal velo palatino che vibra al passaggio dell’aria nel rinofaringe, a causa del rilasciamento dei muscoli compresi nello spessore del velo palatino. L’intensità del rumore varia in rapporto alla profondità degli atti respiratori e alla capacità di risonanza del rinofaringe e dei seni paranasali: aumenta tanto più quanto maggiore è la diminuzione del tono dei muscoli e nel caso d’infiammazione o di congestione delle prime vie respiratorie, a causa della presenza di essudato catarrale
parafilìa s. f. [dal ted. Paraphilie, comp. di para–2 e –philie «-filia»]. – In psicologia e psicanalisi, termine con il quale si indicano tutti i disturbi psicosessuali caratterizzati dal fatto che chi ne è affetto deve, per ottenere eccitamento o soddisfazione sessuale, perseguire fantasie o compiere atti anomali o perversi; ne sono esempî l’esibizionismo, il feticismo, il masochismo, il sadismo, il travestitismo, il voyeurismo, la zoofilia, ecc.
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