Psicoterapia cognitivo-comportamentale del disturbo di panico

L’attacco di panico si configura come un breve periodo di terrore che di solito si manifesta all’improvviso ed è costituito da due componenti: una somatica con tremore, tachicardia, dispnea, vertigine, senso di irrealtà, ecc. ed una cognitiva con la convinzione di essere sul punto di morire ad esempio per un ictus o per un infarto. Talvolta la manifestazione cognitiva può essere la paura di impazzire o di perdere il controllo. Di solito, fortunatamente, l’attacco di panico non dura più di 30 minuti. Naturalmente vanno escluse tutte le cause organiche (poco comuni) in cui l’attacco di panico è scatenato da malattie o da intossicazione/astinenza da farmaci o droghe.

Dopo ripetuti attacchi di panico inattesi il paziente perde sicurezza in se stesso assumendo un atteggiamento di timorosa attesa dell’attacco successivo. Tale ansia anticipatoria intercritica unita a comportamenti di evitamento di situazioni o luoghi dove l’attacco si è già manifestato configura la condizione disabilitante del disturbo di panico.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale del disturbo di panico si basa sui seguenti punti:

1) Psicoeducazione .

Il terapeuta istruisce il paziente riguardo alla patologia di cui soffre ed eventualmente gli consiglia letture idonee.

2) ristrutturazione cognitiva.

Durante tali sedute, il terapeuta cerca di confutare le convinzioni catastrofiche del paziente riguardo alle conseguenze di un attacco di panico spiegandogli che nonostante la schiacciante paura che egli esperisce, non vi sono conseguenze nè psichiche nè fisiche.

3) Strategie di esposizione.

La paura di incorrere in un nuovo attacco di panico fà si che il paziente eviti tutte quelle situazioni vere o presunte che possono scatenarlo. Il terapeuta inviterà pertanto il paziente a compilare una lista di situazioni o luoghi che egli tende ad evitare, dal più temuto al meno temuto e lo inviterà ad esporsi gradualmente alle situazioni elencate partendo dalle meno problematiche, cercando di sopportare la paura più a lungo possibile.

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