Un dono della natura: il Litio

Il litio è un semplice elemento chimico, un metallo alcalino con una carica positiva, che in natura esiste sotto forma di sale e forma banali pietre (lithos in greco significa pietra). Eppure, la sua utilità nell’ambito delle gravi malattie psichiatriche è straordinaria: nelle psicosi bipolari, smussa sia i picchi della mania (inibendo la liberazione di dopamina, noradrenalina e glutammato) che quelli della depressione (stimolando la produzione di GABA e serotonina); per questo è uno stabilizzatore dell’umore, il migliore che abbiamo a disposizione, molto più dell’acido valproico e della carbamazepina. Ancora, il litio previene il suicidio, e si è visto che chi lo sta assumendo, anche a parità di sintomatologia depressiva, si suicida con molta minor frequenza: addirittura qualche ricercatore avanzò la proposta di aggiungerlo all’acqua del rubinetto per prevenire il suicidio nel mondo, come si fa col fluoro contro la carie dentaria o come si fa con lo iodio aggiungendolo al sale per prevenire il gozzo.
Il litio inoltre è neuro-protettivo, perché ha una funzione anti-apoptotica sui neuroni soprattutto dell’ippocampo (l’apoptosi è il suicidio cellulare cioè un automatismo biologico per cui le cellule vecchie, malate o dannose per l’organismo, si autoeliminano); nei pazienti bipolari trattati con litio, il volume dell’ippocampo infatti è molto meglio conservato rispetto ai bipolari che non lo assumono.
Il motivo per cui il Litio non viene ampiamente prescritto anche nelle forme bipolari o depressive lievi, visti i suoi magici effetti, è legato alla tossicità: basta infatti superare anche di poco la dose terapeutica perché diventi tossico. Per questo, vanno fatti dosaggi regolari della litiemia per tutto il periodo di assunzione e va controllata regolarmente la funzionalità renale e tiroidea; anche a dosaggi terapeutici comunque, il Litio tende a dare, negli anni, diabete insipido nefrogenico e ipotiroidismo con gozzo. Dà inoltre dipendenza: se lo sospendi, per almeno un anno rischi di stare peggio di prima di cominciare ad assumerlo e anche il rischio di suicidio rimbalza sù divenendo molto maggiore non solo di quando lo prendevi, il che è ovvio, ma anche di quando non lo conoscevi ancora. Altro effetto collaterale tipico è l’aumento di peso; il Litio inoltre, è estremamente tossico in gravidanza e durante l’allattamento.

Riassumendo:
sì al Litio e senza riserve nelle gravi psicosi maniaco depressive o nelle depressioni con grave rischio di suicidio; in tutti gli altri casi, no.

Angelo Mercuri

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