Farmaci Antidepressivi

Gentili Lettori,

come ho fatto per i farmaci che favoriscono il sonno, vi presento ora una lista di farmaci che sollevano l’umore. Tale lista crescerà mano mano che avrò il tempo di aggiungere nuovi principi attivi; comincio con sostanze che sollevano l’umore in modo rapido, per proseguire con i tradizionali antidepressivi a lunga latenza d’azione.

Tenete però sempre presenti le precauzioni generali di cui ho già scritto:

1) nessuna sostanza antidepressiva che voi assumiate è curativa, come può invece esserlo un’antibiotico o una terapia d’urgenza che vi salva la vita; gli antidepressivi sono sintomatici cioè fin che li prendete state meglio ma quando li smettete generalmente tornate a stare come prima e talvolta peggio perchè alla patologia iniziale si aggiunge anche l’astinenza dal farmaco.

2) dopo qualche anno di assunzione, anche l’antidepressivo più efficace  tende a non fare più effetto quindi dovete cambiare molecola o aumentare le dosi o prenderne due.

3) la depressione generalmente non è una malattia ma il segnale che nella vostra vita c’è qualcosa di profondamente sbagliato per voi: lavoro, ambiente, stile di vita; il malessere depressivo vi spinge ad ricercarne le cause e rimuoverle. Se appena state un pò male assumete un antidepressivo, tutto torna a sembrarvi a posto, quindi non cercherete più soluzioni e la vostra vita non cambierà.

L’antidepressivo va generalmente assunto solo se state troppo male, a tal punto da non avere più la forza di cambiare; oppure se siete affetti da una grave forma di depressione ereditaria, dove allora la causa del malessere risiede principalmente nella chimica. In tutti i casi comunque, sia che abbiate sbagliato cominciando una terapia antidepressiva per sintomi lievi, sia che abbiate una forma grave o ereditaria, vale questo principio: approfittate del benessere chimicamente indotto per cambiare le cose che non vanno, non dormiteci sopra.

4) uno stile di vita sano, comprensivo di attività sportiva regolare, può funzionare da ottimo antidepressivo intelligente e naturale. E per stile di vita sano intendo l’evitare più possibile eccessi d’alcool, di fumo, di caffè, di droghe e di farmaci inutili, comprese le benzodiazepine che, anche da sole e a basso dosaggio, se prese a lungo possono essere l’unica causa della vostra depressione.

Antidepressivi ad azione rapida

 

CAFFEINA

La caffeina, principio attivo stimolante di caffè e the, ha un effetto ben noto: aumenta la vigilanza, migliora l’apprendimento, alza l’umore, aumenta la forza muscolare e la resistenza alla fatica.
E’ chimicamente simile ad un neuromodulatore del cervello, l’ADP (adenosindifosfato), che ha però, al contrario, funzioni inibitorie: la caffeina, quando trova vuoti i recettori dell’ADP ci si lega impedendo al legittimo proprietario di entrare ed agire. Pur essendo strutturalmente simile all’ADP, la caffeina tuttavia non esercita alcun effetto a parte quello di bloccare l’azione dell’ADP.
Ma qual è l’effetto dell’ADP?

Esso è un prodotto di degradazione del famoso ATP, la moneta energetica dell’organismo: quando il cervello è stanco, accumula ADP e questo inibisce il rilascio di neurotrasmettitori eccitatori come il glutammato, l’acetilcolina, la dopamina, la noradrenalina e lo fa per dare riposo al cervello. La caffeina pertanto, bloccando questa fisiologica modulazione operata dall’ADP, mantiene attivo il cervello nonostante la stanchezza.
Sempre in dosi moderate e adattate alla singola persona, la caffeina produce anche un miglioramento delle prestazioni sportive perché, agli effetti su riportati, si somma la sua azione diretta sul muscolo che consiste in 1) aumento di concentrazione citoplasmatica di joni calcio (Ca++) e potassio (k+) a disposizione delle miofibrille contrattili con aumento della forza contrattile e 2) attivazione dell’enzima ossido nitrico sintetasi da parte del Ca++ con conseguente produzione di ossido nitrico il quale, essendo un vasodilatatore, migliora l’afflusso di sangue al muscolo (lo stesso effetto del Viagra sui vasi del pene)
La caffeina attraversa facilmente tutte le barriere dell’organismo tanto che essa comincia ad essere assorbita già dalla mucosa della bocca; esistono gomme da masticare alla caffeina che danno un effetto pressochè immediato.
L’emivita media della caffeina è di 3-5 ore ma può modificarsi molto per genetica, fumo di sigaretta (accorcia l’emivita), dieta, presenza di malattie epatiche (allungano l’emivita), gravidanza (allunga l’emivita), contraccettivi orali (allungano l’emivita).
La sensibilità alla caffeina può variare moltissimo, per motivi genetico-ereditari, da individuo ad individuo: è cosa nota che esistono persone alle quali una sola tazzina di caffè provoca disturbi insopportabili, mentre altre persone possono bere il caffè prima di dormire; la densità e la sensibilità dei recettori adenosinici nonché la velocità di smaltimento della caffeina possono infatti variare molto da individuo ad individuo.
La caffeina, consentendo il rilascio dei neurotrasmettitori eccitatori su citati, agisce stimolando diverse regioni cerebrali: ippocampo (memoria), corteccia cerebrale (velocità di ragionamento, funzione mentali superiori), cervelletto (equilibrio e coordinazione motoria), corpo striato (automatismi motori e tono muscolare) nucleus accumbens (senso del piacere).
Per le sue proprietà dopaminergiche la caffeina contrasta i sintomi del Parkinson e ,sembra, ne previene l’insorgenza
La caffeina però inibisce il rilascio di serotonina, tant’è che contrasta in parte l’effetto degli antidepressivi serotoninergici e favorisce la disforia e l’aggressività. Inoltre, ad alte dosi, facilitando il rilascio di glutammato dai neuroni corticali, può facilitare l’insorgenza di crisi epilettiche.
In alcuni soggetti sensibili inoltre provoca ansia e/o disturbi digestivi, soprattutto iperacidità gastrica.
L’effetto piacevole della caffeina sull’umore, è dovuto principalmente alla sua capacità di favorire il rilascio di dopamina (come fanno amfetamine e cocaina) nel nucleus accumbens, la “centralina del piacere” del nostro cervello.
L’uso cronico di caffeina (cosa che tutti facciamo), migliora la memoria e funziona da protettivo contro malattie neurodegenerative quali Demenza e Parkinson.

AMISULPIRIDE

L’amisulpiride è uno psicofarmaco in commercio da circa vent’anni (nomi commerciali più comuni: Deniban e Solian) che a basso dosaggio (50 mg 1 cpr al dì) funziona da ottimo antidepressivo con effetto stimolante, aumentando l’energia e la “voglia di fare”. Ha inoltre effetto ansiolitico nelle forme ansioso-depressive.
A dosaggio elevato  è invece un ottimo antipsicotico, molto efficace sui cosiddetti sintomi “positivi” della follia (“positivi”, non perché buoni!) e cioè: delirio, allucinazioni, pensiero disorganizzato, ostilità, diffidenza; ma efficace anche sui temibili sintomi “negativi” della follia cioè astenia, abulia, anedonia, apatia, mancanza di motivazione e iniziativa, insocievolezza.
Come è possibile una doppia azione di calmante nelle psicosi e stimolante nelle depressioni?
E’ possibile perché l’amisulpiride a basso dosaggio stimola prevalentemente la corteccia prefrontale aumentando in tale regione cerebrale il rilascio di Dopamina, con effetto stimolante-antidepressivo-ansiolitico; a dosaggio elevato, all’azione suddetta si sovrappone un’azione di blocco dei recettori dopaminergici a livello del sistema limbico, regione cerebrale implicata nelle manifestazioni acute di follia. Bloccando tali recettori, spegne la follia dando però sonnolenza, rallentamento e svariati effetti collaterali che sovrastano quelli positivi sull’umore; nelle depressioni comuni pertanto, non va superato generalmente il dosaggio di 200mg/die.
Per rendere l’dea delle proporzioni, si usa somministrare 50 mg al giorno nelle depressioni e da 400 a 1200 mg nella follia.
Per il basso dosaggio non serve iniziare gradualmente ma si può cominciare subito con i 50 mg; al pari, la sospensione, può essere brusca, senza dare particolari effetti collaterali. Tuttavia, per buona abitudine, io faccio sempre cominciare con 25 mg al dì e lo sospendo gradualmente.
Amisulpiride 50 mg, in alcune persone, può dare senso di irrequietezza ma generalmente è di effetto gratificante e piacevole fin dalla prima somministrazione; da notare che l’effetto stimolante-antidepressivo, a differenza dei comuni antidepressivi, comincia subito.
L’effetto collaterale di maggior rilievo che si verifica però ad alti dosaggi oppure a bassi dosaggi se l’assunzione si protrae per anni, è l’aumento della prolattina che va a stimolare le ghiandole mammarie sia nelle donne che negli uomini, dando anche calo di fertilità e disfunzioni sessuali. Pertanto, sottolineo che: l’amisulpiride preso da solo è un antidepressivo ottimo nelle depressioni non gravi (dette distimie) ma va assunto per un periodo limitato. Se la depressione persiste va affiancato un antidepressivo tipico (sertralina, paroxetina, mirtazapina, ecc.) ed eventualmente sospeso il Deniban se la prolattinemia è aumentata.
Amisulpride non possiede alcuna affinità per i recettori alfa-adrenergici, H1 istaminergici e colinergici essendo pertanto privo di effetti collaterali fastidiosi come sonnolenza, secchezza delle fauci, tachicardia, ipotensione ortostatica e disturbi visivi.

Recenti ricerche sottolineano che l’effetto antidepressivo dell’amisulpiride possa essere attribuito oltre che alla sua azione di stimolazione dopaminergica prefrontale, anche alla sua azione sulla trasmissione serotoninergica.
Come gli altri composti di questa classe si è dimostrato in grado di attivare la demetilazione del DNA nelle cellule cerebrali (in particolari le GABAergiche) promuovendo l’espressione genica, la cui repressione sembra essere implicata in diversi disturbi mentali.

Alcuni studi dimostrano che Amisulpride a basso dosaggio, è significativamente più efficace dei classici antidepressivi Sertralina e Imipramina e pari alla Amitriptilina e alla Amineptina nel trattamento della depressione (in particolare nella distimia e nelle forme con componenti di ansia, somatizzazioni ed eccessiva preoccupazione), con una velocità di azione più elevata (minore di 2 settimane, contro le 4 tipicamente richieste dagli altri antidepressivi). Altri studi dimostrano che l’aggiunta di amisulpiride basso dosaggio ad un trattamento antidepressivo con SSRI ne potenzia gli effetti terapeutici in pazienti con patologia resistente al trattamento.

Interessanti sono le opinioni dei pazienti:  www.meamedica.it/psicosi-schizofrenia-antipsicotici/amisulpride

SAMYR (ademetionina)

La S-Adenosil L-metionina (Ademetionina) è una sostanza naturalmente presente nel nostro organismo ma suscettibile di variazioni nella concentrazione, conseguenti all’età (con l’invecchiamento i livelli diminuiscono), allo stato di nutrizione (deriva da un amminoacido), alla genetica.
Ottimo antidepressivo ad effetto rapido (funziona già dopo 5-7 giorni), è un coenzima donatore di gruppi metile (-CH3, transmetilazione) che collabora alla sintesi di ormoni, neurotrasmettitori (dopamina, noradrenalina, adrenalina, serotonina, melatonina e istamina), acidi nucleici, proteine, fosfolipidi e consente sintesi e “manutenzione” delle membrane cellulari. L’ademetionina è a sua volta sintetizzata con l’aiuto di vitamina B 12 e acido folico pertanto è corretta la co-somministrazione di queste tre molecole i cui bassi livelli sono stati spesso notati nei pazienti depressi.
L’ademetionina è anche precursore di composti solforati fisiologici (cisteina, taurina, glutatione, CoA, ecc.) nelle reazioni di transulfurazione. Il Glutatione in particolare è il più potente antiossidante del fegato, che protegge gli epatociti da sostanze tossiche come alcol, farmaci, veleni.
Ancora, l’ademetionina, dopo diverse settimane di utilizzo continuativo, si è rivelata capace di lenire i sintomi dolorosi dell’osteoartrite (artrosi), spesso meglio dei tradizionali antidolorifici detti FANS.
Le compresse sono gastroresistenti, non vanno spezzate e devono essere assunte a stomaco vuoto

Riassumendo:

Vantaggi
Ottima molecola antidepressiva per le depressioni lievi-moderate, si può usare in associazione con i classici antidepressivi per le depressioni severe. Funziona dopo pochi giorni di assunzione. Ha scarsissimi effetti collaterali, quasi sempre nulli. Migliora la funzionalità epatica quindi favorisce la disintossicazione dell’organismo. Agisce proteggendo in generale l’organismo dai danni da radicali liberi. Se assunta per diverse settimane agisce bene contro il dolore osteoarticolare dell’osteoartrite.

Svantaggi
Costo elevato, il Samyr 400 mg cpr contiene 20 compresse e costa quasi 30,00 euro. Considerando che se ne devono assumere 2-3 al giorno, la cura costa 90-120,00 euro al mese.

AGOMELATINA

L’agomelatina (in Italia commercializzato come Valdoxan o Timanax) è uno psicofarmaco antidepressivo di recente approvazione ministeriale (2009) con una struttura molecolare e un’azione molto simili a quelli del neurotrasmettitore endogeno melatonina, da cui differisce per un solo atomo. E’ metabolicamente più stabile della melatonina e pertanto dotata di una durata d’azione più lunga, azione che tuttavia rimane breve, essendo l’emivita della molecola di appena 1-2 ore.
Il suo effetto terapeutico si crede sia dovuto alla stimolazione dei recettori melatoninici MT1 e MT2, all’inibizione dei recettori serotoninergici 5-HT2B e 5-HT2C e, probabilmente, all’azione di stimolo al rilascio di noradrenalina e dopamina nella corteccia prefrontale: un meccanismo d’azione quindi totalmente differente da quello degli altri antidepressivi. Non dà dipendenza nè sintomi da sospensione e talvolta viene usata per rendere più dolce la sospensione degli antidepressivi tradizionali.
Agomelatina è generalmente ben tollerata essendone le reazioni avverse di solito precoci, lievi e transitorie; non ha effetto anticolinergico, antiadrenergico, antiistaminico, quindi non provoca bocca secca, senso di stordimento, sonnolenza o alterazioni di pressione arteriosa e frequenza cardiaca. Tuttavia è da sottolineare la “pesantezza” di Agomelatina per il fegato, cosa che rende necessaria l’effettuazione degli esami di funzionalità epatica prima e durante il trattamento.

Riassumendo, io la utilizzo solo in chi mi riferisce di provare un effetto particolarmente piacevole con la melatonina, ma di per sè, come antidepressivo, ritengo ci sia di meglio.

Angelo Mercuri