Le fantasie sessuali

Da dove originano le fantasie sessuali maschili e femminili? Quali quelle più comuni nel maschio e nella femmina? Perchè esistono e costituiscono la parte più importante della nostra vita sessuale?

Così Willy Pasini, Claude Crèpault e Umberto Galimberti  nel loro bel libro “L’ immaginario sessuale” Ed. R. Cortina, [1988](1):

“l’immaginario erotico può essere definito come la facoltà che l’essere umano ha di auto erotizzarsi mentalmente attraverso la creazione di fantasmi [fantasie, nota mia]. Sul piano strutturale, può essere considerato l’equivalente di una zona erogena intrapsichica. Quanto al fantasma erotico, è una rappresentazione mentale conscia che si traduce abitualmente in una forma più o meno bizzarra, dotata di una valore erotizzante capace di provocare un’eccitazione genitale. Il fantasma erotico implica sempre l’esistenza di un desiderio conscio o inconscio; attraverso il fantasma il desiderio si precisa e si concentra. […]

“Il fantasma erotico può presentarsi spontaneamente; in questo caso l’immagine o l’illusione visiva intrapsichica si elabora al di fuori della coscienza per comparirle in seguito una volta costituita. A l’inverso, il fantasma può essere provocato volontariamente ed esigere così un certo sforzo mentale; diventa allora una sorta di incantesimo magico attraverso il quale il soggetto si impossessa della cosa desiderata. Nel sogno notturno, il fantasma sopraggiunge sempre involontariamente, mentre nel sogno diurno il soggetto ha una maggiore tendenza a filtrare le proprie produzioni fantasmatiche e a lasciare entrare nel campo della coscienza solo quelle che non minacciano il suo equilibrio emozionale.”

“Certi fantasmi hanno un fortissimo potere erogenico e sono quindi molto resistenti. Una volta costituiti, conservano nel corso degli anni il loro vigore e si fissano in modo quasi indelebile nel immaginario;[…]. 

Questi fantasmi, che si possono qualificare come primari, si formano in situazioni particolari; molte volte derivano dalle prime eccitazioni erotiche infantili o dalle codificazioni erotiche puberali più cariche di affetti e che mirano a colmare bisogni psicoaffettivi fondamentali. A questi fantasmi primari vengono ad aggiungersi di solito dei fantasmi secondari che hanno un’esistenza molto più breve e il cui contenuto si elabora partendo dagli stimoli quotidiani. Sono fantasmi effimeri, a rapida estinzione. Durante l’attività sessuale, i fantasmi secondari sono i primi ad essere utilizzati per alimentare l’eccitazione; se sono insufficienti, vengono allora sostituiti con fantasmi primari”. 

“Il fantasma trae solitamente la propria forza erogenica da un contenuto sessuale più o meno esplicito. Ma il fantasma erotico può anche avere un contenuto non sessuale; questo è particolarmente evidente nel feticismo, in cui un oggetto inanimato , un indumento o un comportamento non sessuale costituiscono l’elemento centrale del fantasma. In certe persone, soprattutto donne, il fatto di immaginare una scena di tenerezza, una mano affettuosa, ha un forte valore erogenico. Al limite, un pensiero religioso potrebbe avere un carattere erogenico, anche se l’intenzione iniziale cosciente è oblativa e antiedonica. Pensiamo alle trance mistiche di Santa Teresa d’Avila. Questo fenomeno si incontra soprattutto nella donna, […].

“Il fantasma può essere costituito da una sola immagine: questa può presentarsi furtivamente alla mente ed essere solo una specie di flash mentale (immagine lampo), così come può essere mantenuta e vivificata volontariamente dal soggetto fantasmante.”

“Quanto ai personaggi fantasmati, di solito sono modellati sulla realtà, anche se, in certi casi, possono essere puramente fittizi, vere creazioni della mente”.

“Nel suo contenuto, il fantasma può essere una rappresentazione più o meno esatta di un’esperienza già vissuta; così una persona può ricordarsi di un’esperienza sessuale che ha conservato un valore erogenico: il fantasma si confonde allora con il ricordo.” [(1), pgg. 29, 30, 31]

“Certi fantasmi erotici si incontrano più facilmente nelle donne. Le donne, per esempio, ricorrono più spesso degli uomini a fantasmi sentimentalizzati in cui il piacere si inscrive in un quadro di affetto, tenerezza e amore.
Anche certi fantasmi di tipo esibizionistico (per esempio, spogliarsi lentamente davanti a una persona dell’altro sesso), di tipo narcisistico (avere un enorme potere di attrazione sessuale), di tipo masochistico (subire aggressività, essere bastonati), al pari dei fantasmi omosessuali, sono molto più frequenti nelle donne. I fantasmi dell’antimadonna (essere una donna lasciva, una prostituta) occupano pure un posto importante nell’immaginario erotico femminile. Contrariamente a quanto si potrebbe credere, i fantasmi che comportano la necessità di una coazione (essere legati, presi di forza, violentati ecc. )si ritrovano negli uomini quasi quanto nelle donne.
Gli uomini, da parte loro, hanno più spesso fantasmi di tipo voyeuristico
(immaginare una persona dell’altro sesso che si spoglia lentamente, che si esibisce o si masturba, immaginare una scena di omosessualità femminile, di film erotico). In questi fantasmi, il piacere deriva essenzialmente dal fatto di guardare, di essere lo spettatore passivo. Sempre secondo i risultati delle nostre ricerche, negli uomini sono molto più diffusi i seguenti fantasmi: i fantasmi di tipo poligamico (attività sessuali con più persone alla volta dell’altro sesso), i fantasmi di tipo feticistico (immaginare, per esempio, una persona dell’altro sesso che indossa abiti o accessori sessualmente eccitanti), i fantasmi oro-genitali (fellatio, cunnilingus, eiaculazione orale), i fantasmi iniziatici (iniziare sessualmente un giovane dell’altro sesso), i fantasmi di coazione attiva (legare e stimolare sessualmente una persona dell’altro sesso, obbligarla ad attività sessuali). Anche l’immagine dell’anti-madonna occupa un posto privilegiato nella fantasia maschile; mentre la donna si identifica con l’anti-madonna, l’uomo da parte sua ne fa un oggetto di consumo sessuale; più l’anti-madonna sarà laida e abietta, più si rivelerà straordinaria come dispensatrice di piacere. Esaminiamo più da vicino alcune di queste differenze sessuali.
Come spiegare innanzitutto che le donne hanno più fantasmi erotici sentimentalizzati degli uomini? Non bisogna certo trascurare il ruolo del condizionamento sociale. Nella nostra società, la donna impara, attraverso l’educazione, ad abbandonarsi all’amore e a diventare un ‘essere di tenerezza’; si abitua a non dissociare l’amore dal comportamento sessuale e a giustificare il piacere erotico attraverso il legame amoroso. Se le componenti sentimentali hanno un maggior valore ero-genico nella donna, questo è dovuto forse anche a certe particolarità del suo erotismo legate principalmente alla sua corporeità. Per esempio, l’erotismo femminile sarebbe meno genitalizzato, più globalizzato dell’erotismo maschile. In questa prospettiva, la donna riuscirebbe più facilmente a erotizzare un sentimento, un legame affettivo, così come le sarebbe più agevole erotizzare uno stimolo corporeo extra-genitale (una carezza sulla mano, sui capelli, un bacio, ecc.).
Le donne tendono inoltre più degli uomini a ricorrere a fantasmi di tipo esibizionistico. Questo si può spiegare con il fatto che la donna impara a valorizzare meglio il proprio corpo e ad attribuire una grande importanza a tutto ciò che può farlo risaltare (trucco, gioielli ecc.). E’ attraverso il proprio corpo che la donna impara a diventare oggetto di desiderio maschile e a suscitare invidia nelle altre donne (i concorsi di bellezza consacrano in qualche modo questa valorizzazione sociale delle grazie fisiche femminili).

Nel fantasma in cui si spoglia lentamente davanti a un uomo, la donna diventa il centro di attrazione; suscita nell’uomo una specie di stato di suspense e diviene l’oggetto di questa suspense. Sembra che i fantasmi esibizionistici mirino soprattutto a soddisfare nella donna un bisogno di valorizzazione narcisistica. Questo bisogno si esprime ancora piu chiaramente in altri fantasmi condivisi da un gran numero di donne; per esempio, nel fantasma di possedere un immenso potere di attrazione sessuale (fantasma molto più comune fra le donne che fra gli uomini), la donna si valorizza nella misura in cui diventa sessualmente irresistibile e capace di far soccombere qualsiasi uomo. E anche in questo caso, è attraverso il proprio corpo che diventa oggetto di desiderio.

Certi fantasmi di tipo masochistico, per esempio il fantasma di subire aggressività, si incontrano più spesso nelle donne. Una certa erotizzazione dell’aggressività può permettere alla donna di abbandonarsi più facilmente nel rapporto coitale, e questo può anche essere indice di una buona integrazione della femminilità.
Ma l’erotizzazione dell’aggressività può avere anche una funzione de-colpevolizzante. In quest’ottica, il masochismo può essere per la donna un modo di concedersi un piacere senza esserne direttamente responsabile. Notiamo che nei suoi fantasmi masochistici la donna tende spesso a esagerare i propri caratteri femminili, a rappresentarsi ultra-femminile; si mostra allora più vulnerabile di quanto non sia in realtà, al fine di stimolare le tendenze sadiche del suo aggressore. Contemporaneamente, vuole credere che il suo aggressore desideri umiliarla perché è troppo affascinante (componente narcisistica). Nei fantasmi masochistici dell’uomo si ritrova invece una dissimulazione della mascolinità; l’uomo generalmente adotta un atteggiamento passivo e infantile (il ragazzino che viene punito) , e la donna che lo umilia è abitualmente dotata di attributi che simboleggiano la forza virile.

Abbiamo inoltre constatato che i fantasmi omosessuali sono più frequenti nelle donne che negli uomini. E’ come se l’omosessualità fosse meno pericolosa per la donna. Questa può parzialmente ‘omosessualizzarsi’ conservando la sensazione essere una ‘vera donna’, mentre nell’uomo (eterosessuale) l’omosessualità può venire sicuramente a disturbare la mascolinità e perfino a creare una dislocazione dell’identità maschile. Per questo motivo, il fantasma omosessuale ha un valore anti erogenico per la maggior parte degli uomini.
Quando si esaminano rapidamente l’immaginario erotico maschile e quello femminile, si è colpiti di più dalle similarità. Parzialmente al riparo dai divieti sociali, l’immaginario offre un margine di manovra superiore alle pulsioni erotiche e ai ruoli sessuali. Un esame più attento ci mostra però che dietro questa plasticità si nascondono alcune differenze sessuali fondamentali che si incarnano in ruoli particolari. Profondamente radicati nella storia umana, questi ruoli sessuali sono diventati in qualche modo una seconda natura, o quel che si potrebbe chiamare una natura storica. Al limite, li si può quasi considerare degli archetipi sessuali, perché derivano non solo dalla storia ma anche e soprattutto dalla realtà anatomica. [(1) pag. 47, 48, 49, 50]